Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

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Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici
2011 logo.png
Logo UNFCCC
Firma 4 giugno 1992
Luogo New York, Stati Uniti d'America
Efficacia 21 marzo 1994
Condizioni Ratifica da parte di 50 stati
Firmatari 165
Ratificatori 196 (tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, così come Niue, Isole Cook e l'Unione europea)[1]
Depositario Segretario generale delle Nazioni Unite
Lingue Arabo, cinese, inglese, francese, russo, spagnolo
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  • Membri UNFCCC:
  1. Afghanistan
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  137. Repubblica Centroafricana
  138. Repubblica del Congo
  139. Repubblica Democratica del Congo
  140. Repubblica Dominicana
  141. Romania
  142. Ruanda
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  147. Samoa
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  149. São Tomé e Príncipe
  150. Senegal
  151. Serbia e Montenegro
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  153. Sierra Leone
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  160. Stati Uniti d'America
  161. Sudafrica
  162. Sudan
  163. Suriname
  164. Swaziland
  165. Svezia
  166. Svizzera
  167. Tagikistan
  168. Tanzania
  169. Thailandia
  170. Togo
  171. Tonga
  172. Trinidad e Tobago
  173. Tunisia
  174. Turchia
  175. Turkmenistan
  176. Tuvalu
  177. Ucraina
  178. Uganda
  179. Ungheria
  180. Unione europea
  181. Uruguay
  182. Uzbekistan
  183. Vanuatu
  184. Venezuela
  185. Vietnam
  186. Yemen
  187. Zambia
  188. Zimbabwe
  • Osservatori:
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  2. Brunei
  3. Città del Vaticano
  4. Iraq
  5. Somalia

La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (in inglese United Nations Framework Convention on Climate Change da cui l'acronimo UNFCCC o FCCC) è un trattato ambientale internazionale prodotto dalla Conferenza sull'Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNCED, United Nations Conference on Environment and Development), informalmente conosciuta come Summit della Terra, tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992. Il trattato punta alla riduzione delle emissioni dei gas serra, sulla base dell'ipotesi di riscaldamento globale.

Il trattato, come stipulato originariamente, non poneva limiti obbligatori per le emissioni di gas serra alle singole nazioni; era quindi, sotto questo profilo, legalmente non vincolante. Esso però includeva la possibilità che le parti firmatarie adottassero, in apposite conferenze, atti ulteriori (denominati "protocolli") che avrebbero posto i limiti obbligatori di emissioni. Il principale di questi, adottato nel 1997, è il protocollo di Kyōto, che è diventato molto più noto che la stessa UNFCCC.

Il FCCC fu aperto alle ratifiche il 9 maggio 1992 ed entrò in vigore il 21 marzo 1994. Il suo obiettivo dichiarato è "raggiungere la stabilizzazione delle concentrazioni dei gas serra in atmosfera a un livello abbastanza basso per prevenire interferenze antropogeniche dannose per il sistema climatico".

Stati dell'Annesso I e dell'Annesso II, e Paesi in via di sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Gli stati firmatari dell'UNFCCC sono suddivisi in tre gruppi:

I Paesi dell'Annesso I concordano nel ridurre le loro emissioni (in particolare di biossido di carbonio) a livelli obiettivo inferiori alle loro emissioni del 1990. Se non possono farlo, devono acquistare crediti di emissione o investire nella conservazione. I Paesi in via di sviluppo non hanno restrizioni immediate rispetto all'UNFCCC, per tre motivi principali:

  • Impedire restrizioni nel livello di crescita perché l'inquinamento è fortemente correlato alla crescita industriale, e le loro economie possono potenzialmente crescere in maniera molto rapida.
  • Impedire la vendita di loro crediti di emissione alle nazioni industrializzate per permettere a queste ultime di inquinare ulteriormente.
  • Ottenere denaro e tecnologie dai Paesi dell'Annesso II.

I Paesi in via di sviluppo possono volontariamente diventare Paesi dell'Annesso I quando sono sufficientemente sviluppati. Sino a quel momento, non sono tenuti a implementare i loro obblighi rispetto alla Convenzione finché le nazioni industrializzate non forniscano abbastanza denaro e tecnologia, e questo ha una priorità inferiore rispetto allo sviluppo economico e sociale e alla lotta alla povertà.

Alcuni oppositori alla Convenzione credono che le differenze tra i Paesi dell'Annesso I e i Paesi in via di sviluppo non siano corrette dal punto di vista concorrenziale, e che entrambi debbano ridurre le loro emissioni. Alcune nazioni ritengono che i costi per ottenere gli obiettivi espressi nella Convenzione possano stressare la loro economia. Queste sono alcune delle motivazioni date da George W. Bush, il Presidente degli Stati Uniti, per comportarsi come fece il suo predecessore e non inviare il protocollo di Kyōto firmato al Senato degli Stati Uniti.

Paesi dell'Annesso I[modifica | modifica wikitesto]

Paesi dell'Annesso I (Paesi industrializzati): Australia, Austria, Bielorussia, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Danimarca, Estonia, Federazione Russa, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Giappone, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Monaco, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d'America, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria, Unione europea.

Paesi dell'Annesso II[modifica | modifica wikitesto]

Paesi dell'Annesso II (nazioni sviluppate che pagano per i costi dei PVS): Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Unione europea, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti d'America.

Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC)[modifica | modifica wikitesto]

La Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change, UNFCCC) fu aperta alle firme nella Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e lo Sviluppo del 1992, a Rio de Janeiro. Il 12 giugno 1992, 154 nazioni avevano firmato la UNFCCC, che dopo la ratifica obbligava i governi a perseguire un "obiettivo non vincolante" per ridurre le concentrazioni atmosferiche dei gas serra con l'obiettivo di "prevenire interferenze antropogeniche pericolose con il sistema climatico terrestre".

Queste azioni erano dirette principalmente ai paesi industrializzati, con l'intenzione di stabilizzare le loro emissioni di gas serra ai livelli del 1990 entro il 2000; altre responsabilità ricadevano invece su tutte le parti della convenzione. Le nazioni firmatarie concordarono di riconoscere "responsabilità comuni ma differenziate", con maggiori responsabilità per la riduzione delle emissioni di gas serra nel breve periodo per i Paesi sviluppati, elencati nell'Annesso I dell'UNFCCC e denominati Paesi dell'Annesso I.

Secondo i termini dell'UNFCCC, avendo ricevuto le ratifiche di più di 50 Paesi, il trattato entrò in vigore il 21 marzo 1994. Da quel momento, le parti si sono incontrate annualmente nella "Conferenza delle Parti (COP)" per analizzare i progressi nell'affrontare il cambiamento climatico, iniziando da metà degli anni 1990, per negoziare il Protocollo di Kyōto per stabilire azioni legalmente vincolanti per i Paesi sviluppati per ridurre le loro emissioni di gas serra.

Le Conferenze delle Parti (COP)[modifica | modifica wikitesto]

COP-1, il Mandato di Berlino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Mandato di Berlino.

La Conferenza delle Parti dell'UNFCCC si incontrò per la prima volta a Berlino (Germania) dal 28 marzo al 7 aprile 1995, ed espresse timori sull'adeguatezza delle azioni degli stati ad adempiere gli obblighi della Convenzione. Questi furono espressi in una dichiarazione ministeriale delle Nazioni Unite conosciuta come il "Mandato di Berlino", che stabiliva una fase di analisi e ricerca (Analytical and Assessment Phase, AAP) di due anni, per negoziare un "insieme completo di azioni" da cui gli Stati potessero scegliere quelle più adeguate per ognuno di essi, in modo che fossero le migliori dal punto di vista economico e ambientale. Il Mandato di Berlino esentò i Paesi non-Annesso I da obblighi vincolanti addizionali, in ragione del principio delle "responsabilità comuni ma differenziate" stabilito dalla UNFCCC, sebbene si ipotizzasse che le grandi nazioni di nuova industrializzazione sarebbero diventate i più grandi emettitori di gas serra nei 15 anni a venire.

COP-2, Ginevra, Svizzera[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 1996.

La Seconda Conferenza delle Parti dell'UNFCCC (COP-2) avvenne in luglio 1996 a Ginevra (Svizzera). La sua dichiarazione ministeriale fu adottata il 18 luglio e rifletteva la posizione statunitense presentata da Timothy Wirth, all'epoca Sottosegretario agli Affari Generali per il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti:

  1. Accettando i rilievi scientifici sui mutamenti climatici descritti dal Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) nel suo secondo rapporto (1995);
  2. Rigettando "politiche armonizzate" uniformi in favore della flessibilità;
  3. Stabilendo la necessità di "obblighi a medio termine legalmente vincolanti".

COP-3, il Protocollo di Kyōto sul Cambiamento Climatico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Protocollo di Kyoto.

Il Protocollo di Kyoto fu adottato nella COP-3, svoltasi nel dicembre 1997 a Kyōto (Giappone), dopo tese negoziazioni. Molte nazioni industrializzate e alcune economie centroeuropee in transizione (definite come Paesi dell'Annesso B) concordarono su riduzioni legalmente vincolanti delle emissioni di gas serra, in media di 6%-8% rispetto ai livelli del 1990, fra gli anni 2008 e 2012. Gli Stati Uniti avrebbero dovuto ridurre le loro emissioni totali del 7% rispetto ai loro livelli del 1990. L'Amministrazione di Bill Clinton, nel budget del 2001 incluse i finanziamenti per l'iniziativa per le tecnologie indirizzate a fronteggiare il cambiamento climatico (Climate Change Technology Initiative, CCTI).

COP-4, Buenos Aires[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 1998.

La COP-4 ebbe luogo a Buenos Aires (Argentina) nel novembre 1998. Si pensava che le problematiche rimaste irrisolte a Kyoto sarebbero state completate in questo incontro, ma la complessità e la difficoltà a raggiungere accordi si dimostrò insormontabile, per cui le parti adottarono un "Piano di azioni" biennale per avanzare le azioni e trovare meccanismi per l'implementazione del Protocollo di Kyōto, che doveva essere completato entro il 2000.

COP-5, Bonn, Germania[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 1999.

La quinta Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici avvenne a Bonn (Germania), fra il 25 ottobre e il 4 novembre 1999. Fu principalmente una riunione tecnica, che non raggiunse conclusioni rilevanti.

COP-6, L'Aja, Paesi Bassi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2000.

Quando si riunì la COP-6, fra il 13 e il 25 novembre 2000, a L'Aia (Paesi Bassi), le discussioni evolsero rapidamente verso una negoziazione ad alto livello sui maggiori temi politici. Questi inclusero la controversia sulla proposta degli Stati Uniti di permettere di ottenere crediti dai "sink" di carbonio (boschi e terre agricole), che averebbero soddisfatto buona parte della riduzione delle emissioni statunitensi; discordie riguardo alle conseguenze correlate al mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzioni; e difficoltà nel risolvere i problemi riguardo a come i PVS potessero ottenere assistenza finanziaria per contrastare gli effetti dei mutamenti climatici e raggiungere i loro obiettivi di raccolta dei dati di emissione e di possibile riduzione delle stesse.

Nelle ore finali del COP-6, nonostante alcuni accordi preliminari tra gli USA e alcuni Stati europei, in particolare il Regno Unito, l'Unione Europea, guidata da Danimarca e Germania, rifiutò le posizioni di compromesso, e le discussioni in corso collassarono. Jan Pronk, il Presidente della COP-6, sospese i lavori senza giungere ad accordi, aspettando che le negoziazioni potessero riprendere. Fu quindi annunziato che gli incontri della COP-6, con la denominazione di "COP-6 bis, sarebbero ricominciati a Bonn, nella seconda metà di luglio. Il successivo incontro delle parti dell'UNFCCC - COP-7 - fu quindi fissato a Marrakech, in Marocco, in ottobre-novembre del 2001.

COP-6 "bis," Bonn, Germania[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2001 (Bonn).

Quando i negoziati del COP-6 ripresero a Bonn (16-27 luglio 2001), pochi progressi vennero fatti per risolvere le differenze che avevano prodotto una impasse a L'Aia. Comunque, questo incontro si svolse dopo che George W. Bush era diventato presidente degli Stati Uniti e aveva rigettato il protocollo di Kyōto a marzo. Come risultato la delegazione statunitense a questo meeting declinò la sua partecipazione ai negoziati relativi al Protocollo, e scelse di agire come osservatrice all'incontro. Mentre le altre parti negoziavano le questioni chiave, venne raggiunto l'accordo su gran parte delle principali questioni politiche, con grande sorpresa della maggior parte degli osservatori, dato le scarse aspettative che precedettero l'incontro. Gli accordi comprendevano:

  1. Meccanismi: I meccanismi di "flessibilità", che gli USA avevano fortemente sostenuto quando il protocollo venne inizialmente stilato, comprendenti il commercio di emissioni; l'implementazione congiunta; ed il Meccanismo di Sviluppo Pulito o (Clean Development Mechanism - CDM in inglese), che fornisce sovvenzioni dalle nazioni sviluppate per le attività di riduzione delle emissioni nei paesi in via di sviluppo, con un credito per le nazioni donatrici. Uno degli elementi chiave di questo accordo fu che non ci sarebbero stati limiti quantitativi al credito che una nazione poteva rivendicare per l'uso di questi meccanismi, ma che l'azione interna doveva costituire un elemento significativo degli sforzi di ogni nazione dell'Annesso II per andare incontro ai propri obiettivi.
  2. Abbattimento del carbonio: Venne concordato un credito per le numerose attività che assorbono carbonio dall'atmosfera o lo immagazzinano, comprendente la gestione di foreste e terreni coltivabili e la rivegetazione, senza un tetto complessivo sull'ammontare di credito che una nazione poteva pretendere per le attività di abbattimento. Nel caso della gestione forestale, un'appendice Z stabiliva tetti specifici per ogni nazione, per ogni paese dell'Annesso I, ad esempio, un tetto di 13 milioni di tonnellate poteva essere accreditato al Giappone (il che rappresenta circa il 4% delle sue emissioni annue). Per la gestione delle terre coltivabili, le nazioni potevano ricevere crediti solo per miglioramenti rispetto ai livelli del 1990.
  3. Conformità: l'azione finale sulle procedure di conformità e i meccanismi rigiardanti la non-conformità a quanto previsto dal protocollo vennero rinviati al COP-7, ma inclusero un ampio abbozzo delle conseguenze per il mancato rispetto degli obiettivi sulle emissioni che avrebbero incluso un requisito di ricompensa delle insufficienze di 1,3 tonnellate a 1, la sospensione del diritto di vendere crediti per un surplus nella riduzione di emissioni e richiedevano piano d'azione per la conformità a quanti non raggiungevano i loro obiettivi.
  4. Finanziamento: ­Tre nuovi fondi vennero concordati per fornire assistenza per i bisogni associati ai cambiamenti climatici; un fondo per le nazioni meno sviluppate, in supporto ai Programmi d'Azione di Adeguamento nazionale; e un fondo di adeguamento al Protocollo di Kyōto, sostenuto da una imposta sul CDM e da contributi volontari.

Una serie di dettagli operativi riguardanti queste decisioni rimase da negoziare e concordare, e furono l'oggetto principale dell'incontro COP-7 che seguì a questo.

COP-7, Marrakesh, Marocco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2001.

All'incontro del COP-7 di Marrakesh (Marocco) del 29 ottobre-10 novembre 2001, i negoziatori in effetti completarono il lavoro del Piano d'Azione di Buenos Aires, finalizzando gran parte dei dettagli operativi e creando le condizioni per cui le nazioni ratificassero il protocollo. La delegazione statunitense continuò ad agire come osservatrice, declinando la partecipazione a negoziati attivi. Altre parti continuarono ad esprimere la speranza che gli USA rientrassero nel processo ad un certo punto, ma indicarono la loro intenzione di cercare la ratifica da parte del numero richiesto di nazioni per far entrare in vigore il protocollo (55 nazioni, rappresentanti il 55% delle emissioni di anidride carbonica dei paesi sviluppati nel 1990). Venne proposta una data per l'entrata in vigore del protocollo: l'agosto/settembre 2002, in coincidenza con il Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile (WSSD) da tenersi a Johannesburg (Sudafrica).

Le principali decisioni del COP-7 comprendevano:

  • Regole operative per il commercio internazionale delle emissioni tra le parti del protocollo, per il CDM e per l'implementazione congiunta;
  • Un regime di conformità che delinei le conseguenze del mancato rispetto degli obiettivi, ma demandi alle parti del protocollo, una volta entrato in vigore, di decidere se queste conseguenze sono vincolanti dal punto di vista legale;
  • Procedure di contabilizzazione per i meccanismi di flessibilità;
  • Una decisione per considerare al COP-8 come ottenere una revisione dell'adeguatezza degli impegni che possa spingere verso una discussione sugli impegni dei futuri paesi in via di sviluppo

COP-9, Milano, Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2003.

Fra il e il 12 dicembre 2003. La Conferenza ha stabilito interessanti novità legate in particolar modo ai progetti di riduzione delle emissioni legate alle attività di Afforestazione/Riforestazione (A/R projects).

COP-10, Buenos Aires, Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2004.

Fra il 6 e il 17 dicembre 2004.

COP-11, Montreal, Canada[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2005.

La conferenza di Montreal, COP-11, si è tenuta a Montreal (Canada), fra il 28 novembre e il 9 dicembre 2005, in concomitanza con la prima riunione delle parti (MOP) del Protocollo di Kyōto.

COP-12, Nairobi, Kenia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2006.

Dal 6 al 17 novembre 2006 si è tenuta la COP-12 - MOP-2 di Nairobi, in Kenya. La Conferenza è stata incentrata sul maggiore coinvolgimento degli stati africani nei progetti di Clean Development Mechanism (CDM) e sulla possibilità di rendere eleggibili come progetti CDM i progetti di cattura e sequestro del carbonio (CCS- Carbon Capture and Storage). La Conferenza è stata un passo in avanti anche verso la definizione di nuovi obiettivi di riduzione per il periodo post-2012. Tuttavia le parti coinvolte non hanno stabilito obiettivi di riduzione specifici per il periodo 2013-2018, come da alcuni auspicato.

COP-13, Bali, Indonesia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2007.

Dal 3 al 14 dicembre 2007 a Bali, in Indonesia si è tenuta la COP-13.

COP-14, Poznan, Polonia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2008.

Il COP-14 si è tenuto a Poznań, in Polonia tra il 1 e il 12 dicembre 2008. I delegati sono riusciti ad accordarsi sui principi per il finanziamento di un fondo per aiutare le nazioni più povere per far fronte alle conseguenze del cambiamento climatico.

COP-15, Copenaghen, Danimarca[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2009.

COP15 si è svolta a Copenaghen, in Danimarca ed ha avuto una durata di due settimane, a partire dal 7 dicembre al 18 dicembre 2009.

Intervista al climatologo Vincenzo Ferrara sulla prossima Conferenza sul Clima di Copenaghen

COP-16, Cancun, Messico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2010.

COP16 si è svolta a Cancun, nel sud del Messico.

COP-17, Durban, Sud Africa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2011.

COP17 si è svolta a Durban, in Sudafrica dal 28 novembre al 9 dicembre 2011.

COP-18, Doha, Qatar[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2012.

COP18 si è svolta a Doha, Qatar dal 24 novembre all'8 dicembre 2012 anche se doveva concludersi il 7. Parteciparono circa 1700 rappresentanti ed esperti di 194 nazioni con l'obbiettivo di rinnovare il Protocollo di Kyoto, ma solo il 20% degli stati ha aderito.

COP-19, Varsavia, Polonia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2013.

COP19 si è svolta a Varsavia, Polonia, dall'11 al 22 novembre 2013.

COP-20, Lima, Perù[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: XX Conferenza delle Parti dell'UNFCCC.

COP20 si è svolta a Lima, Perù, dal 1 al 14 dicembre 2014.

COP-21, Parigi, Francia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: XXI Conferenza delle Parti dell'UNFCCC.

COP21 si è aperta a Parigi, Francia, il 30 novembre 2015 e si è conclusa l'11 dicembre 2015.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) "Stato di Ratifica della Convenzione". Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici., unfccc.int. URL consultato il 25 giugno 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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