La città vecchia/Delitto di paese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
La città vecchia/Delitto di paese
ArtistaFabrizio De André
Tipo albumSingolo
PubblicazioneNovembre 1965
Dischi1
Tracce2
GenereWorld music
Musica d'autore
EtichettaKarim, KN 209; ristampa 1971: Roman Record Company, RN 026
Fabrizio De André - cronologia

La città vecchia/Delitto di paese è l'ottavo 45 giri di Fabrizio De André.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Entrambe le canzoni sono arrangiate da Elvio Monti, e sono state registrate negli studi Dirmaphon di Viale Pola a Roma (dove incidevano gli artisti della RCA Italiana).

La copertina raffigura un disegno di un malandato vicolo cittadino.

La città vecchia[modifica | modifica wikitesto]

A ritmo di mazurca, De André racconta frammenti di vita di quello strano popolo dimenticato che vive presso le aree più malfamate della zona del porto di Genova, «nei quartieri dove il Sole del buon Dio non dà i suoi raggi»: vecchi ubriachi che sfogano i loro dispiaceri nel vino, prostitute e loro clienti, ladri, assassini e «il tipo strano, quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano».

« "Io credo che gli uomini agiscano certe volte indipendentemente dalla loro volontà. Certi atteggiamenti, certi comportamenti sono imperscrutabili. La psicologia ha fatto molto, la psichiatria forse ancora di più, però dell'uomo non sappiamo ancora nulla. Certe volte, insomma, ci sono dei comportamenti anomali che non si riescono a spiegare e quindi io ho sempre pensato che ci sia ben poco merito nella virtù e poca colpa nell'errore, anche perché non ho mai capito bene che cosa sia la virtù e cosa sia l'errore" »

(Fabrizio De André)

La morale finale è un po' la summa del pensiero di De André:

« Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese.
Ma se capirai, se li cercherai
fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo »

Per il titolo ed il contenuto del brano, De André si era ispirato a La città vecchia, celebre poesia di Umberto Saba ambientata nella zona portuale di Trieste; sebbene la morale finale sia la stessa («la prostituta e marinaio, il vecchio che bestemmia, la femmina che bega [...] sono tutte creature della vita e del dolore», dice Saba), vi è tuttavia un enorme divario ideologico: se Saba sente di avere qualcosa in comune con tali personaggi («s'agita in esse, come in me, il Signore»), De André invece esprime un distacco da essi, cantando che tale gente vive «Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi, ha già troppi impegni per scaldare gente d'altri paraggi».[1]

Quest'ultima frase è ripresa direttamente da una poesia di Jacques Prévert, "Embrasse moi", da Histories, 1946:

(FR)

« Le soleil du bon Dieu ne brill'pas de notr' côté
Il a bien trop à faire dans les riches quartiers »

(IT)

« Il sole del buon Dio non brilla dalle nostre parti
ha già troppo da fare nei quartieri dei ricchi »

(da "Embrasse moi", Jacques Prévert)

La musica, scritta da Elvio Monti, è fortemente ricalcata su quella di "Le bistrot" di Georges Brassens (1960)[2].ascolta

La canzone all'epoca fu anche censurata, per cui i versi originari «quella che di giorno chiami con disprezzo specie di troia / quella che di notte stabilisce il prezzo della tua gioia» furono sostituiti in via definitiva (anche dunque per le successive versioni in studio e live del brano) con «quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie / quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie». Una prima versione contenente la frase originaria fu incisa, ma a causa della censura venne ritirata dalla stessa Karim, e ne esistono solo poche e rare copie stampate.

Delitto di paese[modifica | modifica wikitesto]

Delitto di paese è la prima traduzione in ordine cronologico (altre ne seguiranno negli anni) che De André compie direttamente su un brano del suo "maestro" Georges Brassens[3]; in questo caso si tratta de L'assassinat, uscita nel 1962.

La vicenda è quella di un pover'uomo oramai vecchio che si innamora di una giovinetta; lui, dopo poche effusioni, le dice di non avere nemmeno un centesimo per soddisfarla, lei chiama allora il suo pappone e insieme uccidono il poveretto. Quando però i due convengono che il vecchio era realmente al verde (nel testo italiano gli trovano addosso «solo un mucchio di cambiali e di atti giudiziari»), si pentono e piangono, domandando perdono al defunto. Una volta giustiziati, gli assassini vengono accolti in paradiso per aver riconosciuto la propria colpa.

Da notare che nella prima strofa De André nomina I fiori del male, libro di Charles Baudelaire, citazione questa non presente nel testo originale[4], dove tuttavia è detto che il crimine non fiorisce solamente a Parigi.

Le tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. La città vecchia (testo di Fabrizio De André; musica di Elvio Monti[5])
  2. Delitto di paese (testo in italiano di Fabrizio De André; testo originale e musica di Georges Brassens)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ giuseppecirigliano.it - "La città vecchia": confronto tra Saba e De André[collegamento interrotto]
  2. ^ Enrico de Angelis. Le cento e più canzoni di Fabrizio De André (2004), in AA.VV. Volammo davvero. Milano, BUR, 2007
  3. ^ bielle.org - I testi originali delle canzoni di Georges Brassens tradotte da Fabrizio De André
  4. ^ giuseppecirigliano.it - Delitto di paese Archiviato l'11 giugno 2009 in Internet Archive.
  5. ^ Nella ristampa del 45 giri la canzone è attribuita al solo De André

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Musica Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica