Geordie/Amore che vieni, amore che vai

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Geordie/Amore che vieni, amore che vai
singolo discografico
ArtistaFabrizio De André
Pubblicazione1º aprile 1966
Dischi1
GenereMusica d'autore
EtichettaKarim
Formati7"
Fabrizio De André - cronologia

Geordie/Amore che vieni, amore che vai è il decimo singolo a 45 giri di Fabrizio De André, pubblicato in Italia dalla Karim nel 1966.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

La copertina raffigura De André mentre suona la chitarra.

Non vi sono né in copertina né sull'etichetta informazioni su chi abbia elaborato gli arrangiamenti delle canzoni.

Brani[modifica | modifica wikitesto]

Geordie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Geordie.

Nel 1966 Fabrizio De André fu il primo in Italia ad incidere questa tipica ballata inglese, con un adattamento originale in lingua italiana, interpretandola in duo con Maureen Rix, all'epoca sua professoressa di inglese (e non con Joan Baez, come riportato erroneamente da molti siti web; la Baez è a sua volta interprete di un'altra celebre versione del brano, in lingua inglese). In questa versione il reato compiuto è un furto di cervi (in linea con la versione della Baez), e il giovane Geordie sarà impiccato "con una corda d'oro, / è un privilegio raro". In particolare vi è una nuova strofa, nel finale, che mette in luce l'assurda immobilità della Legge, contro la quale persino il sovrano non può nulla:[1].

«Né il cuore degli inglesi né lo scettro del re
Geordie potran salvare,
anche se piangeranno con te
la legge non può cambiare»

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Amore che vieni, amore che vai[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Amore che vieni, amore che vai.

Il tema di questa celebre ballata è la mutevolezza dell'amore, la sua contraddittorietà:

«io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai;
amore che vieni, amore che vai»

L'incertezza dell'amore è sicuramente uno dei soggetti più cari a Fabrizio, e lo si può trovare in varie forme: ne La canzone di Marinella, dove la passione, appena giunta, muore insieme alla protagonista; ne La canzone dell'amore perduto, dove la fiamma accesa da tempo lentamente ed inevitabilmente si spegne.

Nel brano De André utilizza esclusivamente un linguaggio denotativo, esplicito e di immediata comprensione.[2]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Geordie (tradizionale)
  2. Amore che vieni, amore che vai (Fabrizio De André)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Liana Nissim. Il rispettoso bardo della donna, da AA.VV. Fabrizio De André. Accordi eretici. EuresisEdizioni, 1997
  2. ^ giuseppecirigliano.it - Amore che vieni, amore che vai Archiviato l'11 giugno 2009 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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