Storia amministrativa dell'Italia

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La penisola italiana raggiunge per la prima volta l'unità amministrativa sotto il dominio romano.

Periodo romano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Italia (epoca romana).

L'organizzazione augustea[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Regioni dell'Italia augustea e Provincia romana.
Le regiones di Augusto

La sua prima organizzazione si deve ad Augusto, che ne suddivise il territorio in undici entità (prive di funzioni politiche o amministrative) dette regiones[1]. Esse erano:

  1. Regio I: Latium et Campania
  2. Regio II: Apulia et Calabria
  3. Regio III: Lucania et Bruttii
  4. Regio IV: Samnium
  5. Regio V: Picenum
  6. Regio VI: Umbria et ager Gallicus
  7. Regio VII: Etruria
  8. Regio VIII: Aemilia
  9. Regio IX: Liguria
  10. Regio X: Venetia et Histria
  11. Regio XI: Transpadana

La città di Roma non apparteneva ad alcuna regio. Non facevano, inoltre, parte dell'Italia le due provincie di Sicilia e di Sardegna e Corsica, considerate entità subordinate e dunque sottoposte all'autorità di un governatore inviato da Roma.

Il periodo tetrarchico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Tetrarchia di Diocleziano, Prefetto del pretorio, Prefettura del pretorio d'Italia e Diocesi (impero romano).
La suddivisione amministrativa dell'impero sotto Diocleziano

In seguito alle riforme di Diocleziano l'impero venne diviso in quattro prefetture, assegnate ognuna a un prefetto del pretorio. A loro volta le prefetture erano suddivise in tre diocesi, e ogni diocesi era affidata a un vicario; ogni diocesi comprendeva un certo numero di prouinciae, amministrate da un governatore.

La Diocesis Italiae sotto Diocleziano

Le undici regiones vennero dunque trasformate in provincie e, assieme alle provincie di Sicilia, Sardegna e Corsica, Alpi Cozie e Rezia, divennero parte della Diocesi Italiciana. La città di Roma, affidata al praefectus urbi, era invece immediatamente sottoposta all'autorità imperiale.

Costantino e la Tarda antichità[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Costantino, Riforma costantiniana dell'esercito romano, Italia Annonaria (diocesi) e Italia Suburbicaria (diocesi).

Una ulteriore riforma, promossa da Costantino, divise l'Italia in due differenti diocesi: Italia Suburbicaria e Italia Annonaria. Mentre la prima aveva per capitale Roma e comprendeva il settore centrale e meridionale della Penisola, la seconda aveva per capitale Milano e comprendeva la parte settentrionale e alcune regioni illiriche.

La penisola italiana sotto Costantino I

Province dell'Italia Suburbicaria:

  1. Tuscia et Umbria
  2. Picenum Suburbicarium
  3. Valeria
  4. Campania
  5. Samnium
  6. Apulia et Calabria
  7. Lucania et Brutii
  8. Sicilia
  9. Sardinia
  10. Corsica

Province dell'Italia Annonaria:

  1. Venetia et Histria
  2. Aemilia et Liguria
  3. Flaminia et Picenum
  4. Raetia
  5. Alpes Cottiae
  6. Pannonia superior
  7. Savia
  8. Valeria Ripensis
  9. Pannonia inferior
  10. Dalmatia
  11. Noricum Ripense
  12. Noricum Mediterraneum

La successiva riorganizzazione operata da Teodosio I portò alla costituzione della diocesi d'Illirico e a una suddivisione delle province dell'Italia Annonaria, che risulta dunque così composta:

La Diocesi dell'Italia Annonaria dopo la riorganizzazione di Teodosio
  1. Venetia et Histria
  2. Liguria
  3. Aemilia
  4. Flaminia et Picenum Annonarium
  5. Raetia Prima
  6. Raetia Secunda
  7. Alpes Cottiae

Dopo la fine dell'Impero l'Italia entrò a far parte del Regnum Italiae degli Ostrogoti, per poi tornare sotto il controllo imperiale a conclusione della Guerra greco-gotica. Durante questo periodo la struttura amministrativa romana non subì modifiche, restando dunque inalterata.

Periodo bizantino e altomedievale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra gotica, Giustiniano I, Longobardi ed Esarcato d'Italia.
L'Italia dopo la Guerra gotica

La riorganizzazione di Giustiniano portò alla ricostituzione di una Prefettura d'Italia, con capitale Ravenna, comprendente due diocesi e tredici provincie: esse erano tutte appartenenti alla penisola italiana propriamente detta, dunque non comprendevano Corsica, Sardegna e Sicilia.

  1. Alpes Cotiæ
  2. Liguria
  3. Venetia et Histria
  4. Æmilia
  5. Flaminia
  6. Picenum
  7. Alpes Apenninæ
  8. Tuscia
  9. Valeria
  10. Campania
  11. Samnium
  12. Apulia
  13. Calabria

La riorganizzazione bizantina si rivelò di breve durata: l'invasione longobarda ebbe come conseguenza la frammentazione dell'unità italiana, divisa fra aree controllate dai longobardi e aree sotto il controllo imperiale. Attorno al 580 l'Italia bizantina era articolato in cinque province o eparchìe[2]:

L'Italia nei primi anni della conquista longobarda
  1. Urbicaria
  2. Annonaria
  3. Æmilia
  4. Campania
  5. Calabria

Successivamente questi territori vennero riorganizzati mediante l'istituzione dell'Esarcato d'Italia, composto da:

L'Italia agli inizi del VII secolo
  1. Il territorio di Ravenna
  2. La Pentapoli
  3. Il Ducato romano
  4. La Provincia Maritima Italorum
  5. Il Ducato di Venezia
  6. Il Ducato di Napoli
  7. Il Ducato di Calabria

Il conflitto con i longobardi, pressoché costante nel tempo, produsse confini altamente instabili.

La Langobardia maior

I longobardi, invece, costituirono un regno, il Regnum Langobardorum, che aveva come unità amministrativa principale il ducato: esso non era altro che il territorio assegnato a un duca distintosi per i propri meriti militari, e dunque non prevedeva una suddivisione sistematica del territorio. Qui di seguito una lista dei ducati longobardi, suddivisi in base alla regione di riferimento:

Langobardia maior

Langobardia minor

L'evoluzione degli scontri fra longobardi e bizantini ebbe come conseguenza un graduale indebolimento di questi ultimi e, più in generale, il rafforzamento di poteri locali abbastanza abili da sfruttare il conflitto fra i due contendenti. La fine del VIII secolo vede il Regno longobardo passare (attraverso un'unione di tipo personale) nelle mani di Carlo Magno e la presenza bizantina ridursi al Catapanato d'Italia, mentre contemporaneamente acquistavano una propria indipendenza Roma, Napoli e Gaeta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regiones Italiae, thelatinlibrary.com.
  2. ^ Descriptio Orbis Romani, archive.org.