Sante Piaghe

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Le Sante Piaghe o Cinque Piaghe si riferiscono alle ferite sofferte da Gesù Cristo durante la Crocefissione. È comune anche la definizione di Stigmate.

Esse sono descritte nei Vangeli solamente dopo la Resurrezione, sebbene l'apostolo ed evangelista Giovanni narra che a Gesù non fu spezzato alcun osso.[1] Ad esse si aggiungono inoltre le molte ferite sofferte nel corso della Passione, in particolare durante la Flagellazione, la Coronazione di spine, e la Via Crucis.

Icona della Crocifissione del XII Secolo, Monastero di Santa Caterina (Monte Sinai).

Quattro ferite corrispondono ai punti ove i chiodi furono infissi, ossia sulle mani e sui piedi.

Vi è stato nel corso degli anni un largo dibattito sul punto di infissione dei chiodi. Un fatto evidente, citato persino dal Dottore della Chiesa S. Alfonso Maria de' Liguori, è che le mani da sole non sembrano un punto d'appoggio in grado di poter sopportare il peso del corpo, bensì sarebbero soggette a lacerazione[2]. Testimonianze storiche narrano anche di crocefissioni romane in cui i chiodi venivano infissi ai polsi.[3] Studi anatomici moderni hanno mostrato che i chiodi potevano essere infissi sulla parte superiore del palmo, con fuoriuscita dalla parte posteriore del polso, in una posizione tale da poter sopportare il peso di un corpo umano ed al contempo senza fratturare le ossa della mano.[4]

La quinta ferita è al costato, risultante da un colpo di lancia di un soldato romano, inflitto per controllare se Gesù fosse effettivamente morto, onde evitare di spezzargli le gambe per causarne il decesso:

« Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. »   (Giovanni 19,32-34)
« Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso»   (Giovanni 19,36)
« Preserva tutte le sue ossa, neppure uno sarà spezzato. »   (Salmi 33,21)

Nel Vangelo di Giovanni le Sante Piaghe sono descritte prima dall'apostolo S. Tommaso e successivamente da Gesù stesso:

« Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». »   (Giovanni 20,25)
« Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». »   (Giovanni 20,26-27)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Frederick Zugibe, The crucifixion of Jesus : a forensic inquiry, New York, M. Evans and Co., 2005.
  • (ES) Antonie Weiss, María Marta Chambon : apóstol de las Llagas del Señor, Zaragoza, Fundaciòn María Mensajera, 2003.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gv 19,36
  2. ^ Alfonso Maria de Liguori, Opere spirituali, 1825, p. 72.
    «Va egli girando l'addolorato capo ora da una parte, ora dall'altra; se l'abbandona sul petto, le mani col peso vengono a più squarciarsi;».
  3. ^ Luigi Colli, La sacra Sindone, Demetra, 1998, p. 66.
  4. ^ (EN) Frederick Zugibe, The crucifixion of Jesus : a forensic inquiry, New York, M. Evans and Co., 2005. L'autore è un rinomato patologo e medico legale, Frederick Zugibe.