Robert Conquest

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Robert Conquest nel 1987

George Robert Acworth Conquest (Malvern, 15 luglio 1917Palo Alto, 3 agosto 2015) è stato uno storico inglese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Robert Conquest, a sinistra, con Aretha Frankline Alan Greenspan premiati con la Medaglia presidenziale della libertà

Conquest, durante il suo periodo universitario, che concluse ad Oxford con un dottorato sulla storia della Russia Sovietica, divenne un militante comunista[1]; nel 1937 entrò nel Partito Comunista di Gran Bretagna e visitò la Russia sovietica[2].

Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale venne arruolato nel Oxfordshire and Buckinghamshire Light Infantry e nel 1943 fu inviato alla UCL School of Slavonic and East European Studies a Londra ad apprendere il bulgaro; più tardi, dopo l'esperienza in Bulgaria nella British Intelligence, lo storico inglese si disilluse a proposito del comunismo. Collaborò con l'Information Research Department, dipartimento del Ministero degli Esteri inglese deputato alla propaganda anti-sovietica.

Ha insegnato presso la London School of Economics, alla Columbia University e a Stanford. Alle purghe staliniane è dedicato il suo libro più celebre: Il Grande Terrore (The Great Terror, 1968, trad. it. 1970).

Nel 1985 firma una petizione a favore dell'armamento da parte degli Stati Uniti dei Contras, gruppi paramilitari anticomunisti in America centrale.[3]

Nel novembre 2005 Robert Conquest fu premiato con la Medaglia presidenziale della libertà dal Presidente George W. Bush[4].

Lo ricorda così l'Economist in un editoriale in occasione della sua scomparsa: [1]

Opere tradotte in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Il grande terrore. Le purghe di Stalin negli anni Trenta, Collezione Le Scie, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1970.
  • Il costo umano del comunismo, con Richard L. Walker, Hosmer e James O. Eastland, Milano, Edizioni del Borghese, 1973.
  • Lenin, traduzione di Simonetta Bertoncini, Collana Oscar Saggi, Milano, Mondadori, 1991, ISBN 88-04-35070-9.
  • Il secolo delle idee assassine, traduzione di L. Vanni, Collezione Le Scie, Mondadori, 2001, ISBN 88-04-48182-X.
  • Stalin. La Rivoluzione, il Terrore, la Guerra, traduzione di L. A. Dalla Fontana, Collezione Le Scie, Milano, Mondadori, 2002, ISBN 978-88-04-47275-9.
  • Raccolto di dolore. Collettivizzazione sovietica e carestia terroristica, traduzione di V. De Vio Molone e S. Minucci, Roman, Fondazione Liberal, 2004, ISBN 88-88835-08-3.
  • I dragoni della speranza. Realtà e illusioni nel corso della storia, Roma, Fondazione Liberal, 2007, ISBN 88-88835-32-6.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze britanniche[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 1956
Compagno dell'Ordine di San Michele e San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Compagno dell'Ordine di San Michele e San Giorgio
— 1996

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia)
— 2009
Medaglia Presidenziale della Libertà (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Presidenziale della Libertà (Stati Uniti)
— novembre 2005[5]
Ordine di Jaroslav il Saggio di V Classe (Ucraina) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Jaroslav il Saggio di V Classe (Ucraina)
— 2005[6][7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robert Conquest, historian who chronicled Stalin’s crimes, dies at 98
  2. ^ Robert Conquest, historian - obituary
  3. ^ (FR) Quand Bernard-Henri Lévy pétitionnait contre le régime légal du Nicaragua, in Le Monde diplomatique, 1º ottobre 2009.
  4. ^ Presidential Medal of Freedom Recipients
  5. ^ Presidential Medal of Freedom Recipients, Georgewbush-whitehouse.archives.gov. URL consultato il 14 gennaio 2014.
  6. ^ Ukraine honors Robert Conquest with Presidential Medal of Honor, Ukrweekly.com, 24 settembre 2006. URL consultato il 14 gennaio 2014.
  7. ^ ''Stanford Report'', 21 June 2006, News.stanford.edu, 21 giugno 2006. URL consultato il 14 gennaio 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN7388633 · ISNI (EN0000 0003 6863 7078 · LCCN (ENn79018440 · GND (DE17410555X · BNF (FRcb11897527n (data) · NDL (ENJA00436479 · WorldCat Identities (ENn79-018440