Fates Warning

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Fates Warning
Fates Warning.jpg
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Progressive metal[1]
Heavy metal[2]
Periodo di attività musicale 1983 – in attività
Etichetta Metal Blade Records
Album pubblicati 13
Studio 11
Live 2
Raccolte 1
Sito ufficiale

I Fates Warning sono un gruppo musicale progressive metal statunitense, originario del Connecticut.

Tra i pionieri del movimento Progressive metal americano, insieme ai Queensrÿche, hanno contribuito allo sviluppo e all'affermazione di questo genere. Sono accreditati tra le maggiori influenze per gruppi come Dream Theater, Shadow Gallery e Vanden Plas.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi e la prima trilogia (1982-1987)[modifica | modifica wikitesto]

Nati originariamente con il nome Misfit, nel 1982, ad opera del chitarrista Jim Matheos, dopo aver risposto ad un annuncio per formare un gruppo, sul quotidiano locale di Hartford (nel Connecticut) The Advocate da parte del batterista Steve Zimmerman[3]. All'inizio suonavano solo cover, tra gli altri, di Iron Maiden, Black Sabbath, Scorpions e Judas Priest[3]. Dopo un breve periodo in cui Matheos lasciò la band per comporre proprio materiale[3], il gruppo tornò nell'estate del 1983 sotto il nome Fates warning, cambiato per via dell'omonimia con i The Misfits, con Joe DiBiase al basso, John Arch alla voce e Victor Arduini alla seconda chitarra.

Nell'autunno del 1983 registrarono un demo di sei canzoni, cui si aggiungerà Soldier Boy apparsa nella compilation Metal Massacre V dell'etichetta Metal Blade Records. Sulla scia degli entusiastici responsi ottenuti grazie al demo[3], la Metal Blade Records offrì un contratto alla band nel 1984, pubblicando l'album di debutto: Night on Bröcken. L'album è profondamente influenzato dallo stile degli Iron Maiden, ma già mostra tratti tipici della band, e viene considerato come una sorta di passo avanti rispetto a quanto fatto dal gruppo inglese verso l'unione della complessità tipica del progressive rock con la potenza della New Wave of British Heavy Metal[4], caratteristica che venne ulteriormente sviluppata nei dischi successivi.

Nel 1985 venne pubblicato il secondo album, The Spectre Within, che vede un netto miglioramento rispetto all'esordio[5], rendendo il gruppo piuttosto unico nel panorama metal underground del periodo[6]. Canzoni come Traveler in Time, Pirates of the Underground, The Apparition ed Epitaph hanno un approccio progressive alla forma canzone, con numerosi cambi di tempo, una maggiore complessità negli arrangiamenti e testi fantasy irti di simbolismi e doppi sensi[5][6]. Ben accolto dalla critica, il disco però non ottenne il successo sperato ed il tour di supporto all'album si interruppe presto[3], dopo di che Victor Arduini lascia la band. Dopo un'attenta ricerca, Frank Aresti, che suonava in un gruppo Thrash metal locale, divenne il nuovo chitarrista della band.

Nel 1986 uscì Awaken the Guardian, al quale la band aveva cominciato a lavorare da tempo. Ambizioso per l'epoca, il disco si compone di canzoni dalla struttura complessa, con numerosi cambi di tempo e riff inusuali, su linee vocali frenetiche ed evocative, mantenendo, però, una fluidità di fondo[6]. Awaken the Guardian ottenne un discreto successo per un gruppo underground, entrando nella classifica di Billboard al n.191[7] e permise ai Fates Warning di intraprendere il loro primo tour esteso in USA, dato che fino ad allora si erano limitati a suonare in locali della zona. La vita on the road creò tensioni tra i membri del gruppo[8] e portò all'allontanamento, nel 1987, del cantante e paroliere John Arch, sostituito, dopo una lunga ricerca, da Ray Alder, cantante del gruppo metal texano Syrus.

La nuova formazione e la quasi ascesa al successo (1988-1996)[modifica | modifica wikitesto]

Jim Matheos live nel 2007

Nel 1988 uscì il quarto album, No Exit, il quale porta avanti il percorso del disco precedente, un metal progressivo e complesso[9] dal suono ancora più pesante e aggressivo, con un approccio però che abbandona le atmosfere arcane e antiche ed i testi fantasy[8] (il titolo è ispirato all'opera teatrale omonima di Jean-Paul Sartre[10]). La seconda facciata del disco è interamente composta di una suite di 22 minuti, The Ivory Gate of Dreams. Ben accolto dalla critica, il disco esordì al n. 111[7] di Billboard ed aumenta la popolarità della band, che produce anche i primi videoclip della propria storia, Anarchy Divine e Silent Cries, diffusi attraverso il programma Headbangers Ball di MTV.

A quel punto della carriera, i Fates Warning deciser di cambiare direzione al proprio suono, passando ad un metal melodico e raffinato[5]. Questo nuovo percorso porta all'allontanamento del batterista Steve Zimmerman in favore del più dotato tecnicamente Mark Zonder[8], batterista del gruppo epic metal Warlord.

Nel 1989 uscì Perfect Symmetry, che presenta un progressive metal melodico e sperimentale (nel lento Chasing Time sono presenti quartetti d'archi), dominato da atmosfere malinconiche, con arrangiamenti estremamente complessi e una sezione ritmica insolita e molto articolata; i testi sono intimisti e maggiormente ancorati alla realtà[11]. Divengono più evidenti le influenze dirette del prog rock[11] in brani come At Fates Hands , che vede la partecipazione alle tastiere di Kevin Moore dei Dream Theater. Il cambiamento nel suono è sottolineato anche dall'abbandono del vecchio logo e la copertina elegante firmata da Hugh Syme, famoso per il suo lavoro con i Rush[11]. Il disco esordì al n.141[7] di Billboard e la band rilascia il videoclip per il loro brano più accessibile e radiofonico mai fatto finora: “Through Different Eyes”.

Nel 1991 esce il sesto disco della band, Parallels, che comportò un'altra svolta nella ricerca stilistica del gruppo. Se, da un lato, l'album prosegue il percorso melodico e intimista di Perfect Symmetry, dall'altro lato presenta una maggiore focalizzazione alla forma canzone “semplice”; ad eccezione di brani come The Eleventh Hour e Life in Still Waters[12], Parallels è composto da pezzi più accessibili rispetto al passato e dall'appeal radiofonico, vicini al percorso degli anni'80 dei Rush[12] e quello dei Queensrÿche dagli anni'90[13]. Prodotto da Terry Brown, noto per la sua collaborazione con i Rush, da questo lavoro verranno estratti due videoclip, Eye to Eye e Point of View. Il disco, però , non riuscì ad entrare in Billboard 200[14], pur ottenendo un buon successo.

Inside Out, uscito nel 1994, proseguì il discorso intrapreso con Parallels. Tra i brani dell'album spicca Monument,quello più complesso[12] e l'unico da cui è stato tratto un video per la promozione. L'approccio più diretto nella scrittura dei pezzi, però, non portò il grande successo al gruppo, nonostante i responsi positivi della critica ed un seguito fedele di fans[15]. Nel 1996, il bassista Joe DiBiase e il chitarrista Frank Aresti lasciarono la band.

Da A Pleasant Shade of Gray alla dipartita di Mark Zonder (1997-2004)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997, Jim Matheos, rimasto con Zonder alla batteria e Alder alla voce, recuperò l'approccio complesso e sperimentale che aveva caratterizzato i Fates Warning negli anni'80, integrandolo con la raffinatezza dei due dischi precedenti[16], componendo una lunga traccia divisa in dodici parti per 53 minuti di musica, A Pleasant Shade of Gray, che vede come musicisti ospiti Joey Vera, degli Armored Saint, al basso e Kevin Moore, ex-Dream Theater, alle tastiere. Prodotto da Terry Brown, è divenuto uno dei dischi più elogiati della band[15].

Nel 1998 uscì un doppio cd live, Still Life, che contiene A Pleasant Shade of Gray nella sua interezza. Joey Vera, al basso, Bernie Versailles alla chitarra e Jason Keazer alle tastiere accompagnano la band su questo disco. Nella versione giapponese è presente la cover degli Scorpions, In Trance, registrata in studio.

Nel 2000 viene pubblicato Disconnected, che vede ancora Joey Vera e Kevin Moore come ospiti. Il disco prosegue il percorso intrapreso con quello precedente, con un suono più oscuro e pesante, influenze Industrial, diviso tra brani più diretti come One e Pieces of Me e canzoni di pura atmosfera come Disconnected pt.2 con pezzi più complessi, dove spicca la suite Still Remains.

Nel 2003 Jim Matheos collaborò con John Arch al disco solista di quest'ultimo: l'EP A Twist of Fate.

Nel 2004, uscì il decimo album della band, FWX, che presenta un ritorno ad una forma canzone più semplice, tipico di dischi come Parallels ed Inside Out, integrandolo con le sonorità di Disconnected. Da questo album è stato tratto il videoclip Simple Human. Dopo questo disco, Mark Zonder lasciò i Fates Warning.

La situazione odierna (2005-presente)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 viene pubblicato il DVD Live in Athens, con il batterista Nick D’Virgilio che accompagna la band.

Nel 2010, Jim Matheos e John Arch tornano di nuovo a collaborare insieme per dar vita ad un altro album, Sympathetic Resonance, uscito sotto il nome Arch/Matheos, supportati da Frank Aresti alla chitarra solista, Joey Vera, ormai pianta stabile dei Fates Warning, al basso e Bobby Jarzombek, di fatto nuovo membro della band, alla batteria.

Nel 2013 esce l'undicesimo album a nome Fates Warning, Darkness in a Different Light con la stessa line-up del disco uscito a nome Arch/Matheos, ma con Ray Alder alla voce.

Dopo tre anni da Darkness in a Different Light , il 1º luglio del 2016 esce il nuovo disco intitolato Theories of Filight, un disco molto tecnico sulla scia del precedente ma che integra in modo maggiore gli elementi di album passati come Disconnected e Paralles/Inside out rendendo l'album più melodico e a tratti più facile da assimilare. In Theories of Flight non è più presente nella line-up Frank Aresti che per motivi personali preferisce dedicarsi alla famiglia, ma che comunque partecipa come ospite negli assoli delle tracce From the Rooftops e White Flag.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ex componenti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Fates Warning.

Album[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fates Warning - Encyclopaedia Metallum: The Metal Archives
  2. ^ Misfit - Encyclopaedia Metallum: The Metal Archives
  3. ^ a b c d e http://www.fateswarning.com/Portals/8/articles/IvoryTower_Vol1_No3.pdf
  4. ^ Boris Kaiser, Night on Bröcken back cover reissue 2002, Metal Blade Records.
  5. ^ a b c Jeff Wagner, Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami Edizioni, p. 73.
  6. ^ a b c Jeff Wagner, Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami Edizioni, p. 74.
  7. ^ a b c Fates Warning - Chart history | Billboard
  8. ^ a b c http://www.fateswarning.com/Portals/8/articles/IvoryTower_Vol1_No4.pdf
  9. ^ Eduardo Rivadavia, No exit review, AllMusic.com.
  10. ^ Jeff Wagner, Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami Edizioni, p. 77.
  11. ^ a b c Jeff Wagner, Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami Edizioni, p. 79.
  12. ^ a b c Jeff Wagner, Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami Edizioni, p. 80.
  13. ^ Eduardo Rivadavia, Parallels review, AllMusic.com.
  14. ^ Parallels - Fates Warning | Awards | AllMusic
  15. ^ a b Jeff Wagner, Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami Edizioni, p. 81.
  16. ^ Jeff Wagner, Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami Edizioni, p. 333.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ivory Tower – The official newsletter of the Fates Warning Fan Club, Vol.1, n.3, February 1990
  • Ivory Tower – The official newsletter of the Fates Warning Fan Club, Vol.1, n.4, June 1990
  • Wagner J., Prog Metal- Quarant'anni di Heavy Metal progressivo, Tsunami edizioni, 2012, pp. 73–81 e pp. 331–333.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN127460025 · ISNI: (EN0000 0001 1010 2383 · GND: (DE10305770-5 · BNF: (FRcb13945461g (data)