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Tribunale speciale per il Libano

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Tribunale speciale per il Libano
Special Tribunal for Lebanon
Netherlands, Leidschendam, Lebanon tribunal.JPG
Olanda, Leidschendam sede del Tribunale speciale per il Libano
Abbreviazione TLS
Tipo Tribunale internazionale
Fondazione 10 giugno 2007
Fondatore Nazioni unite
Scopo Ricercare e giudicare i responsabili dell'omicidio di Rafiq Hariri
Sede centrale Paesi Bassi Leidschendam
Presidente Ivana Hrdličková
Sito web

Il Tribunale speciale per il Libano (Special Tribunal for Lebanon), in sigla TSL, è un tribunale criminale internazionale incaricato di perseguire, a norma del diritto libanese, le azioni criminali correlate all'assassinio del premier Rafīq al-Ḥarīrī, avvenuto il 14 febbraio 2005.

Il 1º marzo 2009 sono iniziati i lavori del tribunale all'Aja. Molti personaggi politici internazionali hanno visto questa come una data storica per fare chiarezza sull'attentato che come pochi altri ha scosso il Libano.

Il 24 marzo 2009 il giurista Antonio Cassese è stato nominato presidente del tribunale. Il suo compito è quello di fare luce su chi ha organizzato l'attentato terroristico che ha ucciso Hariri più i vari altri omicidi a sfondo politico.[1]

Ad aprile 2009 il tribunale ordina la scarcerazione per mancanza di prove[2] di quattro ex generali libanesi detenuti perché accusati di aver organizzato l'attentato. I quattro imputati erano:

  • Jamil Sayyed, ex capo della sicurezza,
  • Ali Hajj, ex capo della polizia,
  • Raymond Azar, ex capo dell'intelligence militare
  • Mustafa Hamdan, ex capo della guardia presidenziale

Il 23 maggio 2009 il settimanale tedesco Der Spiegel rivela che le indagini condotte dal Tribunale Internazionale indicano in Hezbollah il colpevole dell'omicidio di Rafiq al-Hariri. Il Der Spiegel afferma che tali notizie provengono da fonti vicine al tribunale. I giudici del tribunale hanno detto di non sapere da dove sia uscita la notizia.[3]

Il partito sciita nega totalmente di essere il responsabile.

Gli altri partiti politici del Libano mantengono un basso profilo, molti scelgono di non commentare la vicenda o comunque rilasciano dichiarazioni tese a non strumentalizzare la notizia neanche per fini elettorali (le elezioni politiche cadono il 7 giugno del mese seguente).

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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