Bors (ciclo arturiano)

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Bors
Universo Ciclo arturiano
Sesso Maschio

Ser Bors (o Bors de Ganis, talvolta anche Bohort o nomi derivati) è il nome di un personaggio del ciclo arturiano. Per distinguerlo da suo padre, re Bors di Gallia, viene chiamato anche Bors il Giovane.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Bors il Giovane è figlio di re Bors di Gallia ed Evaine, fratello di ser Lionel e cugino di ser Lancillotto del Lago e ser Hector de Maris. Bors il Vecchio e suo fratello Ban, re di Benwick, furono tra i primi alleati del giovane re Artù Pendragon, quando questi dovette lottare contro un'alleanza di sovrani britannici che si rifiutavano di riconoscerlo come re supremo. Nonostante gli dovette la vittoria, Artù non intervenne poi a difendere Benwich e Gallia dall'attacco di Claudas, re dei Franchi, il quale conquistò i due regni e ne uccise i sovrani. I figli di Bors il Vecchio furono fatti prigionieri e crebbero alla corte di Claudas, finché non si ribellarono e uccisero il suo crudele figlio Dorin. Bors il Giovane e Lionel vennero messi in salvo e portati dalla Dama del Lago, presso la quale già si trovava il loro cugino Lancillotto. In seguito tutti e tre si recarono a Camelot, alla corte di re Artù, e divennero cavalieri della Tavola Rotonda. Bors si distinse in molti combattimenti, in uno dei quali ricavò una vistosa cicatrice sulla fronte, e riuscì anche a riconquistare i regni di suo padre e suo zio da Claudas. Bors aveva fatto voto di celibato, ma la figlia di re Brandegoris lo stregò con un anello magico e poté quindi giacere con lui, partorendogli poi un figlio di nome Elyan, che a sua volte divenne cavaliere della Tavola Rotonda.

In Le Morte d'Arthur di Thomas Malory, ser Bors il Giovane si distingue particolarmente nella ricerca del Santo Graal. Più volte vengono messi alla prova il suo valore e la sua virtù, ad esempio quando, a causa del suo voto di celibato, respinge le insistenti profferte di una giovane nobildonna, la quale minaccia di uccidersi se egli non la accontenta, e che poi si rivela essere uno spirito maligno. In un'altra occasione, dei cavalieri felloni aggrediscono contemporaneamente ser Lionel e una fanciulla, e Bors sceglie di correre in aiuto della fanciulla, abbandonando il fratello al suo destino. Lionel, salvatosi da solo, tenta poi di vendicarsi di Bors, il quale, attaccato, non si difende; Lionel però, dopo aver ucciso due uomini che avevano tentato di fermarlo, viene bloccato da un segno celeste. Bors prosegue la ricerca del Graal con ser Galahad e ser Parsifal, con successo. Dei tre lui è l'unico che fa poi ritorno alla corte di re Artù. Quando ser Lancillotto viene bandito dal regno a causa della sua relazione con la regina Ginevra, Bors e suo fratello Lionel lo seguono fino in Francia, ove Lancillotto e Bors sono sovrani dei regni dei rispettivi padri. Anche quando re Artù porta la guerra contro Lancillotto in Bretagna, Bors rimane dalla parte del cugino. Quando Artù e i suoi fedeli devono riparare in Britannia, per combattere contro l'usurpatore Mordred, ser Galvano, nipote del re, che aveva maggiormente spinto alla guerra contro Lancillotto, chiede perdono a quest'ultimo in una lettere e lo ingiunge a sostenere re Artù contro Mordred. Lancillotto e i suoi arrivano troppo tardi per partecipare alla decisiva battaglia di Camlann, ove Artù e Mordred trovano la morte, ma combattono comunque contro Melehan e Melou, i figli dell'usurpatore: ser Lionel finisce ucciso da Melehan, il quale viene a sua volta ucciso da Bors.

Nel film King Arthur, del 2004, Bors è uno dei sette cavalieri della Tavola rotonda, insieme a Galahad, Galvano, Dagonet, Lancillotto, Tristano e Artù.

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