Meridiano Zero (movimento)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Meridiano Zero è stato un movimento politico di estrema destra, nato nel 1991. Fino al 1993, costituì un forte polo di attrazione per i giovani neofascisti romani, ma fu anche un grande laboratorio culturale dove furono elaborate tesi e teorie che anticiparono di 20 anni gli scenari attuali di crisi economica, politica e sociale[senza fonte]. Secondo G. Semprini e M. Caprara, nonostante «[...] il progetto sembri di alto livello [e] malgrado gli ideali altisonanti, alcuni critici vedono in Movimento Zero soltanto un'operazione di marketing rivolta agli studenti liceali». Sempre secondo quanto riportato da Semprini e Caprara, tra le diverse anime del movimento non manca quella più violenta, e «[...] nel passato del movimento ci sarebbero assalti agli immigrati e collusioni con gli skin», oltre all'accusa, sebbene mai provata, di aver fatto esplodere una sede del PDS:[1] in effetti il movimento nel suo complesso, né i suoi appartenenti, mai venne indagati, accusati o processati per aggressioni di matrice razziali.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento prende corpo l'8 settembre del 1991, data evidentemente emblematica per la destra italiana, dalla fusione di alcuni gruppi di fuoriusciti dal Fronte della Gioventù romano, a seguito di fratture determinatesi nell'ambiente giovanile missino dopo la decisione del partito di appoggiare l'intervento americano in Iraq, ed a causa di tensioni politiche derivate dalla rottura di equilibri interni all'organizzazione romana del Fronte della Gioventù. La costituzione nasce sotto il segno della battaglia: il 4 ottobre 1991 il primo gruppo di militanti di Meridiano Zero si rende protagonista di violenti incidenti con appartenenti ai Collettivi Studenteschi di estrema sinistra nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma.

I promotori del nascente movimento politico provenivano principalmente dalle sezioni del MSI del Prenestino, della Garbatella-EUR, del nucleo Monteverde, dell'Appio-Latino (tutti facenti capo al coordinamento Roma ovest, della storica sezione Colle Oppio) e di quella del Nomentano-Italia e di Montesacro con estensione anche a Tivoli (vicino a Roma) Ostia, Ladispoli e Fiumicino. Inizialmente il movimento sceglie come sezione politica di riferimento quella del Prenestino, in via Muzio Attendolo (poi oggetto di un attentato dinamitardo), ma poco dopo - a seguito delle numerose adesioni - si rende necessaria l'apertura di nuove sedi, tra cui quella di via Catania e successivamente quella di via Castelfidardo. Quest'ultima resterà l'unica sede aperta dopo lo scioglimento e continuerà l'attività del Centro Studi fino al 1995, quando i rimanenti membri dell'Ufficio Politico originario decidono di aderire alla nascente Fiamma Tricolore di Pino Rauti.

Alla direzione politica del nuovo movimento chiamano Rainaldo Graziani, figlio del carismatico leader di Ordine Nuovo Clemente Graziani, anche se il movimento è guidato da un Direttivo di cui facevano parte figure storiche della destra romana provenienti dal Fdg e da altri gruppi extraparlamentari come Ugo Cassone, Stefano Schiavi, Francesco Mancinelli, Valerio Cutonilli, Claudio Marsilio, Stefano Filetti.

Basi ideologiche[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento mutua la denominazione da uno scritto del filosofo tedesco Ernst Jünger dal titolo Il trattato del Ribelle e dalla decisione del regime fascista di istituire un proprio meridiano zero passante da Battipaglia (SA), da contrapporre a quello di Greenwich. Le caratteristiche del movimento sono due: il suo simbolo Algiz (la runa della vita nonché lettera etrusca) e l'invito alla cosiddetta tecnoribellione.

Inizia la sua opera nelle scuole e nelle università dove riscuote successo per le tesi propugnate sulla tecnoribellione.

« [...] Il potere tecnocratico vuole uccidere l'uomo, profanando il mondo, rendendo artificiale l'esistenza, arrestando il corso della storia, sopprimendo ogni forma di cultura, cancellando ogni senso di appartenenza, ogni etnia, ogni nazionalità. Utilizzando gli strumenti offerti dalle tecnologie avanzate questa nuova forma di totalitarismo planetario pretende di omologare uomini e popoli in unica ed avvilente tipologia: quella del consumatore, dell'utente il cui scopo sia generare profitto [...] »

(tecnoribellione)

Si proclama differente dagli altri gruppi della destra radicale romana ed italiana, sostenendo di attuare un tipo di politica diversa attenta ai giovani ma anche al sociale. Tra gli slogan adottati:

« [...] Fuori dalle ideologie la nuova ribellione - Né destra, né sinistra, FORZA UOMO - Tecnoribellione - Nell'eternità del mito si incarna la lotta - Noi siamo la tradizione [...] »

Un'operazione di marketing politico particolarmente azzeccata porterà i mass-media ad interessarsi al gruppo. Per divulgare le finalità del movimento tecnoribelle, Rainaldo Graziani tiene a Roma una conferenza stampa presso l'Albergo Nazionale in Piazza di Montecitorio, davanti il Parlamento italiano. Radio Radicale trasmette l'audio integrale dei lavori, contestati da Diego Masi, futuro parlamentare per il Patto Segni, Rinnovamento Italiano e Forza Italia.

Meridiano Zero ha anche un giornale di riferimento Orientamenti e ricerca, diretto da Gabriele Adinolfi, già leader di Terza Posizione. Agli studenti delle scuole medie superiori è dedicato il bollettino Mister Tuttle.

Le liste di rappresentanti studenti-militanti di Meridiano Zero concorrono nelle elezioni all'Università (La Sapienza) e nelle scuole medie superiori romane (tra cui Tasso, Mamiani e Peano) riuscendo in alcuni casi ad eleggere propri membri nei consigli studenteschi locali.

La ritualità riveste un ruolo fondamentale per l'identità del gruppo. Meridiano Zero celebra il solstizio d'estate e d'inverno, propendendo per una visione neo-pagana dell'esistenza, officiando al sole il culto della pietas romana per la costituzione di "Uomini Nuovi". La ricorrenza del 21 aprile, Natale di Roma, viene celebrata sul colle Palatino e ai Fori Imperiali. Tra gli autori più letti dai militanti c'è il filosofo della prisca tradizione romana Julius Evola.

La manifestazione più eclatante si tiene per le strade di Roma nel 1992. Un corteo di migliaia[senza fonte] di giovani con bandiere rosse con la runa di Algiz in cerchio bianco e striscioni sulla tecnoribellione attraversa il centro della Capitale partendo da Piazza Santa Maria Maggiore sino a Piazza SS. Apostoli, percorrendo Via Merulana, Via dei Fori Imperiali e Piazza Venezia. Il corteo viene turbato dalla provocazione della futura europarlamentare somala Dacia Valent, fondatrice di Rifondazione Comunista dopo lo scioglimento del P.C.I., che tenta di interrompere lo snodo dei manifestanti - invero regolarmente autorizzati.[senza fonte]

Meridiano Zero decide per l'autoscioglimento nel 1993 notificando la decisione al ministro degli Interni ed alla Digos. "Meridiano zero", come ricorda un documento (dedicato allo scomparso Walter Spedicato, tra i fondatori di Terza Posizione, morto in Francia) allegato alla lettera, è nato nel settembre del 1991 «per rispondere ad esigenze di natura politica e dottrinaria proprie di un ambito politico giovanile di estrema destra». L'autoscioglimento, prosegue la nota, vuole essere «il preludio a un rilancio e alla prosecuzione più intensa e qualificante del movimento [...]. Siamo riusciti a superare quella logica neo fascista, che comunque abbiamo rappresentato, e di questo siamo fieri, ma che oltre ad un patrimonio indissolubile, rappresenta anche un ostacolo per garantire una continuità con il futuro [...] [l'organizzazione comunque] non intende scomparire, ma proseguire in forme nuove la propria attività».

Tra gli aderenti dell'organizzazione, all'epoca giovanissimi militanti, troviamo oggi figure di primo piano nel mondo della libera professione, dell'avvocatura, della politica locale e nazionale, delle istituzioni, dell'imprenditoria, del giornalismo e della scrittura narrativa.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Semprini e M.Caprara, Neri! La storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista, Newton Compton, 2009.

Articolo di Maurizio Martucci su L'Ultima Voce per i 25 anni dalla fondazione di Meridiano Zero http://www.ultimavoce.it/meridiano-zero-lultimo-solstizio-dei-tecnoribelli-neri/