Theodore Dreiser

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« Egli aveva coscienza di quel passo cadenzato, mentre lo spingevano avanti, avanti, verso quella porta. Ora era lì. Ora l'aprivano. Eccola là, infine, la sedia... che aveva tanto temuta... »

(Theodore Dreiser, Una tragedia americana)
Theodore Dreiser nel Novembre del 1933

Theodore Herman Albert Dreiser (Terre Haute, 27 agosto 1871Hollywood, 28 dicembre 1945) è stato un romanziere, drammaturgo, sceneggiatore e giornalista statunitense, fra i maggiori esponenti del realismo e caposcuola del moderno romanzo americano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nono figlio di immigrati tedeschi cattolici, nacque a Terre Haute, nello Stato dell'Indiana, dove la sua famiglia rimase in condizioni economiche molto precarie: durante l'adolescenza, passata in piccoli insediamenti urbani dello stato, conobbe fame e privazioni. Riuscì ad arrivare all'università dopo aver fatto moltissimi mestieri.

Pubblicò il suo primo romanzo, Sister Carrie nel 1900: il libro racconta la storia di una ragazza che si vende per raggiungere il successo. L'opera, considerata il suo capolavoro, fu ritirata e poi epurata, perché considerata offensiva per la morale pubblica. Dreiser, tuttavia, ne trasse qualche vantaggio professionale, e nel 1907 diventò direttore di una casa editrice. Poté poi fare esclusivamente lo scrittore nel 1911, quando il suo secondo romanzo Jennie Gerhardt, altra storia censurata di giovane donna perduta, ebbe un discreto successo.

Nel 1912 pubblicò Il finanziere, primo titolo della Trilogia del desiderio; nel 1914 continua con Il titano, libri nei quali tratteggiò la figura del protagonista Frank Cowperwood, la cui scalata plutocratica ricalca la figura del vero industriale Charles Yerkes; per terminare con l'incompiuto, e postumo, Lo stoico, uscito nel 1947.

Fu con la Trilogia che Dreiser assunse preciso connotato letterario: interprete e cronista dello sviluppo finanziario ed industriale capitalista degli USA, che allora spostava il suo baricentro dalla East Coast alla neonata città di Chicago (1871). Egli affresca nelle sue pagine, avvalendosi di ricerche documentate e di osservazioni di prima mano, un mondo ricco di nuove opportunità, spinte creative, di entusiasmi, gestito nei modi del determinismo sociale e della legge del più forte, alla ricerca spasmodica del profitto.

Smania di potere, sesso ed intrighi sono il crogiuolo dal quale Dreiser ricava le sue trame, talvolta risolte in uno stile un po' pesante e farraginoso (con forti echi di Balzac e Zola), talaltra con rara felicità, come nella sua opera più riuscita, Una tragedia americana, allucinante parabola di un social climber ("arrampicatore sociale" in inglese), dalla quale è stata tratta anche una commedia di successo di Patrick Kearney, un film del 1931 (Una tragedia americana, ed uno sceneggiato televisivo dal medesimo titolo: Una tragedia americana.

Sempre nel 1931 è il cofondatore e primo presidente della Fortean Society.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi

Racconti

  • 1918 - Free and other stories;
  • 1927 - Chains: Lesser Novels and stories.

Testi teatrali

  • 1916 - Plays of the Natural and supernatural;
  • 1919 - The Hand of the potter.

Pubblicazioni postume

  • 1946 - The Bulwark;
  • 1947 - The stoic.

Autobiografia: Dreiser looks at Russia (1928).

Trasposizioni cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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