Djent

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Djent
Origini stilistiche Progressive metal - Math rock
Origini culturali Nord Europa e Stati Uniti d'America a partire dagli anni 2000
Strumenti tipici voce, chitarra elettrica, chitarra multicorde, basso, batteria, Virtual Instruments
Popolarità In crescita dagli anni '10 del 2000
Generi correlati
Metalcore - Industrial metal - Nu metal - Mathcore
Categorie correlate

Gruppi musicali djent · Musicisti djent · Album djent · EP djent · Singoli djent · Album video djent

Il Djent (/dʒɛnt/[1]) è un sottogenere del Progressive Metal, il cui termine è un'onomatopea che rimanda al suono prodotto dalle corde di chitarra più gravi suonate con la tecnica del palm mute e saturate con la tipica distorsione del genere[2].

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Il termine è stato coniato da Misha Mansoor, chitarrista della band statunitense Periphery[3] e l'utilizzo è successivamente diventato molto popolare per identificare uno stile che ha influenzato moltissime band del metal moderno, mentre sul web è diventato un trend fare video divertenti sul Djent, come nel caso degli youtuber Jared Dines, Steve Terreberry e molti altri.

I Meshuggah, gruppo svedese formatosi nel 1987, sono considerati i pionieri di questo genere, l'album del 2002 "Nothing" ne è un esempio, in cui incominciano a fare utilizzo di accordature molto basse, elemento cardine che caratterizzerà tutti i loro album successivi.

I Confessor sono un altro gruppo che è importante citare per via del loro primo album Condemned (1991), quest'album presenta un songwriting simile a quello di Destroy Erase Improve (1995) dei già citati Meshuggah, soprattutto nell'uso delle poliritmie e nel pesante uso di Palm muting, anche se ben 4 anni prima[senza fonte].

Il genere deriva principalmente dal Progressive Metal, ma molte band provengono dal Metalcore e Deathcore come ad esempio After the Burial, Veil of Maya, Born of Osiris e Within The Ruins, infatti si è diffuso anche il termine "Djentcore"[4] per diversificare le band di stampo Hardcore da quelle semplicemente strumentali (per esempio Animals As Leaders, Vitalism, Anup Sastry) o con voce clean (come i Tesseract).

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il Djent è principalmente caratterizzato da una forte enfasi sul groove e sui ritmi sincopati, da un ampio uso di poliritmie, caratteristica derivata dal math rock, assieme alla complessità dei riff in cui si trovano variazioni fra tonalità molto basse (e alte, ad esempio nella canzone "Shadow"[5] dei Vildhjarta), spesso accompagnate da atmosfere create con chitarre clean riverberate o con l'effetto Delay. Una particolarità importante riguarda la strumentazione per via dell'utilizzo di chitarre elettriche spesso con 7 e 8 corde (in rari casi anche 9[6]), o semplicemente chitarre baritone come nel caso degli Humanity's Last Breath[7].

Non è raro trovare nei brani Djent suoni prodotti con sintetizzatori digitali o altri strumenti virtuali, essendo molto diffuso tra i musicisti di questo genere l'utilizzo di plugin come Kontakt sui software di registrazione musicale, per programmare ad esempio la batteria, le orchestre o strumenti particolari come il Sitar[8].

La voce presenta caratteristiche comuni al metal, alternando parti di growl, scream (o altre tecniche di voce distorta) e spesso voci pulite come nel caso degli ERRA, Novelists, The Northern, Surroundings e Intervals.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ How to pronounce, How to pronounce djent. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  2. ^ (EN) 5 Modern Tube Amps to Achieve Djent Tones, su reverb.com. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  3. ^ PERIPHERY - Chi Si Ferma E' Perduto..., su Metalitalia.com. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  4. ^ Tag djentcore | Bandcamp, su bandcamp.com. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  5. ^ Century Media Records, VILDHJARTA - shadow (bergström guitar play). URL consultato l'8 febbraio 2019.
  6. ^ Ibanez Guitar, After The Burial's Justin Lowe demos the Ibanez RG90BKP. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  7. ^ HLBofficial, Humanity's Last Breath - Abyssal Mouth (Guitar Playthrough). URL consultato l'8 febbraio 2019.
  8. ^ Sumerian Records, ANIMALS AS LEADERS - Arithmophobia. URL consultato l'8 febbraio 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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