Sport elettronici

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Partita di StarCraft trasmessa dal canale televisivo sudcoreano MBCGame

Sport elettronici, spesso abbreviato con eSports (dall'inglese electronic sports), indica il giocare videogiochi a livello competitivo organizzato.

I giochi che ne fanno parte solitamente sono strategici in tempo reale (RTS), picchiaduro, sparatutto in prima persona (FPS), Massively multiplayer online (MMOG), e giochi di guida. Sono giocati competitivamente a livello amatoriale, semiprofessionistico e professionistico, e ne vengono organizzati campionati e tornei, sia online che dal vivo.

Tra le competizioni internazionali più note vi sono il World Cyber Games e l'Electronic Sports World Cup.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Atari organizzò già nel 1980 negli USA un torneo di Space Invaders che attirò oltre 10 000 partecipanti[1].

Una vasta crescita del fenomeno si ebbe alla fine degli anni 1990, con l'introduzione di grandi competizioni sponsorizzate, trasmesse anche su canali televisivi. Il primo campionato internazionale professionistico è la Cyberathlete Professional League, fondato nel 1997.

Nel dicembre 2014 Rob Pardo, uno dei creatori di World of Warcraft, ha avanzato la proposta di far diventare gli sport elettronici una disciplina olimpica; Pardo ha basato la sua iniziativa sia sull'esercizio fisico richiesto ai giocatori competitivi di sport elettronici sia sul numero di spettatori e partecipanti ai vari tornei.[2]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente Videogiochi, la prima rivista italiana del settore, dedicava ampio spazio alle gare di videogiochi, sia da sala giochi sia da sistemi casalinghi. Già dal numero 2 (febbraio 1983) si invitavano i lettori a inviare alla redazione fotografie degli schermi, per testimoniare il punteggio record che si era riusciti a raggiungere in un qualsiasi videogioco noto[3]. La rivista pubblicava classifiche nazionali e a volte assegnava premi ai giocatori. Questo portò alla fondazione dell'AIVA, l'Associazione Italiana Video Atletica, che aveva tra i suoi obiettivi anche la selezione dei migliori giocatori italiani[4]. Dal giugno 1984 la rivista pubblicò anche Videocampioni, una rubrica con articoli dedicati ai migliori videogiocatori italiani del momento[5].

Svolgimento della finale del 1° Campionato Italiano di Video Atletica

L'AIVA venne costituita a Milano il 16 febbraio 1984, per iniziativa di redattori e collaboratori di Videogiochi e altri appassionati, con l'intento principale di dare alle gare videoludiche italiane regolamenti e autorevolezza come per una disciplina sportiva; dal marzo 1984 l'associazione curò direttamente la rubrica della rivista dedicata a gare e record[6]. L'AIVA organizzò il primo "Campionato Italiano di Video Atletica", la cui finale si svolse all'interno del SIM-HiFi-IVES (Salone Internazionale della Musica, a Milano), allora un'importante mostra del settore video e hi-fi, a settembre 1985. I concorrenti si sfidarono tutti su cinque videogiochi arcade di nuova produzione, e i primi cinque classificati formarono un primo abbozzo di squadra nazionale[7]. Nonostante altri sforzi promozionali, tra cui la nomina di Renzo Arbore a presidente onorario, l'AIVA si sciolse dopo pochi anni (Videogiochi smise di pubblicarne le graduatorie, pur continuando a occuparsi di altre gare, con il passaggio al formato Videogiochi News a ottobre 1986) a causa dello scarso successo, e rimase per diverso tempo l'unico tentativo serio di dare dignità sportiva ai videogiochi in Italia[8].

Dal 2014 è Giochi Elettronici Competitivi, settore sportivo di ASI ed ente riconosciuto dal CONI, a occuparsi della regolamentazione degli sport elettronici riguardo l'organizzazione di tornei e l'assistenza alle Associazioni Sportive Dilettantistiche. Nel 2016 tramite MSP, anch'esso ente riconosciuto dal CONI, si è formata l'associazione Sport Elettronici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Electronic Games Magazine, marzo 1982
  2. ^ Enrico Franceschini, Se i videogame sognano le Olimpiadi, la Repubblica, 02/01/2015.
  3. ^ Bonus (JPG), in Videogiochi, nº 2, Gruppo Editoriale Jackson, febbraio 1983, pp. 12-13, ISSN 0392-8918.
  4. ^ Andrea Pachetti, La storia della riviste di videogiochi, in Gamers, nº 2, Hobbymedia, aprile/maggio 2007, p. 75. Trascrizione, quattrobit.blogspot.com.
  5. ^ Videocampioni (JPG), in Videogiochi, nº 16, Gruppo Editoriale Jackson, giugno 1984, pp. 90-91, ISSN 0392-8918.
  6. ^ Bonus (JPG), in Videogiochi, nº 13, Gruppo Editoriale Jackson, marzo 1984, pp. 22-29, ISSN 0392-8918.
  7. ^ Videoazzurri! (JPG), in Videogiochi & Computer, nº 31, Gruppo Editoriale Jackson, novembre 1985, pp. 38-40, ISSN 0392-8918.
  8. ^ Fabio Rossi, AIVA, in Dizionario dei videogame, Vallardi, 1993, pp. 21-22, ISBN 8811904226.

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