L'ultimo squalo

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L'ultimo squalo
L'ultimo squalo.png
Titolo originaleL'ultimo squalo
Paese di produzioneItalia
Anno1981
Durata88 min
Generedrammatico, thriller, orrore
RegiaEnzo G. Castellari
SoggettoRamón Bravo, Marc Princi
SceneggiaturaRamón Bravo, Marc Princi
FotografiaAlberto Spagnoli
MontaggioGianfranco Amicucci
MusicheGuido De Angelis, Maurizio De Angelis, Morton Stevens
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

L'ultimo squalo è un film thriller italiano del 1981, diretto dal regista Enzo G. Castellari. La Universal accusò gli autori della pellicola italiana di plagio nei confronti de Lo squalo, distribuito sei anni prima.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

A South Bay, città costiera della Georgia, alla vigilia dell'allestimento di un'importante regata di windsurf organizzata dai politici della città, un ragazzo scompare mentre si esercita con il windsurf. Peter Benton, uno scrittore specializzato in libri sugli squali, impensierito dalla scomparsa del ragazzo, contatta l'amico Ron Harmer, un cacciatore esperto di squali, che nel frattempo ha trovato un pezzo della tavola da windsurf del ragazzo, frantumata da quello che sembra il morso di un enorme animale. Dopo un ulteriore incidente i due capiscono che in quelle acque è arrivato uno squalo bianco di enormi dimensioni. I due mettono al corrente dei loro sospetti William Wells, un politico candidato a sindaco, il quale inizialmente è scettico ma, dopo la morte di un pescatore, deciso a non sospendere la regata per evitare un calo del turismo, si incarica di prendere delle misure di sicurezza facendo disporre delle recinzioni metalliche sottomarine e delle reti anti-squalo.

Purtroppo le precauzioni si rivelano inutili per le dimensioni dello squalo, che distrugge le reti e irrompe nella regata uccidendo numerose persone. Ron, Peter e sua moglie Gloria decidono quindi di cercare lo squalo e ucciderlo, proprio mentre la loro figlia Jenny va in mare con il figlio di Wells e due loro amici a caccia dell'animale, prendendo l'equipaggiamento e la barca del sindaco. Dopo un incontro con lo squalo durante il quale i due rischiano di rimanere uccisi, Peter e Ron decidono di ritornare a riva e, apprendendo la prodezza dei ragazzi, vanno subito a cercarli in elicottero, insieme a Wells, per fermarli. Durante il loro tentativo di uccidere lo squalo, Jenny cade in acqua e viene assalita dal mostro, che le strappa una gamba. Ciò scatena in Peter il desiderio di vendetta nei confronti dello squalo, mentre Wells, pentito di non aver sospeso la regata, decide di andare personalmente a uccidere lo squalo.

Anche il suo tentativo finisce in tragedia poiché, durante la caccia con un'esca calata dal suo elicottero, Wells precipita in mare e viene divorato dallo squalo, che prima gli trancia di netto le gambe e poi, quando l'uomo è aggrappato ad un elicottero, trascina l'intero velivolo sott'acqua. A questa ennesima perdita, Ron decide allora, insieme a Peter, di preparare una trappola per lo squalo, immergendosi con dell'esplosivo azionabile mediante un detonatore, ma una corda si impiglia nella sua tuta da sub e lo squalo la afferra trascinando Ron con sé, e facendolo morire annegato. Nel frattempo Bob Martin, giornalista a caccia di scoop e il suo cameraman Jimmy, contattano Briley, un famoso cacciatore perché uccida lo squalo dopo averlo attirato con un'esca di carne legata ad un moletto di legno, per poi riprendere il tutto in diretta, ma lo squalo, azzannando l'esca, distrugge il molo e ne trascina al largo un pezzo sopra al quale si trovano la moglie di Peter, il figlio del sindaco, i suoi amici, Jimmy e Briley. Jimmy, sbalzato in acqua dal mostro, muore dopo essere stato dilaniato mentre Briley, dopo aver perso il suo fucile, soccombe in un inutile tentativo di lottare a mani nude con lo squalo.

Quando per Gloria e i ragazzi sembra essere arrivata la fine, Peter arriva sul posto salvandoli, ma venendo a sua volta trascinato lontano dalla sua barca sul pezzo di molo distrutto. Sorprendentemente, quando anche per lui la situazione si fa disperata, il corpo senza vita di Ron Harmer riemerge in superficie, venendo però prontamente azzannato dallo squalo. Nell'inutile tentativo di sottrarre il cadavere dell'amico alla bestia, Peter si ritrova in mano il detonatore della dinamite che Ron aveva con sé e, accecato dall'ira, lo aziona facendo esplodere lo squalo. Debellata finalmente la terribile minaccia, Peter, ormai esausto e sconvolto, torna a riva con la moglie e i ragazzi e, ai tentativi di Bob di intervistarlo, risponde aggredendolo con un pugno, furioso con lui per aver messo a repentaglio la vita di molte persone.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato negli Stati Uniti ed in Sicilia. Per far apparire lo squalo, il regista aveva inizialmente pensato di usare un animatronics, che però si ruppe subito durante le riprese; Castellari decise allora di far filmare veri squali, inserendo al montaggio i filmati per far apparire lo squalo sott'acqua, e usando la testa dell'animatronics rotto per le scene fuori dall'acqua.

Accoglienza e causa[modifica | modifica wikitesto]

Il film ebbe molto successo negli Stati Uniti (dove venne distribuito con il titolo The Great White), incassando nel primo mese ben 18 milioni di dollari, attirandosi così le ire della Universal, che proprio in quel periodo stava preparando Lo squalo 3 e, non volendo che un altro film di squali incassasse più del loro, né tanto meno più del primo storico capitolo diretto da Steven Spielberg, decise di far causa a Castellari, con la scusa che il film fosse troppo simile a Lo squalo, vincendola, facendo così ritirare il film da tutte le sale cinematografiche statunitensi.

Anche in Italia, nonostante il parere negativo espresso della maggior parte dei critici, il film ebbe un buon riscontro di pubblico, risultando il 72° maggior incasso della stagione cinematografica 1980-1981.

Il film fu accolto dalla critica in modo misto. Da una parte fu apprezzato dagli amanti del genere, tanto che la rivista Nocturno lo ha definito "Il miglior sequel de Lo Squalo", anche se non è ritenuto un seguito ufficiale[1].

Similitudini con Lo squalo[modifica | modifica wikitesto]

  • Il cacciatore di squali Ron Hamer ha un aspetto vagamente somigliante a quello di Quint (Robert Shaw), in particolare la presenza dei baffi.
  • Lo squalo antagonista è un grande squalo bianco che fa una strage di bagnanti. Qui è lungo (a detta di Ron) circa 10 piedi, pari a nove metri, mentre quello del film di Spielberg era lungo appena otto metri.
  • Il battello recuperato all'inizio del film ha la chiglia squarciata da un morso, proprio come la barca del pescatore Ben Gardner (Craig Kingbury) nel film precedente.
  • Il sindaco William Wells, nel tentativo di acciuffare lo squalo tirando un cavo dal suo elicottero, si graffia il palmo della mano destra, così come Quint si ritrovò con i palmi lacerati dopo che lo squalo tirò la corda che l'uomo aveva afferrato.
  • Lo squalo, dopo aver mangiato il sindaco, addenta l'elicottero e lo distrugge, così come succede in una scena de Lo squalo 2 (1978) di Jeannot Szwarc.
  • In una delle ultime scene lo squalo spezza un ponte e lo porta con sé, così come nel predecessore, quando il pescecane abboccò un'esca e tirò la catena che legò il ponte, mettendo in pericolo due pescatori dilettanti.
  • Peter Benton uccide lo squalo facendolo esplodere, dato che Ron (divorato dall'animale) indossò una cintura attrezzata con cariche esplosive, in modo simile a Martin Brody (Roy Scheider) che uccise lo squalo sparando alla bombola rimasta incastrata nella bocca del temibile pesce.
  • Ron muore in modo simile al capitano Achab in Moby Dick; l'uomo rimane intrappolato in un groviglio di corda, lo squalo lo trascina con sé e muore annegato. Nel romanzo di Peter Benchley, Lo squalo, da cui è ispirato il celebre film, Quint morì nello stesso modo; gli si impigliò un piede in una corda e lo squalo lo trascinò sott'acqua, facendolo annegare. Poi, come nel film di Spielberg, Ron viene mangiato sotto gli occhi di Peter, così come Brody assiste alla scena dove Quint viene mangiato vivo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Autori vari, Dossier Nocturno n.66. Il punto G. Guida al cinema di Enzo G. Castellari, Milano, Nocturno, 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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