Personaggi di Merlin

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Merlin (serie televisiva).

Qui di seguito sono elencati i personaggi principali e secondari della serie televisiva inglese Merlin.

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

Merlino[modifica | modifica wikitesto]

Colin Morgan mentre interpreta Merlino.

Merlino (Merlin in originale) (interpretato da Colin Morgan e doppiato in italiano da Davide Perino) è il protagonista della serie. Il personaggio è tratto dal famoso mago Merlino del ciclo arturiano; la serie televisiva ne illustra (molto liberamente rispetto alla leggenda originale) la gioventù, come egli conosce Artù Pendragon e lo aiuta a diventare re. Merlino è un ragazzo alto e magro, di poca muscolatura. Ha occhi azzurro-verdi, capelli neri e pelle chiara. Ha circa 20 anni e all'apparenza è null'altro che un giovane ingenuo, ma in realtà possiede straordinari poteri magici. Poco più che ragazzo, lascia Ealdor, un villaggio di contadini sotto il dominio di re Cenred, e sua madre Hunith. Le sorti di suo padre sono piuttosto oscure anche allo stesso Merlino e verranno rivelate solo alla fine della seconda stagione. Merlino va a vivere a Camelot, governata dal dispotico re Uther Pendragon. L'ambientazione dovrebbe essere la Britannia (qui chiamata col termine arcaico "Albione" o "Terra dei Cinque Regni"), ma in effetti è illustrata in maniera assai libera. Taluni personaggi, in particolare i druidi, lo chiamano Emrys, in riferimento al nome col quale è citato in diverse profezie sul suo conto (ad esempio quella di Cailleach, che preannuncia la sua lotta contro la strega Morgana). Merlino possiede tutti i poteri magici di uno stregone e di un signore dei draghi. Nella prima stagione, All'arrivo a Camelot, viene accolto dall'anziano Gaius, che diventerà il suo consigliere, confidente e padre adottivo; è inoltre proprio grazie a lui che Merlino svilupperà i suoi poteri che ha sempre usato istintivamente. Sfortunatamente Uther Pendragon, il re di Camelot, è un accanito avversario di tutto ciò che concerne la magia, quindi Merlino per l'intera serie è impegnato a nascondere i suoi poteri. Il giovane diventa servitore del figlio del re, il principe Artù Pendragon, dopo avergli salvato la vita; i due in effetti, almeno all'inizio, non si piacciono per nulla, ma, come il Grande Drago rinchiuso nei sotterranei del palazzo rivelerà a Merlino, il destino del mago è proprio quello di proteggere il suo arrogante padrone (pur non potendo rivelare neanche a lui i suoi poteri) e costruire insieme a lui un glorioso futuro.[1]

Nella seconda stagione, il percorso di maturazione di Merlino procede bene e, grazie ai suoi poteri, il giovane può spesso salvare la situazione; lo stesso re Uther, gode (senza saperlo) della sua protezione, sebbene continui a rappresentare un pericolo. Tuttavia questa stagione contiene alcuni episodi particolarmente drammatici, in primo luogo La Dama del Lago, in cui il mago si innamora della ragazza druida Freya, che però custodisce un terribile segreto: a causa di una maledizione, la notte si tramuta in un orribile mostro assassino. Ogni tentativo di salvarla è vano: ferita a morte in un combattimento con i soldati del re, la ragazza viene portata dal disperato Merlino sulle rive di un lago e lì, dopo avergli promesso che un giorno si sarebbe sdebitata, spira tra le sue braccia. Parallelamente Merlino contribuisce involontariamente a suggellare la sorte di quella che sarà destinata a essere la più accanita e pericolosa dei suoi nemici: Morgana, la sorella adottiva di Artù, dotata anche lei di poteri magici. Il giovane cerca dapprima di aiutarla, ma poi, quando lei viene manipolata per un diabolico sortilegio della sacerdotessa Morgause (sorellastra di Morgana e anche lei una potente strega) contro Camelot, si trova costretto ad attentare alla sua vita; il tradimento del fidato amico conclude il percorso che conduce la principessa al lato oscuro. Adempiendo ad un impegno preso nel primo episodio, Merlino libera il Drago dai sotterranei, e questo attacca la città. Per fermarlo, Artù ed il suo servo si mettono alla ricerca di Balinor, ultimo "Signore dei Draghi" (uomini in grado di comunicare con i draghi e imporgli la propria volontà), che, come Gaius rivela, è il padre di Merlino. Genitore e figlio hanno appena il tempo di riconoscersi e riconciliarsi, che l'uomo viene ucciso in un agguato teso dai soldati di re Cenred. Unico lato positivo: Merlino eredita i poteri di Balinor e riesce a respingere l'attacco del Drago.[2]

Nella terza stagione, nella prima puntata, Morgana fa ritorno a Camelot, professando le ritrovate buone intenzioni e perdonando Merlino del tentato avvelenamento; ma in realtà, ormai consumata dall'odio, trama nell'ombra di impadronirsi del trono. Merlino si opporrà al lei per tutto il resto della serie. Tuttavia entrambi sono restii ad eliminare definitivamente il rispettivo avversario, sebbene ne abbiano più volte l'occasione: Morgana sottovaluta Merlino, consapevole che nessuno crederebbe alle accuse di un servo mosse alla figlia adottiva di re Uther Pendragon, e lui per contro prova ancora rimorso e pietà per quella che una volta gli era una vera amica. Per poter agire più liberamente (la strega non sa che anche lui ha poteri magici), Merlino arriva addirittura ad assumere le sembianze del vecchio, scorbutico stregone "Dragoon il Grande" (episodio Regina di Cuori). Nella puntata L'occhio della Fenice, Merlino, accompagnato da Galvano (un avventuriero suo amico, pescato in una taverna), segue Artù in un'impresa nelle Terre Perigliose, e lì gli viene consegnata una misteriosa boccetta d'acqua dal Re Pescatore. Il dono rivela la sua utilità nell'ultima puntata: attraverso di esso l'amata Freya riuscirà a mostrarglisi e dargli un consiglio vitale per la salvezza di Camelot, conquistata da un esercito di immortali guidati dalla strega Morgause, che ha imposto Morgana come regina. Grazie all'aiuto ricevuto da Gaius che stende Morgause, Merlino, brandendo la spada Excalibur, riesce a spezzare il potere delle due streghe e liberare la città.[3]

Nella quarta stagione, l'infermità di Uther Pendragon (caduto in depressione a causa del tradimento di Morgana) sembra aprire delle speranze per il mondo della magia, verso il quale Artù è decisamente meno aggressivo. Nella terza puntata Merlino assume ancora le sembianze del vecchio Dragoon per offrire il proprio aiuto ad Artù, disperato per l'apparentemente ineluttabile morte del padre, strappandogli inoltre la promessa di abolire la persecuzione dei maghi una volta salito al trono; l'esito è tuttavia disastroso: anziché salvare il re, la magia curativa di Dragoon lo uccide (in realtà la colpa è di un ciondolo stregato da Morgana), e così l'ascesa al trono di Artù non avviene sotto la buona stella che Merlino sperava. Inoltre il giovane mago ha un'altra ragione per temere la scoperta del suo segreto: Morgana è alla disperata ricerca di "colui che chiamano Emrys", il quale, secondo la profezia di Cailleach (prima puntata), sarà la sua ombra e rovina. Merlino si trova poi a fare i conti con l'intrigante Lord Agravaine, zio di Artù e segreto alleato della strega. Nelle ultime due puntate Morgana marcia su Camelot e costringe il re alla fuga. Abbattuto, Artù è tentato dal rinunciare, ma Merlino riesce a rincuorarlo e gli fa estrarre la leggendaria spada nella roccia, Excalibur, intorno alla quale si riuniscono tutti i suoi fedeli, pronti alla riscossa. Nell'ultima puntata si consuma la battaglia finale: Merlino (di nuovo sotto le spoglie di Dragoon) riesce a privare Morgana dei suoi poteri, costringendola ad una fuga rovinosa, mentre il legittimo re di Camelot si reinsedia sul trono.[4]

Nella quinta stagione, dopo alcuni anni di prigionia nelle segrete del crudele re Sarrum, Morgana riappare all'inizio della quinta stagione nella fortezza abbandonata di Ismere, ove i suoi uomini stanno cercando il Diamair, una creatura magica in grado di rivelare i segreti della conoscenza, che Morgana vorrebbe usare per scoprire l'identità di Emrys e la profezia sulla rovina di Artù (alla quale si facevano allusioni già nella prima stagione). Re Artù (ovviamente accompagnato ancora una volta da Merlino) e i suoi cavalieri partono per fermarla, ma per strada vengono attaccati dai nemici, e il re e Merlino finiscono catturati da una banda di cui fa parte il giovane Mordred, il druido che nella prima stagione Artù, Merlino e Morgana avevano salvato dai soldati di Uther. Tuttavia Mordred, turbato dalla crudeltà di Morgana e riconoscente invece verso Artù, tradisce la strega e aiuta il re di Camelot e i suoi a fuggire da Ismere; grato, Artù lo nomina cavaliere della Tavola Rotonda. Merlino però, memore degli avvertimenti lanciati già anni prima dal Grande Drago (secondo la profezia infatti un giorno Mordred passerà dalla parte di Morgana e ucciderà Artù), diffiderà di Mordred fino all'ultimo, arrivando a consigliare il re di lasciarlo morire, dopo che quello era rimasto ferito a morte per aver fatto da scudo ad Artù (quinta puntata). Ma il destino è ineluttabile: Mordred sopravvive, e nell'undicesima puntata, sconvolto dall'impiccagione di una giovane sostenitrice di Morgana, che lui ama, tradisce Camelot e torna da Morgana. Come prova di lealtà rivela alla strega che Emrys è in realtà Merlino, e così lei riesce a privarlo dei suoi poteri e a rinchiuderlo nella Caverna dei Cristalli, mentre il suo esercito attacca battaglia con quello di Camelot a Camlann. Merlino però viene visitato dallo spirito del defunto padre, che gli fa comprendere che la sua magia non può essergli tolta definitivamente, essendo lui stesso incarnazione di essa, per cui il giovane riesce a recuperare i suoi poteri, evadere dalla grotta e raggiungere Camlann appena in tempo per capovolgere le sorti della battaglia a favore di Camelot. Ma nulla può per impedire il duello fra Artù e Mordred, nel quale il re viene ferito a morte, prima di uccidere a sua volta l'ex-cavaliere. L'ultima speranza sembra essere la magia del lago di Avalon, ove Merlino trasporta il morente Artù. Sul percorso il giovane rivela alfine al re di essere un mago. Giunti a destinazione, vengono intercettati da Morgana, che però finisce uccisa da Merlino stesso, poco prima che spiri anche re Artù. Nonostante tutto però il destino di Merlino e di Artù è infine compiuto: Albione è sorto e consolidato, con Ginevra (e Gaius, che sembra rivelare anche a lei il segreto di Merlino) e i sopravvissuti cavalieri della Tavola Rotonda a presidio del nuovo mondo. Nell'ultima scena, vediamo ai giorni nostri l'immortale e vecchissimo Emrys passeggiare lungo una strada che affianca il lago di Avalon: attende ancora che Artù risorga come il solo e unico re.[5]

Gwen[modifica | modifica wikitesto]

Angel Coulby interpreta Gwen.

Ginevra (Guinevere in originale) "Gwen" (interpretata da Angel Coulby e doppiata in italiano da Rossella Acerbo) è la serva di Morgana e, successivamente, la moglie di Artù. È una giovane donna di circa 21 anni dai capelli lunghi e neri, la pelle e gli occhi scuri. La figura è tratta dalla regina Ginevra della saga arturiana, con la quale sussistono notevoli differenze. Di umili origini, il suo carattere è semplice e modesto, ma più volte dimostra forza d'animo e coraggio a fronte delle numerose sventure con cui dovrà confrontarsi. Aiuta più volte gli altri personaggi della serie, cui è molto legata: Morgana (che però in seguito diverrà la sua nemica mortale), Merlino ed Artù Pendragon, di cui si innamora.

Nella prima stagione, Gwen è una dei primi che accolgono l'arrivo di Merlino a Camelot, ed i due si trovano immediatamente simpatici. Ma l'ancora inesperto Merlino non tarderà a metterla nei pasticci, curando il padre di lei, Tom il Fabbro, da una malattia con la stregoneria, reato per cui verrà condannata a morte dal re Uther Pendragon e salvata solo per l'intervento di Artù, Merlino e Morgana, dalla quale è considerata un'amica fidata. I suoi sentimenti amorosi sono nel vago, ma già sembra provare attrazione per Lancillotto, che tuttavia apparirà non più di una volta per stagione e non le si dichiarerà, vedendola già legata in amore ad Artù. Il momento per lei più drammatico è la dodicesima puntata, in cui il padre, accusato di praticare stregoneria, verrà messo a morte per ordine del re Uther. Gwen, pur tormentata dal dolore, nega tuttavia qualsiasi desiderio di vendetta.[1]

Nella seconda stagione, si vede definirsi il legame amoroso con Artù, all'inizio ancora incerto e tenuto segreto, ma mediato con entusiasmo da Merlino. Nella seconda puntata si ha il primo bacio tra i due, esperienza ripetuta in seguito per liberare il principe da un sortilegio d'amore. Il rapporto non viene comunque rivelato ad altri per gli ostacoli derivanti dalla differenza di classe.[2]

Nella terza stagione, venutane a conoscenza, Morgana incoraggia l'amore tra Artù e Gwen, meditando al contempo di servirsene per incastrare l'ormai odiato principe. Fa sì che re Cenred si impadronisca di Elyan, fratello di Gwen, perché la serva gli conduca l'amato onde scambiarlo col prigioniero; il piano però fallisce. Morgana ha in seguito un sogno premonitore in cui Ginevra è regina di Camelot, e nuovamente tenterà di incastrare la serva facendola accusare al re di aver stregato il cuore di Artù. Gwen può salvarsi, ma lei ed il principe si accordano di interrompere la relazione per dissipare i sospetti di Uther. Per tutto questo tempo Gwen, pur iniziando a sospettare del cambiamento di Morgana, rimane fedele al suo incarico; solo nell'ultima puntata rinnegherà la strega, ormai fattasi regina, per correre in aiuto di Artù. Fa così scattare una trappola architettata da Morgause, ma alla fine partecipa al trionfo dell'amato.[3]

Nella quarta stagione, l'infermità e poi la morte di Uther sembrano sgomberare la strada all'unione tra Gwen ed Artù, ma questi si mostra ancora esitante, soprattutto a causa dei consigli di Agravaine, suo zio e fidato consigliere, che in realtà agisce per conto di Morgana, ancora ossessionata dal timore che la serva le soffi il trono che ritiene suo di diritto. Il dolore per la morte di Lancillotto (sacrificatosi nella seconda puntata per salvare Artù, adempiendo ad una promessa fatta a Gwen) non la lascia insensibile, ma ella ribadisce comunque il suo amore per il nuovo re, il quale nel nono episodio scavalca l'opinione di Agravaine e la chiede in moglie. L'idillio viene però rotto dall'insperato ritorno di Lancillotto, che si accinge a riconquistare il cuore della giovane; egli è in realtà un'ombra evocata ed asservita da Morgana, che così riesce a rovinare l'odiata rivale, la quale, ulteriormente confusa dagli effetti di un bracciale stregato, viene sedotta e baciata dal cavaliere, scatenando l'ira del fidanzato tradito. Artù li fa gettare in carcere, ove Lancillotto si dà la morte per ordine di Morgana e Gwen viene condannata all'esilio. Consumata dal rimorso, Ginevra cerca rifugio in un villaggio di contadini, ma cade poi nelle mani di Helios, un brutale comandante di mercenari, che vorrebbe farne la sua amante; nel suo covo scopre a sorpresa che questi prepara un attacco a Camelot insieme a Morgana ed Agravaine, e così fugge per avvertire Artù, ma non fa in tempo. Nel dodicesimo episodio avviene la riunificazione fra Ginevra ed Artù, il quale si accinge a marciare per riprendersi il trono; nella seguente battaglia lei si imbatte in Morgana e la affronta in un breve duello a colpi di spada riuscendo a tenerle, anche se per brevissimo tempo, degnamente testa. Alla fine, dopo aver chiarito ogni screzio con il suo amato, Artù, tornato re di Camelot, la sposa e ne fa la sua regina.[4]

Nella quinta stagione, Ginevra appare come regina di Camelot, che durante le frequenti assenze del marito re Artù, impegnato in varie imprese, governa il reame con determinazione e autorevolezza. Nel primo episodio fa arrestare la sua giovane serva Sefa, che spia la corte per conto di Ruadan, uno stregone alleato di Morgana, e la condanna a morte, incurante delle implorazioni di misericordia della ragazza; il vero obiettivo della regina è però indurre Ruadan ad uscire allo scoperto per salvare Sefa, che è sua figlia, e la trappola riesce: Ruadan si allontana dalla fortezza di Morgana e fa scappare Sefa di prigione, ma rimane ferito a morte durante la fuga. Nel sesto episodio, Morgana rapisce Ginevra e la rinchiude in una torre maledetta; Artù e i suoi cavalieri riescono a liberarla (ma nell'impresa perde la vita ser Elyan, il fratello di Ginevra) e a riportarla a Camelot, ma lei è, all'insaputa di tutti, stata soggiogata dai poteri oscuri di Morgana, che nelle due puntate successive tenta ripetutamente di usarla per rovesciare Artù. Nel nono episodio però, Artù, aiutato da ser Mordred e da una bizzarra strega (in realtà Merlino), riesce a spezzare il sortilegio e fare tornare Ginevra quella di prima. Ginevra segue anche il marito fino all'accampamento presso Camlann, ove nelle ultime due puntate si consuma lo scontro decisivo fra i cavalieri di Camelot e i sostenitori di Morgana e dove re Artù, pur vincitore, viene ferito a morte da Mordred. In una scena conclusiva si lascia intendere che sarà proprio Ginevra, rimasta unica sovrana di Camelot, consigliata da Gaius, a concretizzare il sogno di pace per la terra di Albione per il quale Artù si è sacrificato.[5]

Artù Pendragon[modifica | modifica wikitesto]

Bradley James sul set di Merlin mentre interpreta Artù.

Artù Pendragon (Arthur Pendragon in originale) (intepretato da Bradley James e doppiato in italiano da Stefano Crescentini) è il co-protagonista della serie. È un giovane adulto, appena uscito dalla fase adolescenziale. È alto, ha capelli biondi e occhi azzurri. È il figlio di Uther Pendragon, che lo precede come re di Camelot per le prime tre stagioni. Fin da bambino è stato addestrato nell'arte delle armi, e quasi nessuno nel corso della serie riesce a competere con lui con la spada; tant'è che suo padre, re Uther Pendragon di Camelot, più volte gli delega missioni particolarmente rischiose. È anche abile nella caccia. Artù ha spesso un atteggiamento arrogante e scortese (di cui Merlino fa spesso triste esperienza), ma ciò nasconde anche un lato più insicuro del suo carattere; più volte egli si mette a rischio per aiutare chi ama e per dimostrare al popolo, al padre e soprattutto a sé stesso di essere all'altezza delle grandi aspettative che tutti ripongono in lui, come restauratore della pace, secondo i pronostici enunciati dal Grande Drago. Il suo punto debole sono i rapporti umani: numerosi personaggi nel corso della serie riescono ad avvicinarglisi, occultando segreti e talvolta cattive intenzioni; esemplari più famosi sono Merlino e Morgana, entrambi dotati di potentissimi e straordinari poteri magici, di cui il principe non si accorge per tre stagioni. La serie illustra in maniera assai libera la fase antecedente all'avvento di Re Artù e all'unificazione della Britannia (qui chiamata "Albione" o "Terra dei Cinque Regni"), da lui compiuta.

Nella prima stagione, Merlino, appena arrivato a Camelot, lo trova a tormentare un giovane servo durante l'addestramento e, ignorando di trovarsi davanti al figlio del re, inizia una zuffa, che porta il giovane mago alla gogna. Quando si incroceranno per strada i due inevitabilmente finiscono col provocarsi a vicenda e arrivano ad affrontarsi, e un ignaro Artù viene messo in difficoltà dalla magia di Merlino che era sul punto di batterlo, ma Artù vince a causa di una distrazione del rivale, sebbene in un certo qual modo dimostra di rispettare Merlino e il coraggio con cui si è battuto. Merlino segue la strada del destino predettogli dal Grande Drago e, sempre nella prima puntata, salva il principe da un attentato, e come premio viene fatto dal re Uther Pendragon servitore di Artù. I due comunque continuano a detestarsi: Artù critica la goffaggine e l'ingenuità di Merlino, che per contro lamenta la sua pomposa arroganza; solo col tempo inizieranno ad apprezzare le rispettive doti, infatti anche se Artù non lo ammette apprezza che Merlino sia sincero con lui senza badare al fatto che è il principe, quantunque Artù continui a tormentare a più riprese il servo, più di una volta rischierà il collo per aiutarlo. Il giovane mago tuttavia non osa rivelargli dei propri poteri, vedendo che il principe è ancora troppo influenzato dalla politica del re, ostile ad ogni forma di magia, quantunque in alcune occasioni ne trasgredisce gli ordini (ad esempio, su richiesta di Morgana, la figlia adottiva di Uther, salva dal carnefice il giovane druido Mordred, ignorando che questi sarà la causa della sua fine in futuro). Nella puntata "Excalibur" viene rivelato (non a lui) il segreto concernente la sua nascita: il re, temendo di non poter avere un erede dalla sterile moglie Igraine, aveva concluso un diabolico patto con la strega Nimueh, che permise la nascita di Artù, causando però la morte di Igraine e l'inizio della lunga guerra di Uther, dilaniato dai sensi di colpa, contro il mondo magico; nel medesimo episodio viene anche formalmente nominato successore al trono di Camelot. Quando la Bestia Errante ferisce mortalmente Artù, Merlino gli salva la vita facendogli bere dell'acqua dal calice della vita. Per tutto il corso della prima stagione Artù non si esprime riguardo a sentimenti amorosi (v'è solo una certa attrazione verso Morgana).[1]

Nella seconda stagione, si innamora di Ginevra (chiamata anche Gwen), la serva di Morgana. Nella seconda puntata chiede l'ospitalità della sua casa per partecipare ad un torneo in incognito, ed arriva a spacciarsi come cuoco (in realtà incarica Merlino di prendere cibo dalle cucine del palazzo) per impressionarla e dimostrare un po' di umiltà d'animo; in questo ed anche nell'episodio "Sogni d'oro", i due amanti si scambiano i primi baci, ma preferiscono tenere segreta la relazione a causa della differenza di classe. Nella puntata "I peccati del padre" Artù viene sfidato a duello e sconfitto (caso più unico che raro) da Morgause (sorellastra maggiore di Morgana e potente strega), che lo obbliga a sottoporsi ad una curiosa prova di coraggio (porre il collo sotto la sua scure) e poi gli esaudisce un desiderio: evoca il fantasma di Igraine, la defunta madre del principe, che gli rivela del diabolico patto di Uther e Nimueh che portò alla nascita di Artù e alla morte della regina; sconvolto dalla rivelazione, il principe incrocia la spada con il padre e viene dissuaso dall'ucciderlo solo dall'intervento di Merlino, che gli fa credere che il fantasma di Igraine fosse frutto di un inganno della strega. Il segreto sulle sue origini continuerà a rimanere tale per Artù fino alla quarta stagione, ove si lascia intendere che il giovane principe l'abbia ormai realizzato e accettato (forse perché gliene viene data conferma da Agravaine). Il drago Kilgharrah seminerà terrore a Camelot, quindi Artù lo affronta e lo ferisce mettendolo nella posizione di ritirarsi salvando la città, ignorando che in realtà è stato Merlino con il suo potere di signore dei draghi ad allontanare Kilgharrah, comunque Artù torna a Camelot acclamato come un eroe.[2]

Nella terza stagione, già nelle prime due puntate Artù deve sostenere una dura battaglia contro l'esercito di re Cenred per salvare Camelot. Ma il vero nemico è interno: Morgana, che, scopertasi figlia illegittima del re, medita di sbarazzarsi del fratellastro ed impossessarsi del trono. Tra le varie manipolazioni di Morgana vi è il suo tentativo di ostacolare l'amore tra lui e Ginevra facendo sì che Uther scopra della loro storia e facendogli credere che Ginevra lo stia plagiando con la magia per farla condannare a morte, ma Merlino con un incantesimo assume le sembianze di un vecchio e fingendosi uno stregone nemico di Camelot si prende la colpa di tutto affermando che con una stregoneria ha fatto innamorare Artù e Ginevra salvando quest'ultima. Solo nel finale della stagione le vere intenzioni di Morgana vengono rivelate, dopo aver spodestato il re e costretto alla macchia Artù. Quest'ultimo è molto deluso da suo padre per avergli nascosto che Morgana è sua sorella, ma decide di salvarlo e, radunato un gruppetto di seguaci, il principe, intorno alla celebre Tavola Rotonda, li nomina cavalieri di Camelot all'insegna dell'uguaglianza e della giustizia, scavalcando le limitazioni imposte dalla legge di suo padre per chi volesse accedere a quel posto (precedentemente negato, ad esempio, a Lancillotto, perché non di origini nobili). Con loro riesce ad introdursi nei sotterranei di Camelot e, dopo un'accanita battaglia durante la quale Gaius si sbarazza per sempre di Morgause e grazie a Merlino riescono a spezzare il potere di Morgause che manteneva sul trono Morgana, a liberare Uther e la città.[3]

Nella quarta stagione, Uther Pendragon non riesce più a riprendersi dal trauma del tradimento della figlia, e così Artù assume la reggenza su Camelot, aiutato da suo zio, Lord Agravaine. Nella terza puntata Artù implora aiuto dal vecchio mago Dragoon (in realtà Merlino camuffato) per salvare la vita del padre, ma questi viene a sorpresa ucciso dall'incantesimo di guarigione (in realtà per colpa di Morgana, che lo aveva manipolato); Artù diventa così il nuovo re di Camelot, ma ancora ostile al mondo della magia, dal quale crede di essere stato ingannato. Ciononostante si rivela un sovrano ben più aperto di Uther, tant'è che abolisce la persecuzione dei druidi e inizia a scendere a patti con i regni vicini, precedentemente in guerra con Camelot. Nuovamente però il tradimento serpeggia per le sue stesse file: Agravaine è in segreto alleato di Morgana. Artù chiede a Ginevra di diventare sua moglie, ma Morgana riporta in vita con la magia nera Lancillotto (precedentemente morto, di cui tra l'altro Ginevra era innamorata) e proprio Lancillotto su ordine di Morgana regala a Ginevra un bracciale che la induce a baciarlo, sorpresa da Artù che credendo reale il tradimento della sua amata la bandisce da Camelot. Morgana riesce nella penultima puntata a marciare sulla città. Braccato dai nemici, il giovane re è tentato dal rinunciare, ma viene rianimato da Merlino, il quale gli fa estrarre la spada Excalibur dalla roccia e lo fa acclamare ancora come re dal popolo. Alla fine la vittoria gli arride, e nell'ultima puntata, sconfitta la sorellastra, Artù perdona Ginevra e la nomina regina di Camelot.[4]

Nella quinta stagione, Artù diviene definitivamente ciò che è nato per essere: il Re il cui destino è quello di riunire i regni di Albione al fine di farne un'unica terra in cui regnino la giustizia, la libertà, la pace e la fiducia nel futuro. Tuttavia il suo destino viene poco a poco rivelato e le profezie iniziano a compiersi nel momento in cui Artù nomina Cavaliere della Tavola Rotonda il druido Mordred, diventandone amico e fratello di spada. Sarà proprio Mordred a tradire il suo re rivelando a Morgana la vera identità di Emrys e consegnandole dunque la chiave per ottenere la vittoria su Camelot. Il Re tenterà di arginare l'avanzata dell'esercito nemico sul passo di Camlann, e ci riuscirà grazie all'intervento di Merlino, divenuto oramai il più grande stregone che la storia ricordi. Nel corso della battaglia Artù uccide Mordred ma resta a sua volta ferito dalla spada che Morgana aveva forgiato per il druido temprandola con il fiato infuocato di Aithusa. Merlino è il solo che possa salvare Artù, e gli rivela chi sia veramente. Artù è furioso sentendo che il servo che lui ormai vedeva come un amico in realtà lo aveva ingannato, comunque Merlino lo porta ad Avalon dove spera che la magia di quel luogo possa salvarlo, e durante il percorso Artù impara ad apprezzare la magia di Merlino riconoscendo il suo grande valore. Purtuttavia il destino di Artù è segnato e gli sforzi di Merlino si rivelano vani: infatti il Grande Drago gli rivela che il fato del Re era già scritto da tempo e che non poteva in alcun modo essere cambiato. Del resto tutto è compiuto: Albione è sorta, grazie al lavoro di Artù e Merlino, Morgana è stata uccisa, il futuro è finalmente carico di speranza per tutta Albione. Morendo, Artù ringrazia Merlino per tutto quanto fatto per lui e per il regno, chiedendo a Merlino di non nascondere più la sua vera natura da quel momento in avanti. Artù è, secondo le parole del Grande Drago, "Re una volta e Re in futuro" perciò, ove Albione si trovi nel momento del bisogno, Artù risorgerà e Merlino sarà al suo fianco.[5]

Morgana Pendragon[modifica | modifica wikitesto]

Katie McGrath interpreta Morgana Pendragon.

Morgana Pendragon (interpretata da Katie McGrath e doppiata in italiano da Eleonora De Angelis) è una giovane principessa e sorellastra di Artù. È basata sulla fata Morgana, personaggio della mitologia celtica con un ruolo fondamentale nel ciclo arturiano. Morgana è una giovane donna nel fiore dei suoi 20 anni circa, dagli occhi grigio-verdi, lunghi capelli neri ondulati e pelle liscia e chiara. Fin dalla prima stagione mostra delle grandi abilità con la spada e una spiccata intelligenza. Orfana di Lord Gorlois e di Lady Vivianne, Morgana, dall'età di 10 anni, viene cresciuta alla corte di Camelot sotto la tutela del re Uther Pendragon (che in seguito si scoprirà essere suo padre naturale), insieme al figlio di questi, Artù Pendragon, col quale è in rapporti fraterni, sebbene talvolta nella prima stagione i due manifestino una certa attrazione per l'altro, che tuttavia entrambi negano esserci. Pur essendo di nobili origini, Morgana, prima ancora dello stesso Artù, mostra simpatia ed amicizia nei confronti degli "umili" Merlino, Gaius e soprattutto della sua serva Gwen, ma anche verso nemici del re, come Mordred. Morgana è anche una veggente e può quindi vedere nel futuro attraverso i sogni; più avanti scoprirà di essere una strega dotata di poteri magici sorprendenti che cresceranno col passare delle stagioni, portandola a diventare addirittura una Sacerdotessa dell'Antica Religione grazie agli insegnamenti della sorella Morgause e a sviluppare poteri secondi solo a quelli di Emrys, il più grande stregone di tutti i tempi.

Nella prima stagione, Morgana è presentata in antitesi al dispotico Uther, da lei criticato per la feroce persecuzione nei confronti della magia. Diverse volte aiuta Merlino e gli altri personaggi, sia esponendosi in prima linea (ad esempio, partecipa in armi alla difesa del villaggio di Ealdor) sia tramite incubi premonitori di sventure, di cui però non realizza la vera natura e l'affinità alla magia. Dopo un ennesimo litigio con il re, ne pianifica l'assassinio insieme ad un mago ribelle, pentendosi però all'ultimo momento e salvandogli la vita.[1] Nella seconda stagione, il personaggio acquista maggiore consapevolezza del potere premonitore e di altri poteri magici di cui è dotata. Confidatasi con Gaius che tenta di rassicurarla, non riesce a liberarsi dall'angoscia, ben sapendo che, se il re lo venisse a sapere, rischierebbe di essere messa a morte. Impietosito e convinto della tragica affinità dei loro destini, Merlino le consiglia di recarsi dai druidi, ma viene al contempo avvertito dal Grande Drago: Morgana sarà una delle minacce più pericolose per Camelot e la sua alleanza con il giovane druido orfano Mordred porterà grave sciagura ad Artù. Nella puntata "Morgana la Strega", ella viene in contatto con lo stregone Alvarr, il quale, sfruttando anche il legame affettivo tra lei e Mordred (salvato da Morgana nella prima stagione), inizierà il suo percorso di allontanamento da Camelot e dai suoi precedenti amici. Nella dodicesima puntata viene utilizzata dalla sorella Morgause come catalizzatore di un potente incantesimo che piomba sull'intera Camelot, e Merlino, forzato dagli eventi, l'avvelena a tradimento, barattando poi la sua salvezza con la cessazione delle ostilità da parte di Morgause, che scompare insieme a lei.[2] Nella terza stagione, Morgana appare nel primo episodio, dove viene ritrovata da Artù e dai suoi cavalieri nel bosco e riportata a Camelot, ove si ricongiunge con Uther Pendragon ed anche con Merlino, fingendo di perdonarlo del tentato avvelenamento. Ben presto però si intuiranno le sue vere intenzioni: raggiunta di nascosto Morgause, trama con lei di gettare nella follia Uther e risvegliare i morti di una cripta di Camelot, onde permettere a re Cenred, loro alleato, di marciare sulla città; il progetto viene scoperto e sventato da Merlino, che però si ritrova impossibilitato a comunicare la vera natura di Morgana ad altri se non Gaius per la vicinanza di lei al re, e la stessa più volte lo minaccia di farlo eliminare se parlerà. Morgana può così continuare a tramare nell'ombra. Merlino ha in seguito la possibilità di lanciare uno sguardo al futuro attraverso i cristalli di Taliesin, vedendo Morgana pugnalare il re e seduta sul trono; a questo punto tenta di fermarla provocandone quasi la morte, ma si pente e chiede al Drago di salvarla, convinto comunque di aver cambiato il corso degli eventi. Ma la verità è un'altra: durante lo stato di infermità, Morgana ha udito Uther confessare a Gaius di aver avuto una relazione adultera con Lady Vivianne (la scomparsa moglie di Lord Gorlois), il cui frutto è proprio Morgana. Da questo momento in poi il suo odio per il re cade anche su Artù, di cui vuole sbarazzarsi per poter salire al trono, e persino su Gwen, che ha visto in sogno come regina di Camelot al fianco di Artù. Nelle ultime due puntate il suo piano sembra realizzarsi: con un sortilegio Morgause rende invincibile un esercito fornitole da re Cenred ed insedia con la forza la sorellastra sul trono di Camelot, dove ella rivela i suoi natali ed i propositi vendicativi. Artù però, con l'aiuto di un gruppetto di combattenti (fra cui Merlino, che brandisce la spada Excalibur, Gaius e i cavalieri della Tavola Rotonda), riesce ad introdursi nel castello e liberare il padre, mentre Merlino, Lancillotto e Gaius fronteggiano Morgause e spezzano i suoi sortilegi. Sconfitta, Morgana fugge con il corpo della sorella ormai in fin di vita.[3]

Nella quarta stagione, passati 8 mesi dalla fine del suo regno del terrore, Morgana riappare come Sacerdotessa dell'Antica Religione, i cui già formidabili poteri continuano a crescere; Morgause invece non si è più ripresa dallo scontro con Merlino e Gaius e decide quindi di sacrificarsi alla causa della sorellastra. Sull'Isola dei Beati quindi Morgana, seppur riluttante, viene convinta da Morgause ad ucciderla in un oscuro rituale per squarciare il velo che separa il mondo dei vivi e il mondo dei morti, scatenando spiriti infernali contro il regno di Camelot. L'incantesimo ha però anche un effetto imprevisto: la custode del mondo degli spiriti appare alla strega e le rivela che "colui che chiamano Emrys" (Merlino) sarà la sua ombra e la sua rovina. Il velo viene successivamente rinsaldato dal sacrificio di Lancillotto. Nella terza puntata viene informata da Agravaine, lo zio e consigliere di Artù, nonché segreto alleato della strega, che il re è stato mortalmente ferito e che il principe abbia intenzione di salvarlo con l'aiuto di un vecchio mago (Emrys); ma Morgana riesce a manipolare ed invertire la magia curativa del vecchio con un ciondolo da lei incantato, decretando così la tanto attesa morte del padre. I tentativi di identificare Emrys (che le si mostra sempre sotto le spoglie di vecchio) risultano vani, e pure il suo primo scontro con lui (episodio Il servitore di due padroni) la vede sconfitta. Nel frattempo però lega a sé una truppa di mercenari guidati da Helios, che riescono ad assaltare Camelot, grazie anche al tradimento di Agravaine. Ma la sua vittoria è di breve durata: Artù, riuscito a sfuggirle, raduna superstiti e popolani e marcia alla riscossa, fronteggiandola faccia a faccia, e Morgana, privata temporaneamente dei suoi poteri da un incantesimo di Emrys e ferita durante il combattimento, scappa dalla città. Accasciatasi morente al suolo di una foresta, per lei sembra arrivata la fine, ma la stagione si chiude invece con l'arrivo della dragonessa Aithusa, che riesce a guarirla appena in tempo col suo fiato magico.[4]

Nella quinta stagione, Morgana riappare dopo tre anni di tranquillità per il regno di Camelot. La strega infatti in questo periodo è stata catturata dal crudele re Sarrum e imprigionata in fondo ad un pozzo assieme alla dragonessa Aithusa. Le due riescono a liberarsi dalla prigionia, ma le torture le lasciano fortemente traumatizzate, soprattutto la dragonessa, che Morgana terrà fino alla fine come fedele compagna. Ancora però la strega non ha rinunciato all'ossessione di distruggere il fratellastro Artù ed impossessarsi del trono di Camelot. Raduna perciò attorno a sé vari alleati, fra cui il druido Ruadan e il re Odin, vecchio nemico di Artù, nonché i Sassoni (la storica popolazione germanica che a partire dal V secolo invase la Gran Bretagna). L'arma fondamentale per Morgana però è Mordred, il giovane druido che, secondo una profezia già annunciata nella prima stagione, sarà l'uccisore di re Artù. Mordred però, colpito da quanto l'un tempo benevola Morgana sia mutata, si schiera proprio con il re, il quale, riconoscente, lo nomina cavaliere di Camelot. Il giovane più volte gli si mostra leale e devoto, aiutandolo ad esempio a spezzare un potente incantesimo con cui Morgana ha posto in suo potere la regina Ginevra. Alla fine però Mordred viene raggiunto dal suo destino: nell'undicesima puntata, affranto per l'impiccagione di Kara, una ragazza che amava e che aveva tentato di assassinare Artù, il druido abbandona Camelot e si pone definitivamente ai servigi di Morgana. È sempre Mordred che rivela finalmente a Morgana che l'identità segreta del mago Emrys, suo mortale nemico, è Merlino. Si giunge così alla battaglia di Camlann (episodio conclusivo dell'originale ciclo arturiano): Morgana e il suo enorme esercito fronteggiano i cavalieri di Camelot, ma la vittoria arride a questi ultimi, grazie soprattutto al provvidenziale intervento di Emrys (sfuggito ad una trappola di Morgana). Al termine dello scontro Aithusa è volata via e Mordred è caduto per mano di Artù, ma la strega, pur rimasta ormai sola, insiste nel voler inseguire il re, ferito a morte nel duello con Mordred. Raggiuntolo sulla riva del lago di Avalon, Morgana viene però finita una volta per tutte da un colpo della spada Excalibur vibrato da Merlino, e muore quindi pochi attimi prima dell'odiato fratellastro. La serie si conclude lasciando intendere che, con la sua fine, si apre la tanto attesa era di pace e unità per la terra di Albione.[5]

Uther Pendragon[modifica | modifica wikitesto]

Anthony Head interpreta Uther Pendragon.

Uther Pendragon (interpretato da Anthony Head e doppiato in italiano da Michele Gammino) è il re di Camelot e padre di Artù. Uther è un uomo adulto di 53 anni, dagli occhi grigi e chiari, i capelli biondi e corti, con tracce di grigiore. È comunque robusto e forte. Ha una cicatrice che sfregia il lato destro della sua ampia fronte ed una vecchia ferita di guerra alla spalla destra. Uther Pendragon ha conquistato il trono di Camelot quando aveva l'età di Artù, e da lì in poi governa il regno con pugno deciso ed autoritario, non di rado crudele. Particolarmente odiate sono la persecuzione dei maghi, che non risparmia gli innocenti, e la politica classista. Ciononostante sembra godere della fiducia del popolo, che vede in lui un garante di pace e sicurezza, o quantomeno una fase di passaggio dura ma necessaria prima dell'avvento di Artù. Esattamente come la maggior parte dei protagonisti della serie, Uther Pendragon è ispirato ad un personaggio della leggenda di Re Artù. Anche in quel caso Artù è figlio di un re britannico di nome Uther Pendragon, cosa che però apprende solo parecchio tempo dopo la sua morte. Inoltre nella leggenda Uther si affida più volte ai consigli del mago Merlino, e anzi è proprio la sua magia che gli permette di unirsi ad Igraine e generare Artù.

Nella prima stagione, fin dalla prima puntata è chiaro: Merlino, venendo a Camelot, corre un grave pericolo, perché il re dà la caccia agli stregoni e alle creature magiche. Gaius afferma che ciò avviene perché Uther Pendragon teme gli incontrollabili poteri della magia oscura, ma in seguito si scoprirà che c'è un'altra ragione, tenuta segreta a tutti: il re, preoccupato dalla prospettiva di non poter avere figli dalla sterile moglie Igraine, aveva stretto un diabolico patto con la potente strega-sacerdotessa Nimueh, che era riuscita a far nascere Artù da Igraine, ma provocando la morte di quest'ultima. Consumato dal rimorso (sebbene fosse stato avvertito dei rischi da Gaius e dalla stessa Nimueh), Uther diede ipocritamente inizio alla “Grande Epurazione”, la sua guerra contro la magia. Non volendo accettare di aver causato lui stesso la morte della moglie, Uther incolpa di ciò la magia e chiunque risulti in grado di praticarla, da quel momento, se scoperto è condannato a morte. Merlino stesso diventa servo di Artù proprio per averlo salvato da una strega assetata di vendetta, la prima di una serie di attentatori che attaccheranno Uther ed il figlio per tutto il corso della serie. Nel corso di queste crisi, purtroppo, raramente il re si dimostrerà d'aiuto: spesso punta il dito contro innocenti, rifiuta di aiutare chi potrebbe essere di grande aiuto in futuro, e alla fine di ogni vicenda non impara nulla dai propri errori.[1] Nella seconda stagione, Uther, nella sua paranoica guerra alla magia, si mette contro i suoi alleati più vicini: Gaius, incastrato dal cacciatore di streghe Aridian; Morgana, sempre più avversa ai suoi metodi e timorosa che egli la scopra come strega; e persino Artù, che solo a fatica viene dissuaso da Merlino dall'uccidere il padre dopo che gli è stata rivelata la verità sulla sua nascita. Parentesi piacevole sono le puntate in cui viene sedotto da un troll, dove mostra la parte più tenera di sé.[2]

Nella terza stagione vede mutare il suo rapporto con Morgana: i due si ricongiungono e costruiscono un legame affettivo profondo. In realtà è tutta una farsa: non solo Morgana si è segretamente alleata con Morgause e re Cenred, acerrimi nemici di Camelot, ma viene pure a sapere di essere la figlia illegittima di Uther (che d'altra parte non è innocente della morte del duca Gorlois, presunto padre della strega), cosa che fortificherà ancora di più il suo odio. Nelle ultime due puntate ella riesce a deporlo e medita di ucciderlo, proposito poi fallito grazie ad Artù, Merlino, Gaius ed i cavalieri della tavola rotonda.[3]

Nella quarta stagione, la vittoria di Artù lo ha riportato sul trono, ma il tradimento della figlia ha sconvolto il suo animo. Nella terza puntata salva il figlio da un sicario, venendo però mortalmente ferito. Disperato, Artù decide di ricorrere all'aiuto di uno stregone per salvarlo, ignorando che questi è in realtà Merlino, che vede l'occasione per preparare la riconciliazione tra il regno e la magia. L'esito è però disastroso: Morgana, conosciute le intenzioni del fratello, riesce con uno stratagemma diabolico a manipolare l'incantesimo curativo di Merlino, provocando così l'ingloriosa e tanto desiderata morte del padre.[4]

Nella quinta stagione, Uther fa un'ultima apparizione nella terza puntata della quinta stagione. Artù è ormai re da diversi anni, e nonostante sia universalmente considerato un sovrano molto migliore del padre, il ragazzo sente ancora il peso dell'eredità del padre e la sua mancanza. Quando un giorno una strega morente, per ricambiare un suo atto di misericordia, gliene da l'opportunità, il giovane re ottiene di incontrare e parlare con lo spirito del defunto Uther, ma questo si mostra freddo e lo rimprovera per le sue scelte di governo, soprattutto per aver elevato dei contadini a cavalieri e fatto di una serva la sua regina. Di più, al momento di sciogliere l'incantesimo, qualcosa va storto, e così lo spirito del re esce dal regno dei morti e comincia ad infestare Camelot, scagliandosi contro Sir Parsifal, Ginevra e poi persino contro Artù stesso, che secondo lui ha tradito i suoi insegnamenti e sta mandando alla rovina il reame. Merlino riesce a bloccarlo, rivelandogli la sua natura di mago, e alla fine Artù riesce a rispedirlo nel mondo dei morti prima che il fantasma possa tradire il segreto di Merlino. Con il padre tornato nel regno dei morti, Artù ammette che anche se Uther, con la sua condotta, aveva riportato l'ordine a Camelot, alla fine le sue azioni non sono state molto diverse da quelle di un tiranno e, per questo, aveva creato solo nemici attorno a sé. Quindi Artù riafferma che per essere un re migliore dovrà continuare a non commettere gli errori che il padre ha compiuto.[5]

Gaius[modifica | modifica wikitesto]

Richard Wilson interpreta Gaius.

Gaius (interpretato da Richard Wilson e doppiato in italiano da Angelo Nicotra) è il medico di corte a Camelot. Gaius è un uomo ormai anziano, dai capelli lunghi e bianchi e dagli occhi azzurri. È caratteristico in lui lo sguardo severo, con cui più volte, durante la serie televisiva, fulmina uno spesso incosciente Merlino. Gaius risiedeva a Camelot già prima del regno di Uther, di cui diventa medico di fiducia, consigliere (peraltro troppo spesso inascoltato) ed unico depositario dei diversi segreti che il sovrano custodisce. Ha una vasta conoscenza del campo della magia e della sua storia, praticandola alle volte a livello rudimentale. Quando Uther scoprì che sua moglie Ygraine, in quanto sterile, non poteva concepire figli e che quindi la dinastia dei Pendragon sarebbe giunta al termine, chiese consiglio a Gaius, che gli suggerì di chiedere aiuto alla strega Nimueh, sacerdotessa dell'Antica Religione. Uther però, ignorando il prezzo da pagare (in cambio di una nuova vita avrebbe dovuto esserci una morte) chiese a Nimueh un erede, e la strega fece concepire ad Ygraine un maschio, Artù, ma subito dopo, per ristabilire l'ordine fra la vita e la morte, Ygraine morì. Uther, furioso e straziato per la perdita della moglie diede il via alla "Grande Epurazione", perseguitando e condannando a morte tutti coloro che praticavano la magia. Gaius decise quindi di abbandonare lo studio della magia e di restare a corte dal suo vecchio amico Uther benché non abbia mai condiviso l'odio indiscriminato che ha maturato nei riguardi della magia.

Nella prima stagione, tramite una lettera, la contadina Hunith affida a Gaius il figlio Merlino, di cui diventa protettore e mentore. Proprio durante il loro primo incontro, Merlino, usando la magia, salverá Gaius da una brutta caduta, e l'anziano medico apprendendo così dei poteri del ragazzo, deciderá di tacere di questo al Re, e quando Merlino, grazie alle sue doti, salverá Artú da una vecchia strega che voleva vendicare il figlio giustiziato da Uther, Gaius regalerá al proprio protetto, il libro di magia che gli fu regalato in gioventú, e da quel momento diventerá il maestro del giovane mago. Nelle avventure delle prime due stagioni è sostanzialmente la mente che istruisce e disciplina l'ancora inesperto ed imprudente Merlino e lo prepara per le imprese da compiere. Tuttavia all'occorrenza si fará avanti a sua volta, ad esempio quando userá la magia per salvare Merlino, che aveva bevuto da un calice avvelenato dalla strega Nimueh, o quando arriverá a Camelot il mago oscuro Edwin Murden, vecchia conoscenza di Gaius, il quale durante la "Grande Epurazione", voltó le spalle ai genitori di Edwin, non facendo nulla per impedire che finissero al rogo. Edwin fará in modo di dimostrare a tutti, quanto Gaius sia vecchio e i suoi metodi superati, convincendo così Uther a licenziarlo. Edwin cercherá quindi di uccidere il Re, ma Gaius si farà avanti pronto ad affrontare il mago oscuro, il quale però avrá la meglio. Gaius e Uther però saranno salvati e Edwin ucciso, grazie all'intervento di Merlino. Durante la prima stagione, Gaius rivelerá anche di essere in contatto con il Grande Drago, quando nell'episodio Un rimedio per curare tutti i mali, si recherá da quest'ultimo per chiedergli di vegliare su Merlino. Nell'ultima puntata della prima stagione Merlino stringerá un patto con la strega Nimueh, in cambio della salvezza di Artú, ferito da una creatura magica, il giovane mago deciderá di sacrificarsi, e quando Nimueh cercherá di raggirare il patto cercando di prendere la vita di Hunith, Gaius si recherà all'Isola dei Beati per sacrificarsi al posto di Merlino, ma questo lo impedirá, e affronterá Nimueh, uccidendola e salvando sia sua madre, sia Gaius.[1]

Nella seconda stagione, la lealtà che lega Gaius al re è incrollabile, tuttavia questo non lo salva dalla paranoia di Uther, che lo fa condannare a morte per le accuse mosse dal cacciatore di streghe Aredian, questo infatti minacciando il medico di rivelare le capacità di Merlino, fa sì che Gaius, da innocente, confessi di praticare ancora la magia e di utilizzarla secondo scopi malvagi e nel seminare il terrore presso gli abitanti dei villaggi. Artú, Ginevra e Merlino però scoprono che è lo stesso Aredian, colui che semina il terrore, e salvano Gaius ad un passo dal rogo. Resosi conto dell'errore, Uther invoca il perdono dell'anziano medico, il quale gli rinfaccia le innumerevoli volte in cui furono giustiziati uomini innocenti meno fortunati di lui. Durante questa stagione, Gaius si preme pure di far sì che il re Uther non scopra che Morgana, sua figliastra, ha dei poteri magici, somministrandole pozioni in modo da soffocare i suoi sogni premonitori, ma con scarsi effetti, e quando a Camelot, arriva la strega Morgause, sorella di Morgana, che tutti credevano morta, Gaius rivela di averla salvata lui stesso, quando Morgause era ancora una bambina, su richiesta della madre di quest'ultima, Lady Vivianne. Nell'ultimo episodio, il Grande Drago, liberato dalla sua prigionia da Merlino, attacca Camelot, e Merlino cerca di rintracciare Balinor, ultimo Signore dei Draghi, salvato dalla "Grande Epurazione" proprio da Gaius, ma durante il viaggio verso Camelot, Balinor viene ucciso, proprio quando Merlino scopre di essere suo figlio, e di aver ereditato le sue capacità.[2]

Nella terza stagione, il personaggio assume un ruolo più attivo. Nel terzo episodio viene posseduto da un goblin, che tramite lui giocha una serie di perfidi scherzi alla corte e al popolo di Camelot, prima che Merlino e Gwen possano liberarlo. Nella puntata L'amore al tempo dei draghi giunge a Camelot Alice, vecchia fiamma di Gaius (e una strega per apprendimento come lui). Alice e Gaius infatti, prima della "Grande Epurazione", volevano sposarsi, ma dovettero rinunciare quando Uther decise di perseguitare Alice, che però Gaius fece fuggire. Alice però posseduta da una manticora avvelena le medicine di Gaius per Uther, e così la donna sarà arrestata. Merlino però scoperta l'esistenza della manticora, la invoca e la tiene impegnata, mentre Gaius usando la magia, distrugge lo scrigno della manticora, distruggendola. Successivamente, dopo aver salvato Uther, l'anziano medico, dopo aver dato l'addio ad Alice, la fa fuggire, salvandola dal rogo. Negli ultimi due episodi, Morgana e Morgause, tramite un esercito di soldati resi immortali, grazia alla Coppa della Vita, conquistano Camelot e fanno rinchiudere Uther, ma Artù, Merlino e Gaius fuggono in tempo. Artù nomina cavalieri, tra gli altri, Elayn, Lancillotto e Parsifal, e assieme assaltano il castello e mentre Merlino cerca di rovesciare la Coppa, Morgause lo attacca, con la magia, e mentre la strega sta sferrando il colpo di grazia, arriva Gaius che usa la magia contro la strega scaraventandola a terra, e successivamente assieme a Merlino la schiantano contro il muro, rovesciando successivamente la Coppa e costringendo Morgana e la sorella alla fuga, liberando Camelot.[3]

Nella quarta stagione, con la morte di Uther e l'ascesa di Artù al trono di Camelot, il ruolo di Gaius come consigliere del re, viene progressivamente assunto da Agravaine, zio del nuovo sovrano. Lo stesso Agravaine ha però ragione di temere Gaius, cui ha inavvertitamente fatto capire di essere in combutta con Morgana per eliminare il nipote. Nell'episodio Il servitore di due padroni, re Artù inizia a sospettare che ci sia un traditore tra i suoi fidi, ma lo zio gli fa credere che in realtà si tratti di Gaius, che nella puntata successiva sparisce dalla città, rapito da uno stregone che, per conto di Morgana, lo tortura per farsi rivelare l'identità segreta del mago Emrys (cioè Merlino, che secondo una profezia distruggerà Morgana e porterà la pace nella terra di Albione). Gaius viene però liberato da Merlino e Sir Galvano, senza che il segreto di Emrys venga svelato a Morgana, e, riportato a Camelot, riabilitato. Nelle ultime due puntate, i guerrieri al soldo di Morgana conquistano Camelot, e Gaius viene catturato e rinchiuso nelle segrete con Galvano ed Elyan, anch'essi prigionieri. I tre vengono poi liberati da Sir Parsifal al momento della riscossa di re Artù.[4]

Nella quinta stagione, Gaius torna a consigliare re Artù e Merlino nei momenti del bisogno. È lui che, nella terza puntata, capisce subito il pericolo rappresentato dal fantasma di Uther Pendragon evaso dal regno dei morti e permette ad Artù e Merlino di vederlo grazie a delle pozioni da lui preparate. Successivamente usa la magia per salvare Merlino, in coma a causa di un incantesimo di Morgana ed è ancora lui che smaschera l'infida Hilda (Morgana sotto sembianze di vecchia serva), che nel quarto episodio conduce re Artù e i suoi cavalieri in un'imboscata tesagli da re Odin. Quando Mordred rischia di morire a causa delle Dísir, Gaius prova a salvarlo ma non trova nessuna collaborazione da parte di Merlino, il quale invece preferisce che Mordred muoia per impedire la profezia che lo vede come assassino di Artù, e in questa circostanza Gaius per la prima volta vede il lato oscuro di Merlino constatando che non è più il ragazzo indulgente e magnanimo che conobbe anni prima, e le Dísir salvano Mordred dalla morte proprio per far sì che lui uccida Artù. Nell'ultima puntata re Artù viene mortalmente ferito nella battaglia di Camlann da Mordred, ma la spada usata è stata temprata nel fuoco di un drago (esattamente come Excalibur, la spada di Artù stesso), e anche le arti mediche di Gaius sono quindi impotenti. L'anziano suggerisce quindi a Merlino, come ultima speranza di salvezza, di portare il morente re al lago magico di Avalon; sulla via ha pure modo di tranquillizzare Artù, che ha reagito sconvolto alla scoperta che Merlino è in verità un potente mago e glielo ha sottaciuto per tutto il tempo. Alla fine, tuttavia, Artù muore, e sua moglie Ginevra resta l'unica sovrana di Camelot, e Gaius torna alla sua corte per continuare a consigliarla.[5]

Kilgharrah[modifica | modifica wikitesto]

Kilgharrah (doppiato in originale da John Hurt e in italiano da Renato Mori (st. 1-2) e Massimo Corvo (st. 3-5)) è un drago animato mediante CGI. Kilgharrah che esiste da migliaia di anni prima della prima stagione, è un enorme drago, dalla fisionomia ispirata alle classiche raffigurazioni di queste creature: ha quattro zampe e due ali ed è capace di sputare fiamme. Sa parlare, quantunque si esprima spesso in maniera sibillina, ed è custode di grande saggezza e poteri magici, fra cui la capacità di guarire ferite. Il nome di Kilgharrah viene rivelato nell'ultima puntata della seconda stagione da Balinor, Signore dei Draghi, e non viene usato quasi mai; gli altri personaggi lo chiamano semplicemente "Drago" o "Grande Drago". Il nome riappare nell'ultima scena dell'episodio Il diamante del giorno (2ª parte) quando Merlino gli chiede per l'ultima volta di aiutarlo per salvare Artù morente. Il personaggio è considerato da Merlino un alleato, ma non è privo di ombre, ed il rancore che prova verso il re lo rendono un potenziale pericolo per Camelot. Ciononostante nutre speranze nel destino pronosticato al principe Artù. A quanto pare in principio era l'unico a conoscenza del segrato di Uther e Morgana, ovvero che sono padre e figlia.

I personaggi di Kilgarrah e Aithusa (la dragonessa bianca che compare nella quarta e nella quinta stagione) sono ispirati dalla leggenda di Dinas Emrys, stando alla quale il re britanno Vortigern consultò il mago Merlino per sapere perché le fondamenta della fortezza che lui si stava facendo costruire regolarmente crollavano, il giovane mago gli spiegò che era per via di un drago rosso e un drago bianco intrappolati in una caverna sotterranea, impegnati in una furibonda lotta che faceva tremare il suolo, inoltre il mago interpretò la visione come una profezia dell'avvento al trono di Britannia dei Pendragon (il loro stemma era un drago rosso) e della lotta che avrebbero sostenuto contro gli invasori sassoni (rappresentati invece dal drago bianco).

Nella prima stagione, Kilgharrah è l'ultimo membro della sua razza, incatenato nei sotterranei di Camelot per ordine del re Uther Pendragon, come monito contro l'intero mondo magico, combattuto da Uther. Il Drago riconosce subito il potenziale del giovane Merlino e, chiamatolo a sé, gli prospetta un destino glorioso al fianco di Artù, figlio di Uther, come riunificatore della nazione e pacificatore del conflitto tra Camelot e la magia. Merlino ricorre spesso ai suoi consigli, non sempre di facile comprensione, e, fra l'altro, il Drago conferisce attraverso il suo fuoco poteri speciali ad Excalibur, la spada magica destinata ad Artù (poi nascosta, perché erroneamente caduta nelle mani di Uther). Nell'ultima puntata tuttavia si consuma lo strappo con Merlino, perché Kilgharrah, per salvare il morente Artù e quindi sperare nella liberazione, consiglia al giovane mago di barattare la vita del principe con quella dello stesso Merlino in un patto con la sacerdotessa Nimueh, ma questa pretenderà quella di Hunith, la madre di Merlino. Amareggiato, il mago riuscirà a sottrarsi dall'accordo annientando Nimueh.[1]

Nella seconda stagione, Il contrasto con Merlino non si è ancora appianato, che questi chiede nuovamente l'aiuto del Drago contro il mago oscuro Cornelius Sigan. Ma Kilgharrah, forse stanco di aspettare un futuro ancora incerto e lungi a venire, strappa a Merlino la promessa di liberarlo dalla prigionia, a prescindere di come andrà l'ascesa di Artù ed il suo rapporto con la magia. Il Drago torna quindi a consigliare ed aiutare, ma più volte Merlino agisce di testa propria, ignorando ad esempio gli avvertimenti che concernono Morgana, la figliastra di Uther, la quale lentamente inizia a manifestare i suoi poteri magici, e che Kilgharrah vede già adesso come futura nemica di Artù. Nella puntata Morgana la Strega, Merlino dà un'occhiata al Cristallo di Neahtid, ed attraverso di esso vede la terribile vendetta che il Drago consumerà una volta libero; cerca perciò di rimangiarsi la parola, ma quando la sacerdotessa Morgause e i cavalieri di Medhir aggrediscono Camelot, Merlino, in cambio dell'ennesimo aiuto, ribadisce il suo impegno; e così, sventata la minaccia, il giovane mago taglia le catene del Drago e lo libera. Nell'ultima puntata, ormai libero, il furente Kilgharrah mette a fuoco la città, non indugiando ad attaccare pure Merlino ed Artù, che chiedono perciò aiuto all'ultimo Signore dei Draghi (Balinor, padre di Merlino), un uomo in grado di comunicare direttamente con queste creature e a controllarle. La speranza sembra perduta quando Balinor viene ucciso in un'imboscata dai soldati di re Cenred, ma Merlino scoprirà di essere figlio di Balinor e di averne quindi ereditato i poteri da Signore dei Draghi con la morte di quest'ultimo. Grazie alle sue nuove facoltà, il giovane mago riesce a vincere il nemico, che però decide di risparmiare, obbligandolo ad andarsene da Camelot.[2]

Nella terza stagione, Merlino si trova più volte ad utilizzare il suo potere di Signore dei Draghi per chiamare in aiuto Kilgarrah. Lo fa una prima volta nella prima puntata, quando si trova legato da catene stregate e abbandonato dalla sacerdotessa Morgause in pasto a degli scorpioni giganti: il Drago quindi lo raggiunge al volo e lo trae in salvo. Kilgarrah torna ad avvertire Merlino della pericolosità di Morgana, la figliastra del re, e nella puntata La caverna di cristallo, Merlino, avendo avuto una visione minacciosa sul futuro della strega, la fa precipitare da una scalinata, riducendola in fin di vita. Il Drago se ne dichiara soddisfatto, ma il giovane mago si è frattanto pentito e vuole salvarla, così costringe con i suoi poteri di Signore del Drago il furibondo Kilgarrah a consegnargli la magia con la quale poi salvare la strega. Così il destino prende il suo corso: Morgana, che durante lo stato di infermità ha origliato una discussione in cui il re Uther confessava al vecchio Gaius che Morgana è in realtà frutto di una sua relazione adultera con la scomparsa lady Vivianne, si salva e comincia a tramare indefessa per sbarazzarsi del fratellastro, il principe Artù, e strappargli il trono di Camelot. Nell'ultima puntata il Drago viene chiamato di nuovo in aiuto da Merlino, perché lo aiuti a recuperare la spada magica Excalibur, con la quale fronteggiare l'esercito di immortali guidato dalla sacerdotessa Morgause, che ha imposto Morgana come regina; Kilgharrah acconsente, con l'accordo però che l'arma potenzialmente pericolosa venga poi nuovamente nascosta, fino a quando non sarà giunto il momento giusto in cui Artù, cui essa è destinata, la brandisca, e infatti Merlino la conficcherà nella celebre roccia.[3]

Nella quarta stagione, Kilgharrah non appare che in tre puntate. Nel quarto episodio esorta Merlino ad aiutare Julius Borden, un ambiguo ex-allievo di Gaius, ad introdursi in un'antica tomba, ove è custodito l'ultimo uovo di drago esistente. Eluso Julius (che vorrebbe vendere l'uovo), i cavalieri di Artù (che vorrebbero distruggerlo) e le trappole della tomba, Merlino porta l'uovo al Drago e lo fa schiudere: è la nascita della dragonessa bianca (tipo molto raro anche tra i draghi) Aithusa, cioè "luce del sole". Nonostante sarebbe potuto essere il segno di un vicino futuro radioso per Albione, come detto dal Drago, la giovane creatura nell'ultima puntata si schiererà con Morgana, salvandola da morte certa e finendo poi imprigionata con lei.[4]

Nella quinta stagione, Kilgharrah riappare di più che nella precedente. Ormai però è vecchio, fa fatica a volare, e lui stesso confesserà a Merlino che il suo ciclo vitale è prossimo a concludersi (puntata La gentilezza degli sconosciuti). Buona parte della storia di questa stagione ruota attorno alla "maledizione di Artù", la profezia più volte anticipata dal Drago nel corso della serie, secondo la quale la sacerdotessa Morgana affronterà le forze di re Artù nella decisiva battaglia di Camlann e lì il re di Camelot perirà per mano del giovane druido Mordred. Merlino tenta a più riprese di scongiurare questo fato, ma alla fine esso si rivelerà ineluttabile, anzi, è lo stesso Artù a nominare Mordred cavaliere della Tavola Rotonda (seconda puntata) e in seguito a far giustiziare Kara, una ragazza che Mordred ama e per vendicare la quale tornerà fra le schiere di Morgana (decima puntata: L'attrazione del male). Anche dopo la battaglia di Camlann però Merlino tenta un'ultima volta di salvare la vita al morente re Artù, portandolo sulle sponde del lago di Avalon, ma, giunti a destinazione, Artù esala l'ultimo respiro. Merlino è affranto, e il Drago vorrebbe rincuorarlo dicendogli che non c'era null'altro da fare: era proprio così che era stato predetto e che doveva andare a finire. Inoltre gli spiega che Artù non è solo un re, ma "Re una volta e Re in futuro", e che risorgerà quando Albione ne sentirà nuovamente il bisogno. Dice è stato un onore averlo potuto aiutare in tutti quegli anni e lo ringrazia di aver preso parte alla loro storia, una storia che vivrà a lungo nella memoria degli uomini. Dopodiché saluta il giovane mago allontanandosi. Non si vede che fine facciano lui né Aithusa, dopo che Merlino l'ha costretta ad allontanarsi dal campo di battaglia.[5]

Agravaine de Bois[modifica | modifica wikitesto]

Nathaniel Parker interpreta Agravaine.

Lord Agravaine de Bois (intepretato da Nathaniel Parker e doppiato da Roberto Pedicini) è uno degli antagonisti principali della quarta stagione. Agravaine è un uomo sui quarantacinque anni, dai capelli lisci e neri e gli occhi bruni, robusto di corporatura. È versato soprattutto nell'arte della persuasione, della manipolazione e dell'inganno. È il fratello della defunta regina Igraine, quindi zio di Artù e cognato di Uther Pendragon.

Nelle stagioni precedenti non viene menzionato, fatto giustificabile dal cattivo sangue che corre fra lui ed Uther, responsabile non solo della morte di Igraine ma anche dell'uccisione di un fratello di Agravaine, tal Sir Tristan de Bois (vedi: Excalibur). Quando egli offre i suoi servigi al giovane Artù, sostiene di voler adempiere ad una promessa fatta alla morente Igraine. Già nella prima puntata della quarta stagione però si scopre che in realtà la sua lealtà va a Morgana, la crudele sorellastra di Artù che vorrebbe divenire regina, la quale più volte si serve di Agravaine come spia ed agente. L'uomo sembra altresì innamorato della strega, benché lei non pare ricambiarlo, anzi più volte lo umilia, lo manipola e lo minaccia pure di morte, sprezzando apertamente la sua ritrosia (Agravaine è decisamente meno sanguinario ed ambizioso dell'alleata). Agravaine appare già nella prima puntata all'interno del consiglio della corona, ove è tenuto in grande considerazione da Artù, tanto che gli viene affidata la reggenza mentre che il principe è in missione all'Isola dei Beati (in L'ora più buia). Che egli sia in realtà complice di Morgana rimane un segreto, ma Agravaine si tradisce con Gaius quando gli chiede informazioni su Emrys (un mago che, secondo una profezia, sarà la nemesi di Morgana). Nella terza puntata Agravaine, informato che il nipote intende servirsi della magia per salvare l'ormai morente padre, mette di nascosto un ciondolo stregato datogli da Morgana al collo del re, il quale viene ucciso dall'incantesimo curativo che avrebbe dovuto restituirlo alla vita. Succeduto così al padre sul trono, Artù si affida sempre maggiormente ai consigli dello zio traditore, in effetti coerenti con la politica fin lì adottata da Uther, ma quasi sempre miranti ad attirare il giovane monarca in tranelli. Nella puntata Il servitore di due padroni, Agravaine recluta un banda di mercenari per tendere un agguato al re, ma questi riesce a sfuggire ed inizia a subodorare il tradimento; tuttavia lo zio riesce abilmente a deviare i sospetti su Gaius, il quale viene pure fatto rapire da Morgana perché riveli l'identità di Emrys (Merlino). Pure dopo la sua liberazione, l'anziano medico non osa accusare il potente consigliere del tradimento. Nell'undicesima puntata mette le mani sulla mappa delle gallerie sotto Camelot e la consegna a Morgana, che può quindi marciare con la sua truppa all'assalto; nonostante la battaglia li veda vittoriosi, la strega si rende conto che solo l'eliminazione di re Artù potrà assicurarle un dominio stabile, e così Agravaine (che in effetti spererebbe di rimanere al fianco dell'alleata) viene mandato a braccare il nipote. Nell'ultimo episodio riesce a raggiungere i fuggitivi, ma il suo esercito viene massacrato dal Grande Drago. Muore nel finale della quarta stagione, quando, resosi conto che Merlino è un mago e identificatolo come Emrys, fa un disperato tentativo di ucciderlo, ma viene da questi schiantato con la magia contro la parete rocciosa

Personaggi secondari[modifica | modifica wikitesto]

Guest star[modifica | modifica wikitesto]

Hunith[modifica | modifica wikitesto]

Hunith (guest star stagione 1 e 4) (Caroline Faber) è una contadina del villaggio di Ealdor e madre di Merlino, avuto da una breve relazione amorosa con il mago e signore dei draghi Balinor, il quale dovette abbandonarli perché braccato dai soldati di Uther Pendragon. All'inizio della serie, manda il figlio a Camelot per essere istruito ed allevato dal saggio Gaius, dato che a Ealdor il giovane non riesce a vivere bene con i suoi poteri magici di cui non realizza ancora pienamente la natura. La donna è comunque molto legata a Merlino, e compare ancora due volte nella prima stagione e poi brevemente nella penultima puntata della quarta, in cui dà rifugio ad Artù, Merlino, Tristano e Isotta inseguiti dai soldati di Lord Agravaine e Morgana.

Tom[modifica | modifica wikitesto]

Tom (guest star stagione 1) (David Durham) è il padre di Ginevra ed Elyan, di professione fa il fabbro. È stato lui a forgiare Excalibur, nella quale il drago Kilgharrah infonde il potere di eliminare i morti viventi. Viene ucciso dalle guardie del re Uther perché accusato di collaborare con uno stregone ribelle di nome Tauren.

Cenred[modifica | modifica wikitesto]

Re Cenred (ricorrente stagione 3)(Tom Ellis) è il re del regno di Essetir, fieramente ostile a Camelot, ne fa parte anche Ealdor, il villaggio natale di Merlino. Viene menzionato già nelle prime due stagioni, appare poi in quattro puntate della terza. Nei primi due episodi, consigliato dalla sacerdotessa Morgause, della quale si dichiara invaghito, sferra un pesante attacco contro la città di re Uther Pendragon, momentaneamente fuori combattimento a causa delle stregonerie di Morgause, ma desiste a causa dell'accanita resistenza opposta dal principe Artù. In seguito attira il principe in una trappola nel castello di Fyrien, ma, nonostante l'insistenza di Morgana (di nuovo in combutta con lui e Morgause), non lo uccide subito e se lo fa sfuggire. Nel penultimo episodio i suoi soldati mettono le mani sulla Coppa della Vita, con la quale Morgause riesce a trasformarli in immortali, e con essi marcia alla volta di Camelot; Cenred, ormai divenuto inutile per i suoi scopi, viene assassinato da uno dei suoi uomini per ordine della stessa Morgause. In seguito alla sua morte Re Lot diventa il nuovo re di Essetir.

Annis[modifica | modifica wikitesto]

La regina Annis (guest star stagione 4 e 5) (Lindsay Duncan) è la moglie del re di Carleon, un reame nemico di Camelot. Appare nella quinta puntata della quarta stagione, quando, dopo che suo marito ha tentato di invadere il regno di Camelot ed è stato catturato e ucciso da re Artù, raduna un esercito per muovere alla vendetta. Con lei si schiera anche Morgana. Artù però, professandosi pentito dell'uccisione del re di Carleon, ottiene di decidere la questione in un duello con un campione di Annis, anziché in una battaglia in campo aperto; dopo il duello, la regina capisce che Artù in realtà vuole la pace, per cui accetta di ritirarsi e rinuncia alla vendetta. Annis appare una seconda volta nella prima puntata della quinta stagione, quando concede a re Artù e ai suoi cavalieri di attraversare il suo reame.

Mithian[modifica | modifica wikitesto]

La principessa Mithian (guest star stagione 4 e 5) (Janet Montgomery) è la figlia del re Rodor di Nemeth. Nell'undicesima puntata della quarta stagione, re Artù, dopo il tradimento e la messa al bando di Ginevra, decide di fidanzarsi con Mithian, per risolvere vecchie contese territoriali fra i loro regni. Mithian prova da subito simpatia per il suo promesso sposo e si dimostra gentile e umile, ma Artù durante una battuta di caccia si rende conto di essere ancora innamorato di Gwen, e decide perciò di annullare il fidanzamento. Mithian riappare nella quinta stagione, quando, accompagnata dalla vecchia serva Hilda, giunge a Camelot ad invocare l'aiuto di re Artù per liberare suo padre, il cui regno è stato occupato da re Odin. Si tratta un verità di uno stratagemma di Hilda (che in verità è Morgana), per attirare re Artù in una trappola e ucciderlo. Tuttavia, grazie a Merlino, la trappola viene sventata e Mithian e suo padre rimessi sui loro troni

Re Rodor[modifica | modifica wikitesto]

Re Rodor (guest star stagione 5) (James Fox) Il re Rodor è il re di Nemeth e padre della principessa Mithian. Viene catturato dalle guardie di Odin e liberato da Artù. Dopo viene rimesso sul suo trono insieme a sua figlia.

Aithusa[modifica | modifica wikitesto]

Aithusa (guest star stagione 4, ricorrente 5) è una dragonessa bianca (molto rara). Il suo uovo, tenuto a lungo nascosto in una tomba, viene recuperato da Merlino, ultimo Signore dei Draghi, e fatto schiudere nella quarta puntata della quarta stagione. Il drago Kilgarrah, che fino a quel momento credeva di essere l'ultimo superstite della sua specie, considera la nascita di Aithusa come un segno di speranza per il futuro. Ma nell'ultima puntata della quarta stagione Aithusa si imbatte invece in Morgana, ferita durante la sua rovinosa fuga da Camelot, e la guarisce col suo fiato magico. Per la strega da quel momento la dragonessa sarà un fido animale da compagnia, con la quale condividerà anche i duri anni di prigionia nelle segrete del crudele Sarrum, dalle quali Aithusa uscirà debilitata e traumatizzata. Diversamente da Kilgarrah, Aithusa non è capace di parlare (non è noto sapere se è per via del fatto che sia ancora molto giovane e/o per via del lungo periodo di prigionia e torture). Riappare in alcune puntate della quinta stagione, sempre al seguito di Morgana. È Aithusa che tempra nel proprio fuoco la spada con la quale Mordred ferisce a morte re Artù nella battaglia finale della serie, battaglia in cui partecipa anche lei, ma è costretta a ritirarsi per ordine di Merlino, Signore dei Draghi, dopodiché non si sa che fine faccia.

Odin[modifica | modifica wikitesto]

Re Odin (guest star stagione 2 e 5) (Fintan McKeown) è il sovrano di un reame vicino a Camelot, che appare solo due volte nella serie ma viene menzionato continuamente come acerrimo nemico di Artù Pendragon. Come spiegato nella seconda puntata della seconda stagione, questo odio è dovuto all'uccisione di suo figlio per mano del principe Artù, nel corso di un duello che proprio il figlio di Odin aveva voluto per rendere orgoglioso il padre. È un sicario assoldato da Odin che nella terza puntata della quarta stagione ferisce mortalmente il re Uther Pendragon, intervenuto a difendere il figlio Artù, che era il vero obiettivo dell'attentato. Nella quarta puntata della quinta stagione, Odin e i suoi uomini, d'intesa con la sacerdotessa Morgana, invadono il regno di Nemeth, alleato di Camelot, per indurre re Artù ad intervenire in suo soccorso ed attirarlo in una trappola. Il piano viene però sventato da Merlino, Artù e Odin si affrontano in un ultimo duello, ma al termine, benché vincitore, Artù risparmia la vita al nemico, convincendolo a porre fine alla loro faida per il bene dei loro regni.

Geoffrey di Monmouth[modifica | modifica wikitesto]

Geoffrey di Monmouth (guest star stagione 1-4) (Michael Cronin) è il bibliotecario di corte e funzionario delle cerimonie a Camelot. È un vecchio amico di Gaius. Merlino in alcune occasione si è rivolto a Goeffrey per dei consigli, dato che l'anziano uomo possiede una certa conoscenza nel campo delle creature magiche. Uno storico Geoffrey di Monmouth è esistito veramente nel XII sec. ed era appunto un cronista della leggenda di Re Artù.

La Cailleach[modifica | modifica wikitesto]

La Cailleach (guest star stagione 4) (Gemma Jones) è la guardiana del mondo dei morti, appare quando Morgana apre una crepa (con il sacrificio di Morgause) nel mondo dei morti, liberando così delle creature spaventose, i Dorocha. La Cailleach è poi presente quando la crepa si chiude con il sacrificio di Lancillotto.

Igraine[modifica | modifica wikitesto]

La Regina Igraine (guest star stagione 2-3) (Alice Patten) è la moglie di Re Uther, madre di Artù e sorella di Ser Tristan e Lord Agravaine. Morì dando alla luce Artù perché, essendo sterile, il marito la ingannò chiedendo alla strega Nimueh di fargli partorire un figlio maschio, cosicché non cessasse la casata dei Pendragon. Però con la nascita di Artù, Nimueh, inconsapevolmente, dovette prendersi la vita di Igraine a causa delle leggi dell'Antica Religione. La si vede nell' ep. 2x8, mentre racconta ad Artù la sua nascita, evocata da Morgause. Nei primi due episodi della terza stagione compare, insieme a tanti bambini uccisi da lui, ad Uther: le visioni del re sono causate dalla radice di mandragola creata da Morgause con l'aiuto di Morgana. Fu la sua morte, che creò la spaccatura tra la magia e il Regno di Camelot. Uther non parla mai di lei al figlio, perché è troppo addolorato di averla persa.

Stregoni[modifica | modifica wikitesto]

Nimueh[modifica | modifica wikitesto]

Nimueh (ricorrente stagione 1) (Michelle Ryan) nel mito originale era un potente spirito delle acque, nella serie televisiva invece è presentata come una bella ma amorale sacerdotessa dell'Antica Religione, oltre che una delle streghe più potenti e temute della terra di Albion il cui scopo è rovesciare re Uther di Camelot. È la principale antagonista della prima stagione, strega dotata di formidabili poteri (che le permettono, fra l'altro, di mantenere un aspetto giovanile, benché abbia almeno il doppio degli anni che dimostra). Nell'episodio Excalibur si scopre che, una ventina d'anni prima, il re Uther Pendragon aveva chiesto il suo aiuto per avere un figlio ed erede dalla sterile moglie Igraine; il rituale riuscì e portò alla nascita di Artù ma, a causa delle leggi della magia sugli equilibri naturali fra vita e morte, provocò anche la morte di Igraine e la collera del re, che bandì Nimueh da Camelot e cominciò a perseguitare crudelmente chiunque praticasse la magia. Nell'ultima puntata della prima stagione Merlino, su suggerimento del Grande Drago, chiede a Nimueh di salvare la vita al morente principe Artù utilizzando la Coppa della Vita. Nimueh accetta ma, in cambio, occorre il sacrificio di un'altra vita. Merlino offre la propria ma poi scopre che l'incantesimo evocato da Nimueh ha invece colpito sua madre Hunith. Merlino vorrebbe salvare anche lei rioffrendo la propria vita in cambio, ma stavolta è Gaius, il mentore del giovane mago, che sembra dover morire. Sconvolto da tanto cinismo, il furibondo Merlino attacca Nimueh la quale, nonostante i propri poteri, non riesce ad eliminarlo e viene invece incenerita da una folgore. La sua morte ristabilisce l'equilibrio fra vita e morte e permette a Gaius di salvarsi.

Morgause[modifica | modifica wikitesto]

Morgause (ricorrente stagione 3, guest 2 e 4) (Emilia Fox), che nella leggenda originale era una dissoluta principessa, sorellastra di re Artù, qui viene presentata invece come una potente maga e guerriera, figlia del defunto lord Gorlois e di Lady Vivianne nonche sorellastra maggiore di Morgana. Gaius racconta di essere stato lui stesso a portarla via da Camelot, lontana dal re, quand'era ancora bambina e di averla affidata alle sacerdotesse dell'Antica Religione, che l'hanno addestrata alle arti magiche. Nell'ottava puntata della seconda stagione, Morgause si presenta a Camelot in armatura, sconfigge cinque guardie di fila e sfida il principe Artù a duello e lo batte, e dopo, sostenendo di aver solo voluto testare il suo valore, gli esaudisce un suo desiderio: vedere e dialogare con lady Igraine, la madre di Artù, morta dandolo alla luce. Artù scopre così il segreto sulle sue origini (il padre, re Uther, aveva chiesto alla sacerdotessa Nimueh di celebrare un rituale perché la sterile moglie Igraine gli partorisse un figlio ed erede, ma il prezzo del rituale era la vita di Igraine stessa) e ne è così sconvolto da voler uccidere il padre, venendo dissuaso solo a fatica da Merlino. Morgause frattanto si avvicina a Morgana e ne fa la propria allieva, spingendola a sua volta a mettersi contro Camelot e i suoi precedenti amici. Morgause appare ancora nella dodicesima puntata della seconda stagione e in diversi episodi della terza, in cui cerca ripetutamente di conquistare Camelot. Nel finale della terza stagione pone sotto il proprio controllo l'esercito di re Cenred (un suo spasimante, del quale poi lei stessa si sbarazza), lo fa diventare immortale con la Coppa della Vita e riesce a prendere Camelot, imponendovi Morgana come regina; ma alla fine viene sconfitta da Merlino e Gaius e tutti i suoi sortilegi vengono infranti. Da questa sconfitta non riuscirà più a riprendersi, sicché nel primo episodio della quarta stagione, debole e sfigurata, convince la sorella Morgana ad ucciderla in un rituale per evocare dal mondo dei morti degli spiriti malefici e scagliarli contro Camelot; il suo sacrificio però si rivelerà vano, perché Sir Lancillotto si sacrificherà a sua volta per richiudere il varco col mondo degli spiriti.

Balinor[modifica | modifica wikitesto]

Balinor (guest star stagione 2 e 5) (John Lynch) è un mago e Signore dei Draghi, nonché il padre di Merlino. I Signori dei Draghi sono uomini che padroneggiano un particolare linguaggio magico, che gli permette di chiamare e assoggettare alla propria volontà i draghi e le creature affini (come le viverne). Come spiegato nell'ultima puntata della seconda stagione, re Uther, circa venti anni prima dell'inizio della serie, attirò Balinor e gli altri Signori dei Draghi a Camelot e li convinse con l'inganno a richiamare anche tutti i draghi, dopodiché fece sterminare gli uni e gli altri. Dei draghi fu risparmiato solo Kilgarrah, imprigionato nei sotterranei del castello di Camelot, mentre dei Signori dei Draghi il solo Balinor riuscì a fuggire. Balinor raggiunse il villaggio di Ealdor ed ebbe una storia d'amore con la contadina Hunith, ma, sempre braccato dai soldati di Uther, fuggì nel regno di Cenred, abbandonando Hunith, ignaro che lei aspettava un bambino (Merlino). Merlino stesso viene tenuto a lungo all'oscuro sull'identità del padre. Alla fine della seconda stagione il drago Kilgarrah, finalmente libero, attacca Camelot e l'unica speranza di fermarlo pare essere proprio l'ultimo Signore dei Draghi, il quale però nutre ancora rancore verso Uther Pendragon. È Merlino che riesce a convincerlo ad aiutarli, e gli si fa anche riconoscere come suo figlio; ma sulla via del ritorno Balinor viene ucciso in un'imboscata tesa dai soldati di re Cenred. È quindi Merlino che, ereditando i poteri del padre, diventa l'ultimo Signore dei Draghi e costringe Kilgarrah ad allontanarsi da Camelot. Lo spirito di Balinor appare ancora una volta nel penultimo episodio della serie, quando aiuta il figlio, privato della sua magia e imprigionato dalla sacerdotessa Morgana nella Caverna dei Cristalli, a ritrovare la sua forza.

Alator[modifica | modifica wikitesto]

Alator dei Catha (guest star stagione 4-5) (Gary Lewis) è uno stregone e sacerdote dell'Antica Religione. I Catha sono particolarmente versati nell'utilizzo di incantesimi di tortura mentale, perciò nella settima puntata della quarta stagione, Morgana chiede ad Alator di sequestrare Gaius ed estorcergli coi suoi poteri l'identità segreta del mago Emrys, mortale nemico di Morgana. Alator riesce a spezzare infatti la resistenza Gaius e a scoprire che Emrys è il giovane servo Merlino, ma quando si ritrova faccia a faccia con lui, decide mantenere il segreto e riporre invece la sua fiducia nelle profezie che vogliono Emrys pacificatore di Albion, sperando che egli un giorno porrà fine alla persecuzione della magia. Morgana non gli perdonerà il tradimento: nella decima puntata della quinta stagione lo cattura e, dopo averlo torturato a lungo per farsi dire l'identità segreta di Emrys (ma senza successo), gli spezza il collo con un sortilegio.

La Dochraid[modifica | modifica wikitesto]

La Dochraid (guest star stagione 4-5) (Maureen Carr) è una vecchissima strega che vive in una grotta sotterranea, ha il sangue verde e le manca la vista. Possibilmente è immortale, visto che, da unica, sopravvive ad un colpo della spada magica Excalibur. Stando a Gaius, non c'è nessuno che meglio di lei conosce i segreti arcani della magia, soprattutto di quella oscura. La Dochraid viene consultata una prima volta da Morgana riguardo ad un rituale di evocazione di un'ombra dal regno dei morti (nona puntata della quarta stagione). Una seconda volta è Merlino che la interroga su come sciogliere un sortilegio che Morgana ha lanciato sulla regina Ginevra; la Dochraid, che parteggia più per Morgana, si oppone, ma Merlino la costringe a parlare minacciandola con la spada Excalibur.

Ruadan[modifica | modifica wikitesto]

Ruadan (guest star stagione 5) (Liam Cunningham) è un stregone druido, e benché i druidi siano pacifisti lui ha scelto la via della violenza riflettendo su Artù l'odio per Uther il quale per anni ha perseguitato i druidi, diventando un guerriero stregone alleato di Morgana. Sua figlia Sefa diventa la serva di Ginevra, per cui passa a suo padre e a Morgana informazioni preziose. Quando Ginevra scopre che Sefa è una traditrice la fa arrestare, quindi Ruadan, per salvarla, entra di nascosto nelle mura del castello di Camelot, e fa scappare Sefa, mettendola in salvo. Elyan uccide Ruadan, ferendolo con la sua spada.

Cavalieri di Camelot[modifica | modifica wikitesto]

Leon[modifica | modifica wikitesto]

Leon (ricorrente stagione 2-5) (Rupert Young) è uno dei più valenti cavalieri di Camelot, che si vede già come comparsa dalla seconda stagione, al servizio del re Uther Pendragon. Nell'ultima puntata della terza stagione cade nelle mani degli uomini di Morgause e Morgana, la quale lo fa condannare a morte per la sua fedeltà al re, ma poi decide di servirsene per scovare il fuggiasco principe Artù: lascia che Leon sia liberato da Gwen (una sua vecchia conoscente) e poi Morgause ne segue la traccia, dato che il cavaliere si mette subito in marcia per raggiungere il figlio del suo re. Alla fine però le sorti vengono capovolte: Leon riesce a trovare Artù, e questi, riconfermatolo cavaliere attorno alla Tavola Rotonda, muove alla riconquista di Camelot. Nella quarta e nella quinta stagione lo si vede partecipare a tutte le principali missioni con gli altri cavalieri di Artù.

Lancillotto[modifica | modifica wikitesto]

Lancillotto (guest star stagione 1-4) (Santiago Cabrera), che nella leggenda originale era figlio segreto di un re bretone, qui invece appare come affascinante e giovane straniero di umili origini, rimasto orfano a causa di una scorribanda di predoni, che vuole diventare cavaliere di Camelot pur non avendo un titolo nobiliare. Nella puntata della prima stagione che porta il suo nome, Merlino lo aiuta ad ovviare a questo falsificando magicamente un sigillo. Scoperto, viene costretto ad abbandonare Camelot. In seguito, grazie all'aiuto di Merlino, salva la vita di Artù, scoprendo però le doti magiche del ragazzo. Artù chiede al guerriero di restare, ma questo, non sentendosi meritevole e visto anche il parere negativo del re Uther Pendragon, se ne va lo stesso. Nella seconda serie salva Ginevra, di cui è segretamente innamorato, ma poi si fa da parte quando intuisce la profondità del legame che la unisce al principe Artù. Riappare alla fine della terza stagione con Percival, suo compagno d'arme, e i due, attorno alla Tavola Rotonda, vengono nominati cavalieri da Artù, che grazie al loro aiuto riconquista Camelot. Nella quarta stagione partecipa alla missione sull'Isola dei Beati e si sacrifica per sigillare uno squarcio tra il mondo dei vivi e quello dei morti. A sorpresa ricompare ancora nella puntata Il ritorno di Lancillotto, ove si impegna a riconquistare il cuore di Ginevra, benché questa sia ormai in procinto di sposare re Artù; si tratta in realtà di un'ombra evocata ed asservita a Morgana, la quale riesce così a seminare gelosia e discordia fra Artù e Ginevra e a rovinare la giovane rivale. Alla fine della puntata l'ombra si dà la morte per ordine di Morgana, ed il corpo di Lancillotto viene seppellito da Merlino nel lago di Avalon.

Galvano[modifica | modifica wikitesto]

Galvano (guest star stagione 3, ricorrente 4-5) (in originale: Gwaine) (Eoin Macken), che nella leggenda originale era l'orgoglioso e vendicativo figlio di un re scozzese e poi più leale dei cavalieri della Tavola Rotonda, qui appare come un giovane avventuriero errante, scavezzacollo, amico del bere, del gioco e delle belle donne. È figlio di un nobile cavaliere di Carleon, ma dopo la prematura morte del padre è finito in rovina e ha maturato una forte diffidenza verso la classe aristocratica e la sua ipocrisia. Nella terza stagione della serie aiuta Merlino e Artù contro due delinquenti di una taverna. Poi però, a causa della sua ostilità verso l'arroganza dei nobili, si caccia nei guai con la legge del re Uther di Camelot, che lo fa cacciare dal regno. Appare ancora in altre tre puntate, e nell'ultima della stagione il riconoscente principe Artù lo nomina cavaliere. È un personaggio ricorrente anche nella quarta e nella quinta stagione ed uno dei più fidati amici di Merlino, benché ignori che sia un potente mago. Nella penultima puntata della quinta stagione salva una ragazza di nome Eira, della quale si innamora, ma si scoprirà poi che la ragazza è una spia e verrà per questo impiccata. Galvano decide quindi, insieme a Sir Percival, nell'ultima puntata di tendere un agguato alla sacerdotessa Morgana per ucciderla, ma questa li batte e li cattura, e tortura fino alla morte Galvano per farsi rivelare dove trovare re Artù, disperso dopo la battaglia di Camlann.

Percival[modifica | modifica wikitesto]

Percival (guest star stagione 3, ricorrente 4-5)(Tom Hopper), che nel ciclo arturiano originale era un cavaliere particolarmente pio, qui appare come giovane possente e molto forte, di umili origini, la cui famiglia è stata sterminata dai soldati di re Cenred. Vista la somiglianza con la storia di Lancillotto, è probabile che abbia imbracciato le armi per le stesse ragioni, e infatti appare per la prima volta nell'ultima puntata della terza stagione proprio come compagno di Lancillotto, chiamato in aiuto da Merlino contro l'armata immortale della sacerdotessa Morgause. I due uomini vengono nominati dal riconoscente Artù cavalieri della Tavola Rotonda e poi lo aiutano a riconquistare il suo regno. Nella quarta e nella quinta stagione è un personaggio ricorrente e, dopo la morte di Lancillotto, si lega in amicizia soprattutto a Sir Elyan.

Elyan[modifica | modifica wikitesto]

Elyan (guest star stagione 3, ricorrente 4-5) (Adetomiwa Edun) è il fratello di Gwen. Su suggerimento di Morgana, Elyan viene rapito dalla sacerdotessa Morgause e re Cenred per costringere Gwen a condurre Artù nel castello di Fyrien, ma la trappola viene sventata e il giovane liberato (settima puntata della terza stagione). Alla fine della terza serie, attorno alla Tavola Rotonda, viene nominato cavaliere di Camelot da Artù. Appare ricorrentemente nelle due stagioni seguenti, e rimane ucciso nella sesta puntata della quinta stagione durante la spedizione per liberare sua sorella Ginevra, frattanto divenuta regina di Camelot, da una torre stregata. Anche nel ciclo arturiano originale compare un cavaliere di nome Elyan: lì è figlio di Bors il Giovane, cugino di Lancillotto.

Mordred[modifica | modifica wikitesto]

Mordred (guest star stagione 1-2, ricorrente 5) (Asa Butterfield [st.1-2] e Alexander Vlahos [st.5]) è il celebre cavaliere che, nel mito originale, portò alla caduta del regno di Artù, da lui ucciso. Nella serie è un druido, membro di una comunità di uomini pacifici che vive nelle foreste e pratica la magia naturale, e che per questa ragione è perseguitata dal re Uther di Camelot. Mordred compare una prima volta nella prima stagione (puntata L'inizio della fine): è un bambino dall'aria inquietante e dotato di notevoli poteri magici. Più volte il Drago esorta Merlino a lasciare che muoia, perché antiche profezie affermano che Mordred un giorno ucciderà re Artù. Impietositi però, Merlino stesso, Morgana e Ginevra lo curano e lo nascondono dai soldati del re; poi, insieme ad Artù, lo aiutano a fuggire da Camelot e a ritornare dai druidi. Il ragazzino riappare poi in due puntate della seconda stagione (terzo e undicesimo episodio) e gioca un ruolo fondamentale nel processo di conversione di Morgana al lato oscuro; nella puntata Morgana la Strega, Merlino cerca di fronteggiarlo, ma egli riesce a sfuggire, giurandogli vendetta. Nella terza e nella quarta stagione Mordred è assente. Riappare invece diversi anni dopo (nella quinta serie), ormai un giovane uomo adulto, amareggiato e disilluso, ma fondamentalmente buono; infatti, anche se fa parte di una masnada di predoni, si mostra riconoscente con re Artù e Merlino (sembra essersi dimenticato di avergli promesso vendetta) e li aiuta a scappare dalla fortezza di Ismere, tradendo Morgana dopo aver visto quanto ella sia diventata malvagia. Artù per gratitudine lo nomina cavaliere della Tavola Rotonda. Mordred maturerà un forte rispetto per Artù, ritenendolo un re giusto e compassionevole, e in più occasioni mette a repentaglio la propria vita per salvare la sua. Merlino però continuerà ad essergli diffidente, ricordando la profezia che lo vuole uccisore del re. Mordred, pur avendo grandi poteri magici, in questa stagione ne fa un uso molto raro, preferendo la spada. Nell'undicesimo episodio si consuma lo strappo fatale: re Artù condanna a morte Kara, una giovane seguace di Morgana e fanatica nemica di Camelot, ma anche amica d'infanzia di Mordred. Il cavaliere, che ne è innamorato, mette in gioco tutto per salvarla, ma invano: i due vengono scoperti e arrestati e Kara, dopo aver rifiutato di chiedere scusa per gli omicidi commessi, viene impiccata. Sconvolto, Mordred fugge da Camelot e si riunisce ai seguaci di Morgana, la quale grazie a lui riesce a scoprire finalmente che il misterioso mago Emrys, che la osteggia da anni, è Merlino. Morgana quindi forgia per Mordred una spada col fiato della dragonessa bianca Aithusa, e con questa l'ex-cavaliere partecipa alla battaglia decisiva tra le forze di Camelot e quelle della sacerdotessa. Qui Mordred si batte a duello con Artù e lo ferisce mortalmente, approfittando di un suo momento di esitazione, ma viene a sua volta ucciso dal re con la spada Excalibur. Mordred muore sorridendo, poco tempo prima che anche Artù esali l'ultimo respiro, facendo avverare l'infausta profezia sui loro destini.

Altri personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Catrina[modifica | modifica wikitesto]

Lady Catrina (guest star stagione 2) (Sarah Parish) è una giovane aristocratica perita nella distruzione del suo regno ad opera di invasori. Nella quinta puntata della seconda serie però una troll assume le sue sembianze e giunge così a Camelot accompagnata dal suo servo Jonas, entra nelle grazie del re Uther, lo fa innamorare di sé con un incantesimo e lo induce a sposarla, diventando regina. Nella successiva puntata, la finta Catrina fa di tutto per assumere il controllo totale delle ricchezze del regno, complottando anche per mettere Uther contro suo figlio Artù. Alla fine però il sortilegio amoroso viene infranto da lacrime di pentimento versate da Uther (cui viene fatto credere con l'inganno che suo figlio sia morto), la troll viene smascherata e uccisa dal principe Artù.

Jonas[modifica | modifica wikitesto]

Jonas (guest star stagione 2) (Adam Godley) è il servo di Catrina, una bizzarra e ignota creatura magica cerca di aiutarla nel suo piano per diventare la sposa di Uther, intralciando Merlino. Viene ucciso da Artù.

Freya[modifica | modifica wikitesto]

Freya (guest star stagione 2-3) (Laura Donnelly) è una giovane druida. Nell'episodio La Dama del Lago della seconda stagione, Merlino la scorge in una gabbia, catturata da un cacciatore di taglie che la vorrebbe consegnare al re Uther. Impietosito, il giovane mago la libera e la nasconde, prendendosi cura di lei. Merlino, profondamente innamorato di Freya e da lei ricambiato, vorrebbe aiutare la ragazza a scappare dalla città e vivere insieme a lei, è però ignaro che Freya sia vittima di una maledizione, che la fa tramutare nottetempo in un Bastet, una mostruosa pantera nera alata, animata da una furia omicida che essa stessa non riesce a reprimere. La maledizione le è stata lanciata da una strega, che voleva vendicare la morte del proprio figlio, rimasto ucciso da Freya quando l'aveva aggredita. Sorpresa nella sua forma mostruosa dal principe Artù e dalle guardie, Freya viene ferita a morte, e l'affranto Merlino, dopo che lei spira promettendogli che un giorno si sarebbe sdebitata della sua gentilezza, la seppellisce nel lago di Avalon. La promessa viene adempiuta nell'ultima puntata della terza stagione: lo spirito di Freya appare a Merlino attraverso una pozza di acqua fatata e gli rivela come fare per sconfiggere l'esercito di immortali della sacerdotessa Morgause. Anche nel mito originale mago Merlino si innamorò di una "Dama del Lago", la quale però si chiamava Nimue oppure Viviana.

Helios[modifica | modifica wikitesto]

Helios (guest star stagione 4) (Terence Maynard) è il capo di un gruppo di guerrieri southron dall'aspetto esotico che appare nelle ultime tre puntate della quarta stagione. L'uomo si trova al soldo della strega Morgana, che sembra pure essere attratta da lui. Grazie al tradimento di lord Agravaine, zio di re Artù, Helios e Morgana riescono a conquistare Camelot, ma Artù e Merlino e alcuni cavalieri della Tavola Rotonda riescono a sfuggire. Nell'ultima puntata della stagione, quindi, il re e i suoi marciano alla riscossa, e Helios viene fronteggiato nella sala del trono del castello, ove lui e la contrabbandiera Isotta si uccidono a vicenda.

Tristano[modifica | modifica wikitesto]

Tristano (guest star stagione 4) (Ben Daniels), che nel celebre mito originario, era nipote del re di Cornovaglia e suo cavaliere, qui è il capo di una banda di contrabbandieri, di cui fa parte la sua amata compagna Isotta. Nella penultima puntata della quarta stagione, Merlino è costretto a far fuggire re Artù da Camelot, conquistata da una truppa di mercenari al soldo della strega Morgana; i due, sotto mentite spoglie, si uniscono alla banda di Tristano e Isotta, ma vengono rintracciati dai guerrieri di lord Agravaine, un altro sodale di Morgana. Costretto a fuggire con la ferita Isotta, dopo il massacro dei loro uomini, Tristano non vorrebbe altro che liberarsi di Artù e Merlino, che lui considera responsabili dei loro guai, ma, incoraggiato da Isotta, alla fine li aiuta a riconquistare Camelot. Nello scontro finale dell'ultima puntata della quarta stagione, Isotta e Helios, il capo dei mercenari di Morgana, si uccidono a vicenda, lasciando indietro un Tristano distrutto dal dolore.

Isotta[modifica | modifica wikitesto]

Isotta (guest star stagione 4) (Miranda Raison), che nel mito originale, era una principessa irlandese, unita in una passione impossibile col cavaliere Tristano, qui appare invece, nelle ultime due puntate della quarta stagione, come membro di una banda di contrabbandieri di cui fa parte anche Tristano. I due vendono la loro protezione ad Artù e Merlino, ignari chi essi siano e che siano in fuga dai guerrieri al soldo della strega Morgana, che ha appena conquistato Camelot. Quando vengono rintracciati dai nemici, nello scontro che segue la banda dei contrabbandieri viene distrutta e Isotta ferita, e lei riesce solo a fatica a rifugiarsi nel villaggio di Ealdor, assieme a Artù, Merlino e Tristano. Mentre quest'ultimo non si fida del re, Isotta si fa convincere ad aiutarlo a riconquistare il trono e persuade il suo amato a seguirla. Nell'ultima puntata quindi i seguaci di re Artù prendono d'assalto il castello di Camelot e nella sala del trono si battono con Morgana e Helios, comandante dei suoi guerrieri. Helios sembra riuscire a sopraffare il giovane re, quando viene colpito a morte da Isotta, ma con un estremo sforzo vibra a sua volta un colpo letale contro Isotta, che spira tra le braccia dell'affranto Tristano.

Ragnor[modifica | modifica wikitesto]

Ragnor (guest star stagione 5) (Stephen McCole) è lo spietato capo di un gruppo di predoni, si arricchisce tramite il commercio di schiavi, provando goduria nel vessarli e umiliarli. Prima di diventare un cavaliere di Camelot, Mordred ha lavorato per lui

Sefa[modifica | modifica wikitesto]

Sefa (guest star stagione 5) (Sophie Rundle) è la figlia dello stregone Ruadan, alleato di Morgana. Diventa la serva di Ginevra, per passare informazioni preziose a suo padre e a Morgana. Quando Ginevra lo scopre, decide di farla giustiziare, ma in realtà lo fa per attirare suo padre, conscia che sarebbe venuto a Camelot per salvarla. Infatti Ruadan entra di nascosto nel castello e salva sua figlia. Il druido guerriero riesce a mettere Sefa in salvo, sacrificando però la sua vita.

Eira[modifica | modifica wikitesto]

Eira (guest star stagione 5) (Erin Richards) è una giovane ragazza che lavora per Morgana come spia. Entrando nelle grazie di Galvano, il quale finisce con l'innamorarsi di lei, si fa dare delle informazioni. Merlino scopre del suo tradimento e lo dice a Gaius, che a sua volta lo riferisce a Ginevra, la quale fa giustiziare Eira con l'accusa di tradimento, facendola impiccare.

Personaggi guest star 1 ep[modifica | modifica wikitesto]

Mary Collins/Lady Helen[modifica | modifica wikitesto]

Mary Collins (guest star stagione 1) è una strega che compare nel primo episodio della serie, che uccide Lady Helen (Eve Myles), una nobile lirica e assume le sue sembianze (per andare a Camelot e vendicarsi del re Uther, assassino di suo figlio). Viene uccisa alla fine dell'episodio da Merlino, dopo che ella ha fatto addormentare tutti e cercato di uccidere Artù.

Sir Valiant[modifica | modifica wikitesto]

Sir Valiant (guest star stagione 1) (Will Mellor) è un cavaliere che partecipa al torneo di Camelot (nell'ep. 1x2), usando però uno scudo magico con dei serpenti raffigurati che, a comando, prendono vita. Viene ucciso da Artù nel combattimento finale dopo che Merlino l'ha smascherato con la magia.

Bayard[modifica | modifica wikitesto]

Bayard (guest star stagione 1) (Clive Russell) è il sovrano di un regno nemico che, nel quarto episodio della prima stagione, stipula un trattato di pace con Camelot. Viene però fatto prigioniero (e poi rilasciato) a causa di un inganno fatto dalla strega Nimueh, infiltratasi come serva, per vendicarsi di Merlino. Lo si menziona anche nell'ep. 2x6, quando Uther ha sposato Lady Catrina.

Sofia e Aucfric[modifica | modifica wikitesto]

Sofia e Aucfric (guest stars stagione 1) (Holliday Granger e Kenneth Cranham) sono due Sidhe, figlia e padre, diventati mortali e arrivano a Camelot per il principe Artù da sacrificare per riacquistare l'immortalità. Sofia soggioga Artù per farlo innamorare di lei e nel frattempo Gaius scopre della loro identità grazie anche al sogno premonitore di Morgana, ovvero la morte per annegamento di Artù. Questo sta per accadere ma Merlino, prima di salvare il principe, li uccide entrambi con un bastone magico.

Iseldir[modifica | modifica wikitesto]

Iseldir (guest star stagioni 1, 3-4) (Trevor Seller) è il capo dei druidi. Compare tre volte: nell'ep. 1x8, quando Artù gli consegna Mordred, in 3x13 quando Artù, Merlino e Galvano prendono la Coppa della Vita e in 4x4, quando Julius Borden ruba una parte del Trischenio per trovare l'uovo di drago e avvisa Merlino che Julius era passato anche da loro.

Sir Tristan "Il Cavaliere Nero"[modifica | modifica wikitesto]

Sir Tristan (guest star stagione 1) (Rick English) è lo zio materno di Artù, cognato di Uther e fratello della regina Igraine e di Lord Agravaine. Quando accusò della morte di Igraine e sfidò Uther, quest'ultimo lo uccise. Nell'ep. 1x9 Nimueh lo evoca dalla tomba, rendendolo uno spettro, il Cavaliere Nero. Dopo aver sfidato all'ultimo sangue a mezzodì due cavalieri e averli uccisi, Gaius e Uther, che sapevano già chi era egli, addormentano Artù, il terzo sfidante del duello all'ultimo sangue. Uther allora combatte contro il cognato e lo uccide con Excalibur, la spada migliore del padre di Gwen forgiata nel fuoco di Kilgarrah.

Anhora[modifica | modifica wikitesto]

Anhora (guest star stagione 1) (Frank Finlay) è uno stregone che compare nell'episodio "Il labirinto di Gedref" (1x11), quando Artù uccide un unicorno e viene lanciata una maledizione su Camelot. Dopo che il principe ha affrontato alcune sue prove per sciogliere la maledizione, nell'ultima di esse dimostra di essere puro di cuore, avendo bevuto un veleno (in realtà sonnifero) sacrificandosi al posto di Merlino. Dopodiché non lo si vede più.

Tauren[modifica | modifica wikitesto]

Tauren (guest star stagione 1) (Cal MacAninch) è uno stregone ribelle che compare nel 12°ep. della prima stagione, quando tramuta un metallo in oro (operazione di alchimia) con un cristallo nella forgia di Tom, il padre di Gwen, cosicché quest'ultimo guadagni di più in cambio di tacere. Però vengono scoperti e Tom viene ucciso, così Morgana è in combutta con lui per uccidere il brutale e testardo Uther. Ma alla fine dell'episodio Morgana lo tradisce e uccide, credendo che Uther la voglia bene ancora nonostante i loro battibecchi.

Cedric/ Cornelius Sigan[modifica | modifica wikitesto]

Cedric (guest star stagione 2) (Mackenzie Crook) è un giovane uomo che vuole rubare nel primo episodio della seconda stagione i tesori della grotta, nei sotterranei, dove sembra essere sepolto uno degli stregoni più potenti al mondo e costruttore di Camelot, Cornelius Sigan. Dopo aver messo in brutta vista Merlino agli occhi di Artù e aver rubato il suo posto da servo e la chiave della grotta, cerca di rubare gemme e oro ma viene attratto dalla pietra a forma di cuore azzurro che è incastonata nella statua di Cornelius: secondo Gaius essa racchiude l'anima del potente stregone, che si impossessa di Cedric. Egli allora fa prendere vita alle statue di lupi, corvi e altre bestie, cercando di uccidere tutti gli abitanti ma alla fine la sua anima libera Cedric, che muore, per impossessarsi di Merlino cosa che non accade.

Myror[modifica | modifica wikitesto]

Myror (guest star stagione 2) (Adrian Lester) è un sicario, famoso nelle terre vicine a Camelot, mandato dal Re Odin per uccidere Artù, assassinio di suo figlio (ep. 2x2). Egli però non ci riesce perché Artù si nasconde (e innamora di lei) a casa di Gwen, partecipando a un torneo sotto identità di un giovane contadino. Quindi,dopo un tentativo di assassinio, uccide il finalista rivale di Artù e prende il suo posto ferendo il principe ma quest'ultimo lo uccide.

Aredian[modifica | modifica wikitesto]

Aredian (guest star stagione 2) (Charles Dance) è un cacciatore di streghe che compare nell'ep. 2x7, chiamato da Uther dopo un'ennesima magia nei boschi di Camelot. Egli inizia ad indagare faccendo catturare temporaneamente Merlino (il colpevole della magia), ma si prende la colpa Gaius e, per ordine di Uther, inizia a torturarlo facendolo confessare per proteggere il suo allievo. Ma egli vuole andare avanti continuando a interrogare Morgana e dicendo a Gaius che non metterà a rogo solo lui, ma anche la giovane maga e Merlino. Alla fine viene smascherato da Merlino, Gwen e un venditore di pozioni e tinture, come quella della belladonna (che Aredian ha dato al venditore, minacciandolo di morte se non l'avesse venduta alle testimoni) e poi viene creduto mago a causa degli imbrogli di Merlino, che riesce a salvare Gaius. Alla fine, minacciando con un pugnale Morgana, viene di nuovo sopraffatto dalla magia del protagonista, perdendo l'equilibrio e cadendo dal castello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Merlin, 1, BBC One.
  2. ^ a b c d e f g Merlin, 2, BBC One.
  3. ^ a b c d e f g Merlin, 3, BBC One.
  4. ^ a b c d e f g Merlin, 4, BBC One.
  5. ^ a b c d e f g Merlin, 5, BBC One.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • "Merlin", su antoniogenna.net. URL consultato il 22 marzo 2020.