StarCraft

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StarCraft
videogioco
Starcraft.jpg
Scena della campagna Zerg
Piattaforma Microsoft Windows, Mac OS, Nintendo 64
Data di pubblicazione Windows: 31 marzo 1998[1]

Mac OS: marzo 1999
Nintendo 64:
Stati Uniti13 giugno 2000[2]
Europa16 giugno 2000


Brood War: 30 novembre 1998
Genere Strategia in tempo reale
Tema Fantascienza
Sviluppo Blizzard Entertainment, Mass Media Interactive Entertainment (Nintendo 64)
Pubblicazione Blizzard Entertainment
Serie StarCraft
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore, Battle.net
Periferiche di input Mouse e tastiera, gamepad Nintendo 64
Supporto CD-ROM, download, Cartuccia Nintendo 64
Requisiti di sistema Windows:Windows 95 o superiore

Pentium 90 o superiore
16 MB di RAM
Scheda video SVGA,
compatibile con DirectX.
Mac:System 7.6 o superiore
PowerPC 601 o superiore
16 MB di RAM.

Lettore CD 4X
Espansioni Brood War
Seguito da StarCraft II

StarCraft è un videogioco di strategia in tempo reale sviluppato dalla Blizzard Entertainment e pubblicato inizialmente per Microsoft Windows il 31 marzo 1998[1].

Con più di 11 milioni di copie vendute nel mondo a febbraio 2009, è uno dei giochi più venduti per il personal computer[3]. La versione per Mac OS fu pubblicata nel marzo del 1999 e la conversione per Nintendo 64, co-sviluppata con la Mass Media Interactive Entertainment, fu pubblicata il 13 giugno 2000[2].

Il gioco diede inizio alla serie StarCraft e ha un'espansione, StarCraft: Brood War (30 novembre 1998), e un sequel, Starcraft II, una trilogia il cui primo capitolo fu pubblicato il 27 luglio 2010. La trama è stata adattata anche a una serie di romanzi, StarCraft.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: StarCraft (serie) § Storia.

Ambientato tra il XXV e il XXVI secolo (il gioco comincia il 12 dicembre 2499), il gioco ruota attorno alle sorti di tre razze che si combattono per il dominio di un lontano settore della Via Lattea: i Terrestri (Terran in originale ), discendenti da umani esiliati secoli prima dalla Terra, con la capacità di adattarsi ad ogni situazione; gli Zerg, una razza di insettoidi mutanti all'inseguimento della perfezione genetica e ossessionati dall'assimilazione con le altre razze; e i Protoss, una antica razza umanoide con tecnologie avanzate e abilità psichiche, i quali tentano di proteggere la loro specie dagli attacchi degli Zerg.

Nell'avventura di gioco si ha la possibilità di intraprendere tre campagne, in ognuna delle quali si è a capo di una diversa razza. L'ordine cronologico delle vicende raccontate nelle campagne è: Terrestri, Zerg, Protoss, ma il giocatore non è obbligato a seguirlo.

I Terrestri hanno già colonizzato numerosi pianeti all'inizio del videogioco, quando vengono improvvisamente attaccati dagli Zerg. Molti pianeti devono essere evacuati, e durante le battaglie rimane dispersa anche una dei protagonisti, il tenente Sarah Kerrigan. Di questa situazione approfitta un gruppo di ribelli guidati da Arcturus Mengsk, che scatena una guerra civile senza quartiere contro la Confederazione Terrestre, guerra che avrà fine con la creazione di un impero terrestre unito contro ogni forma di alieno, sotto la guida di Mengsk. In tutta questa vicenda avrà un ruolo particolare lo sceriffo Jim Raynor.

Nella campagna Zerg, questi sono impegnati nella custodia di una preziosa crisalide che contiene la più straordinaria creazione dell'Unica Mente. In seguito la crisalide si apre e si scopre che contiene proprio Kerrigan, che è stata infestata dagli alieni ed ora, con un aspetto mostruoso e nuovi poteri, è al servizio dell'Unica Mente, ossia del loro "cervello collettivo". La campagna prosegue con l'invasione del pianeta Aiur, pianeta natale dei Protoss, e la distruzione del loro sacro tempio.

I Protoss vacillano sotto l'invasione Zerg, ma l'eroe Tassadar trova un valido aiuto nei Templari Oscuri (detti anche Nerazim), una stirpe di Protoss rinnegati. Il Concilio Protoss non può tollerare la cosa e scoppia anche qui una guerra civile. Inizialmente il giocatore sta dalla parte del Concilio ma poi guida le truppe di Tassadar, seguito dal prode guerriero templare Fenix. Aiutato anche da un'alleanza disperata con i terrestri, Tassadar sacrifica la propria vita, ma riesce a distruggere l'Unica Mente e disperdere lo sciame Zerg (la campagna finisce così nel giugno del 2500).

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il videogioco prevede una serie di campagne, ovvero sequenze di missioni in cui il giocatore dovrà prendere il controllo ora di una, ora dell'altra fazione in gioco; alla vittoria di ogni confronto la trama complessiva del gioco procede e viene svelata al giocatore, fino al finale che viene mostrato dopo la fine dell'ultima missione. Non è possibile influenzare l'evolversi della trama, perché l'unico modo di proseguire nella campagna è quello di portare a termine con successo ogni missione. La struttura del gioco è pertanto lineare, e (generalmente) di tipo evolutivo: ogni missione comporta cioè un grado di difficoltà pari o superiore a quello della missione precedente, e di pari passo con la difficoltà aumenta anche il numero di tipologie di unità diverse da gestire.

Alternativamente alle campagne (come nella maggior parte degli RTS), viene lasciata anche la possibilità di impostare partite libere in cui il giocatore umano può confrontarsi con altri giocatori in multiplayer. La partita libera può avere diversi scopi, dall'eliminazione totale degli avversari al completamento di determinate missioni come la "cattura della bandiera" avversaria.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

StarCraft traspone la maggior parte delle caratteristiche dei precedenti Warcraft da una ambientazione fantasy a una fantascientifica, per la precisione una guerra spaziale che ha luogo in un lontanissimo futuro.

La partita si svolge su una mappa bidimensionale, costituita da due piani sovrapposti, uno per le unità aeree e uno per le unità di terra: il terreno presenta ostacoli e impedimenti per le unità di terra, e vasti spazi inaccessibili. Al contrario le unità aeree possono muoversi a piacimento. Per complicare le cose da un punto di vista tattico, non tutte le unità aeree possono attaccare unità di terra, e viceversa. Un notevole ruolo a livello tattico è giocato anche dall'occultamento; tutte e tre le fazioni dispongono di unità mimetiche e unità o dispositivi di rilevamento di nemici occultati.

Le risorse da raccogliere sono due: minerali (cristalli azzurrini) e vespene (un gas verde). Possono essere spese per creare edifici, unità e sviluppare nuovi potenziamenti generali; nel caso dei Terrestri, anche per le riparazioni. Non esiste alcuna forma di commercio.

Razze[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Razze di StarCraft.

Come per altri titoli della Blizzard, la storia coinvolge diverse fazioni con caratteristiche completamente diverse l'una dall'altra. Nel caso di StarCraft le fazioni fanno capo a tre razze: Terrestri, Zerg e Protoss. Ciascuna razza ha un proprio insieme di unità dai nomi fantasiosi, con proprietà e abilità uniche, afferenti in qualche modo alle caratteristiche fondamentali della razza corrispondente. Questo determina anche la necessità di adattare le strategie di gioco alla razza in quel momento utilizzata per combattere, portando a cambiamenti anche radicali nel modo di condurre le battaglie. L'equilibrio che i progettisti di StarCraft sono riusciti a trovare fra le tre razze, pur diversissime fra loro, viene spesso portato ad esempio dagli appassionati di RTS.[4]

Multigiocatore[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco in versione multiplayer consente di giocare partite libere contro un numero massimo di sette avversari, ciascuno dei quali può essere indipendentemente controllato dall'intelligenza artificiale del gioco o da altri giocatori umani collegati via rete LAN, Internet, Modem o cavo Null-Modem.

E proprio questo ha fatto la fortuna di StarCraft. Il multiplayer ha consentito a giocatori di tutto il mondo di sfidarsi via internet, connettendosi a un unico sistema chiamato "Battle.net", che aveva rivoluzionato già con Diablo il sistema del multiplayer mondiale. Il grande successo di pubblico che ebbe StarCraft in rete (consentendogli di rientrare per vari anni consecutivi come disciplina nei WCG, le olimpiadi dei videogiochi) fu sorprendente per i tempi, e lo mise come pietra miliare nella storia dei videogiochi strategici.

Le nazioni in cui StarCraft è rimasto per molto tempo uno dei videogiochi più amati sono: Corea del Sud, Svezia, Francia, Italia, USA, Romania e Paesi Bassi. In Corea del Sud StarCraft è arrivato ad essere uno sport seguito pubblicamente, con tanto di sponsor e incontri professionistici trasmessi in televisione; è stato inoltre il primo titolo occidentale a diventare campione d'incassi in questo paese con quattro milioni e mezzo di copie vendute.[4]

Editor di mappe[modifica | modifica wikitesto]

È possibile creare le proprie mappe personalizzate tramite l'editor incluso nel gioco. Questo consente di produrre mappe (o persino campagne) anche molto elaborate e consente, tramite opportuni script, di gestire la strategia di gioco degli eventuali nemici controllati dall'intelligenza artificiale, permettendo addirittura di modificare le caratteristiche delle unità.

Le mappe vengono salvate in file la cui estensione è .scm per la versione originale del gioco, .scx per Brood War.

Esistono anche programmi non ufficiali, come StarDraft, che permettono di creare scenari con caratteristiche impossibili da creare con un editor normale, ad esempio formare un accumulo di minerali e posizionarlo accanto ad un centro di comando (partite Fast).

Espansioni e giochi correlati[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 novembre 1998 è stata pubblicata una espansione ufficiale dal titolo StarCraft: Brood War; inoltre esistono altre due espansioni realizzate da terzi, ma autorizzate dalla Blizzard: Insurrection (prodotta da Aztech New Media) e Retribution (prodotta da Stardock).

Nel 2002 è stato annunciato un altro titolo con la stessa ambientazione, StarCraft: Ghost, gioco però di diverso genere (si trattava infatti di uno sparatutto in terza persona e non di un RTS) e ad oggi dallo sviluppo "sospeso" a tempo indeterminato.

Il 27 luglio 2010 Blizzard Entertainment ha pubblicato il seguito della saga con StarCraft II.

Brood War[modifica | modifica wikitesto]

Fu pubblicato il 30 novembre 1998. Nella cronologia del gioco, la campagna Brood War (traducibile "guerra delle covate") inizia circa un mese dopo la fine del primo videogioco, ovvero nel luglio del 2500, e dura fino a settembre/ottobre dello stesso anno. L'ordine ufficiale delle campagne nell'espansione è: Protoss, Terrestri, Zerg. Con la morte dell'Unica Mente, Kerrigan è divenuta libera e padrona del proprio destino. Riesce a convincere i Protoss ad allearsi con lei, in quanto gli Zerg superstiti stanno cercando di rigenerare l'Unica Mente, che la renderebbe di nuovo mentalmente schiava. In seguito Kerrigan si rivela inaffidabile e la collaborazione viene interrotta, ma il suo aiuto è stato comunque utile: i Protoss riescono a recuperare due antichi cristalli Xel'naga e a spazzare via gli Zerg dal pianeta Shakuras grazie al loro potere.

La campagna terrestre inizia con l'arrivo dalla lontana Terra della possente flotta del DTU, il Direttorato della Terra Unita, intenzionato a prendere il controllo del settore, sottomettendo sia l'impero di Mengsk, sia gli alieni. Inizialmente il DTU trova un valido alleato nel tenente Samir Duran, ufficiale della resistenza confederata, che li aiuta a far capitolare il Dominio Terrestre, ma si rivela poi un traditore che sta dalla parte di Kerrigan. Grazie al suo doppio gioco Duran riesce ad uccidere il viceammiraglio Stukov e per poco non distrugge l'unica vera arma degli umani: il Disgregatore PSI (chiamato anche Disrupter). Il DTU riesce comunque a stabilirsi in forze nel settore ad assumere il controllo della nuova Unica Mente e a prendere il comando degli Zerg non sottomessi a Kerrigan.

Kerrigan riesce nuovamente a fare il doppio gioco, convincendo sia i terrestri al comando del reietto Imperatore Arcturus Mengsk I, sia i Protoss a collaborare con lei per evitare la sconfitta per mano del DTU. Così un'alleanza delle tre razze riesce a dare un duro colpo al DTU. A questo punto, Sarah Kerrigan svela nuovamente le sue reali intenzioni di diventare padrona assoluta del settore. Le forze del DTU vengono completamente sterminate; gli altri terrestri e i Protoss si rifugiano sugli ultimi pianeti liberi, ma con molti dei loro leader morti o dispersi. Il videogioco finisce così in sospeso, con il predominio di Kerrigan come Regina delle lame.

Se il giocatore riuscirà a completare determinati obiettivi, avrà modo di accedere ad una missione segreta. In tale missione, dopo la disfatta del suo popolo, Zeratul con i pochi seguaci rimasti si ritrova ad indagare su delle strane emissioni Protoss provenienti da una piccola luna ghiacciata in cui i Protoss non sembrerebbero aver mai avuto degli insediamenti. Arrivato sul posto trova un laboratorio gestito da una misteriosa organizzazione umana che attua degli esperimenti su Protoss e Zerg. Con orrore il prelato oscuro scopre una verità terrificante: gli umani hanno creato degli ibridi Protoss/Zerg. A questo punto fa la sua comparsa il famigerato Samir Duran, il quale fa intendere dai suoi discorsi di appartenere ad una specie antichissima che ha avuto molti nomi nei millenni. Egli è il servitore di un potere antico quanto l'universo e questi orrendi esseri, sparsi su centinaia di mondi, sono il risultato di un complotto durato eoni. Il Protoss non ha modo di fermare questa imminente apocalisse e quindi fugge con la consapevolezza della fine imminente del mondo.

Tale rivelazione sarà il tema centrale del sequel e Zeratul avrà un ruolo importante in tale capitolo.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco è stato lodato per aver introdotto l'uso di fazioni con caratteristiche profondamente diverse nei giochi di strategia in tempo reale e per una trama avvincente. Molti dei giornalisti del settore hanno osannato StarCraft come uno dei migliori e più importanti[5] videogiochi di tutti i tempi. La modalità multiplayer è molto popolare in Corea del Sud, dove giocatori e squadre professionistiche partecipano a partite e tornei televisivi, ottenendo delle sponsorizzazioni.[6]

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a includere numerose easter egg, ovvero facezie più o meno nascoste, StarCraft è oggetto di easter egg di altri giochi: in particolare, in Warcraft III: Reign of Chaos, terzo episodio della serie fantasy Warcraft, una mappa contiene (ben nascosti) alcuni mostri Zerg. Nell'MMORPG World of Warcraft, i fiumi sono infestati da coccodrilli a sei zampe chiamati crokolisks; il nome riprende quello di alcune unità Zerg (Hydralisk). Sempre in Warcraft III, se si continua a cliccare sull'accolito non-morto, questo pronuncerà la frase "la mia vita per Aiur", motto di battaglia degli invasati Protoss.

Anche Google ha dedicato un easter egg a Starcraft. Per vedere questo easter egg basterà cercare su Google la frase “Zerg Rush”; effettuata la ricerca si può assistere ad una vera e propria “zergata” da parte delle O di Google che attaccheranno il contenuto della ricerca.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Gioco per PC numero uno di vendite del 1998 - PC Data
  • RTS of the Year (Strategico in tempo reale dell'Anno) - PC Gamer
  • Game of the Year (Gioco dell'Anno) - GameSpot
  • Game of the Year (Gioco dell'Anno) - Computer Gaming World
  • Game of the Year (Gioco dell'Anno) - Gamesmania

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Sito Ufficiale StarCraft, in Blizzard Entertaiment:Stacraft, Blizzard Entertainment. URL consultato l'11 dicembre 2009.
  2. ^ a b (EN) StarCraft 64, IGN. URL consultato l'11 dicembre 2009.
  3. ^ (EN) Blizzard Conferma una "Frontline Release" per il 2009, Edge, 11 febbraio 2009. URL consultato l'11 dicembre 2009.
  4. ^ a b Peter Molyneux, Andrea Dresseno e Tony Mott, 1001 videogiochi da non perdere: la più grande rassegna di giochi per console, computer e dispositivi mobili, Atlante, 2011, ISBN 9788874550791, OCLC 955940977.
  5. ^ (EN) I 52 Videogiochi più importanti, GamePro. URL consultato l'11 dicembre 2009.
  6. ^ (EN) Samsung, SK Telecom, Shinhan Sponsor South Korean Alien Killers, Bloomberg.com, 15 gennaio 2006. URL consultato l'11 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2011).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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