Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale

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Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale
(EN) World Intellectual Property Organization
(FR) Organisation mondiale de la propriété intellectuelle
AbbreviazioneWIPO, OMPI
TipoAgenzia specializzata dell'Organizzazione delle Nazioni Unite
Fondazione1967
ScopoIncoraggiamento dell'attività creativa e promozione della protezione della proprietà intellettuale.
Sede centraleSvizzera Ginevra
Area di azione193 Paesi
Direttore generaleSingapore Daren Tang
Lingua ufficialeinglese, francese, arabo, cinese, russo, spagnolo
Sito web
La sede dell'organizzazione, a Ginevra

La organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (in lingua inglese World Intellectual Property Organization, acronimo WIPO, in francese Organisation mondiale de la propriété intellectuelle o OMPI) è una delle agenzie specializzate delle Nazioni Unite. La OMPI è stata creata nel 1967 con la finalità di incoraggiare l'attività creativa e promuovere la protezione della proprietà intellettuale nel mondo.[1]

La OMPI conta attualmente 193 stati membri,[2] regola 26 trattati internazionali[3] ed ha sede a Ginevra, in Svizzera. L'attuale direttore generale della OMPI è Daren Tang. Non fanno parte dell'organizzazione: gli stati federati della Micronesia, Palau, mentre la Palestina gode di uno status di osservatore.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il predecessore dell'OMPI fu il BIRPI (Bureaux internationaux réunis pour la protection de la propriété intellectuelle, ovvero Ufficio internazionale unito per la protezione della proprietà intellettuale), che era stato istituito nel 1893 per amministrare la convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche e la convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale.

La OMPI venne creata formalmente dalla convenzione per l'istituzione dell'Organizzazione Mondiale per la proprietà intellettuale, firmata a Stoccolma il 14 luglio 1967 e emendata il 28 settembre 1979). In base all'articolo 3 di questa convenzione, la OMPI cerca di "promuovere la protezione della proprietà intellettuale in tutto il mondo". La OMPI divenne un'agenzia specializzata dell'ONU nel 1974.

La OMPI ha favorito l’adozione del WCT (Wipo Copyright Treaty) e del WPPT (Wipo Performance and Phonograms Treaty), che hanno come scopo di adeguare i diritti d’autore e diritti connessi, al mondo digitale. Era il 1996 e già si sentiva che bisognava adattarsi a quel mondo appena in espansione; a questi trattati hanno aderito un numero elevato di Stati e da questi sono discesi altri trattati. In Europa ha prodotto una direttiva nel diritto d’autore che si è espansa in maniera uniforme in tutti gli stati comunitari.

Contrariamente ad altri enti delle Nazioni Unite, la OMPI dispone di risorse finanziarie significative, indipendenti dai contributi dei suoi stati membri. Per il 2006, oltre il 90% delle sue entrate di circa 500 milioni di franchi svizzeri, è stato generato dalla raccolta delle rette da parte dell'International Bureau (IB) tramite i sistemi di registrazione e iscrizione della proprietà intellettuale da esso amministrati (il Trattato di cooperazione in materia di brevetti, il Sistema Madrid per i marchi registrati e il Sistema L'Aja per i progetti industriali).

Piano strategico a medio termine (2010-2015 e 2016-2021)[modifica | modifica wikitesto]

Il direttore generale dell'OMPI ha presentato agli Stati membri, in data 27 maggio 2010, un documento di consultazione su di un Piano strategico a medio termine (MTSP).[5] In seguito alla stesura di questa prima bozza, il segretario OMPI, con i Paesi membri dell'organizzazione, ha lavorato ad una revisione del documento apportando modifiche e/o aggiunte (29 luglio 2010) che è stata poi presentata all'assemblea OMPI del settembre 2010. Il progetto prevede una direzione guida che la OMPI seguirà per i prossimi anni fino al 2015. L'MTSP è per questi motivi un elemento integrante dello Strategic Realignment Program (SRP)[6].

Nel 2016 è stato redatto un nuovo Piano Strategico a medio termine (Medium-Term Strategic Plan) per gli anni 2016-2021 nel quale sono stati definiti nove obiettivi strategici da perseguire.[7]

Obiettivi strategici[modifica | modifica wikitesto]

La OMPI amministra 26 trattati e per conto degli stati membri, sviluppa un variegato programma di lavoro avente le seguenti finalità:

  • armonizzare la legislazione e le procedure nazionali, in tema di proprietà intellettuale
  • fare da tramite per l'applicazione internazionale dei diritti di proprietà intellettuale.
  • promuovere l'interscambio di informazioni, in materia di proprietà intellettuale
  • prestare assistenza tecnico giuridica agli stati che la richiedano,
  • facilitare la soluzione di controversie in materia di proprietà intellettuale nel settore privato,
  • spingere all'uso delle tecnologie informatiche e di Internet, come strumento per il reperimento, l'accesso e l'utilizzazione di informazioni efficaci nell'ambito della proprietà intellettuale.

Revisioni[modifica | modifica wikitesto]

Il testo redatto a Ginevra nel 1996 è stato pubblicato sulla GU (Gazzetta Ufficiale) dell'Unione europea l'11/4/2000[8][9]

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Come per tutti i forum multi-governativi delle Nazioni Unite, la OMPI non è un organo eletto. Alcuni sostengono che la OMPI non agisca quindi nell'interesse dei cittadini, dato che i rappresentanti dei suoi stati membri o non democratici o agenzie di governo altamente astratte che subiscono solo le azioni di pressione delle grandi industrie.

La OMPI solitamente cerca di prendere le sue decisioni per consenso ma, in ogni votazione, ogni stato membro ha diritto ad un solo voto, indipendentemente dalla popolazione o dal contributo ai finanziamenti. Tutto ciò è molto importante, perché esiste un significativo divario Nord-Sud nelle politiche della proprietà intellettuale.

Negli anni '80, ciò ha portato negli Stati Uniti negli altri paesi sviluppati alla genesi di forum per la transizione degli standard sulle impostazioni della proprietà intellettuale di OMPI e in generale sulle tariffe doganali e il commercio, che in seguito evolsero nella Organizzazione mondiale del commercio, dove il Nord ha avuto il maggior controllo dell'agenda.

Gran parte del lavoro è stato fatto attraverso commissioni, incluso ad esempio lo Standing Committee on Patents (SCP), la Standing Committee on Copyright and Related Rights (SCCR),la Advisory Committee on Enforcement (ACE), e la Intergovernmental Committee (IGC) on Access to Genetic Resources, Traditional Knowledge and Folklore, ed il Working Group on Reform of the Patent Cooperation Treaty Nell'ottobre del 2004 la OMPI si accordò per offrire una proposta all'Argentina ed al Brasile, "Proposal for the Establishment of a Development Agenda for WIPO", dalla dichiarazione di Ginevra sul futuro del OMPI[10]. Questa proposta era spinta dai paesi sviluppati e da un grande contingente della società civile. Un certo numero di organismi della società civile hanno lavorato su un progetto di "Accesso alla Conoscenza"[11], o A2K, trattato che vorrebbero venisse introdotto. Il Washington Post ha riportato nel 2003 che Lois Boland (Direttore delle Relazioni Internazionali dell'USPTO[12]) ha dichiarato che il software open-source è in contrasto con la missione del OMPI, che è quello di promuovere i diritti della proprietà intellettuale. A questo proposito ha anche affermato criticamente: " Tenere una riunione che ha come obiettivo di disconoscere o abbandonare tali diritti ci sembra in contrasto con gli obiettivi del OMPI."

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Ogni 26 aprile si celebra, dal 2001, la Giornata mondiale della Proprietà Intellettuale (World Intellectual Property Day [13]). La data scelta è quella della prima Convenzione sulla Proprietà Intellettuale, entrata in vigore nel 1970. La finalità della giornata è far conoscere il ruolo che i diritti di Proprietà Intellettuale rivestono nel promuovere l’innovazione e la creatività. PI e PMI: portare le vostre idee sul mercato è stato il tema scelto nel 2021 per evidenziare il contributo delle piccole e medie imprese (PMI [14]) allo sviluppo economico e sottolineare come, attraverso gli opportuni strumenti di Proprietà Intellettuale, esse possano tutelare le idee innovative e diventare imprese più forti e competitive.

Il primo esempio conosciuto di regolamentazione legale dei diritti di proprietà industriale risale al 19 marzo 1474 quando, il Senato della Repubblica di Venezia, approvò una disposizione che assegnava ai Provedadori de Comun[15] l’incarico di sovrintendere alla registrazione dei brevetti [16]. Il documento è conservato presso l’Archivio di Stato di Venezia (Senato Terra, Reg.7, carta 32 [17]). Ancora oggi le analogie con le moderne legislazioni brevettuali sono evidenti e l’enunciazione del principio della tutela della creatività è attuale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Convention Establishing the World Intellectual Property Organization, 14 luglio 1967, secondo paragrafo dell'introduzione.
  2. ^ (EN) Lista dei membri della WIPO
  3. ^ (EN) Trattati regolati dalla WIPO
  4. ^ Palestine WIPO status
  5. ^ MTSP
  6. ^ SRP
  7. ^ (EN) Medium-Term Strategic Plan for the World Intellectual Property Organization (WIPO) for 2016-2021, su www.wipo.int. URL consultato il 3 giugno 2021.
  8. ^ https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L:2000:089:TOC
  9. ^ Jarach-Pojaghi manuale diritto d'autore Mursia p. 586
  10. ^ Consumer Project on Technology web site, Geneva Declaration on the Future of the World Intellectual Property Organization
  11. ^ Consumer Project on Technology web site, Access to Knowledge (A2K)
  12. ^ (EN) USPTO Office of Public Affairs (OPA), United States Patent and Trademark Office, su www.uspto.gov. URL consultato il 3 giugno 2021.
  13. ^ (EN) WIPO - World Intellectual Property Organization, su www.wipo.int. URL consultato il 3 giugno 2021.
  14. ^ Definizione di PMI. Cosa si intende per Piccole e Medie Imprese, su GFinance, 19 marzo 2020. URL consultato il 3 giugno 2021.
  15. ^ provveditori de comun, su www.veneziamuseo.it. URL consultato il 3 giugno 2021.
  16. ^ Dalla legge veneziana del 1474 alle privative industriali in "Il Contributo italiano alla storia del Pensiero: Tecnica", su www.treccani.it. URL consultato il 3 giugno 2021.
  17. ^ Archivio di Stato di Venezia, su www.archiviodistatovenezia.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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