Socimi

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Società Costruzioni Industriali Milano - Socimi
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1969 a Milano
Fondata daAlessandro Marzocco
Chiusura1994
Sede principaleItalia
Settoremetalmeccanico, difesa
Prodotti
  • tram
  • metropolitane
  • motori di trazione per metrò e filobus
  • carrozzerie per autobus e filobus
  • fucili
Slogan«La forza trazione»

La Società Costruzioni Industriali Milano, meglio conosciuta come Socimi S.p.A., fu una società di produzione italiana attiva in diversi settori.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel 1969 a Milano dall'ingegnere Alessandro Marzocco, cresce molto rapidamente diventando un partner di grandi aziende come Fiat Ferroviaria, FIAT Iveco, Breda Costruzioni Ferroviarie, BredaMenarinibus e ABB (per quanto riguardava l'allestimento elettrico dei filobus) . Essa produceva tram, metropolitane, motori di trazione elettrici per filobus, carrozzerie per autobus e filobus.

L'attività produttiva[modifica | modifica wikitesto]

La società aveva due siti produttivi: uno a Arluno, dove erano presenti più di 80 dipendenti, e lo stabilimento di Binasco, più importante impiegava 350 persone, lo stabilimento centrale di Via Varesina, che impiegava 120 persone e un'ultima sede a Sassari. Il suo fatturato annuo superava i 200 miliardi di lire nel 1990. Le città che acquistarono i filobus Socimi furono Cagliari, Milano, Modena e Salerno. Le uniche città che acquistarono i tram, furono invece Strasburgo e Roma, con alcuni prototipi presenti anche a Milano.

Il coinvolgimento in tangentopoli e la chiusura[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di diverse indagini per il coinvolgimento nell'inchiesta "Mani Pulite", nel 1992 ci fu una confessione da parte dell'ex amministratore delegato[1], dal quale vennero fuori le rivelazioni su tangenti da parte della Socimi per l'aggiudicazione degli appalti della ATM Milano, ATAC e ACOTRAL Roma. Le tangenti ammontavano a circa 32 miliardi di lire versate in 10 anni agli AD delle aziende interessate[2].

Verso la metà degli anni '90, l'azienda milanese si ritrovò in notevoli difficoltà economiche, dovute al coinvolgimento nello scandalo di corruzione il quale ha portato in bancarotta l'azienda a causa delle continue tangenti versate alle aziende di trasporto pubblico e ciò ha segnato la fine delle sue attività nel 1994. Nel 2000, la Socimi fu rilevata dalla società ATM Milano per salvare i 120 dipendenti di Via Varesina.

Prodotti[modifica | modifica wikitesto]

Un Socimi 8839 e un 8845 nel deposito del CTM Cagliari

Filobus[modifica | modifica wikitesto]

I mezzi di trasporto principalmente prodotti dalla Socimi erano filobus realizzati su telai Fiat e Iveco, con la sola eccezione di un prototipo costruito su telaio Volvo B59-59.

Alcune caratteristiche erano la presenza di accumulatori per la marcia autonoma, l'installazione del servosterzo - allora assente sulla maggior parte dei filobus costruiti in Italia e che ha portato ad una riduzione dell'uso del filobus come mezzo di trasporto - e, per la maggior parte dei modelli, la presenza di aste di captazione realizzate in fibra di carbonio e dotate di doppi pistoni e carrucole per evitare i cosiddetti "colpi di frusta" dovuti allo scarrucolamento improvviso delle aste[senza fonte].

Le parti elettriche erano fornite da ditte quali Magneti Marelli (motori di trazione) e ABB (elementi di trazione).

Tram Socimi T8000
Un Socimi 8833 della SETA a Modena
  • 7534: Filobus da 12 metri realizzato su telaio Volvo e provato nel 1978 a Cremona[3];
  • F8801LU/LS: Filobus da 12 metri in allestimento urbano e suburbano per Salerno.
  • F8839: Filobus da 12 metri prodotto per il CTM Cagliari;
  • F8843: Filosnodato da 18 metri prodotto per l'ATM Milano;
  • F8845: Filobus da 12 metri prodotto per Cagliari e Milano;
  • F8833: Filobus da 12 metri per Modena;
Un filosnodato Socimi 8843 milanese

Tram[modifica | modifica wikitesto]

I tram Socimi vennero prodotti principalmente per due città:

Nel giugno 1989 la Socimi presentò il prototipo S-350 LRV, primo tram al mondo a pianale ribassato per tutta la lunghezza del rotabile[5]. Immatricolato dall'ATM di Milano con il numero 5001 e brevemente provato sulla rete tranviaria meneghina[6], non entrò mai in servizio regolare.

Treni[modifica | modifica wikitesto]

La Socimi ha costruito anche le carrozze “tipo hinterland” delle Ferrovie Nord Milano (1981-1983), gli elettrotreni EMU300 per la Taiwan Railways Administration (1989)[7] ed elettromotrici per le linee 1, 2 e 3 della metropolitana di Milano (1986-1991)[8].

Carrozza semipilota FNM in livrea bianco-verde

Armi[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei modelli Type 821 prodotti dalla Socimi nella sede di Binasco

Poduceva anche armi, specialmente fucili; tra queste armi figura la pistola mitragliatrice SOCIMI 821. Nel febbraio 1987 la società rilevò la Luigi Franchi di Brescia dal gruppo Berardi[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Monica Zapelli, Un uomo onesto, Sperling & Kupfer editori, 2012, p. 105. ISBN 978-88-20-05210-2.
  2. ^ Goffredo Buccini, Gli affari della Socimi. Un manager racconta, in Corriere della Sera, 25 settembre 1992, p. 2.
  3. ^ Socimi 7534, in Bollettino GRAF n° 6, Roma, aprile 1979, pp. 29-30
  4. ^ Il materiale degli anni Novanta, http://www.tramroma.com. URL consultato il 20 settembre 2013.
  5. ^ Sergio Viganò, Pavimento tutto basso: ne vale sempre la pena?, in Ingegneria Ferroviaria 2/2011, CIFI, Roma, pag. 119
  6. ^ Stefano Alfano, Roberto Costa, Trasporti a Milano. Il parco veicoli di ATM Milano dalle origini ad oggi. Volume secondo - i veicoli su ferro, a cura degli autori, Cividate al Piano (BG), 2016, ISBN 979-12-200-1048-1, pp.88-89
  7. ^ TRA Trains Overview, http://www.railway.gov.tw. URL consultato il 24 novembre 2014.
  8. ^ I mezzi, http://www.sottomilano.it. URL consultato il 19 dicembre 2016.
  9. ^ La Franchi in grave difficoltà si avvia alla chiusura, in la Repubblica, 18 aprile 1992.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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