Umiliati e offesi

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Umiliati e offesi
Titolo originale Униженные и оскорбленные
Autore Fëdor Dostoevskij
1ª ed. originale 1861
Genere Romanzo
Lingua originale russo
Ambientazione Russia

Umiliati e offesi (in russo: Униженные и оскорбленные, Unižennye i oskorblënnye) è un romanzo di Fëdor Dostoevskij, che descrive la decadenza della nobiltà russa di fine Ottocento utilizzando la struttura del romanzo d'appendice. Caratterizzato da un aspro realismo, il libro rappresenta un'efficace descrizione delle umane miserie. Il protagonista, Ivan Petrovič, in cui sono stati ravvisati tratti autobiografici dell'autore, passa da una posizione ricca e invidiata ad uno stato di miseria.

Il romanzo venne pubblicato nel 1861 nella rivista Vremya ("Il Tempo"), fondata poco tempo prima dallo stesso scrittore insieme al fratello Michail, e venne accolto molto freddamente dalla critica del tempo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una sera Vanja incontra per la strada uno strano vecchio che avevà già visto diverse volte e decide di seguirlo. Il vecchio si reca in un bar con il suo vecchio cane, Azorka. Il cane muore improvvisamente, e Vanja segue il vecchio fuori dal bar, e da lì a poco raccoglierà le sue ultime parole. Stranito dalla faccenda, va a visitare la casa del vecchio e decide di prenderla in affitto, dal momento che era in cerca di una collocazione economica. A questo punto il protagonista confessa al lettore di essere vicino alla morte, e decide di scrivere un resoconto di tutta la sua vita, cominciando un lungo flashback. Si viene a scoprire che Vanja era cresciuto come figlio adottivo della famiglia Ichmenev, piccoli proprietari terrieri, convivendo con una ragazza poco più giovane di lui, Natascia. Gli Ichmenev conobbero il principe Valkovski, che entrò subito in buoni rapporti con Nikolaj Sergeic, e propose a quest'ultimo di amministrare parte delle sue proprietà. I rapporti tra le famiglie durarono per anni, e per un certo periodo di tempo il figlio del principe, Aljoscia, trascorse del tempo a casa degli Ichmenev, invaghendosi di Natascia. In seguito si sparsero voci callunniose relative all'amministrazione di Ichmenev e i rapporti tra il figlio del principe e sua figlia, e si arrivò alla rottura tra il principe ed Ichmenev, giungendo ad un processo che risulterà pesantissimo per Nikolaj Sergeic. Gli Ichmenev si traferirono a Pietroburgo a causa del processo, e si ritrovarono con Vanja, nel frattempo in procinto di pubblicare un libro che in seguito avrà un discreto successo. Vanja si innamora perdutamente di Natascia, ma lei gli confida di essere innamorata di Aljoscia, nonostante riconosce la sua inettitudine, e che si frequentano di nascosto dai rispettivi genitori. Vanja è disposto a ritirarsi pur di vedere felice Natascia, ma il principe Valkovski non permetterà mai la loro unione. Comincia così una serie di vicissitudini in cui si rileva l'estrema crudeltà del principe, fino a quando Valkovski presenterà ad Aljoscia la moglie che aveva scelto per lui: Katia. Nel frattempo Vanja stava proteggendo una bambina, Elena (soprannominata Nelly), nipote di Smith, il vecchio che aveva incontrato all'inizio del racconto. Vanja strappa Nelly ai soprusi di una donnaccia, dopo aver conosciuto la sua triste storia, e viene in seguito a sapere che Nelly era figlia di Valkovski, che aveva sedotto sua madre. Grazie anche alla storia di Nelly, Nikolai Sergeic decide di riconciliarci con la figlia, con cui aveva interrotto i rapporti dopo essere venuto a conoscenza dei suoi rapporti con Aljoscia, più per orgoglio che per reale rimprovero. Alla fine Nikolai Sergeic, Anna Andrejevna, Vanja e Natascia si ritrovano al capezzale di Nelly, che morirà epilettica, dopo aver espresso il suo desiderio di vedere sposati Vanja e Natascia.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco di figure che segue, pur senza svelare la trama, permette di orientarsi tra i personaggi e i legami che li uniscono.

  • Ivan Petrovič, (Иван Петрович) a volte chiamato anche Vanja, è il narratore e il personaggio principale del romanzo.
  • Nathalia Nikolajevna, (Наталья Николаевна) chiamata anche Natasha, figlia unica degli Ikmeniev, amante di Aleksej Petrovič.
  • Aleksej Petrovič, (Алексей Петрович) o Aliosha, figlio del principe Piotr Alexandrovic Valkovski.
  • Piotr Alexandrovitch Valkovski, (Петр Александрович Валковский) grande proprietario terriero, padre di Alexej e amante della contessa Zenaida Fiodorovna.
  • Nikolaj Sergeic Ikhmeniev, (Николай Сергеич Ихменев) marito di Anna Andrejevna, padre di Nathalia, già intendente di Piotr Alexandrovic.
  • Anna Andrejevna, (Анна Андреевна) moglie di Nikolaj Sergeic Ikhmeniev, madre di Nathalia.
  • Elena, (Елена) o Nelly, nipote di Smith, accolta da Ivan Petrovic.
  • Katerina Fiodorovna, (Катерина Федоровна) Katia, ricca ereditiera, scelta da Piotr Alexandovic come fidanzata per suo figlio Alexej.
  • Philipp Philippyc Maslobojev, (Филипп Филиппыч Маслобоев) ex compagno di collegio di Ivan Petrovic. Vive di espedienti.
  • Alexandra Semionovna, (Александра Семеновна) compagna di Philipp Philippyc Maslobojev.
  • Smith, (Смит) ex-industriale, di origine inglese, caduto in miseria.

Commento[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante non si tratti di una delle opere di maggior successo di Dostoevskij, si può ritrovare nell'opera una grande caratterizzazione dei personaggi, e si apprezza la grande abilità dello scrittore nel delinearne il profilo e scavarne la psicologia. Nessun personaggio è descritto distrattamente, e di ognuno si possono conoscere le sensazioni più intime e comprendere il modo di agire. Tema principale dell'opera è la descrizione delle storie di questi personaggi, perennementi soggiogati da qualcosa di più forte di loro e a cui non riescono a ribellarsi, umiliati e offesi dagli avvenimenti della vita e da persone in grado di ferirli nei sentimenti e nell'orgoglio. Li descrive finemente Stefan Zweig:"Estranei nel mondo per amore del mondo, irreali per passione della realtà, i personaggi di Dostojevskij sembrano dapprima semplici. Non hanno una direzione precisa, non hanno una mèta visibile: come ciechi o come ubriachi barcollano per il mondo, questi uomini pur adulti... Sono sempre spauriti e intimiditi, si sentono sempre umiliati e offesi..."[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://books.google.it/books?id=iGHHAwAAQBAJ&lpg=PT30&ots=KcXDoE6xt6&dq=zweig%20estranei%20nel%20mondo%20per%20amore%20del%20mondo%2C%20irreali%20per%20passione%20della%20realt%C3%A0&hl=it&pg=PT30#v=onepage&q&f=false

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni originali
  • Униженные и оскорблённые ["Unižennye i oskorblënnye", Umiliati e offesi ], pubblicato a puntate dal gennaio 1861 sulla rivista «Vremja» ("Tempo").
Traduzioni italiane
  • F. D., Umiliati e offesi. Romanzo, traduzione di O. Felyne, L. Neanova e C. Giardini, Milano: Edizioni Alpes, 1928; Milano: Mondadori, 1958; con una cronologia a cura di Arrigo Bongiorno e un estratto dal saggio Dostoevskij di Dmitrij Petrovic Sviatopolk-Mirskij, nota introduttiva all'opera e antologia critica a cura di Piero Santi, Milano: Mondadori, 1991 (coll. "Oscar classici", ISBN 88-04-30716-1).
  • F. D., Umiliati e offesi. Romanzo, traduzione di Leo Gastovinsky, Milano: Casa Editrice Bietti, 1931; 1946.
  • Fjodor Dostojevskij, Umiliati e offesi. Romanzo, prima versione integrale e conforme al testo russo di Carol Straneo Caracciolo, Torino: Slavia, 1932.
  • Feodor Dostojevskij, Umiliati e offesi, versione integrale e conforme al testo russo di Maria Rakovska e Luigi Galeazzo Tenconi, Sesto San Giovanni: Barion, 1939; Milano: Rizzoli, 1955 (coll. "BUR").
  • F. Dostoievsky, Umiliati e offesi, traduzione di Carlo Ursin, Milano: Editrice Lucchi, 1959; 1968.
  • F. D., Umiliati e offesi, traduzione di Clara Coïsson, introduzione di Ernesto Livraghi, Torino: Einaudi, 1982 (coll. "Gli struzzi"); 2006 (coll. "ET", ISBN 88-06-18455-5).

Riduzioni televisive[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1958 la Rai trasmise una riduzione televisiva del romanzo in quattro puntate, con la regia di Vittorio Cottafavi e l'interpretazione di Enrico Maria Salerno (Vanja) e Annamaria Guarnieri (Nelly).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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