Fates Warning

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Fates Warning
Fates-Warning-2014.jpg
Foto promozionale 2014 (da sinistra a destra): Frank Aresti, Bobby Jarzombek, Ray Alder, Jim Matheos, Joey Vera
Paese d'origineStati Uniti Stati Uniti
GenereProgressive metal[1]
Heavy metal[2]
Periodo di attività musicale1982 – in attività
EtichettaMetal Blade Records
Inside Out Music
Album pubblicati16
Studio12
Live3
Raccolte1
Opere audiovisive5
Sito ufficiale

I Fates Warning sono un gruppo musicale progressive metal statunitense, originario del Connecticut.

Tra i pionieri del movimento Progressive metal americano, insieme ai Queensrÿche, hanno contribuito allo sviluppo e all'affermazione di questo genere. Sono accreditati tra le maggiori influenze per gruppi come Dream Theater, Shadow Gallery e Vanden Plas.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi e la prima trilogia (1982-1987)[modifica | modifica wikitesto]

Nati originariamente con il nome Misfit, nel 1982, ad opera del chitarrista Jim Matheos, dopo aver risposto ad un annuncio per formare un gruppo, sul quotidiano locale di Hartford (nel Connecticut) The Advocate da parte del batterista Steve Zimmerman[3]. All'inizio suonavano solo cover, tra gli altri, di Iron Maiden, Black Sabbath, Scorpions e Judas Priest[3]. Dopo un breve periodo in cui Matheos lasciò la band per comporre proprio materiale[3], il gruppo tornò nell'estate del 1983 sotto il nome Fates warning, cambiato per via dell'omonimia con i The Misfits[4], con Joe DiBiase al basso, John Arch alla voce e Victor Arduini alla seconda chitarra.

Nell'autunno del 1983 registrarono un demo di sei canzoni, cui si aggiungerà Soldier Boy apparsa nella compilation Metal Massacre V dell'etichetta Metal Blade Records. Sulla scia degli entusiastici responsi ottenuti grazie al demo[3], la Metal Blade Records offrì un contratto alla band nel 1984, pubblicando l'album di debutto: Night on Bröcken. L'album è profondamente influenzato dallo stile degli Iron Maiden, ma già mostra tratti tipici della band, e viene considerato come una sorta di passo avanti rispetto a quanto fatto dal gruppo inglese verso l'unione della complessità tipica del rock progressivo con la potenza della New Wave of British Heavy Metal[5], caratteristica che venne ulteriormente sviluppata nei dischi successivi.

Nel 1985 venne pubblicato il secondo album, The Spectre Within, che vede un netto miglioramento rispetto all'esordio[6], rendendo il gruppo piuttosto unico nel panorama metal underground del periodo[7]. Canzoni come Traveler in Time, Pirates of the Underground, The Apparition ed Epitaph hanno un approccio progressive alla forma canzone, con numerosi cambi di tempo, una maggiore complessità negli arrangiamenti e testi fantasy irti di simbolismi e doppi sensi[6][7]. Ben accolto dalla critica, il disco però non ottenne il successo sperato ed il tour di supporto all'album si interruppe presto[3], dopo di che Victor Arduini lascia la band. Dopo un'attenta ricerca, Frank Aresti, che suonava in un gruppo Thrash metal locale, divenne il nuovo chitarrista della band.

Nel 1986 uscì Awaken the Guardian, al quale la band aveva cominciato a lavorare da tempo e che viene generalmente considerato fondamentale e rivoluzionario per il prog metal.[8][9][10] Ambizioso per l'epoca, il disco si compone di canzoni dalla struttura complessa, con numerosi cambi di tempo e riff inusuali, su linee vocali frenetiche ed evocative, mantenendo, però, una fluidità di fondo[7]. Awaken the Guardian ottenne un discreto successo per un gruppo underground, entrando nella classifica di Billboard al n.191[11] e permise ai Fates Warning di intraprendere il loro primo tour esteso in USA, dato che fino ad allora si erano limitati a suonare in locali della zona. La vita on the road creò tensioni tra i membri del gruppo[12] e portò all'allontanamento, nel 1987, del cantante e paroliere John Arch, sostituito, dopo una lunga ricerca ed un breve periodo con Chis Cronk[13], da Ray Alder, cantante del gruppo metal texano Syrus.

La nuova formazione e la quasi ascesa al successo (1988-1996)[modifica | modifica wikitesto]

Jim Matheos live nel 2007

Nel 1988 uscì il quarto album, No Exit, il quale porta avanti il percorso del disco precedente, un metal progressivo e complesso[14] dal suono ancora più pesante e aggressivo, con un approccio però che abbandona le atmosfere arcane e antiche ed i testi fantasy[12] (il titolo è ispirato all'opera teatrale omonima di Jean-Paul Sartre[15]). La seconda facciata del disco è interamente composta di una suite di 22 minuti, The Ivory Gate of Dreams. Ben accolto dalla critica, il disco esordì al n. 111[11] di Billboard ed aumenta la popolarità della band, che produce anche i primi videoclip della propria storia, Anarchy Divine e Silent Cries, diffusi attraverso il programma Headbangers Ball di MTV.

A quel punto della carriera, i Fates Warning decisero di cambiare direzione al proprio suono, passando ad un metal melodico e raffinato[6]. Questo nuovo percorso porta all'allontanamento del batterista Steve Zimmerman in favore del più dotato tecnicamente Mark Zonder[12], batterista del gruppo epic metal Warlord.

Nel 1989 uscì Perfect Symmetry, ritenuto un album seminale che ha gettato le basi per il progressive metal degli anni '90[16]. Il disco presenta un prog metal melodico e sperimentale (nel lento Chasing Time sono presenti quartetti d'archi), dominato da atmosfere malinconiche, con arrangiamenti estremamente complessi e una sezione ritmica insolita e molto articolata; i testi sono intimisti e maggiormente ancorati alla realtà[17]. Divengono più evidenti le influenze dirette del rock progressivo[17] in brani come At Fates Hands , che vede la partecipazione alle tastiere di Kevin Moore dei Dream Theater. Il cambiamento nel suono è sottolineato anche dall'abbandono del vecchio logo e la copertina elegante firmata da Hugh Syme, famoso per il suo lavoro con i Rush[17]. Il disco esordì al n.141[11] di Billboard e la band rilascia il videoclip per il loro brano più accessibile e radiofonico mai fatto finora: Through Different Eyes.

Nel 1991 esce il sesto disco della band, Parallels, che comportò un'altra svolta nella ricerca stilistica del gruppo. Se, da un lato, l'album prosegue il percorso melodico e intimista di Perfect Symmetry, dall'altro lato presenta una maggiore focalizzazione alla forma canzone “semplice”; ad eccezione di brani come The Eleventh Hour e Life in Still Water[18], esso è composto da pezzi più accessibili rispetto al passato e dall'appeal radiofonico, vicini al percorso degli anni'80 dei Rush[18] e quello dei Queensrÿche dagli anni'90[19]. Prodotto da Terry Brown, noto per la sua collaborazione con i Rush, Parallels è generalmente considerato un disco determinante ed estremamente influente per il prog metal[20] ed è probabilmente il maggior successo della band[21]; anche se non riuscì ad entrare in Billboard 200[22]. Da questo lavoro verranno estratti due videoclip, Eye to Eye e Point of View.

Inside Out, uscito nel 1994, proseguì il discorso intrapreso con Parallels. Tra i brani dell'album spicca Monument,quello più complesso[18] e l'unico da cui è stato tratto un video per la promozione. L'approccio più diretto nella scrittura dei pezzi, però, non portò il grande successo al gruppo, nonostante i responsi positivi della critica ed un seguito fedele di fans[23]. Nel 1996, il bassista Joe DiBiase e il chitarrista Frank Aresti lasciarono la band.

Da A Pleasant Shade of Gray alla dipartita di Mark Zonder (1997-2004)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997, Jim Matheos, rimasto con Zonder alla batteria e Alder alla voce, recuperò l'approccio complesso e sperimentale che aveva caratterizzato i Fates Warning negli anni'80, integrandolo con la raffinatezza dei due dischi precedenti[24], componendo una lunga traccia divisa in dodici parti per 53 minuti di musica, A Pleasant Shade of Gray, che vede come musicisti ospiti Joey Vera, degli Armored Saint, al basso e Kevin Moore, ex-Dream Theater, alle tastiere. Prodotto da Terry Brown, è divenuto uno dei dischi più elogiati della band[23].

Nel 1998 uscì un doppio cd live, Still Life, che contiene A Pleasant Shade of Gray nella sua interezza. Joey Vera, al basso, Bernie Versailles alla chitarra e Jason Keazer alle tastiere accompagnano la band su questo disco. Nella versione giapponese è presente la cover degli Scorpions, In Trance, registrata in studio.

Nel 2000 viene pubblicato Disconnected, che vede ancora Joey Vera e Kevin Moore come ospiti. Il disco prosegue il percorso intrapreso con quello precedente, con un suono più oscuro e pesante, influenze Industrial, diviso tra brani più diretti come One e Pieces of Me e canzoni di pura atmosfera come Disconnected pt.2 con pezzi più complessi, dove spicca la suite Still Remains.

Nel 2003 Jim Matheos collaborò con John Arch al disco solista di quest'ultimo: l'EP A Twist of Fate.

Nel 2004, uscì il decimo album della band, FWX, che presenta un ritorno ad una forma canzone più semplice, tipico di dischi come Parallels ed Inside Out, integrandolo con le sonorità di Disconnected. Da questo album è stato tratto il videoclip Simple Human. Dopo questo disco, Mark Zonder lasciò i Fates Warning.

La situazione odierna: il progetto parallelo con John Arch e il ritorno in studio della band (2005-presente)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 viene pubblicato il DVD Live in Athens, con il batterista Nick D'Virgilio che accompagna la band.

In occasione della pubblicazione della riedizione speciale di Paralles, i Fates Warning, nel 2010, suonano l'intero album dal vivo in alcune date selezionate con la formazione originale del classico del 1991.[25]

Nel 2011, Jim Matheos e John Arch tornano di nuovo a collaborare insieme per dar vita ad un altro album, Sympathetic Resonance, uscito sotto il nome Arch/Matheos, supportati da Frank Aresti alla chitarra solista, Joey Vera, ormai pianta stabile dei Fates Warning, al basso e Bobby Jarzombek, di fatto nuovo membro della band, alla batteria.[26]

Dopo nove anni dall'ultimo lavoro in studio, nel 2013 esce l'undicesimo album a nome Fates Warning, Darkness in a Different Light con la stessa formazione di Arch/Matheos, ma con Ray Alder alla voce.

I Fates Warning al Rock Hard Festival

Per festeggiare il trentesimo anno dall'uscita del classico Awaken The Guardian, i Fates Warning suonano dal vivo l'intero album, con la formazione orginale del 1986, in due date speciali: il 30 aprile al festival Keep It True XIX in Lauda-Konigshofen (Germania)[27], il 9 settembre al festival ProgPower XVII in Atlanta (Georgia, USA)[28].

Il 1º luglio del 2016 esce il dodicesimo album, Theories of Flight: un disco molto tecnico, sulla scia del precedente, ma che integra in modo maggiore gli elementi di album passati come Disconnected e Paralles/Inside out rendendo l'album più melodico e a tratti più facile da assimilare. Frank Aresti lascia la band per motivi di lavoro e familiari, ma partecipa come ospite in due assoli; la sua posizione nella band rimane comunque aperta.[29]

Nel 2017, la Metal Blade pubblica Awaken the Guardian Live, che ripropone per intero - sia in audio, sia in video - i due spettacoli speciali tenuti dalla band in occasione del trentennale di Awaken The Guardian, in edizione normale (con il solo concerto al Keep It True XIX su CD) e deluxe (con entrambi i concerti su CD).[30]

Nel 2019 viene pubblicato per la Inside Out un nuovo disco dal vivo Live Over Europe, che ripercorre i trent'anni di carriera della band americana dalla venuta di Ray Alder[31] ed è stato registrato durante il secondo tour europeo in supporto di Theories of Flight[31].

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale
Ex componenti
Componenti in tour
  • Ed Roth: tastiera (1997)
  • Jason Keazar: tastiera (1997−1998)
  • Joey Vera: basso (1996−2000; membro stabile dal 2000)
  • Bernie Versailles: chitarra (1998)
  • Shaun Michaud: tastiera, chitarra (2000)
  • Nick D'Virgilio: batteria (2003–2007)
  • Frank Aresti: guitars (2003–2009; membro stabile da 2011-2016)
  • Bobby Jarzombek: drums (2007, 2009)
  • Michael Abdow: chitarra (2013, 2016-presente)
Componenti ospiti in tour
2010 riunione formazione Parallels
  • Ray Alder: voce
  • Jim Matheos: chitarra
  • Frank Aresti: chitarra
  • Joe DiBiase: basso
  • Mark Zonder: batteria
2016 riunione formazione Awaken The Guardian
  • John Arch - voce
  • Jim Matheos: chitarra
  • Frank Aresti: chitarra
  • Joe DiBiase: basso
  • Steve Zimmerman - batteria

Timeline[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Fates Warning.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fates Warning - Encyclopaedia Metallum: The Metal Archives
  2. ^ Misfit - Encyclopaedia Metallum: The Metal Archives
  3. ^ a b c d e (EN) Ivory Tower n.1 vol.3 (PDF), su fateswarning.com.
  4. ^ (EN) Fates Warning, su nolifetilmetal.com.
  5. ^ Boris Kaiser, Night on Bröcken back cover reissue 2002, Metal Blade Records.
  6. ^ a b c Jeff Wagner, Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami Edizioni, p. 73.
  7. ^ a b c Jeff Wagner, Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami Edizioni, p. 74.
  8. ^ (EN) 10 Essential Progressive Metal Albums, in Classic Rock, 23 ottobre 2016. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  9. ^ (EN) Fates Warning - "Awaken the Guardian" | Decibel Magazine, in Decibel Magazine, 2 marzo 2016. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  10. ^ (EN) Fates Warning | Awaken The Guardian – 30th Anniversary Retrospective, in Power of Prog, 16 aprile 2016. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  11. ^ a b c Fates Warning - Chart history | Billboard
  12. ^ a b c (EN) Ivory Tower n.1 vol.4 (PDF), su fateswarning.com.
  13. ^ Fates Warning biografia, su mtv.it.
  14. ^ Eduardo Rivadavia, No exit review, AllMusic.com.
  15. ^ Jeff Wagner, Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami Edizioni, p. 77.
  16. ^ The Absolute Guide To Progressive Metal, in Rocking.gr. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  17. ^ a b c Jeff Wagner, Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami Edizioni, p. 79.
  18. ^ a b c Jeff Wagner, Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami Edizioni, p. 80.
  19. ^ Eduardo Rivadavia, Parallels review, AllMusic.com.
  20. ^ The Absolute Guide To Progressive Metal, in Rocking.gr. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  21. ^ Darryl Smyers, Fates Warning's Ray Alder on How the Band Almost Broke Up and What Brought Them Back, in Dallas Observer, 4 dicembre 2013. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  22. ^ Parallels - Fates Warning | Awards | AllMusic
  23. ^ a b Jeff Wagner, Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami Edizioni, p. 81.
  24. ^ Jeff Wagner, Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami Edizioni, p. 333.
  25. ^ (EN) Article from The Breakdown Room (03/2010), in Fates Warning. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  26. ^ (EN) bravewords.com, ARCH/MATHEOS – “Throwing Flames From Its Aura”, in bravewords.com. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  27. ^ (EN) Keep It True XIX 2016 - All Metal Festivals, su www.allmetalfest.com. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  28. ^ (EN) Past Line Ups | ProgPower USA, su progpowerusa.com. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  29. ^ (EN) Fates Warning taps guitarist Mike Abdow for upcoming show, su blabbermouth.net.
  30. ^ FATES WARNING: in arrivo il live album e DVD/Blu-ray "Awaken the Guardian Live". URL consultato il 12 gennaio 2018.
  31. ^ a b Fates Warning: "Live Over Europe" out today!, su insideoutmusic.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ivory Tower – The official newsletter of the Fates Warning Fan Club, Vol.1, n.3, February 1990
  • Ivory Tower – The official newsletter of the Fates Warning Fan Club, Vol.1, n.4, June 1990
  • Wagner J., Prog Metal- Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami edizioni, 2012, pp. 73–81 e pp. 331–333.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN127460025 · ISNI (EN0000 0001 1010 2383 · GND (DE10305770-5 · BNF (FRcb13945461g (data)