Lo squalo 3

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Lo squalo 3
Lo squalo 3.jpg
Una scena del film: Philip FitzRoyce nella bocca dello squalo prima di morire.
Titolo originaleJaws 3-D
Paese di produzioneUSA
Anno1983
Durata94 min
Genereorrore, thriller
RegiaJoe Alves
SoggettoGuerdon Trueblood
SceneggiaturaCarl Gottlieb, Richard Matheson
FotografiaChris J. Condon, James A. Contner
MontaggioCorky Ehlers, Randy Roberts
MusicheAlan Parker, John Williams
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

«La terza dimensione è il terrore»

(Tagline del film)

Lo squalo 3 (Jaws 3-D) è un film del 1983 diretto da Joe Alves. È il secondo sequel del film del 1975 Lo squalo diretto da Steven Spielberg e basto sui personaggi dell'omonimo romanzo di Peter Benchley.

La storia si svolge al SeaWorld, un parco acquatico con lagune e tunnel subacquei, in cui lavora Mike Brody dove il giorno dell'inaugurazione un esemplare di grande squalo bianco femmina penetra all'interno del complesso attaccando ripetutamente i turisti e gli addetti della struttura. Nel cast figurano Dennis Quaid, Louis Gossett Jr., Simon MacCorkindale e Lea Thompson, qui alla sua prima apparizione cinematografica. Martin Brody, protagonista dei primi due film, non appare e al suo posto ci sono i figli Michael e Sean.

Il franchise è proseguito con Lo squalo 4 - La vendetta (1987).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Al "Florida's SeaWorld", nuovissimo parco acquatico e di divertimento dove ogni spettatore ha la possibilità di avvicinarsi al regno marino come non mai, è grande l'affluenza del pubblico il giorno dell'inaugurazione. Alla cerimonia partecipano infatti molti invitati; fra questi un piccolo squalo sfuggito al controllo della madre ed accidentalmente finito nella laguna del parco attraverso una barriera difettosa. Il piccolo paga con la vita questa sua esuberanza, scatenando così l'aggressività della madre impazzita, i cui 12 metri di lunghezza creano il più agghiacciante clima di panico proprio mentre sulle acque del parco si svolgono le spettacolari evoluzioni previste dal copione...

Nel dettaglio: i due squali, madre e figlio, vengono attratti dal rumore generato dagli sciatori del SeaWorld, che in aggiunta alla loro esibizione, agitano l'acqua con un bagno di gruppo. I due squali si infiltrano nella laguna del parco attraverso il cancello non ancora chiuso, danneggiandolo. Mike Brody, figlio dello sceriffo Brody morto per infarto l'anno prima, è al servizio alle pompe. Ha da fare con la sua ragazza, Kathy, biologa marina, e affida l'incarico della riparazione a Shelby Overman. Calvin Bouchard, finanziatore del parco, si prepara all'inaugurazione, e invita per l'occasione il celebre fotografo Philip FitzRoyce. Mike e Kathy accolgono invece il giovane Sean, neopromosso al liceo, e lo invitano a cena in un bar. Il giovane corteggia la sciatrice Kelly Ann Bukowski, che si unisce al trio. Nel frattempo Overman, sceso da solo a riparare il cancello, viene ucciso dalla madre squalo di cui poi si vede il braccio mazzate e la sua maschera si incaglia su un corallo

Dopo cena, Mike e Kathy si appartano per una passeggiata lungo la spiaggia, mentre Sean e Kelly vanno a nuotare nella laguna (il giovane Brody, ancora memore dell'attacco di squalo a cui ha assistito da bambino, entra in acqua solo con riluttanza); il fratello e la fidanzata li raggiungono presto e vivacizzano la serata. Poco lontano da loro, due giovani alla ricerca di corallo da rubare e vendere, scompaiono sott'acqua. Il giorno dopo, messi in allarme dalla fidanzata di Overman, Mike e Kathy utilizzano il batiscafo del parco per ispezionare la laguna alla ricerca dell'amico. Trovano invece uno squaletto a cui sfuggono per miracolo con l'aiuto dei due delfini allevati da Kathy. Parlano a Bouchard e FitzRoyce della loro scoperta, e viene deciso di catturare l'animale per crescerlo in cattività e garantire a FitzRoyce un servizio da prima pagina. L'impresa riesce e lo squalo comincia la sua prigionia. Finalmente, il gran giorno dell'inaugurazione: accorrono in massa migliaia di persone, che esplorano le varie attrazioni del complesso rimanendone soddisfatti. Calvin dà però l'ordine di esporre subito lo squaletto, contrariamente alle istruzioni di Kathy: il piccolo, prostrato dalle recenti ferite, muore rapidamente. La madre, a questo punto, rimasta fino ad allora nascosta in un condotto di filtraggio, si rivela a tutti: la si vede in tutta la sua mostruosità (FitzRoyce dice"uno squalo lungo almeno 12 metri") dalla vetrata ristorante subacqueo. Mike corre immediatamente a richiamare gli sciatori e i bagnanti: nonostante il caos prodotto dal panico, tutti escono indenni dall'acqua. Lo squalo si rivolge allora a coloro che navigano sui gommoncini: ne fa le spese Kelly, che riceve un lungo squarcio sulla gamba sinistra; il rapido intervento di FitzRoyce le salva la vita, e Sean la accompagna all'ospedale.

Calvin dà ordine di far uscire tutti i visitatori ancora all'interno delle gallerie subacquee, ma lo squalo danneggia i corridoi, bloccandoli in una delle sale d'osservazione. Mike deve riparare il condotto effettuando una saldatura. FitzRoyce si offre di riattirare lo squalo nel condotto di filtraggio e di bloccarcelo, realizzando nel frattempo il servizio che agogna: il mostro lo insegue fin dentro il condotto e vi viene rinchiuso. Mike ha via libera. FitzRoyce non ha però fatto i conti con la sagola di ritorno, che dovrebbe metterlo in salvo e invece si spezza, abbandonandolo alla mercé dello squalo: tenta disperatamente di salvarsi, ma viene massacrato dalle fauci dell'animale, quando è sul punto di azionarvi contro una granata. Il suo corpo rimane però incastrato tra le mascelle del mostro.

Calvin fa togliere aria al condotto, in modo da soffoccare l'animale. Allo squalo basta invece fare a pezzi la grata per liberarsi. Mike, raggiunto da Kathy, ha appena ultimato la riparazione, quando viene attaccato: il diversivo dei due fedeli delfini, consente ai due di mettersi in salvo. I visitatori intrappolati possono a questo punto uscire. Lo squalo si getta contro la vetrata della sala controllo subacquea, inondandola: Calvin porta in salvo un'operatrice, mentre un altro viene sbranato. Mike e Kathy, ancora con indosso le mute, decidono di fermare la creatura: questa, aprendo la bocca (unica parte riuscita ad entrare attraverso l'apertura), rivela il corpo di FitzRoyce con la granata ancora pronta all'uso; Mike riesce ad attivarla piegando un pezzo di ferro, e lo squalo salta in aria. Insieme a Kathy, il coraggioso figlio di Martin Brody può finalmente riemergere e abbracciare il suo amore e i due delfini.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

David Brown e Richard Zanuck, i produttori dei primi due film, vollero fortemente una parodia della saga dello squalo e lo intitolarono provvisoriamente Jaws 3, People 0.[1] Matty Simmons, fresco del successo di Animal House, venne assunto come produttore della pellicola e come sceneggiatore della pellicola.[2] Joe Dante venne contattato per assumere il ruolo di regista,[3] ma tuttavia il progetto di un terzo capitolo della saga venne cancellato a causa dei conflitti tra i produttori e gli Universal Studios.[2] Brown, successivamente, accantonò l'idea di una parodia dello squalo e decise di ideare un seguito de Lo squalo 2.[1]

Alan Landsburg acquistò i diritti per produrre il film, quando Brown e Zanuck rifiutarono di produrlo.[4] Landsburg tentò di coinvolgere sperimentalmente il regista Murray Lerner per il terzo film, ma quest'ultimo rifiutò di dirigere il film poiché non amava la sceneggiatura.[4] Alla regia fu, quindi, scelto Joe Alves, scenografo dei primi due film e regista della seconda unità de Lo squalo 2.[1] Il film è stato girato a SeaWorld Orlando, un parco acquatico senza sbocco sul mare.[5]

Molti sceneggiatori hanno collaborato alla sceneggiatura del terzo film tra cui Richard Matheson, che aveva scritto la sceneggiatura del film di Spielberg. Matheson fu costretto ad includere i due figli di Martin Brody nel terzo film. Inoltre i produttori volevano a tutti costi che lo squalo della pellicola fosse lo stesso del secondo film, ma questo fu giudicato troppo irrealistico e quindi questa idea venne abbandonata.[6] Matheson fu anche obbligato a scrivere un ruolo per l'attore Mickey Rooney[7] e, alla fine della sceneggiatura, rimase molto deluso del lavoro svolto per questo terzo film e incolpò il regista Joe Alves, giudicandolo inadatto per il ruolo, definendolo il colpevole del fallimento commerciale del film.[6] Guerdon Trueblood è stato accreditato per la storia e, secondo alcuni siti di recensioni, fu proprio lui ad ideare gran parte della storia originale del terzo film.[8] Anche Carl Gottlieb, che aveva lavorato anche alle sceneggiature dei primi due film, fu accreditato come sceneggiatore, insieme a Richard Matheson.[9]

Durante la pre-produzione del film, nel 1981 la Universal accusò di plagio gli autori della pellicola italiana L'ultimo squalo diretto da Enzo G. Castellari, che in quel periodo uscì anche negli USA. Alla fine venne riconosciuto il plagio del film di Steven Spielberg e il film di Castellari venne ritirato dalle sale in America.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Roy Scheider rifiutò di riprendere il ruolo di Martin Brody e, addirittura, si mise a ridere dopo aver saputo che la produzione era intenzionata a creare un terzo film su Lo squalo.[10] Per non partecipare alle riprese del film, l'attore accettò di partecipare al film Tuono blu, le cui riprese coincidevano appunto con quello de Lo squalo 3.[10] La Universal decise quindi di ingaggiare Dennis Quaid, nei panni del figlio di Brody Michael, promosso a nuovo protagonista della pellicola.[10]

Il resto del cast vede l'attrice Bess Armstrong nel ruolo di Kathryn Morgan, compagna di Mike e biologa marina del parco, mentre Louis Gossett Jr. venne ingaggiato per il ruolo del capo dello struttura, Calvin Bouchard. L'attore, in quel periodo, si divideva tra le riprese de Lo squalo 3 e quelle di Ufficiale e gentiluomo, che l'avrebbe poi portato a vincere l'Oscar al miglior attore non protagonista.[9][8] L'inglese Simon MacCorkindale fu assunto per il ruolo di Philip Fitzroyce, noto fotografo ospite della struttura insieme al suo collaboratore. Una delle scene più complicate da girare per MacCorkindale fu proprio la scena della morte di Fitzroyce, che viene massacrato vivo dallo squalo nelle sue fauci.[11] John Putch compare nel film nel ruolo del fratello di Mike, Sean, entrambi gli unici personaggi della saga ad essere apparsi in tutti e quattro i film.

L'attrice Lea Thompson esordì proprio con questo film nel mondo del cinema, divenendo poi famosa negli anni successivi per il ruolo della madre di Marty McFly nella saga di Ritorno al futuro. Nonostante non compaiano, i personaggi di Martin e Ellen Brody vengono citati da Mike durante un dialogo con Kathryn: tuttavia vi è una lieve incongruenza, poichè Mike afferma che i genitori vivono entrambi su un'isola mentre nel film successivo verrà rivelato che Brody è morto d'infarto nel 1982, anno in cui è ambientato Lo squalo 3 (i cui eventi vengono però totalmente ignorati nell'ultimo capitolo della saga). Anche grazie alle caratteristiche psicologiche di Sean ci rendiamo conto che una certa continuità con i primi due film viene mantenuta: egli infatti, nonostante ormai sia adulto, continua ad avere una gran paura dell'acqua, in seguito alla brutta esperienza vissuta da bambino, quando, da molto vicino, vide lo squalo uccidere una ragazza, Margie, che l'aveva salvato (una delle scene più crude e tristi de Lo squalo 2).

Uso del 3D[modifica | modifica wikitesto]

Il film è caratterizzato dall'uso della tecnologia 3D, che in quegli anni stava vivendo un'ondata di particolare interesse, seguendo la scia di altri film come Venerdì 13: weekend di terrore ed Amityville 3D.[12] I produttori e il regista, pensarono che il 3-D avrebbe dato un vantaggio al film.[12] La tecnica usata è stata la polarizzazione della radiazione elettromagnetica anziché la anaglifica, cosa che consentiva di usufruire di occhialini usa e getta con lenti di colore brunito, molto più confortevoli di quelle anaglifiche bi-colorate, dando sempre l'illusione dell'uscita degli oggetti dallo schermo.[13] Molte riprese e molte scene vennero progettate pensando all'utilizzo di questa tecnica, come ad esempio la scena della distruzione dello squalo.[4]

La sequenza di apertura del film rende subito l'idea del 3D: i titoli di testa volano in prima fila sullo schermo, lasciando una scia dietro di essi. Inoltre, sempre nella sequenza iniziale, lo squalo uccide un pesce e la sua testa mutilana rotea nell'acqua avvicinandosi sempre più allo schermo, dando quindi l'impressione di penetrare nella telecamera. Gli effetti più evidenti del 3D si vedono tuttavia nella scena finale: quando lo squalo distrugge la vetrata della sala controllo, i pezzi di vetro volano verso lo schermo e con l'uso del 3D danno l'impressione di fuoriuscire dalla visuale dello spettatore e, in particolare, la scena della distruzione de lo squalo vede alla fine alcune parti della sua arcata dentale schizzare in mezzo al sangue e dirigersi verso lo schermo. Questa scena è stata infatti molto complessa da girare.[4]

Lo squalo 3 ha avuto due consulenti per il 3-D: Chris Condon, inizialmente,[14] e successivamente Stan Loth.[12] La produzione partì col sistema StereoVision, ma venne abbandonato dopo una settimana, rimpiazzato dal sistema Arrivision, che secondo il regista Joe Alves era un sistema superiore perchè aveva una più ampia varietà di obiettivi.[15] Alves afferma che: «"le immagini [del film] sono molto ben delineate con la tecnica Arrivision, e la fotografia è molto pulita, oltre ad essere riposante per gli occhi, in questo modo esci dal film senza mal di testa"».[12][16] Lo storico RM Hayes afferma che sono state usate entrambe le tecniche per meglio curare l'aspetto estetico del 3D.[17] Entrambe le telecamere sono state utilizzate in combinazione tra loro, in modo da ottenere un effetto più realistico: la tecnica Arrivision 3D sfrutta uno speciale adattatore a doppia lente montato sulla macchina da presa e divide il fotogramma della pellicola da 35 mm a metà lungo il centro catturando l'immagine dell'occhio sinistro nella metà superiore del fotogramma e l'immagine dell'occhio destro nella metà inferiore, metodo noto come "sopra/sotto". Questo sistema consente di proiettare film in 3D in quasi tutti i cinema, dal momento che non richiede la proiezione simultanea di due proiettori, cosa che molti cinema non sono in grado di gestire. Secondo la società che ha costruito gli alloggiamenti per le telecamere subacquee per il film, le sequenze sono state girate utilizzando una fotocamera Arriflex 35-3 con obiettivo 3D "sopra/sotto" Arrivision da 18 mm.[13]

Edizione Home Video[modifica | modifica wikitesto]

A causa del non utilizzo del 3-D per la visione domestica, il titolo alternativo Lo squalo 3 è utilizzato per la diffusione del film in televisione, VHS e DVD.[18] Una delle eccezioni è rappresentata da una versione pubblicata nel film nel 1986 per il sistema di videoregistrazione VDH (da non confondere con LaserDisc). Ciò richiedeva uno speciale lettore 3D VHD o un adattatore 3D hardware e un set di occhiali LCD che fissavano gli occhi dello spettatore in base ai segnali di controllo inviati dal lettore, consentendo all'effetto 3D polarizzato di funzionare.[19] Un'ulteriore versione del film pubblicata nel febbraio 2008 è stata pubblicata in DVD ma, similmente alla prima, è risultata difficilmente gestibile e quindi accantonata.[20]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film venne affidata ad Alan Parker, a differenza dei primi due film in cui la musica venne curata da John Williams. Fu la prima colonna sonora realizzata da Parker nella sua carriera. Tuttavia durante il film vengono spesso ripresi alcuni temi dalla celebre musica di Williams. L'album è stato successivamente pubblicato dalla MCA Records nel 2000.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Con un budget di 18 milioni di dollari, fu distribuito negli USA in 13.11 sale incassando $ 13.422.500 dollari nel suo primo weekend di programmazione,[21] ma nonostante questo fu una delusione nel corso delle varie settimane, incassando complessivamente circa $ 87.987.055 dollari[22], una cifra inferiore rispetto ai precedenti episodi.[23][24] Ebbe un successo leggermente migliore all'estero, riuscendo a entrare nella Top 10 degli incassi del 1983 insieme a film quali Operazione piovra e Mai dire mai.[17]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il discreto successo riscosso al botteghino nazionale, la critica accolse negativamente la pellicola. Nella classifica Rotten Tomatoes, l'11% dei votanti dà al film un parere positivo.[25] In particolare l'uso del 3D fu aspramente criticato per la scelta di attirare pubblico.[8] Critici esperti come Gene Siskel e Roger Ebert trovarono la sceneggiatura di Matheson e Gottieb molto inferiore rispetto a quella realizzata per i primi due film, anche se ci fu chi lodò il film alla sua prima visione sullo schermo.[26] Molti critici furono d'accordo nell'affermare che Lo squalo 2 era senz'altro il migliore dei sequel della saga, in particolare considerando il successo dei primi due capitoli. Un critico, a proposito del film, disse:

«Performance deludenti, effetti speciali orribili e dialoghi assolutamente terribli contribuiscono a rendere il film un'esperienza davvero deprimente per tutti. È difficile non pensare che un sequel di questo genere non abbia ucciso tutto il franchise sullo squalo.»

L'interpretazione di Louis Gossett Jr. fu accolta positivamente dalla critica, anche se gli frutterà una nomination ai Razzie Award come peggior attore non protagonista. I critici bocciarono tutto il resto dei personaggi, in particolare l'interpretazione di Dennis Quaid e degli altri protagonisti del film.[27][21] Leonard Maltin stroncò anch'egli la pellicola e rivelò di avervi trovato delle similitudini con il film del 1955 La vendetta del mostro.[28]

Lo Squalo 3 si aggiudicò nel 1984 cinque nomination ai Razzie Award, per il peggior attore non protagonista a Louis Gossett Jr., peggior sceneggiatura a Matheson, peggior regista a Joe Alves e peggior film alla Universal Pictures. Tuttavia non vinse nessun premio, venendo battuto dal film Hercules distribuito lo stesso anno

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lo squalo 4 - La vendetta.

Videogioco[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco Jaws Unleashed uscito nel 2006 presenta varie ambientazioni e situazioni tratte dal film, oltre ad avere lo stesso protagonista.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c The Making of Jaws 2, Jaws 2 DVD documentary, [2002]
  2. ^ a b Andy Patrizio, An Interview with Matty Simmons, su IGN.com, 31 ottobre 2003.
  3. ^ Andy Dursin, Aisle Seat - Fourth of July Edition, su Film Score Monthly, 2003.
  4. ^ a b c d Zone 2005, p. 49
  5. ^ Pohlen 2003, p. 135
  6. ^ a b Matheson 2006, p. 318
  7. ^ Lofficier 2003, p. 221
  8. ^ a b c Chadwick H Saxelid, JAWS 3 (a.k.a. JAWS 3-D), su Sci-fi Film. URL consultato il 19 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
  9. ^ a b Richard Scheib, JAWS 3-D aka JAWS III Rating: ½, su The SF, Horror and Fantasy Film Review - Pixelique fix, 2017. URL consultato il 31 agosto 2017.
  10. ^ a b c Kachmar 2002, p. 101
  11. ^ Pohlen,  p. 135
  12. ^ a b c d McGee 2001, pp. 97-98
  13. ^ a b Jay Ankeney, Underwater with Hydroflex's Pete Romano, su HydroFlex Inc, 13 marzo 2000. URL consultato il 4 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2007).
  14. ^ American Society of Cinematographers, American cinematographer, Volume 66, ASC Holding Corp., 1985, p. 85.
  15. ^ American Society of Cinematographers, American cinematographer, Volume 66, ASC Holding Corp., 1985, p. 85.
  16. ^ The Alves quote in McGee originally appeared in Thornshaw, Brian "Joe Alves and Jaws 3D", Fangoria, 1, 29
  17. ^ a b Hayes,  pp. 101–3
  18. ^ Ken Begg, Jaws 3-D - Jabootu's Bad Movie Dimension, su jabootu.com. URL consultato il 25 novembre 2006 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2006).
  19. ^ VHD DiscWorld 3D Compatible Video, su disclord.tripod.com. URL consultato il 3 gennaio 2007.
  20. ^ Sensio and Universal to release classic 3D titles on DVD, rollanet.org. URL consultato il 15 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2008).
  21. ^ a b Gossett Rises Above Bad Reviews of 'Jaws 3-D', in Jet, vol. 64, nº 25, Johnson Publishing Company, agosto 1983, p. 37.
  22. ^ JAWS 3-D, su BoxOffice Mojo. URL consultato il 13 gennaio 2007.
  23. ^ Jaws 2, su Box Office Mojo. URL consultato l'11 febbraio 2007.
  24. ^ Jaws, su Box Office Mojo. URL consultato l'11 gennaio 2007.
  25. ^ Jaws 3-D, su Rotten Tomatoes. URL consultato il 24 gennaio 2007.
  26. ^ Winnert,  p. 546
  27. ^ Almar Haflidason, Jaws 3 (aka Jaws 3D) (1983), in bbc.co.uk, 9 marzo 2001. URL consultato il 19 gennaio 2007.
  28. ^ Leonard Maltin, Leonard Maltin's 2009 Movie Guide, New York, Penguin, 2008, pp. 707–708, ISBN 978-0-452-28978-9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Ray Zone, 3-D filmmakers: Conversations with creators of stereoscopic motion pictures, Scarecrow Press, 2005, ISBN 0-8108-5437-6.
  • (EN) Jerome Pohlen, Oddball Florida: A Guide to Some Really Strange Places, Chicago Review Press, 2003, ISBN 1-55652-503-6.
  • (EN) Tom Weaver, Science Fiction Stars and Horror Heroes: Interviews with Actors, Directors, Producers and Writers of the 1940s Through 1960s, McFarland, 2006, ISBN 0-7864-2857-0.
  • (EN) Randy Lofficier, Into the Twilight Zone: The Rod Serling Programme Guide, iUniverse, 2003, ISBN 0-595-27612-1.
  • (EN) Diance C. Kachmar, Roy Scheider: a film biography, McFarland, 2002, ISBN 0-7864-1201-1.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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