Holothuroidea
| Oloturie | |
|---|---|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Ramo | Bilateria |
| Superphylum | Deuterostomia |
| Phylum | Echinodermata |
| Subphylum | Eleutherozoa |
| Superclasse | Cryptosyringida |
| Classe | Holothuroidea de Blainville, 1834 |
| Sinonimi | |
|
Echinozoa Haeckel, 1895 | |
| Nomi comuni | |
|
Oloturoidei | |
| Sottoclassi, ordini e famiglie | |
Gli oloturoidei o oloturie (Holothuroidea de Blainville, 1834), comunemente noti come cetrioli di mare, sono una classe di echinodermi.[1]
Generalità
[modifica | modifica wikitesto]Sono invertebrati marini bentonici diffusi sui fondali marini di tutto il mondo e sono caratterizzati da un corpo cilindrico allungato con bocca e ano situati alle estremità opposte. Il nome comune di questi organismi, "cetriolo di mare", deriva dalla loro morfologia simile all'ortaggio.
Benché gli aspetti fisiologici di questi invertebrati filtratori marini siano ancora poco conosciuti, gli studi sulle oloturie hanno ricevuto un'attenzione sempre maggiore in campo medico per la loro capacità di risposta immunitaria dall'azione nociva di batteri, virus e, in generale, antigeni grazie ai celomociti, ovvero le cellule presenti nelle loro cavità celomatiche alle quali è affidata molte delle loro funzioni biologiche.[2]
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]Sono diffusi sui fondali sabbiosi e rocciosi di tutto il mondo.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Gli oloturoidei sono animali a simmetria bilaterale, ma conservano un ricordo della simmetria pentaraggiata tipica del phylum: infatti presentano cinque file longitudinali di pedicelli ambulacrali, di cui due dorsali (bivio) e tre ventrali (trivio), queste ultime adibite alla locomozione. Contribuiscono al movimento anche le contrazioni di muscoli circolari e longitudinali. La bocca porta dei tentacoli con funzione alimentare derivati da pedicelli ambulacrali modificati. L'endoscheletro è ridotto a spicole calcaree immerse nel derma e di conseguenza il corpo ha consistenza elastica. Il madreporite non comunica con l'esterno, ma è interno, nel celoma.
Possiedono inoltre grandi capacità rigenerative: sono infatti in grado di eviscerare, cioè espellere il lungo intestino, i polmoni acquiferi e l'unica gonade, per distrarre un eventuale predatore e facilitare la fuga, salvo poi rigenerare gli organi in breve tempo. Possono emettere dalla cloaca dei lunghi filamenti appiccicosi, a volte tossici, con funzione difensiva, detti tubuli di Cuvier, con cui invischiano i predatori.
Quasi tutte le oloturie sono bentoniche: ciò significa che vivono posate sul o nel fondo marino. Alcune sono sessili, ciò significa che vivono fissate al substrato, dove si nutrono filtrando l'acqua: è il caso di numerose Dendrochirotida, tuttavia la maggior parte rimangono capaci di spostarsi in caso di minaccia o di sradicamento. All'inverso, i cetrioli di mare capaci di spostarsi lo fanno lentamente sul fondo, con lo stesso movimento utilizzato dai bruchi.
- Olothuria sabbiosa (Holothuria poli), una delle specie più comuni di Mediterraneo.
- Una Actinopyga echinites : si vedono la corona dei tentacoli buccali e i podie.
- La bocca.
- Apparato boccale di una holothuria Dendrochirotida, provvista di braccia tentacolari in fractales.
Habitat
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Le oloturie vivono dalle zone litoranee fino alle più grandi profondità degli oceani. Nascoste nella sabbia melmosa o negli anfratti delle rocce, strisciano sul fondo tra le alghe.
Le oloturie sono il gruppo di detritivori più importanti delle faune delle scogliere ed abissali. Possono formare delle popolazioni molto numerose, particolarmente in profondità: costituiscono la metà delle forme viventi a 4000 m ed il 90% a 8000 m[senza fonte]. Le oloturie sono gli echinodermi meglio adattati a profondità estreme, e sono ancora molto diversificate al di là dei 5000 m di profondità: la gran parte specie della famiglia degli Elpidiidae si ritrovano a più di 9500 m, e il primato sembra detenuto dalle specie del genere Myriotrochus, in particolare Myriotrochus bruuni, famiglia delle Myriotrochidae, identificate fino a 10687 m di profondità[3].
Alimentazione
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Le oloturie si nutrono di piccole alghe, detrito e microrganismi, sono in massima parte detritivori. Il canale alimentare si apre con un apparato boccale anteriore e si chiude con un ano posteriore. L’intestino è fortemente circonvoluto. La bocca è circondata da tentacoli, che in alcune specie sono molto pronunciati ed evidenti.
Alcune specie sono filtratrici, caratterizzate da una corona di tentacoli che circonda la bocca, spesso si osservano in posizione eretta che estendono la corona di tentacoli estroflessi per catturare il cibo sospeso nell’acqua.
Comportamento
[modifica | modifica wikitesto]Se stimolate, le oloturie possono contrarre il loro corpo e poi possono arrivare ad espellere gran parte dei loro visceri che successivamente, sfruttando l’elevato potere rigenerativo che caratterizza gli echinodermi, vengono lentamente rigenerati.[4]
Alcune specie come risposta ai predatori espellono i tubuli di Cuvier, anche noti come tubi di Cuvier o organi di Cuvier, lunghe appendici filamentose, biancastre e adesive, localizzate nella cloaca ed utilizzate come meccanismo di difesa contro i predatori.[4]

I tubuli di Cuvier sono posti alla base dell'albero respiratorio delle oloturie. Le oloturie, quando si sentono disturbate o minacciate da eventuali predatori, emettono dalla cloaca questi lunghi e sottili filamenti appiccicosi biancastri, collosi e adesivi, a volte contenenti tossine, con funzione difensiva, con cui invischiano i predatori.[4]
Riproduzione
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La riproduzione, attraverso l’emissione di uova e spermatozoi nell’acqua, avviene solitamente di notte (almeno per le specie di acque costiere poco profonde) con un eccezionale sincronismo ed è possibile in questi casi vedere gli individui erigersi dal fondo. Le uova fecondate danno origine a larve planctoniche che successivamente si depositano sul fondo per dare le nuove oloturie.[4]
I giovani esemplari di alcune specie (ad esempio Ocnus planci) possono riprodursi in maniera asessuata per divisione trasversale.[4]

Tassonomia
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Secondo quanto riportato dal sito Catalogue of Life, all'aprile 2026 il genere contiene tre sottoclassi, delle quali una estinta in tempi geologici, otto ordini e 46 famiglie, qui di seguito riportate, per un totale di 1 913 specie:[1]
- Sottoclasse Actinopoda Ludwig, 1891
- Ordine Dendrochirotida Grube, 1840
- Famiglia Calclamnidae
- Famiglia Cucumariidae Ludwig, 1894
- Famiglia Cucumellidae Thandar & Arumugam, 2011
- Famiglia Exlinellidae
- Famiglia Heterothyonidae Pawson, 1970
- Famiglia Monilipsolidae † Smith & Gallemí, 1991
- Famiglia Paracucumidae Pawson & Fell, 1965
- Famiglia Phyllophoridae Östergren, 1907
- Famiglia Placothuriidae Pawson & Fell, 1965
- Famiglia Priscopedatidae Frizzell & Exline, 1956
- Famiglia Psolidae Burmeister, 1837
- Famiglia Rhopalodinidae Théel, 1886
- Famiglia Sclerodactylidae Panning, 1949
- Famiglia Spinitidae
- Famiglia Thyonidae Panning, 1949 (provvisoriamente accettata)
- Famiglia Vaneyellidae Pawson & Fell, 1965
- Famiglia Ypsilothuriidae Heding, 1942
- Ordine Elasipodida Théel, 1882
- Famiglia Elpidiidae Théel, 1882
- Famiglia Laetmogonidae Ekman, 1926
- Famiglia Palaeolaetmogonidae † Reich, 2012
- Famiglia Pelagothuriidae Ludwig, 1893
- Famiglia Psychropotidae Théel, 1882
- Famiglia Psychroptidae
- Ordine Holothuriida Miller, Kerr, Paulay, Reich, Wilson, Carvajal & Rouse, 2017
- Famiglia Holothuriidae Burmeister, 1837
- Famiglia Mesothuriidae Smirnov, 2012
- Ordine Molpadida Haeckel, 1896
- Famiglia Caudinidae Heding, 1931
- Famiglia Eupyrgidae Semper, 1867
- Famiglia Molpadiidae J. Müller, 1850
- Ordine Persiculida Miller, Kerr, Paulay, Reich, Wilson, Carvajal & Rouse, 2017
- Famiglia Gephyrothuriidae Koehler & Vaney, 1905
- Famiglia Molpadiodemidae Miller, Kerr, Paulay, Reich, Wilson, Carvajal & Rouse, 2017
- Famiglia Pseudostichopodidae Miller, Kerr, Paulay, Reich, Wilson, Carvajal & Rouse, 2017
- Ordine Synallactida Miller, Kerr, Paulay, Reich, Wilson, Carvajal & Rouse, 2017
- Famiglia Deimatidae Théel, 1882
- Famiglia Stichopodidae Haeckel, 1896
- Famiglia Synallactidae Ludwig, 1894
- Ordine Dendrochirotida Grube, 1840
- Sottoclasse Arthrochirotacea † Smirnov, 2012
- Ordine Arthrochirotida † Seilacher, 1961
- Famiglia Palaeocucumariidae † Frizzell & Exline, 1966
- Ordine Arthrochirotida † Seilacher, 1961
- Sottoclasse Paractinopoda Ludwig, 1891
- Ordine Apodida Brandt, 1835
- Famiglia Achistridae † Frizzell & Exline, 1955
- Famiglia Chiridotidae Östergren, 1898
- Famiglia Chiridotitidae †
- Famiglia Lasalidae
- Famiglia Myriotrochidae Théel, 1877
- Famiglia Paleochiridotidae † Frizzell & Exline, 1955
- Famiglia Synaptidae Burmeister, 1837
- Ordine Apodida Brandt, 1835
- Gli Apodida come questo Euapta godeffroyi hanno un corpo serpentiforme, privo di podia, e dei tentacoli in piume.
- Gli Dendrochirotida come questo Cercodemas anceps hanno un corpo raccolto e dei tentacoli arborescenti.
- Gli Elasipodida come questo "maiale marino" (Scotoplanes globosa) hanno un corpo traslucido e delle appendici di marcia o di nuoto. Sono abissali.
- Gli Holothuriida come questo Holothuria cinerascens hanno un corpo in sanguinaccio e dei tentacoli in pala.
- I Molpadida come questo Paracaudina australis hanno dei tentacoli ampi e sono muniti di un'appendice caudale, come mostrato qui.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (EN) Holothuroidea, su Catalogue of Life.
- ↑ Mercier et al, 2023, p. 377.
- ↑ (EN) Christopher Mah, What are the DEEPEST known echinoderms??, su The Echinoblog, 8 aprile 2014. URL consultato il 21 aprile 2026.
- 1 2 3 4 5 Carlo Cerrano, Massimo Ponti e Stefano Silvestri, Guida alla Biologia Marina del Mediterraneo, Kemet Edizioni.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- R. Argano et al., Zoologia. Diversità animale, Milano, Monduzzi Editore, 2007, pp. 624, ISBN 978-88-323-6107-0.
- (EN) Annie Mercier, Jean-Francois Hamel, Andrew Suhrbier e Christopher Pearce, The World of Sea Cucumbers: Challenges, Advances, and Innovations, Elsevier Science, 2023, pp. 854, ISBN 978-03-2395-377-1.
Altri progetti
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Wikizionario contiene il lemma di dizionario «oloturia»
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su oloturia
Wikispecies contiene informazioni su oloturia
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) sea cucumber, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Holothuroidea, su Catalogue of Life.
- (EN) Holothuroidea, su Fossilworks.org.
- (EN) Holothuroidea, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Holothuroidea, su ITIS.
- (EN) Holothuroidea, su WoRMS.
- Andrea Bidittu, Gli Echinodermi (parte I), su MondoMarino.net. URL consultato il 21 aprile 2026.
- Oloturie scopriamole insieme, su AcquaPortal. URL consultato il 21 aprile 2026.
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 55825 · LCCN (EN) sh85061540 · GND (DE) 4180635-9 · BNE (ES) XX4768378 (data) · J9U (EN, HE) 987007412760505171 · NDL (EN, JA) 00568004 |
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