Adighè

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Circassi
Circassian children.jpg
 
Nomi alternativiAdighi
Luogo d'origineCaucaso
Popolazione3,7 milioni[1]
LinguaLingue circasse
ReligioneIslam (sunnismo),
minoranze cristiane ortodosse, cattoliche e neopagane
Distribuzione
Turchia Turchia 2.000.000[2][3]
Russia Russia 709.003[2]
Siria Siria 100.000[4][5]
Giordania Giordania 65.000[6]
Germania Germania 40.000[6]
Libia Libia 35.000[7]
Stati Uniti Stati Uniti 9.000[2]
Iraq Iraq 8.000 (1988)[8]
Israele Israele 3.595[6]
Paesi Bassi Paesi Bassi 500[6]

I circassi, noti anche come adighè[9] (o adighi[10], in adighè: адыгэ, adǝgă, in russo: адыги?, adygi) sono un gruppo etnico delle regioni a nord-ovest del Caucaso; appartengono a una delle più antiche popolazioni autoctone del Caucaso e sono tra gli abitanti originari della regione.[11] La Turchia ospita la più grande comunità circassa del mondo.

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

Circassi a nord del Caucaso

I circassi si definiscono adyghe. L'etnonimo deriva probabilmente dall'unione di atté ("altezza" che sta ad indicare i montanari) e ghéi ("mare").[12][13]

La parola circassi è un esonimo. I russi identificavano tutte le tribù come Čerkesy, derivato probabilmente dal nome di una delle tribù occidentali, Kerkety. Nelle prime fonti accademiche russe, i circassi erano definiti Kasogi, mentre nelle fonti arabe medievali erano chiamati Kasogi, Jarkas e Jahārkas. La parola Charkas potrebbe essere un'abbreviazione della parola persiana Chahār-kas ("quattro popoli").[14]

Nel X secolo, i persiani, i georgiani e gli arabi chiamavano i circassi Kashak, probabilmente una parola georgiana derivata dall'osseta Kasogi. I turchi usavano invece la parola Cherkas, diffusasi nel linguaggio comune a partire dal XIII secolo.[15]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I circassi cominciarono ad apparire sulla scena caucasica intorno al X secolo a.C., anche se si pensa che la loro origine può risalire a molto più indietro nel tempo. Le varie tribù circasse non si sono mai unificate sotto un'unica bandiera, fatto questo che ha notevolmente ridotto la loro influenza sul territorio e che ha avvantaggiato nel corso dei secoli gli invasori: mongoli, avari, peceneghi, unni e cazari.

Questa mancanza di unità è costata infine ai circassi una vera indipendenza quando furono sottomessi dall'Impero russo dopo una serie di guerre e di campagne militari verso la fine del XVIII secolo. Dopo la guerra di Crimea, la Russia volse le proprie attenzioni prima verso la Cecenia e il Daghestan; poi, quando nel 1859 sconfisse Imam Shamil, leader dell'Imamato del Caucaso, ad est, cominciò a sottomettere anche gli adighi in un processo che durò fino al 1864, chiamato Genocidio circasso, e che ebbe le punte massime a Soči.

Come le altre minoranze etniche soggiogate dalla Russia, anche i circassi furono sottoposti ad un massiccio riassetto sociale e politico che raggiunse il picco con le collettivizzazioni totali delle campagne nel periodo comunista.

I circassi hanno vissuto nelle regioni caucasiche sin dal medioevo. Grazie alla loro fama di guerrieri, spesso facevano parte dei reparti d'élite nelle grandi armate dell'epoca. Erano ben rappresentati, inoltre, nella società dei mamelucchi in Turchia e in Egitto. La dinastia egiziana Burji, regnante in Egitto dal 1382 al 1517 fu fondata da mamelucchi circassi.

I circassi vennero espulsi dalle loro regioni natali alla fine del XIX secolo, dopo una serie di rivolte contro il potere russo zarista. Buona parte della cultura circassa fu spazzata via dopo l'invasione russa del 1864. Essendo musulmani trovarono rifugio nelle varie regioni che costituivano ancora l'Impero ottomano, grazie alle loro tradizionali abilità militaresche che li portarono a costituire anche la tradizionale guardia pretoriana del sultano di Istanbul.

La diaspora[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione degli insediamenti circassi in Turchia.
Circassi a Istanbul commemorano il genocidio circasso.

La più grande comunità circassa si trova oggi in Turchia, in special modo nelle province di Samsun, Balıkesir, Sakarya e Düzce. Si costituirono comunità circasse — oltre a quella tradizionale egiziana — in Siria, Giordania (dove rivestono ancora un ruolo importante in politica e nell'esercito), Israele (i circassi israeliani sono concentrati nei villaggi di Kfar Kama e Rehaniya, fin dal 1880), oltre che negli Stati Uniti d'America, negli stati di New York e del New Jersey.

Un'altra porzione di circassi si stabilì in Bulgaria tra il 1864 e il 1865, ma di questo gruppo vi fu una dispersione totale dopo la separazione bulgara dall'Impero ottomano nel 1878; si stima che oggi vi siano in Bulgaria non più di 1000 circassi.

Una piccola comunità che si trovava in Kosovo è espatriata in Adighezia nel 1998.[16]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Abiti tradizionali circassi

I circassi erano considerati un popolo di guerrieri. La quasi totalità degli uomini conosceva le arti del combattimento e potevano essere considerati soldati, mentre i bambini venivano sottoposti in tenera età a duri addestramenti.

La società circassa poteva essere considerata in passato una società di tipo matriarcale. Le donne, infatti, combattevano al fianco dei loro mariti durante le battaglie ed erano per questo stimate quasi al pari degli uomini.

Prima dell'invasione russa, la società circassa era notevolmente stratificata. Solo poche tribù delle regioni montagnose della Circassia potevano fregiarsi di una certa uguaglianza a livello sociale, mentre la maggior parte dei sottogruppi erano suddivisi in molteplici caste. La più alta di queste era quella del principe, seguito da nobili, semplici cittadini, servi e schiavi. Nel periodo antecedente la dominazione russa, due tribù cominciarono al loro interno un relativo processo di democratizzazione sociale ma questo "esperimento" durò ben poco perché persero presto la loro indipendenza.

Oggi molti circassi parlano le lingue circasse o hanno adottato la lingua turca o la lingua araba, facente parte della famiglia linguistica delle lingue caucasiche. Le lingue circasse hanno adottato l'alfabeto cirillico.

La religione predominante tra i circassi è l'Islam sunnita.

Sottogruppi[modifica | modifica wikitesto]

Le principali tribù adighè sono:

Molti circassi stanziati in Caucasia sono bzhedugh e kemirgoy, mentre la maggioranza di quelli coinvolti nella diaspora sono abzekh e sciapsughi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ unpo.org/members/7869 Archiviato il 29 novembre 2010 in Internet Archive.
  2. ^ a b c Circassia, Unrepresented Nations and Peoples Organization (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2010)..
  3. ^ (TR) Ülkü Bilgin, Azinlik haklari ve Türkiye, Istanbul, Kitap Yayinevi, 2007, p. 85, ISBN 975-6051-80-9.
  4. ^ Syria, su Library of Congress.
  5. ^ gulf2000.columbia.edu, https://gulf2000.columbia.edu/images/maps/Syria_Ethnic_Shift_2010-2018_lg.png.
  6. ^ a b c d Sufian Zhemukhov, Circassian World: Responses to the New Challenges (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2009)..
  7. ^ Via Jamestown Foundation
  8. ^ Gyula Decsy, Statistical Report on the Languages of the World as of 1985: List of the languages of the world arranged according to continents and countries, Paperback, Eurolingua, 1988, p. 62, ISBN 0-931922-31-3.
  9. ^ Grafia e pronuncia corretta in lingua italiana
  10. ^ Wojciech Górecki, Pianeta Caucaso. Dalla Circassia alla Cecenia: un reportage dai confini dell'Europa, 2007, ISBN 88-424-2085-9. URL consultato il 28 maggio 2011.
  11. ^ Charles J. Adams, Wael B. Hallaq e Donald P. Little, Islamic Studies Presented to Charles J. Adams, Leida, Brill, 1991, p. 194.
  12. ^ Edmund Spencer, Travels in the Western Caucasus, including a Tour through Imeritia, Mingrelia, Turkey, Moldavia, Galicia, Silesia, and Moravia in 1836, Londra, H. Colburn, 1838, p. 6.
  13. ^ Louis Loewe, A Dictionary of the Circassian Language: in Two Parts: English-Circassian-Turkish, and Circassian-English-Turkish, Londra, Bell, 1854, p. 5.
  14. ^ Reza, Hirtenstein e Gholami.
  15. ^ Reza, Hirtenstein e Gholami.
  16. ^ (EN) [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Amjad Jaimoukha, The Circassians: A Handbook, Londra-New York, RoutledgeCurzon-Palgrave, 2001, ISBN 0-312-23994-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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