Principato di Bulgaria

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Principato di Bulgaria
Principato di Bulgaria – BandieraPrincipato di Bulgaria - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Principality of Bulgaria (1890).svg
In verde scuro il Principato, in verde chiaro la Rumelia orientale unitasi al principato nel 1885
Dati amministrativi
Nome completoPrincipato di Bulgaria
Nome ufficialeКняжество България
Knjažestvo Bălgarija
Lingue ufficialibulgaro
Lingue parlatebulgaro, turco ottomano, dialetto vlaso
InnoShumi Maritsa (inno nazionale)
Bože, Zarja chrani! (inno principesco)
CapitaleSofia (1878-1908) [1]
Altre capitali
Dipendente daImpero ottomano Impero ottomano
Politica
Forma di StatoPrincipato
Forma di governoMonarchia costituzionale
PrincipeAlessandro I di Bulgaria (1879-1886)

Ferdinando I di Bulgaria (1887-1908)

Primo MinistroTodor Burmov (primo) (1879)

Aleksandăr Malinov (ultimo) (1908)

Organi deliberativiAssemblea nazionale (Bulgaria)
Nascita3 marzo 1878 con Alessandro I di Bulgaria
CausaPace di Santo Stefano
Fine5 ottobre 1908 con Ferdinando I di Bulgaria
CausaProclamazione del Regno di Bulgaria
Territorio e popolazione
Bacino geograficoEuropa orientale
Territorio originaleEuropa orientale
Massima estensione163.965 km² nel 1878 (trattato di Santo Stefano)
63.752 km² nel 1880
95.223 km² nel 1908
Popolazione2.007.919 nel 1880
4.215.000 nel 1908
Economia
ValutaLev bulgaro
Religione e società
Religione di StatoChiesa Ortodossa Bulgara
Bulgaria-SanStefano -(1878)-byTodorBozhinov.png
Evoluzione storica
Preceduto daImpero ottomano Impero ottomano
Succeduto daBulgaria Regno di Bulgaria
Ora parte diBulgaria Bulgaria
Serbia Serbia

Il Principato di Bulgaria (in bulgaro: Княжество България?, traslitterato: Knjažestvo Bălgarija) fu il nome ufficiale della Bulgaria dall'adozione della Costituzione di Tărnovo il 16 aprile 1879, seguita dall'Unificazione con la Rumelia orientale nel 1885, fino alla dichiarazione dell'indipendenza nel 1908. Il Principato fu uno stato de facto indipendente, ma de jure vassallo sotto il suzerain dell'Impero ottomano. Fu stabilito dal Trattato di Berlino il 13 luglio 1878.

Nella letteratura storica bulgara il termine "Principato di Bulgaria" viene il più delle volte usato per distinguere lo Stato bulgaro settentrionale (dipendente dall'Impero ottomano ai sensi del Trattato di Berlino) dalla regione autonoma ottomana della Rumelia orientale (con un grado di indipendenza minore), che rappresentano oggi la maggior parte della Bulgaria meridionale.

Dopo la Guerra russo-turca (1877-1878) finita con la vittoria russa, la Pace di Santo Stefano fu firmata dalla Russia e dall'Impero ottomano il 3 marzo del 1878. In base a ciò fu creato un grande stato vassallo bulgaro, che era significativamente più grande: le sue terre comprendevano quasi tutti i gruppi etnici bulgari nei Balcani e la maggior parte della Mesia, della Tracia e della Macedonia, che si estendeva dal Mar Nero al Mar Egeo. Tuttavia il Regno Unito e l'Impero austro-ungarico erano contro l'istituzione di un grande "stato clientelare" della Russia nei Balcani, temendo che ciò potesse spostare l'equilibrio di potere nel Mediterraneo. Perciò le grandi potenze furono convocate e firmarono il Trattato di Berlino, sostituendo con questo il Trattato di Santo Stefano, che non era mai entrato in vigore. Questo creò un principato molto più piccolo accanto ad una Rumelia orientale autonoma all'interno dell'Impero Ottomano.

Confini[modifica | modifica wikitesto]

Differenze fra i confini della Bulgaria secondo il Tratto preliminare di Santo Stefano e il Trattato di Berlino.

Il Trattato di Berlino, nell'art. 2, definiva il territorio del Principato di Bulgaria nelle terre comprese tra il Danubio e i Monti Balcani e il già Sangiaccato di Sofia. Ad est il principato confinava con il Mar Nero, a sud il confine con la Rumelia orientale passava principalmente lungo la cresta dei Monti Balcani, e al monte Kositsa scendeva a sud tra Pirdop e Duŝantsi fino al fiume Topolnitsa, lo attraversava, attraversava la Sredna gora di Ihtiman, passava tra Ihtiman e Vakarel e lungo lo spartiacque tra i fiumi Iskăr e Maritsa, e poi, a confine con l'Impero Ottomano, lungo lo spartiacque dei fiumi Rila e Bistrica nel complesso montuoso di Rila raggiungeva la valle di Struma. Da lì il confine risaliva la cresta di Vlahina e andava a nord-ovest lungo la cresta del Monte Osogovska, quindi lungo lo spartiacque tra i fiumi Struma e Morava e lungo lo spartiacque del fiume Jerma, e attraversava la valle di Niŝava ad ovest di Tsaribrod. Quindi il confine raggiungeva in linea retta il monte Vidlič e da lì di nuovo in linea retta la cresta dei Monti Balcani a ovest della cima Srebărna Glava. Successivamente il confine correva lungo la cresta dei Monti Balcani e ad ovest di Kula passava lungo il fiume Timok fino alla confluenza con il Danubio. Il confine settentrionale con la Romania seguiva il corso del Danubio, quindi continuava come confine terrestre ad est di Silistra fino al Mar Nero a sud di Mangalia.

Dopo l'Unificazione nel 1885 quasi l'intero territorio della Rumelia orientale fu unito al principato, ad eccezione di Kărdžali e Tumrshko, che, secondo la Convenzione di Tophane, rimasero nell'Impero Ottomano. In questo modo il confine meridionale passava attraverso i Monti Rodopi, lasciando fuori della Bulgaria la maggior parte del bacino del fiume Văča e una regione intorno a Kărdzăli a nord del fiume Arda. Dopodiché il confine proseguiva a est, lungo il fiume Arda, fino all'attuale villaggio di Borislavtsi, e da lì a nord-est raggiungeva il fiume Maritsa, attraversandolo cinque chilometri a monte del fiume da Svilengrad. Quindi passava per il Monte Sakar, attraversava la valle di Tundža, passava per le Alture di Dervent, e lungo la cresta della collina di Bosna nella Strandža raggiungeva il Mar Nero a nord di Kiten.

Nel 1889, il territorio bulgaro aveva un'area di 95.704,5 km²[2] [3], con terreni agricoli di quasi 30%[3].

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

L'Ufficio statistico del Principato di Bulgaria effettuò il censimento della popolazione, secondo il quale, al 1 gennaio 1888, gli abitanti di Plovdiv erano 33.032, di Sofia - 30.429, di Russe - 27.194 e di Varna - 25.259.[4]

Secondo il successivo censimento della popolazione, il Principato nel 1893 contava 3.310.801 abitanti.

Popolazione nel 1893[5]
Gruppo Popolazione
bulgari (ortodossi) 2.464.404
turchi 558.364
rumeni 62.227
greci 58.296
zingari 51.946
ebrei 27.777
bulgari (pomacchi) 20.974
tatari 17.481
gagauzi 9.520
armeni 6.900
bulgari (protestanti) 2.384
valacchi 733
altri (francesi, serbi, russi,

Italiani e soprattutto tedeschi)

13.616

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Già durante la Guerra di liberazione russo-turca (1877-1878) in tutte le terre bulgare si istaurò l'Amministrazione provvisoria russa. Nel maggio 1878 il principe Alexander Dondukov-Korsakov fu nominato commissario imperiale russo in Bulgaria per un periodo di due anni, ma il Trattato di Berlino ridusse il suo mandato a 9 mesi. Il governo provvisorio russo preparò l'Assemblea costituente a cui parteciparono 230 rappresentanti del popolo (di cui 89 eletti direttamente dal popolo (uno ogni 10.000 abitanti maschi), 117 "di diritto" in base alla loro posizione ufficiale, 19 nominati dal principe Dondukov-Korsakov e 5 rappresentanti di varie organizzazioni e società [6] ), durante la quale fu redatta la costituzione bulgara. Le minoranze turche, greche ed ebraiche ebbero i loro rappresentanti nell'Assemblea nazionale costituente. Tra i deputati prevalsero i rappresentanti dell'intellighenzia risorgimentale, e vi furono anche dei partecipanti alla Lotta per l'indipendenza della Chiesa bulgara, al movimento per la cultura nazionale, alla lotta rivoluzionaria, alla Guerra russo-turca e alla Amministrazione provvisoria russa in Bulgaria. La maggior parte dei rappresentanti delle popolo furono relativamente giovani e un gran numero di loro furono abitanti delle città.

L'ex konak turco a Tărnovo, dove si riunì l'Assemblea Costituente.
Alessandro I di Battenberg

Il 16 aprile 1879 fu adottata la legge fondamentale, secondo la quale la Bulgaria fu definita una monarchia costituzionale con un parlamento unicamerale e il diritto di voto per tutti gli uomini di età superiore ai 21 anni. Secondo la costituzione, il principe era il comandante in capo dell'esercito bulgaro e il potere esecutivo apparteneva a lui. Il 17 aprile 1879 fu convocata la Prima grande assemblea nazionale che si tenne fino al 26 giugno nell'ex konak turco (la residenza ufficiale del governatore distrettuale turco) di Tărnovo. Essa fu infatti una continuazione dell'Assemblea costituente e iniziò a lavorare il giorno dopo l'adozione della Costituzione di Tărnovo. Alla sua chiusura, su suggerimento dell'Imperatore russo, come principe sovrano della Bulgaria fu eletto il 22-enne principe dell'Assia-Darmstadt Alessandro Battenberg, nipote dell'imperatrice russa Maria Alessandrovna, moglie di Alessandro II.[7]

Ferdinando I di Sassonia-Coburgo-Gotha
Stefan Stambolov

Prima ancora Alessandro era stato volontario nella Guerra di Liberazione. Governò dal 1879 al 1886, quando contro di lui fu organizzato un colpo di stato da un gruppo di militari incoraggiati dalla Russia. Questi non governarono a lungo perché Stefan Stambolov (considerato uno dei più importanti e famosi "fondatori della Bulgaria moderna") compì un contraccolpo di stato e riportò il principe al trono. L'Imperatore russo però, non lo approvò e Battenberg abdicò volontariamente. Fu nominato il Consiglio di Reggenza, a capo di cui fu posto Stefan Stambolov, che governò fino all'elezione di un nuovo principe (in bulgaro: knjaz).

Il 29 ottobre 1886 la Terza Grande Assemblea Nazionale elesse come principe Valdemaro di Danimarca, un membro della famiglia reale danese, il più giovane dei figli maschi di Cristiano IX di Danimarca. Sotto la pressione dell'imperatore russo Alessandro III, tuttavia, lui rinunciò alla corona bulgara per telegrafo l'11 novembre.

Il 7 luglio 1887 il principe di Koháry Ferdinando I di Sassonia-Coburgo-Gotha, all'epoca ufficiale nell'esercito austro-ungarico, fu eletto principe della Bulgaria dalla Terza grande assemblea nazionale[8]. Governò come tale fino al 3 ottobre 1908, quando dichiarò l'Indipendenza della Bulgaria, e il 5 ottobre divenne il re dei bulgari.

Sistema politico[modifica | modifica wikitesto]

1leftarrow blue.svg Voce principale: Costituzione di Tărnovo.
La 1ª pagina della Costituzione di Tărnovo (in russo e in bulgaro).

Secondo la Costituzione di Tărnovo, Cap. II, art. 4-18:[9]

«La Bulgaria si configura come una monarchia parlamentare con una struttura moderatamente liberale, con il principe come rappresentante supremo e capo dello Stato. Viene rispettato il principio della separazione dei tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Il popolo bulgaro gode del suffragio universale senza alcuna restrizione; ottiene la libertà di stampa, di religione, di associazione, ecc.»

La Costituzione del Principato di Bulgaria si rivelò una delle leggi fondamentali più amanti della libertà dei paesi europei d'epoca.

Divisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Quando, dopo la Liberazione della Bulgaria, fu istituita l'autorità civile, fu preservata la struttura amministrativo-territoriale ottomana: i vilayet furono aboliti e le restanti unità furono ribattezzate come segue: il sanigaccato divenne gubernija, il cazà - distretto, la nahiya - volost' o okolija, il belledije e il majlis - comune (urbano o rurale).

La prima riforma territoriale in Bulgaria fu attuata 3 anni dopo la Liberazione. Con il Decreto n. 537 del 28 luglio 1882 fu promulgata la Legge sulla Divisione Amministrativa del territorio del Principato che abolì i governatorati e divise il Paese in 14 distretti e 56 okoliji. Secondo la divisione amministrativo-territoriale dopo l'Unificazione del 1890, il territorio del Principato fu diviso in 22 distretti con 85 okoliji, di cui 6 nell'ex Rumelia orientale. A capo di ogni distretto fu un governatore distrettuale, rappresentante del governo centrale e responsabile della gestione finanziaria del distretto. Ogni distretto ebbe anche un Consiglio distrettuale composto da 12 a 30 membri a seconda della popolazione. Gli okolija furono governati da un capo. A Sofia, Russe, Varna e Plovdiv furono nominati anche i sindaci[10].

La seconda complessiva riforma amministrativo- territoriale del Paese fu attuata nel 1901, quando con il Decreto n. 236 del 16 maggio 1901 venne promulgata la Legge sulla divisione amministrativa del territorio dello Stato (adottata dall'11 Assemblea nazionale il 4 maggio 1901), secondo cui il Paese fu suddiviso in distretti (12), okoliji (71) e comuni.

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Cartolina con l'inno.

"Shumi Maritsa" (bulgaro: Шуми Марица, ovvero [il fiume] Maritsa fa rumore/ruggisce) fu l'inno nazionale bulgaro dal 1886 al 1944 (ufficialmente al 1947). La musica fu ispirata dalla canzone popolare tedesca "Wenn die Soldaten durch die Stadt marschieren" (Quando i soldati marciano per la città), molto popolare in Bulgaria a metà del XIX secolo. Il testo originale fu scritto da Nikola Zhivkov, preside di una scuola a Veles (ora nella Macedonia del Nord). I testi furono modificati molte volte, in particolare nel 1912 dal famoso poeta e scrittore bulgaro Ivan Vazov. La musica fu opera di Alexander Kosmar (1839).

Il testo e la melodia dell'inno sono tipici di una marcia militare. Tuttavia, sono generalmente accettati come inno nazionale nel contesto della reazione del popolo bulgaro contro le decisioni del Congresso di Berlino.

Dopo il 1947 la canzone fu considerata "fascista" e fu eseguita solo nel 1989.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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