La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa!

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La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa!
Titolo film Sandokan.png
Titolo del film
Paese di produzione Italia
Anno 1977
Durata 130 min
Colore Colore
Audio sonoro
Genere avventura, drammatico
Regia Sergio Sollima
Soggetto Alberto Silvestri e Sergio Sollima dall'opera di Emilio Salgari
Sceneggiatura Alberto Silvestri e Sergio Sollima
Produttore Elio Scardamaglia
Casa di produzione Leone Film e Rizzoli Film
Fotografia Marcello Masciocchi
Montaggio Alberto Gallitti
Musiche Guido De Angelis e Maurizio De Angelis
Scenografia Francesco Bronzi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! è un film del 1977 diretto da Sergio Sollima, interpretato da Kabir Bedi, Philippe Leroy, Massimo Foschi, Néstor Garay, Salvatore Borgese, Teresa Ann Savoy e Adolfo Celi e tratto dai romanzi del ciclo indo-malese di Emilio Salgari. La sceneggiatura si ispira in buona parte al libro La riconquista di Mompracem.

Seguito del celebre sceneggiato televisivo di successo Sandokan (1976), il film è ambientato dieci anni dopo il suo predecessore. Dopo la caduta dell'isola Mompracem e la morte dell'amata Marianna, Sandokan vive ritirato in India ma, spinto dalla giovane Jamilah, decide di lasciare il suo volontario esilio per ricominciare la sua lotta contro l'Inghilterra.

Dopo aver diretto Il Corsaro Nero, Sollima iniziò a lavorare al film, richiamando buona parte del cast artistico e tecnico del primo capitolo. Rispetto a Sandokan, trasmesso in televisione, questo seguito venne programmato nelle sale cinematografiche. Uscì il 22 dicembre 1977, ma non ottenne il successo sperato, anche a causa di uno sfarzo produttivo minore dovuto dalla produzione e alla spietata concorrenza cinematografica dell'epoca (nello stesso periodo uscì il famoso Guerre stellari di George Lucas).[1][2] La fredda accoglienza della pellicola convinse la produzione a chiudere la saga dedicata alla Tigre della Malesia per i successivi diciannove anni, prima di essere ripresa nel 1996 con Il ritorno di Sandokan di Enzo G. Castellari, che riprende la storia in diversa chiave scenica e con un cast del tutto rinnovato (tranne Bedi).[3]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Sandokan è un uomo in grado di trascinare, è nato capo. Con lui dieci uomini sono un esercito. Dove si arriva dopo giorni di ragionamento lui arriva in un attimo. Lo uccidete e lo rivedete vivo. Riuscite a prenderlo, ma è già scappato. Non combattete solo un uomo, ma una leggenda. »
(James Brooke in una scena del film.)

Sono trascorsi circa dieci anni dalla conquista di Mompracem da parte del raja bianco di Sarawak James Brooke. L'isola è comandata da Abdullah, un sultano pavido, crudele e grossolano al soldo degli inglesi, che ha incusso paura agli abitanti di Mompracem, un tempo fieri e fedeli seguaci di Sandokan e ora sottomessi in un piccolo e povero villaggio vicino alla costa. Due di loro, Ayerduck e Sendang, decisi a liberare Mompracem dagli oppressori, lasciano l'isola con due obbiettivi: Ayerduck si recherà a Sarawak per rintracciare i tigrotti superstiti, mentre Sendang partirà alla ricerca di Sandokan. Durante la fuga, però, Sendang e sua figlia adottiva Jamilah vengono circondati dalle guardie di Abdullah. Sendang viene ucciso, mentre Jamilah viene catturata. In suo aiuto, tuttavia, giunge Teotokris, un misterioso avventuriero greco armato di frusta, che, dopo aver sconfitto le guardie, offre protezione a Jamilah. La ragazza decide di raggiungere l'India per rintracciare Sandokan, che lì s'è rifugiato, e convincerlo a riprendere la sua battaglia contro gli inglesi.

In India, Jamilah e Teotokris si dirigono in un primo momento da Yanez de Gomera - che intanto ha sposato Surama, maharani indiana dell'Assam - per aver notizie della "Tigre della Malesia". Yanez però sconsiglia a Jamilah di perseverare nel suo intento, perché Sandokan, dopo le ultime pugne, ha perso fiducia nella lotta senza quartiere che ha sempre condotto contro gli invasori inglesi; la ragazza, però, non si dà per vinta e convince Yanez ad affidargli lo scaltro Kammamuri e due guardie di scorta per esser guidata nella foresta del Bengala, dove Sandokan ora vive. Qui, la giovane riesce effettivamente ad incontrare la Tigre e a parlargli, convincendolo a ritornare a Mompracen.

I protagonisti in fuga dai soldati di Brooke; da sinistra a destra Kammamuri (Borgese), Jamilah (Savoy), Sandokan (Bedi), Tremal-Naik (Ganesh) e Teotokris (Foschi)

James Brooke è però venuto a conoscenza della missione della ragazza, e recatosi in Assam, assolda i Thugs, una temutissima setta religiosa di strangolatori che sacrifica le sue vittime alla sanguinaria dea Kali. La notte stessa, gli strangolatori rapiscono Jamilah per offrirla alla dea Kali. Sandokan, aiutato dal fedele Tremal-Naik, organizza la controffensiva: attacca gli strangolatori, libera Jamilah e fugge insieme ai compagni Kammamuri e Teotokris, che ha ritrovato per strada. Nella fuga, però, decide di fermare anche i soldati inglesi di Brooke, lanciati all'inseguimento del suo drappello. Con lui rimane l'avventuriero greco che, approfittando della situazione, lo colpisce alle spalle da distanza ravvicinata, senza però riuscire a dargli il colpo di grazia. Il pirata è così catturato da Brooke, ma, ancora una volta, riesce a fuggire grazie ad uno degli stratagemmi (con annessa farsa in francese) del fedele Yanez de Gomera. Assieme a tutti i suoi compagni, prepara ora il ritorno in Malesia.

Gli antagonisti del film; da sinistra a destra Abdullah (Garay), Teotokris (Foschi) e Brooke (Celi).

Ma Teotokris è più veloce dei pirati malesi e, dapprima, raggiunge il suo padrone Abdullah, sicuro di aver ucciso Sandokan. Poi, scoperto che Sandokan è vivo e si prepara ad attaccare, dà a Brooke tutte le informazioni che Jamilah gli aveva ingenuamente confidato: in particolare, che a Sarawak molti tigrotti superstiti si stanno radunando per attendere il loro comandante e riconquistare il loro scoglio. Così, una volta a Sarawak, la "Tigre" trova sulla sua strada più insidie del previsto: lo attaccano i Dayaki e poi i Ranger di Brooke. Ferito e poi catturato dal rajah bianco in persona, saranno i giovani del villaggio di Kambunbaro, guidati dal prode figlio di Giro-Batol, a salvarlo. La "Tigre" può riprendere la strada verso Mompracem, con forze fresche e un nuovo importante alleato: i Dayaki, che Tremal-Naik ha convinto a combattere per Sandokan.

Yanez (Leroy) e Sandokan (Bedi) nell'epilogo del film.

Nel frattempo, Yanez de Gomera s'è introdotto sotto le mentite spoglie di un generale prussiano a corte dal sultano Abdullah ed è riuscito a prendere le redini della guarnigione di stanza a Mompracem, con l'obiettivo di smilitarizzare la fascia costiera dove è più facile l'attracco delle navi. Kammamuri l'ha seguito come suo attendente per liberare Jamilah. Ma Teotokris, tornato a corte, smaschera entrambi. Yanez viene fatto prigioniero e consegnato a Brooke, mentre Kammamuri è abile a scappare e ad attendere sulla spiaggia di Mompracem lo sbarco notturno di Sandokan e dei tigrotti. Dopo aver salvato Jamilah, Sandokan e il suo esercito attaccano il palazzo di Brooke, salvano Yanez e depongono Abdullah.

Nello scontro, tuttavia, Teotokris e Brooke riescono a fuggire. Il primo viene ucciso da Sandokan al termine di un duello all'ultimo sangue. Il secondo riesce a fuggire a bordo di una piccola imbarcazione, perché, ancora una volta, anziché occuparsi del suo vero nemico, Sandokan si è attarda nel difendere la popolazione del villaggio attaccata via mare dai reparti leggeri del raja bianco. Il pirata può comunque consolarsi: nonostante la fuga del suo mortale nemico e la morte di molti tigrotti, l'isola di Mompracem è stata riconquistata, ritornando così ad essere un simbolo di libertà per tutta la Malesia.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

All'indomani dell'enorme successo riscosso dallo Sandokan, la Rai 2 mise in cantiere un nuovo capitolo della serie, stavolta programmato nelle cinematografiche, consentendo allo studio produttore di ricavare maggior profitto.[1] Solo dopo aver terminato Il Corsaro Nero, uscito nel 1976, Sollima iniziò ad occuparsi del film, e nel frattempo riconfermò il cast tecnico che aveva lavorato al primo capitolo. Sollima e Silvestri fecero riferimento principalmente a La riconquista di Mompracem, ottavo volume del ciclo indo-malese. Per i personaggi di Ajer-Duk e James Brooke le fonti principali furono I pirati della Malesia, mentre Teotokris fu tratteggiato su quello che compare in Alla conquista di un impero. Sollima inoltre pianificò che in questo seguito Sandokan avrebbe avuto a che fare con la rivolta dei sepoys, soldati indiani che nel 1860 si ribellarono alla Compagnia delle Indie.[1]

Fu confermata la partecipazione degli attori Kabir Bedi, Philippe Leroy, Adolfo Celi e Kumar Ganesh, già protagonisti nel primo Sandokan. Sollima disse che fu molto difficile reperire Ganesh. Fu rintracciato in uno stato arabo, nel Bahrein, dove si era trasferito insieme alla moglie.[4] Come new entry, Sollima coinvolse Massimo Foschi per il ruolo di Teotokris, Néstor Garay in quello del sultano Abdullah e Sal Borgese, che aveva da poco diretto ne Il Corsaro Nero, per vestire i panni di Kammamuri.[1] Nello stesso periodo fu ingaggiata Teresa Ann Savoy per interpretare Jamilah, la protagonista femminile, ruolo che in origine doveva andare all'ex-fidanzata di Kabir Bedi. La coppia, però, si lasciò poco prima dell'inizio delle riprese e Sollima si vide costretto ad assumere Savoy, sebbene non la ritenesse del tutto idonea per la parte.[1] Nel cast figura anche Franco Fantasia, che aveva interpretato il capitano van Doren nello sceneggiato originale.

Il film risentì di numerosi travagli e fu girato in Sri Lanka, Malesia e India per risparmiare sul budget, nettamente inferiore a quello a disposizione durante le riprese del primo Sandokan.[1]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film è composta dagli Oliver Onions, un gruppo musicale italiano formato dai fratelli Guido e Maurizio De Angelis. Nel 1978 venne pubblicato solo un 45 giri (Rca BB 6135) con due brani Mompracem/Ritorno a Mompracem.[5] Negli anni settanta, infatti, era abitudine costruire un'intera colonna sonora utilizzando anche un solo tema ri-arrangiato in più versioni, così da risparmiare sul budget. Il resto della colonna sonora parve fosse andata perduta.

Strumentazione originale[5]

Flauto dolce · Mandola · Arpa · Campanello

Nel 2007, a quasi trent'anni di distanza dalla distribuzione del film, i master stereo della colonna sonora sono invece stati ritrovati e questa è stata finalmente pubblicata in CD dalla GDM Music, specializzata nel recuperare colonne sonore, soprattutto inedite.[6] Nonostante un adeguato restauro digitale alcune imperfezioni (che già esistevano sulle fonti originali) sono purtroppo rimaste.[5]

Tracce del singolo[modifica | modifica wikitesto]

  1. Mompracem - 4:22 - (S. Sollima - C. De Natale - G. & M. De Angelis)
  2. Ritorno a Mompracem - 3:22 - (C. De Natale - G. De Angelis - G & M De Angelis)

Tracce dell'album[7][modifica | modifica wikitesto]

  1. Ritorno a Mompracem (Titoli) - 3:09
  2. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 3:36
  3. Ritorno a Mormpracem - 1:21
  4. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 2:05
  5. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 2:04
  6. Ritorno a Mompracem - 1:41
  7. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 1:18
  8. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 1:25
  9. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 3:11
  10. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 2:04
  11. Ritorno a Mompracem - 2:26
  12. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 1:09
  13. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 2:32
  14. Ritorno a Mompracem - 1:54
  15. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 2:55
  16. Ritorno a Mompracem - 2:08
  17. Sweet Lady Blue - 1:53
  18. Ritorno a Mompracem - 2:47
  19. Ritorno a Mompracem - 0:50
  20. Ritorno a Mompracem (Finale) - 5:35
  21. Mompracem (Vocal) - 4:23
  22. Sandokan - 4:21
  23. Mompracem (off vocal version) - 4:22

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Manifesto usato per promuovere il film nelle sale cinematografiche.

La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! venne distribuito nel circuito cinematografico italiano a partire dal 22 dicembre 1977. L'Italia fu il primo paese che distribuì la pellicola nei cinema e della distribuzione si occupò la Cineriz. Successivamente il film venne distribuito anche all'estero, tra cui in Portogallo, con il titolo di Sandokan - O Tigre de Monpracem, il 21 luglio 1978.[8]

Dopo la distribuzione nelle sale cinematografiche, il film venne trasmesso anche in televisione.[2]

Home video[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito in VHS, distribuito da Domovideo,[9] ma è introvabile, almeno in Italia, in DVD.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Teresa Ann Savoy ricevette critiche negative per l'interpretazione di Jamilah.[10]

Il film ottenne un discreto successo, ma nettamente inferiore al suo predecessore.[2] Secondo l'opinione di Franca Faldini e Goffredo Fofi, autori del libro Il cinema italiano d'oggi, 1970-1984: raccontato dai suoi protagonisti, il novanta per cento degli spettatori del primo Sandokan rimase insoddisfatto di questo seguito.[11] Per Sollima, la fredda accoglienza della pellicola era dovuta ad altri motivi: «all'epoca il pubblico non capì subito che si trattava di una novità in quanto, a breve distanza di tempo, era stata riproposta, in due film separati, la riduzione cinematografica dello sceneggiato, che per'altro avevano avuto un buon successo».[12]

Secondo altre opinioni, condivise anche dal regista, il film fu penalizzato dalla concorrenza di Guerre Stellari di George Lucas, uscito nello stesso periodo.[12] Il film, infatti, si posizionò solo al 69º posto nella classifica dei 100 film di maggior incasso della stagione cinematografica 1977-78.[13]

La critica italiana giudicò il film gradevole sul piano dell'azione e del ritmo, ma serrato rispetto alla sontuosità dello sceneggiato originale, anche a causa di uno sfarzo produttivo minore.[14] MYmovies ha assegnato al film tre stelle su cinque,[15] sul sito Internet Movie Database ha ottenuto un voto di 6,6 su 10,[16] mentre il sito ufficiale di Coming Soon Television lo ha valutato molto positivamente con quattro stelle su cinque.[17] La performance di Teresa Ann Savoy fu criticata duramente. Gli autori di Attori stranieri del nostro cinema, ad'esempio, scrissero: «Savoy risulta poco credibile e alquanto legnosa in un ruolo d'improbabile esotismo».[10]

Seguito: la miniserie Il figlio di Sandokan mai distribuita[modifica | modifica wikitesto]

Del film fu girato un seguito come miniserie per la tv nel 1988, Il figlio di Sandokan, per la regia di Sergio Sollima. Prodotta dalla Hiland e dalla Rai e interpretata da Kabir Bedi. La serie, prevista su Rai Uno in due puntate, per controversie legali non è mai stata trasmessa.

La miniserie è stata girata esclusivamente in Sri Lanka, precisamente a Balapitiya, a un paio d'ore di auto dalla capitale Colombo.

Nella storia, il giovane Ken Hastings si reca in Malesia alla ricerca di un padre sconosciuto di cui la madre, in punto di morte, non è riuscita a rivelare l'identità. E come segno di riconoscimento gli dona un anello con la testa di tigre. Duranate il tragitto, la nave su cui era imbarcato, viene assalita dai pirati e Ken viene abbandonato lungo le coste indiane. Per il giovane è l'inizio di un'avventura attraverso l'India fino alla Malesia, dove verrà a conoscenza che il padre è in realtà Sandokan, un pirata nemico degli inglesi dalle nobili origini. Ken è sconvolto, crede che suo padre sia un crudele pirata che violentò sua madre. Il giovane vuole punire Sandokan e insegue la sua vendetta fino in Malesia, ma dovrà ricredersi. Ken, sulle tracce di Sandokan, si trova ad affrontare James Brooke, rajah di Sarawak e Kunat Singh, un crudele principe indiano. Insieme, ostacolano il cammino del giovane, che troverà anche l'amore con due donne, Shanti, la principessa guerriera che guida la rivolta contro gli inglesi, e Damayanti, l'oscura sacerdotessa dei Thugs.

Il soggetto era di Alberto Silvestri e Sergio Sollima, la sceneggiatura di George Eastman e Paola Mamolo. Nel cast, oltre a Kabir Bedi nel ruolo di Sandokan, figurano anche Marco Bonini come Ken Hastings, Cristina Piage come Lady Eleonor, Padma Lakshmi come Principessa Shanti e Alberto Dell'Acqua (col nome di Robert Widmark) nel ruolo di Jafar.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Fabio Zanello, La regia come match di boxe - Intervista a Sergio Sollima in sentieriselvaggi.it, 4 agosto 2004. URL consultato il 17 luglio 2015.
  2. ^ a b c Enrico Lancia, Fabio Melelli, p. 25.
  3. ^ Cappelli Valerio, Torna Sandokan, ma Yanez cambia faccia, Corriere della Sera.it, 4 ottobre 1996. URL consultato il 17 luglio 2015.
  4. ^ Alberto Crespi, Kabir? Era grassoccio e si muoveva come Gloria Swanson... in unita.it. URL consultato il 17 luglio 2015.
  5. ^ a b c La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! (CD) in beatrecords.it. URL consultato il 17 luglio 2015.
  6. ^ La riscossa di Sandokan in wordpress.com, 9 febbraio 2011. URL consultato il 17 luglio 2015.
  7. ^ Guido E Maurizio De Angelis* ‎– La Tigre E' Ancora Viva: Sandokan Alla Riscossa! (Original Soundtrack) in discogs.com.
  8. ^ Date di uscita per La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! (1977), IMDb. URL consultato il 17 luglio 2015.
  9. ^ LA TIGRE E' ANCORA VIVA : SANDOKAN ALLA RISCOSSA. URL consultato il 17 luglio 2015.
  10. ^ a b Enrico Lancia, Fabio Melelli, p. 135.
  11. ^ Franca Faldini, Goffredo Fofi, p. 418.
  12. ^ a b Raffaello Fiorini, SERGIO SOLLIMA, La Tigre della Malesia in digilander.libero.it. URL consultato il 17 luglio 2015.
  13. ^ Stagione 1977-78: i 100 film di maggior incasso in hitparadeitalia.it. URL consultato il 17 luglio 2015.
  14. ^ Michele Tetro, TIGRI, CORSARI E FOTOGRAMMI-4 in borderfiction.com.
  15. ^ La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa!, MYmovies. URL consultato il 17 luglio 2015.
  16. ^ La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! (1977), IMDb. URL consultato il 17 luglio 2015.
  17. ^ La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa!, Coming Soon Television. URL consultato il 17 luglio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico Lancia, Fabio Melelli, Attori stranieri del nostro cinema, Gremese Editore, 2006, ISBN 88-844-0425-8.
  • Franca Faldini, Goffredo Fofi, Il cinema italiano d'oggi, 1970-1984: raccontato dai suoi protagonisti, A. Mondadori, 1984.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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