Power metal

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Power metal
Origini stilistiche Heavy metal classico (NWOBHM)
Speed/Thrash metal
Origini culturali Europa durante la seconda metà degli anni ottanta
Strumenti tipici Chitarra
Basso
batteria
Tastiere
Popolarità Inizialmente sorto come genere underground, ottenne picco massimo di popolarità durante la metà degli anni novanta. Le scene principali del genere sono attualmente rappresentate da Germania, Italia, Scandinavia e Giappone; godono comunque di ottima popolarità anche Regno Unito, Spagna e Sud America. Popolarità crescente negli Stati Uniti e nell'Est Europa.[senza fonte]
Generi derivati
Symphonic metal
Generi correlati
Heavy metal classico - Speed metal - Thrash metal - Progressive metal - Neo-classical metal - Epic metal - Death metal
Categorie correlate

Gruppi musicali power metal · Musicisti power metal · Album power metal · EP power metal · Singoli power metal · Album video power metal

I Kamelot, gruppo Power metal americano live a Barcellona

Il power metal è un sottogenere dell'heavy metal[1][2] che prende spunto dall'heavy metal classico e dallo speed/thrash metal.

Gli Iced Earth, famosa band Power metal in concerto

È uno stile di heavy metal dalle caratteristiche melodiche che utilizza chitarre dalle armonie acute, e voci potenti. È anche uno stile epico, con brani di lunga durata e tematiche riguardanti la mitologia, il fantasy, la fantascienza e la metafisica[2]. Buona parte delle band power metal prevedono anche un tastierista. Alcuni esempi di gruppi riconoscibili in questa corrente possono essere Blind Guardian, Helloween, Gamma Ray, Iced Earth[2], Nightwish, Rhapsody of Fire.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni, il termine power metal è stato usato per descrivere numerosi generi, dalla NWOBHM alle band thrash metal[3]. In effetti nei primi anni 80 questo termine poteva venire usato da alcuni per riconoscere i gruppi speed/thrash metal, ancora prima della nascita di quest'ultima definizione[4]. Tuttavia come vero e proprio genere e movimento, il power metal si definì verso la metà degli anni 80, come reazione alla durezza e all'assenza di melodia del death e del black metal[3], risultando il parente più stretto dell'heavy metal classico[1]. Alcuni gruppi power metal incorporano nel proprio sound la complessità tipica del progressive metal, o alcune caratteristiche del death metal, tuttavia il power metal rimane essenzialmente un genere classicista, le cui influenze sono riconoscibili senza dubbio nell'heavy metal classico del periodo NWOBHM dei primi anni 80, nel thrash/speed metal e vengono anche incorporati elementi sinfonici[5].

Olaf Thorsen dei Vision Divine e dei Labyrinth al Rockin' field festival di Milano (26 luglio 2008)

Il power metal è strutturato su una chitarra ritmica in power chord, una batteria semplice e veloce, e melodie e armonie in risalto[1]. Molte band power metal sono di ispirazione neo-classica, prendendo in prestito dal barocco in termini di armonie, tralasciando la scala pentatonica (tipica dell'heavy metal classico, specie hard & heavy) ma prediligendo quella diatonica o cromatica[1]. Alcuni dei gruppi alla base dell'ispirazione power possono essere Judas Priest, Iron Maiden, o i tedeschi Accept[3] che ne anticiparono alcune delle caratteristiche tipiche. Il genere risultava più veloce degli standard, per via dell'influenza del thrash/speed metal. Gruppi europei come Helloween e Gamma Ray furono gli iniziatori del movimento nei tardi anni 80, mentre l'esplosione vera e propria del genere avvenne negli anni 90 grazie a band come Iced Earth, Blind Guardian, e Stratovarius, che aprirono la strada alle future band power metal[5]. Il power fu un fenomeno principalmente europeo, sorto in origine da alcuni gruppi già attivi negli anni ottanta[3]. Anche in Italia il genere ha avuto successo, e i principali esponenti italiani del Power Metal sono i Rhapsody of Fire (precedentemente noti come Rhapsody), gli Skylark, i Labyrinth e i Vision Divine.

Il sound caratteristico del genere non ha subito molte evoluzioni o cambiamenti col passare del tempo.[senza fonte]

La diffusione del Power metal[modifica | modifica wikitesto]

Nel Power metal esistono varie scene regionali, data la diffusione del genere.

Mappa della Diffusione Globale del Power Metal.

Al contrario di molti generi metal, la scena principale non è quella statunitense, nonostante da lì vengano famose band come gli Iced Earth, ma le realtà principali si trovano in Europa, in paesi come Germania, Italia (diventata famosa all'estero proprio per la scena Power) e Scandinavia. Il Power metal ha raggiunto un ottimo livello di popolarità anche in Giappone, Corea del Sud e Sud America. In quest'ultima gode di buona popolarità soprattutto in Brasile, Argentina e Cile.

In paesi come Inghilterra, Francia, Grecia e Spagna il numero di fan, negli ultimi anni, è notevolmente aumentato, permettendo alle band emergenti di diventare famose (i Firewind e i Fairyland possono essere un ottimo esempio).

Anche in Russia si contano band appartenenti a questo filone ma, dato che la maggior parte di queste (come Melnitsa, Olbia, Epidèmia, Korol'i Shut, DDT) cantano in russo, non sono molto conosciute all'estero.

Scene regionali[modifica | modifica wikitesto]

Gli Helloween Live a Norimberga il 18 gennaio 2006

Germania[modifica | modifica wikitesto]

Il "Power metal teutonico" è, a livello di scene regionali, quello che insieme a quello americano e brasiliano usa di meno le tastiere; può essere paragonato allo Speed metal. Le band principali sono Gamma Ray, Helloween, Blind Guardian, Running Wild, Grave Digger, Edguy, Avantasia, Iron Savior, Primal Fear, Masterplan, Heaven's Gate e Freedom Call

Scozia[modifica | modifica wikitesto]

Il power metal scozzese nonostante sia duro e poco melodico le tastiere si utilizzano frequentemente; un esempio possono essere gli Alestorm

Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Il Power metal giapponese è molto melodico e progressivo, ma anche veloce. I testi riguardano il Fantasy, il Medioevo, il Romanticismo e le emozioni umane. La prima grande band Power metal giapponese (con un passato come band Visual kei) sono gli X Japan. Le principali band Power metal giapponesi che sono emerse dopo gli anni ottanta sono Galneryus (diventata famosa anche grazie alla capacità strumentale della band), Concerto Moon, Ark Storm e, più recentemente, la band Symphonic Power metal Versailles, che, rapidamente, è diventata famosa in tutto il mondo. Oltre ai Versailles, esiste un'altra band Symphonic Power metal: I Dragon Guardian, che però non hanno raggiunto il successo dei loro compatrioti.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel Power metal italiano è molto diffusa una variante melodica e veloce con spunti neoclassici e medievali. I testi, generalmente, parlano di temi Fantasy. La scena è "esplosa" nella metà degli anni novanta, con artisti che tuttora riscuotono molto successo nel mondo, come Rhapsody of Fire, Labyrinth, White Skull, Secret Sphere, Spellblast, Ancient Bards, Skylark, Thy Majestie, Elvenking, LionSoul, Domine, Kaledon, Arthemis, Overtures e Vision Divine.

Svezia[modifica | modifica wikitesto]

La scena svedese è a metà tra la scena italiana e quella tedesca. Il Power metal svedese si caratterizza per un sound ruvido e abbastanza veloce, ma con poche influenze tradizionali. I gruppi Power metal svedesi principali sono HammerFall, Nocturnal Rites, Falconer, Sabaton e Dragonland.

Finlandia[modifica | modifica wikitesto]

In Finlandia è stato proposto spesso un Power metal veloce ma melodico. I maggiori esponenti della scena finlandese sono Stratovarius, Sonata Arctica e Nightwish

Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Il Brasile conserva già una certa tradizione Power, ma le band non sono molto note nel loro paese, mentre buona parte di queste sono molto note nel resto del mondo. La band più famosa sono gli Angra.

US power metal[modifica | modifica wikitesto]

Con power metal americano (o US power metal) s'intende quella corrente formatasi a partire dalla prima metà degli anni ottanta negli Stati Uniti, con l'avvento di band portate ad un indurimento del metal tradizionale, rispetto ai gruppi thrash metal orientati verso lidi più estremi[6][7]. Lo stile è piuttosto vario e incorpora sia sonorità vicine allo speed metal[8] che elementi melodici, dove le tastiere sono praticamente assenti fino all'evoluzione degli anni novanta (comunque presenti in minor misura rispetto al filone Europeo). Le principali differenze con la musica proposta dai primi gruppi power d'oltreoceano, quali Running Wild, Helloween e Rage, sono il minore utilizzo della doppia cassa[9] e le ritmiche, in molti casi, meno veloci. Una perculiarità di questo sottogenere sono le tematiche trattate che il più delle volte si riferiscono ad argomenti fantastici, fantascientifici ed eroici[6].

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Tra i primi esponenti vi furono i Savatage[6], i Jag Panzer[10] e i Culprit[9] che esordirono discograficamente nel 1983. Il biennio 1984-1985 vide l'esplosione di molti gruppi appartenenti a questa categoria, come i Vicious Rumors[11], gli Armored Saint[12], i Lizzy Borden[8], i Metal Church[13], gli Attacker[14] e i Nasty Savage[15] (questi ultimi tre spesso vengono considerati speed metal) oltre agli Omen ed ai Liege Lord[6], che rientrano anche tra i primi esponenti dell'epic metal. In seguito molte band di heavy metal classico si indirizzarono al power, è il caso degli Helstar con Remnants of War (1986)[16], dei Riot con il loro album Thundersteel (1988)[17] (anche se già con Fire Down Under del 1981 presentarono delle coordinate stilistiche proprie di questa corrente)[6] e dei Virgin Steele a partire da metà dagli anni novanta.

Altri gruppi degli anni ottanta degni di menzione sono i Fifth Angel[8], i Chastain[18], i Malice[6], gli Heir Apparent[7], i Banshee[19], i Meliah Rage[20] e i Sanctuary[8].

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta lo stile si avvicinò maggiormente a quello proposto nel vecchio continente e tra i gruppi che iniziarono a pubblicare in quel periodo emersero su tutti gli Iced Earth[6] e i Nevermore[21]. In seguito nacquero altri gruppi importanti, come i Symphony X e i Kamelot[6], che però si orientarono verso il progressive metal, sulla scia di Fates Warning, Queensrÿche e Crimson Glory, e si avvalsero di un consistente uso delle tastiere. Tra le band che maggiormente ripresero le coordinate stilistiche del decennio precedente vi furono gli Steel Prophet[6], i Gothic Knights[22], i Jacobs Dream[23], i Cage[24], i Seven Witches[25], e il progetto dei Demons & Wizards[26], oltre a gruppi scioltisi anni addietro e che vennero riformati in concomitanza con questa nuova ondata (es. Overlorde e Sacred Oath).

Nuovo millennio[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni del nuovo millennio si formarono altre band rappresentative come i Circle II Circle[27], i Cellador[28], gli HolyHell[29], i Theocracy[30] e i Distant Thunder[31]. Nello stesso periodo assunsero rilevanza anche i Pharaoh[7] che però vennero fondati sul finire del secolo precedente.

Alcuni gruppi minori[modifica | modifica wikitesto]

Culprit[modifica | modifica wikitesto]

Si formarono a Seattle nel 1981[32] seguendo la scia dei TKO e furono una delle prime band della città a proporre musica metal fungendo da apripista ad altri gruppi tra cui i Queensrÿche[33], i Sanctuary e i Fifth Angel provenienti dalla vicina Bellevue. Rivestirono dunque un ruolo importante per la scena musicale di Seattle negli anni ottanta, che nel successivo decennio divenne la capitale del grunge, influenzando anche lo sviluppo musicale degli Alice in Chains[34][35].

Il gruppo nacque dalla fusione di due band già attive da un paio d'anni, gli Orpheus e gli Amethyst[32][36]. La formazione, composta dal cantante Jeff L'Heureux, dai chitarristi John DeVol e Kjartan Kristoffersen, dal bassista Scott Earl e dal batterista Bud Burrill[32], registrò un primo demo nel 1982. Lo stesso anno siglò un contratto con la Shrapnel Records che pubblicò la loro canzone Players sulla compilation U.S. Metal, Vol. 2[32][36]. Nel 1983 la stessa etichetta discografica diede alle stampe Guilty as Charged!, il primo album in studio della band che fu tra i progenitori del power metal americano[37]. Conseguentementa all'uscita si impegnarono in una serie di concerti locali[36] e nel 1984 registrarono un nuovo demo[34][38]. In seguito, però, Earl e Kristoffersen vennero ingaggiati dai TKO e poco dopo anche L'Heureux lasciò per fondare i Mistrust, così il gruppo si sciolse[32][34][36].

Successivamente, a distanza di anni, si riformarono esclusivamente per singoli concerti[32]: nel 1998 a Seattle, nel 2001 al Wacken Open Air[34], nel 2006 (assieme ai Metal Church) ancora a Seattle[39], nel 2010 (con tre nuovi elementi il batterista Saul Ashley, il cantante Steve Nations ed il chitarrista Tim Kleiman al posto di Kristoffersen) all'Headbangers Open Air[40].

Discografia:
Collegamenti esterni:

Savage Grace[modifica | modifica wikitesto]

Si formarono a Los Angeles nel 1981 inizialmente utilizzando il nome Maquis De Sade[41]. Nel primo periodo proposero uno stile maggiormente orientato allo speed metal per poi inidirizzarsi verso il power metal americano[42].

La formazione, composta dal cantante Dwight Cliff, dal chitarrista Christian Logue, dal bassista Brian East e dal batterista Dan Finch, nel 1982 registrò il primo demo contenente anche la canzone Scepters of Deceit che lo stesso anno venne pubblicata sulla compilation Metal Massacre, Vol II della Metal Blade[42]. Nel 1983 realizzarono il loro primo EP intitolato The Dominatress che venne registrato con il cantante John Birk e, in quest'unica occasione, con l'aggiunta del chitarrista Kenny Powell (in seguito negli Omen[42]). Dopo la pubblicazione di un altro demo nel 1984, la band registrò il primo full-length intitolato Master of Disguise che uscì nel 1985 e vide la partecipazione del cantante Michael Smith[3] e del chitarrista Mark Marshal proveniente dagli Agent Steel.

Il secondo album in studio venne registrato con Mark Marcum che sostituì Finch, inoltre Christian Logue si occupò anche delle parti vocali[3]. Il disco, come il precedente, venne pubblicato dall'etichetta Black Dragon Records col titolo di After the Fall from Grace e si discostò leggermente dai precedenti abbandonando in parte le coordinate speed metal derivanti dalla NWOBHM[42].

In seguito partirono per un tour europeo al termine del quale il bassista Derek Peace subentrò a Brian East[3]. Nel 1987 incisero il loro secondo EP Ride into the Night che include anche la cover di Burn dei Deep Purple[43]. Conseguentemente si esibirono in una serie di concerti negli Stati Uniti assieme ai Motörhead[44] in seguito al quale Peace lasciò la band. Nel 1989 il gruppo si trasferì a New York ma non riuscendo più a trovare la giusta amalgama, dopo tre anni tornò a Los Angeles dove si sciolse[45].

Nel 2009 Logue assieme a nuovi musicisti decise di riformare la band che però si esibì soltanto in alcune date dal vivo fino al 2010[46].

Discografia:

Winters Bane[modifica | modifica wikitesto]

Si formarono ad Akron (Ohio)[47] nel 1990[48] e sono noti per essere stati il gruppo di Ripper Owens prima che entrasse a far parte dei Judas Priest[49].

Vennero fondati dal chitarrista Lou St. Paul e dal batterista Terry Salem, a cui si aggiunsero il bassista Dave Holder ed il cantante B.C. Richards[48]. Nel 1991 incisero il loro primo demo e l'anno successivo, dopo essere stati contattati dalla Massacre Records, reclutarono Ripper Owens con cui registratono un secondo demo[48]. In seguito Dennis Hayes, futuro collaboratore degli Iced Earth[50], subentrò a Dave Holder. Nel 1993 la Massacre diede alle stampe il loro disco d'esordio Heart of a Killer, che però non ottenne un grande riscontro di vendite pertanto Owens lasciò la band[49] e St. Paul si occupò quindi anche delle parti vocali[50].

Nel 1995 sarebbe dovuto uscire un nuovo disco, ma, nonostante avessero già registrato il relativo materiale, questo non venne mai pubblicato a causa di problemi finanziari[48], salvo essere poi distribuito in forma di demo intitolato Season of Brutality[51]. Alla registrazione partecipò il batterista Todd Bertolette[50] che fece parte della band anche per la realizzazione dell'album Girth, autoprodotto da St. Paul nel 1997. Nei due anni successivi si cimentarono in un tour negli Stati Uniti[48] seguito da un periodo di inattività, poiché i membri si divisero per dedicarsi ad altri gruppi e progetti[50].

Nel 2004 Lou St. Paul scrisse e compose dei nuovi brani, occupandosi sia delle parti di chitarra che di quelle di basso; l'album Redivivus però uscì soltanto nel 2006 e venne realizzato con il cantante Alexander Koch e con il batterista Mark Cross[52].

Discografia:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d bbc.co.uk - Heavy Metal Subgenres: Power metal
  2. ^ a b c heavymetal.about.com - What Is Heavy Metal? (pag 2)
  3. ^ a b c d e f g allmusic.com - Power metal
  4. ^ Joel McIver. Justice for all: the truth about Metallica. Omnibus Press, 2004. ISBN 0711996008. p. 58 "Quando Anthrax e Metallica emersero nei primi giorni il termine thrash metal non era usato. Veniva chiamato 'power metal' o 'speed metal'"
  5. ^ a b heavymetal.about.com - What is Power metal?
  6. ^ a b c d e f g h i Articolo - SECRETS OF STEEL - # 8 - US Power Metal, su metallized.it. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  7. ^ a b c (EN) US POWER METAL, a metal music subgenre, su metalmusicarchives.com. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  8. ^ a b c d Guida allo Speed/Power anni '80, su shapelesszine.com, ottobre 2002. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  9. ^ a b Generi » Power Metal, su metalhammer.it. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  10. ^ Recensione Jag Panzer - Ample Destruction, su metallized.it. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  11. ^ (EN) Vicious Rumors - Metal Storm, su metalstorm.net. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  12. ^ (EN) No Life 'til Metal - CD Gallery - Armored Saint, su nolifetilmetal.com. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  13. ^ Metal Church - Metal Church, su truemetal.it, 24 aprile 2004. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  14. ^ (EN) Attacker - Battle At Helm's Deep, su metalreviews.com. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  15. ^ (EN) Nasty Savage - Metal Storm, su metalstorm.net. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  16. ^ (EN) No Life 'til Metal - CD Gallery - Helstar, su nolifetilmetal.com. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  17. ^ Retrospective: Riot's Thundersteel Twenty Five Years Strong, su metalassault.com, 25 marzo 2013. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  18. ^ (EN) Chastain reviews, music, news, su sputnikmusic.com. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  19. ^ (EN) Banshee (USA) Race Against Time (CD Album), su spirit-of-metal.com. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  20. ^ (EN) No Life 'til Metal - CD Gallery - Meliah Rage, su nolifetilmetal.com. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  21. ^ (EN) Nevermore (USA-1) - discography, line-up, biography, interviews, photos, su spirit-of-metal.com. URL consultato il 30 dicembre 2015.
  22. ^ (EN) Gothic Knights - Metal Storm, su metalstorm.net. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  23. ^ (EN) No Life 'til Metal - CD Gallery - Jacobs Dream, su nolifetilmetal.com. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  24. ^ Cage (USA power metal), su truemetal.it, 13 maggio 2002. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  25. ^ (EN) No Life 'til Metal - CD Gallery - Seven Witches, su nolifetilmetal.com. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  26. ^ (EN) Demons & Wizards, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  27. ^ (EN) Circle II Circle - Metal Storm, su metalstorm.net. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  28. ^ (EN) Cellador, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  29. ^ (EN) HolyHell - Metal Storm, su metalstorm.net. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  30. ^ (EN) Theocracy, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  31. ^ (DE) Review DISTANT THUNDER - Welcome The End, su powermetal.de, 17 giugno 2004. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  32. ^ a b c d e f (EN) Culprit, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  33. ^ (EN) No Life 'til Metal - CD Gallery - Culprit, su nolifetilmetal.com. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  34. ^ a b c d Heavyworlds - CULPRIT - Scott Earl, su heavyworlds.com. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  35. ^ (EN) SPIN, New York, Spin Media LLC, marzo 1993.
  36. ^ a b c d (EN) MusicMight :: Artists :: CULPRIT, su rockdetector.com. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  37. ^ (DE) Review CULPRIT - Guilty As Charged, su powermetal.de, 20 aprile 2002. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  38. ^ (EN) culprit – Heavy Metal Maniacs, su heavymetalmaniacs.com, 21 aprile 2011. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  39. ^ (EN) Culprit to Re-Record "Guilty as Charged", su fullinbloommusic.com, 8 giugno 2006. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  40. ^ (EN) Headbangers Open Air 2010 - Garden Party With Plenty Of Mad Hatters, su bravewords.com, 15 agosto 2010. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  41. ^ (EN) Savage Grace, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  42. ^ a b c d (EN) No Life 'til Metal - CD Gallery - Savage Grace, nolifetilmetal.com. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  43. ^ Recensione Savage Grace - After The Fall From Grace/Ride Into The Night - Reissue, su metallized.it. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  44. ^ (EN) Motörhead Bio Motörhead Career, su mtv.com. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  45. ^ (EN) Savage Grace — Free listening, videos, concerts, stats and pictures at Last.fm, su last.fm. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  46. ^ (EN) MASTERS OF DISGUISE – The Savage And The Grace Video Teaser Streaming, su bravewords.com, 28 gennaio 2015. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  47. ^ (EN) Heart of a Killer, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 25 dicembre 2015.
  48. ^ a b c d e (EN) Winters Bane : Interview, su spirit-of-metal.com, agosto 2006. URL consultato il 25 dicembre 2015.
  49. ^ a b (EN) Winters Bane, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 25 dicembre 2015.
  50. ^ a b c d (EN) MusicMight :: Artists :: WINTERS BANE, su rockdetector.com. URL consultato il 25 dicembre 2015.
  51. ^ (EN) Season of Brutality (1995) [Demo] - Winters Bane - Metal Kingdom, su metalkingdom.net. URL consultato il 25 dicembre 2015.
  52. ^ Winters Bane Redivivus, su rockline.it. URL consultato il 25 dicembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Garry Sharpe-Young, A-Z of Power Metal, Cherry Red Books, 2003, ISBN 1-901447-13-8, ..

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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