Le notti bianche

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Le notti bianche
Titolo originaleБелые ночи (Бѣлыя ночи nella grafia originale)
(Belye Noči traslitterato)
Dostoyevski - White Nights (1865).jpg
Copertina della prima edizione del 1865
AutoreFëdor Dostoevskij
Periodoperiodo giovanile dell'autore
1ª ed. italiana1920
Genereracconto
Sottogenereromanzo sentimentale
Lingua originalerusso
AmbientazioneSan Pietroburgo
ProtagonistiIl sognatore, Nasten'ka
Altri personaggiil fidanzato di Nasten'ka, la matrona del narratore

Le notti bianche (in russo: Белые ночи, Belye Noči), è un racconto giovanile di Fëdor Dostoevskij.

La storia è stata scritta da Dostoevskij tra settembre e novembre del 1848, periodo nel quale partecipò al circolo letterario e filosofico di Nikolay e Aleksei Beketov e successivamente nel circolo di Mikhail Petrashevsky. Il 31 ottobre 1848, il racconto fu pubblicato per la prima volta sulla rivista Otechestvennye zapiski n.12[1] con una dedica a Pleščeev.

Origine del titolo[modifica | modifica wikitesto]

Notte bianca a San Pietroburgo

L'opera prende il nome dal periodo dell'anno noto col nome di notti bianche, in cui nella Russia del Nord, inclusa la zona di San Pietroburgo, il sole tramonta dopo le 22. Dostoevskij allude alle notti bianche anche nel romanzo L'Idiota nella seconda parte quando il principe Myškin va ad alloggiare nella dacia di Ippolit.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Come in altre opere dell'autore, anche questa è narrata in prima persona singolare (raccontata dal punto di vista del narratore, di cui sappiamo i pensieri) da un narratore senza nome. Durante una delle sue lunghe passeggiate quotidiane per le strade di San Pietroburgo, incontra una giovane donna, Nasten'ka. La storia è strutturata in quattro notti e una mattina:

Prima notte[modifica | modifica wikitesto]

«Era una notte incantevole, una di quelle notti che ci sono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo così potessero vivere uomini irascibili ed irosi.»

(Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche, Notte prima)

Il protagonista vive una vita solitaria a San Pietroburgo, in un piccolo appartamento, con la sua anziana e poco comunicativa matrona. Cammina ogni giorno per tutta la città, immaginando la vita delle persone che vede ogni giorno. Durante una di queste passeggiate, incontra una donna che sta piangendo appoggiata a un parapetto. Dopo averla salvata da un uomo ubriaco che la stava seguendo, inizia a far conoscenza e a parlarle in modo appassionato. Quando lui l'accompagna a casa sua, lei gli dice che si sente sola quindi prima di dividersi, si danno appuntamento per la notte seguente, ma a una condizione: che non si innamori di lei.

Seconda notte[modifica | modifica wikitesto]

Al secondo incontro, Nasten'ka cerca di scoprire di più sulla vita del narratore il quale si definisce un "sognatore". Secondo lui il "sognatore" non è un essere umano, ma piuttosto un essere di tipo "transitorio". Per spiegarle la sua vita, le fa un lungo discorso (simile al monologo del narratore di Memorie dal sottosuolo) sul suo desiderio di compagnia e sulla sua solitudine. Nasten'ka si stupisce per il modo romanzesco e filosofico con cui il sognatore le parla. Al termine del suo toccante discorso, Nasten'ka gli assicura che non se ne andrà e che rimarrà sua amica per sempre.

La storia di Nasten'ka[modifica | modifica wikitesto]

Nella terza parte, Nasten'ka racconta la sua vita. Vive con la nonna cieca, che la controlla rigorosamente. Decidono di mettere in affitto la stanza all'ultimo piano del palazzo in cui vivono. Quando il primo ospite muore, la stanza viene occupata da un giovane distinto ma povero. Il ragazzo inizia un corteggiamento silenzioso prestando libri a Nasten'ka, tra cui opere di Walter Scott e Aleksandr Puškin. La notte prima della partenza del ragazzo dalla città per lavorare a Mosca, Nasten'ka scappa dalla nonna e va dal ragazzo proponendogli di sposarla. A malincuore deve rifiutare perché non ha i soldi per mantenerla, ma le fa la promessa di tornare l'anno dopo. Ma da allora è già passato un anno, senza mai farsi vivo e soprattutto senza averle mai mandato una lettera.

Terza notte[modifica | modifica wikitesto]

Il narratore si rende conto di essere innamorato di lei. Tuttavia, la aiuta a scrivere una lettera al suo futuro marito e nasconde i suoi sentimenti per lei per non rovinare la loro amicizia. Aspettano la risposta alla lettera, ma alla fine Nasten'ka perde la speranza in una risposta. Ignara della profondità dei sentimenti di lui per lei, gli confessa di sentirsi a suo agio con lui proprio perché non si è innamorato di lei. Il narratore, alla disperata ricerca del suo amore non corrisposto, inizia a sentirsi alienato anche da lei.

Quarta notte[modifica | modifica wikitesto]

Due giorni dopo, il fidanzato di Nasten'ka ancora non appare e alla fine entrambi rivelano il proprio amore per l'altro, dopodiché Nasten'ka ammette di non amare più il suo fidanzato. Iniziano a fare piani per il matrimonio, ma inaspettatamente, mentre si salutano, appare il fidanzato. Nasten'ka a questo punto se ne va con l'altro uomo.

Il mattino[modifica | modifica wikitesto]

L'ultima sezione è una breve conclusione basata sulla lettera ricevuta da Nasten'ka dopo l'ultima notte, in cui si scusa per averlo ferito e insiste sul fatto che sarà sempre grata per la sua amicizia. Afferma anche che si sposerà tra una settimana e spera che anche lui venga.

Il protagonista a questo punto si asciuga le lacrime dalle guance, capisce che è tutto inutile e torna nella sua tana, nella solitudine dei sogni.

«Dio mio! Un intero attimo di beatitudine! È forse poco, sia pure per tutta la vita di un uomo?»

(Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche, Il mattino)

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

Il sognatore

Un giovane ragazzo residente a San Pietroburgo, sulla trentina. Ha una buona educazione, a quanto pare presta servizio in qualche piccolo ufficio, dato che il suo stipendio è molto basso. Non è interessato a nulla, non si sforza di nulla, è soddisfatto di tutto, anche delle ragnatele negli angoli della stanza. È una persona poco appariscente e non necessaria. La sua vita si è trasferita nei sogni, non è capace di agire preferendo rimanere a sognare, nel suo piccolo mondo spettrale.

Nasten'ka

È l'esatto opposto del protagonista del sognatore. Ha 17 anni, ed è allegra e vivace, a differenza del sognatore, guarda la vita in modo chiaro. Vive sotto stretta sorveglianza e sta cercando con tutte le sue forze di fuggire da questa vita noiosa e monotona. Ha dei piani per il futuro, si pone un obiettivo e si muove con determinazione verso di esso. Vedendo l'indecisione del nuovo inquilino, raccoglie le sue cose e lei stessa va da lui. Dopo la sua partenza, quando l'inquilino non risponde alle sue lettere, accetta di sposarne un altro.

Il nuovo inquilino

Un bel ragazzo, senza contrattare, affitta una stanza nella casa di Nasten'ka. Vedendo quanto sia noiosa la vita della ragazza, le offre dei libri da leggere e più volte la invita a teatro con la nonna. Si comporta con tatto e delicatezza con lei. Promette di tornare dopo un anno e, se Nasten'ka non cambierà idea, lui la sposerà.

Personaggi secondari[modifica | modifica wikitesto]

La nonna

Una donna anziana e cieca. Una volta era una ricca signora, ma ora vive affittando una stanza agli inquilini. Alleva Nasten'ka da quando è diventata orfana. Fa venire insegnanti francesi per dare un'istruzione alla nipote. Cerca di rendere Nasten'ka una ragazza virtuosa e altamente morale. Non le permette di uscire di casa e nemmeno leggere la letteratura immorale.

Matrona

La domestica del sognatore, una donna anziana e trasandata. Si occupa delle pulizie del suo appartamento.

Il signore in frac

È un uomo di età considerevole. Si aggirava per la città, apparentemente con l'obiettivo di divertirsi. Quando vede una ragazza sola per strada in un'ora così tarda, decide di tentare la fortuna. Viene interrotto con un pesante bastone dal sognatore, che si trovava per caso nelle vicinanze. Il signore in frac è diventato il motivo della conoscenza dei giovani.

La città di Pietroburgo[modifica | modifica wikitesto]

Il racconto è ambientato nella città di Pietroburgo, città dove Dostoevskij trascorse la sua giovinezza e che farà da scenario anche a Delitto e castigo.

Nelle Memorie del sottosuolo la definisce la città "... più astratta e premeditata di tutto il globo terrestre".

Riferimenti letterari[modifica | modifica wikitesto]

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Ne Le notti bianche appaiono alcuni dei temi dell'opera di Dostoevskij:

  • il tema del sogno e del sognatore
  • il tema della solitudine
  • l'introspezione e l'autoanalisi
  • il tema dell’amore visto dagli occhi del sognatore

Film[modifica | modifica wikitesto]

Scena del film "Le notti bianche" (1957)

Il racconto ha ispirato:

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Le notti bianche: romanzo sentimentale, traduzione di Luigi Bellini riveduta dallo scrittore russo Ossip Felyne, Roma: Casa Editrice M. Carra e C., 1920.
  • Le notti bianche, Milano: Barion, 1924.
  • Le notti bianche (Les nuits blanches), traduzione dal francese di Cesare Enrico Aroldi, Milano: Sonzogno, 1927 (Coll. "Biblioteca universale", 440).
  • Le notti bianche. Njetocka Njezvanova, versione integrale dal russo con note di Leone Savoj, Torino: Slavia, 1929 (Coll. "Il genio russo", 9).
  • Le notti bianche. Romanzo sentimentale, traduzione di Giovanni Bach, Milano: G. Morreale, 1929.
  • Il romanzo di un'orfana: Netoska Nesvanova. Le notti bianche, traduzione dal russo di Leo Gastovinski, Milano: Bietti Edit. Tip., 1931 (Coll. "Biblioteca internazionale", 57).
  • Notti bianche, in: Fiodor Dostoievski, Un'avventura scabrosa, versione dal russo di Giacomo Pesenti, Milano: Rizzoli, 1937 (coll. "I grandi narratori").
  • Le notti bianche, traduzione di ignoto, Gentile Editore, Milano, 1944.
  • L'orfana. Le notti bianche, introduzione e traduzione a cura di Rinaldo Küfferle, Torino: Utet, 1956 (Coll. "I grandi scrittori stranieri").
  • Le notti bianche. Cuor debole. Piccolo eroe, traduzione di Giovanni Faccioli, Milano: Rizzoli, 1957 (Coll. "Biblioteca Universale Rizzoli", 1157-1158); con il testo originale a fronte e un'introduzione di Erica Klein, Milano: Rizzoli, 1994 (Coll. "Biblioteca Universale Rizzoli L", 1007; ISBN 88-17-17007-0).
  • Le notti bianche, prefazione di Angelo Maria Ripellino, traduzione di Vittoria de Gavardo, Torino: Einaudi, 1957 (Coll. "Universale Einaudi", 27); 1971 (Coll. "Centopagine", 4; ISBN 88-06-03199-6); 1988 (Coll. "Gli struzzi", 333; ISBN 88-06-59968-2).
  • Le notti bianche. Cuor debole, traduzione e adattamento di G. Torti, Torino: Edizioni dell'albero, 1967 (Coll. "Letteratura d'amore", 15).
  • Le notti bianche. Il giocatore, traduzione di Elsa Mastrocicco, Milano: Fabbri, 1984 (Coll. "I grandi della letteratura"); Rimini: I libri di Gulliver, 1985; Milano: Bompiani (Coll. "Tascabili Bompiani", 553; ISBN 88-452-1881-3).
  • Le notti bianche, traduzione di Eva Amendola Kühn, Milano, Rusconi, 1990 (allegato al n. 18 di Gente, collezione "I grandi romanzi d'amore del passato"); Milano: Mursia, 2009 (coll. "Il Picci One"; ISBN 978-88-425-4258-2)
  • Le notti bianche, traduzione e cura di Giovanna Spendel, Milano: Mondadori, 1993; con uno scritto di André Gide (coll. "Oscar Classici", 243; ISBN 978-88-04-51604-0)
  • Le notti bianche, cura e traduzione di Luisa De Nardis, Roma: TEN, 1994 (Coll. "Centopaginemillelire", 166; ISBN 88-7983-532-7).
  • Le notti bianche, traduzione di Luigi Vittorio Nadai, Milano, A. Vallardi, 1995 (coll. "Poker"; ISBN 8811910390); Garzanti, 2014 (coll. "I grandi libri"; ISBN 8811810310)
  • Belye noci / Notti bianche, traduzione a cura di Giulia Gigante, testo originale a fronte, Torino: Einaudi, 1996 (Coll. "Einaudi Tascabili", 344; ISBN 88-06-13872-3).
  • Le notti bianche, introduzione di Giovanna Spendel, traduzione di Daniela Polato, Cinisello Balsamo: San Paolo, 1996 (Coll. "Pinnacoli", 7).
  • Le notti bianche: sogno d'amore, traduzione e presentazione di Maddalena Giovannelli, Bussolengo (Verona): Demetra, 1996 (Coll. "Acquarelli", 128; ISBN 88-7122-998-3).
  • Le notti bianche, illustrazioni di Roberto Mastai, traduzione di Alberto Schiavone, Firenze: Barbes, 2009 (coll. "I classici illustrati"; ISBN 8862940742)
  • Le notti bianche, traduzione di Federico Pizzi, Milano: Dalai editore, 2010 (coll. "Classici tascabili"; ISBN 8860736668)
  • Le notti bianche. La cronaca di Pietroburgo, cura e traduzione di Serena Prina, Milano: Feltrinelli, 2015 (coll. "Universale Economica", 187; ISBN 8807901870)
  • Le notti bianche, traduzione, postfazione e note a cura di Laura Salmon, Collana Grandi classici, Milano, BUR, 2019, ISBN 978-88-171-0886-7.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giulia Gigante, Introduzione a Le notti bianche, p. VII e p. XXX.
  2. ^ Angelo Maria Ripellino, Nota introduttiva a Le notti bianche, p. V.
  3. ^ (EN) Quattro notti di uno straniero, su Internet Movie Database, IMDb.com. URL consultato l'11 marzo 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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