Nadija Savčenko

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Nadija Savčenko
Nadiya Savchenko.jpg
11 maggio 1981
Nato aKiev
Dati militari
Paese servitoUcraina Ucraina
Forza armataEsercito ucraino
CorpoTerzo Reggimento Aereo (2010-2014)
Battaglione paramilitare volontario Aidar (2014)
Specialitàpilota aereo
tiratore scelto
paracadutista
Anni di servizio1997-2014
GradoTenente
GuerreGuerra d'Iraq
Guerra dell'Ucraina orientale
Altre carichepolitico
nel testo
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Nadežda Vіktorіvna Savčenko, nella traslitterazione anglosassone diffusa Nadezhda Viktorivna Savchenko, nota come Nadija Savčenko e Nadiya Savchenko (in ucraino Надія Вікторівна Савченко; Kiev, 11 maggio 1981), è una politica, aviatrice ed ex militare ucraina, deputato del partito Unione Pan-Ucraina "Patria".

Savčenko fu una delle prime donne a divenire pilota aeronautico e paracadutista del suo paese, entrando nell'Accademia militare a 16 anni e specializzandosi anche come tiratore scelto. Ha servito l'esercito partecipando anche alla guerra d'Iraq nel 2005.[1]

Divenne nota a livello internazionale nel 2014 quando, aderente alla rivoluzione ucraina del 2014 e ai successivi combattimenti, fu catturata dai ribelli filorussi in Ucraina orientale e portata a Mosca, dove fu accusata di aver partecipato all'uccisione di due giornalisti russi durante la crisi del Donbass, dove collaborava con le forze anti-separatiste nel battaglione Ajdar, un gruppo accusato di avere compiuto anche crimini di guerra.[2] Da allora è considerata una patriota ed una sorta di eroina nazionale in Ucraina e una criminale di guerra in Russia.[1]

Secondo i russi, avrebbe fornito le coordinate per un attacco a colpi di mortaio effettuato dall'Ajdar, avvenuto però dopo la sua cattura (secondo i sostenitori, cattura in territorio ucraino e trasporto illegale in Russia, secondo i russi arresto legale oltre frontiera).[2] Al processo è stata condannata a 22 anni per omicidio volontario.[2]

Nell'ottobre 2014 è stata eletta deputata nelle file del partito "Patria". La posizione dell'Ucraina, dell'Unione europea e del Consiglio d'Europa (di cui fa parte) è che non possa essere processata o detenuta in Russia in quanto prigioniero di guerra e con immunità diplomatica. Il 25 maggio 2016 è stata liberata dopo un accordo diplomatico sullo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina, anche se tecnicamente e formalmente la liberazione è avvenuta in seguito ad una grazia presidenziale firmata da Vladimir Putin.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di un ingegnere e di una sarta, ha una sorella di nome Vira. Nel 1997 è entrata nell'Accademia militare di Kiev specializzandosi nella guida di Mil Mi-24, l'elicottero denominato carro armato volante, e del caccia-bombardiere Sukhoi Su-24, e nel 2005 ha partecipato alla guerra d'Iraq, come pilota e paracadutista (unica donna del contingente ucraino di peacekeeping), venendo elogiata dai superiori.[2] In seguito frequenta l'Accademia Aeronautica di Charkiv.[4]

Partecipazione alla crisi Ucraina-Russia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la rivoluzione ucraina del 2014, decise di aiutare, pur non facendone parte, il battaglione Ajdar, un gruppo anti-separatista del Donbass accusato anche di crimini e ritenuto un gruppo banderista di estrema destra (secondo alcuni vicino ai partiti di Settore Destro e Svoboda), ma venne catturata dai filorussi nel mese di giugno.[2] Tuttavia non risulta che Savčenko abbia manifestato idee politiche ultra-nazionaliste o di estrema destra.

I separatisti pubblicarono un video del suo interrogatorio, e la tennero in ostaggio. Savchenko fu oggetto di una serie di articoli su Komsomol'skaja Pravda da parte di Nikolaj Varsegov, che l'accusò di essere un cecchino e un assassino di massa.[5] Nel mese di luglio, i funzionari del governo russo dissero che Savčenko aveva "illegalmente varcato il confine russo come rifugiata", è stata fermata dalla polizia russa, ed è di fronte a un processo per presunta assistenza nell'omicidio di due giornalisti russi, i corrispondenti della televisione di stato russa e della Radio Broadcasting Company, Igor Kornelyuk e Anton Voloshin.[6] Avendo finalmente il permesso di vedere il console ucraino, Savčenko disse che venne trasportata in Russia contro la sua volontà.[7]

Elezione a deputato[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014, mentre era già prigioniera in Russia, Savčenko si congedò dall'esercito ucraino dopo essere stata eletta deputata, pur rimanendo in prigione, del Parlamento nell'ottobre 2014, nelle file dell'Unione Pan-Ucraina "Patria", partito liberal-conservatore ed europeista di centrodestra, guidato dall'ex leader della Rivoluzione arancione Julija Tymošenko.[8]

Processo in Russia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo avvocato, Mark Feygin (avvocato noto per aver difeso oppositori di Putin, tra cui le tre Pussy Riot), la definì subito prigioniero di guerra e ha chiesto alla Croce Rossa e all'ONU di domandare il suo immediato rilascio, assieme ad altri militari, paramilitari e attivisti ucraini catturati (detenuti in Russia e considerati dal governo di Putin e Medvedev, nonché dai filorussi come "terroristi fascisti"[9][10]) tra cui il regista Oleg Sentsov e l'attivista antifascista e anti-separatista Oleksandr Kol'čenko, in quanto il processo e la prigionia per questi fatti e nelle condizioni accertate, sotto giurisdizione russa, viola la terza Convenzione di Ginevra e la dichiarazione universale dei diritti umani.[2]

Inoltre, dal novembre 2014, la Savčenko gode dell'immunità diplomatica internazionale riconosciuta ai membri dell'Assemblea Permanente del Consiglio d'Europa, dopo essere stata designata dal Parlamento ucraino come uno dei delegati.[2] L'avvocato afferma che la Savčenko ha un alibi che la scagiona dall'aver fornito le coordinate per l'attacco e dall'aver collaborato direttamente con le azioni dell'Aidar, e che, comunque, l'attacco stesso è avvenuto quando lei era già stata catturata dai filorussi.[2] Dal canto suo, lei si dichiara innocente e afferma di aver sempre compiuto il suo dovere di soldato.[4]

Ha tenuto uno sciopero della fame di tre mesi a partire da dicembre, interrompendolo brevemente a marzo 2015, lamentando l'ingiusta detenzione, le condizioni di imprigionamento che le hanno causato la perdita dell'udito a un orecchio (a causa di un'infezione), un tentativo di perizia psichiatrica e la diffamazione, secondo molti dai toni misogini, a cui stata sottoposta dai mass media russi. Per un mese è stata trattenuta in un ospedale psichiatrico: per le autorità russe una fase necessaria per i dovuti accertamenti medici, per altri la permanenza aveva l’obiettivo di isolare la Savčenko, poiché nella struttura non viene ammesso alcun osservatore internazionale e anche i contatti con i legali sono rari e senza interprete.[11] Le condizioni di detenzione nel carcere di Voronež sarebbero insufficienti, con scarse cure mediche e la luce accesa 24 ore al giorno.[11] Ha poi ripreso la protesta, affermando che l'avrebbe fatto a costo della vita, e si sarebbe rifiutata, sempre e in maniera categorica, di avviare qualsiasi collaborazione con gli inquirenti.[1]

Nel maggio 2015 è stata ricoverata in un ospedale russo, a causa delle gravi condizioni di salute. Il presidente dell'Ucraina Petro Porošenko ha insignito Nadija Savčenko dell'onorificenza di Eroe dell'Ucraina; precedentemente fu decorata con l'Ordine per il Coraggio e altre onorificenze e riconoscimenti.[4][12]

Dopo numerose udienze preliminari, l'inizio del processo vero e proprio è stato fissato per il 30 luglio 2015 a Donec'k; per i legali esso è irregolare a causa dello status diplomatico di membro del Consiglio d'Europa, che però, in questo caso specifico, la Russia non vuole riconoscere.[13] Nel marzo 2016 è stata condannata dal tribunale russo di Donec'k, regione di Rostov sul Don, colpevole di omicidio[14], a 22 anni di reclusione. Tuttavia è possibile che sia oggetto di uno scambio di prigionieri con due russi condannati in Ucraina, in base agli accordi di Minsk.[15] Nel maggio 2016 è stata infine rilasciata ed è tornata a Kiev.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Non ha escluso di volersi candidare alla presidenza dell'Ucraina[16], dichiarando anche che russi e ucraini dovrebbero essere «buoni vicini piuttosto che cattivi fratelli».[17]

Sostegno internazionale[modifica | modifica wikitesto]

I Radicali Italiani e il Partito Radicale Transnazionale, in occasione della visita in Italia del Presidente russo Vladimir Putin all'Expo Milano 2015, hanno promosso uno sciopero della fame in solidarietà con la pilota ucraina, definendo la sua detenzione come sequestro di persona.[18] Anche Amnesty International, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il Presidente francese François Hollande, il Commissario agli Esteri dell'Unione Europea Federica Mogherini, il Parlamento europeo e il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ne hanno chiesto il rilascio.[2] Il deputato del Partito Democratico Eleonora Cimbro ha portato il suo caso nel dibattito del Parlamento italiano, durante un'interrogazione parlamentare sulla situazione ucraina.[11] In favore della Savčenko sono intervenuti anche il filosofo francese Bernard-Henri Lévy[19] e il noto dissidente russo e scacchista Garri Kasparov.[20]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze ucraine[modifica | modifica wikitesto]

Ordine per il Coraggio (III classe) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine per il Coraggio (III classe)
«per azioni di coraggio e di eroismo individuale e per il salvataggio di persone o materiali preziosi mettendo in pericolo la propria vita»
— Ucraina orientale e Russia, 2014[21]
Eroe dell'Ucraina - Ordine della Stella d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Ucraina - Ordine della Stella d'Oro
«per essere il simbolo del sacrificio del Paese. Imprigionata, ha dimostrato il fiero spirito di un militare che non tradisce la Madrepatria[2]»
— Ucraina orientale e Mosca, 2014-2015

Altre onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Atlantic Council Freedom Award - 14 giugno 2015[22]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c La scelta di Nadia, top gun in cella «Meglio morta che schiava di Putin».
  2. ^ a b c d e f g h i j Nadia Savchenko, la top gun ucraina, rischia di morire a Mosca.
  3. ^ Pilota ucraina liberata, Del Re: "Segnale distensivo da parte di Putin"
  4. ^ a b c «Salvate il soldato Nadiya». La Top gun ucraina simbolo di resistenza a Putin.
  5. ^ The New Ordeal of Nadia Savchenko, Atlantic Council, 2014.
  6. ^ Москва "зробила" з української льотчиці Надії Савченко "біженку" і "терориста", Krym. Reali, 2014.
  7. ^ Савченко подтвердила консулу, что ее насильно вывезли в Россию - с мешком на голове, Ukrainian Independent Information Agency, 2014.
  8. ^ Nadiya Savchenko delegated to PACE.
  9. ^ Le forze paramilitari filogovernative.
  10. ^ Il Ministero Esteri ucraino vuole dalla Russia il rilascio di Sentsov e Savchenko.
  11. ^ a b c La pilota ucraina che muore di fame nelle galere russe.
  12. ^ Порошенко присвоил Савченко звание Героя Украины, Korrespondent.net, 2 marzo 2015.
  13. ^ Russia, processo a pilota ucraina Savchenko inizierà 30 luglio.
  14. ^ Russia, condannata la "top gun" ucraina Nadia Savchenko, su Repubblica.it. URL consultato il 21 marzo 2016.
  15. ^ Fonti: Savchenko potrebbe essere liberata entro fine maggio
  16. ^ Nadiya Savchenko ready run President of Ukraine
  17. ^ Savchenko: "per Russia e Ucraina è meglio essere buoni vicini che cattivi fratelli"
  18. ^ Russia/Ucraina: radicali per un giorno in sciopero della fame a un anno dal sequestro della pilota Savchenko.
  19. ^ Bernard-Henri Lévy, Free Nadiya Savchenko!.
  20. ^ 'Time Running Out' for Hunger Striking Ukrainian MP Held by Russia.
  21. ^ Poroshenko has awarded Nadezhda Savchenko with the Order "For Courage".
  22. ^ Atlantic Council Freedom Awards Honor Bildt, Holland, Savchenko, Nemtsov, and Donetsk National University.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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