I misteri della jungla nera

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
I misteri della jungla nera
Titolo originale Gli strangolatori del Gange
Altri titoli L'amore di un selvaggio
Misteri giungla nera Salgari.jpg
Autore Emilio Salgari
1ª ed. originale 1887
Genere romanzo
Sottogenere romanzo di avventura
Lingua originale italiano
Ambientazione India, Sundarbans
Protagonisti Tremal-Naik
Antagonisti Suyodhana, Thug
Altri personaggi Kammamuri, Ada Corishant, Capitano Harry Corishant/Macpherson, tigre Darma, cane Punthy, Sergente Baharata
Serie Ciclo indo-malese
Preceduto da Le Tigri di Mompracem
Seguito da I pirati della Malesia

I misteri della jungla nera è un romanzo di avventura del 1887 dello scrittore italiano Emilio Salgari.

Il romanzo, che fa parte del cosiddetto ciclo indo-malese di Salgari, pone qualche problema all'atto di identificarne la sua precisa posizione nel ciclo stesso: la saga salgariana, infatti, non è frutto di un lavoro organico, né impostato a tavolino, ma di intuizioni e contaminazioni spesso estemporanee, condotte talvolta in maniera addirittura confusa dal novelliere veneto[1]. È possibile, tuttavia, trovare una mediazione attraverso alcuni dati di massima.

I misteri della jungla nera è senz'altro il primo romanzo del ciclo se si tiene in considerazione la data della sua pubblicazione in volume dall'editore genovese Antonio Donath: il 1895.

È, al contrario, il secondo romanzo del ciclo, se si considerano una serie di altri aspetti[1]. I misteri della jungla nera era apparso per la prima volta ai princìpi del 1887 in appendice al quotidiano Il Telegrafo di Livorno, sotto il titolo de Gli strangolatori del Gange; tra l'agosto 1893 e il novembre 1894, era stato poi ripubblicato come Gli amori di un selvaggio sul giornale La Provincia di Vicenza. Diversi anni prima, però, aveva già visto la luce (benché sotto altro titolo) un altro romanzo del ciclo: si tratta de Le tigri di Mompracem, apparso come La tigre della Malesia in appendice alla Nuova Arena di Verona (numeri 10-12 del 1883 e 1-3 del 1884[2]). Oltre al dato meramente cronologico, si individua anche una certa "comodità di studio" nel considerare quest'ultimo come il romanzo necessario per introdursi nel complesso mondo dei personaggi del ciclo[1]. In questo senso, concorre anche un ulteriore dato "ambientale": i fatti narrati ne I misteri della giungla nera risalgono al 1855. La trattazione dei fatti ne Le Tigri di Mompracem inizia ben 6 anni prima e, pertanto, tale romanzo può pacificamente considerarsi il primo del ciclo.

Ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda è ambientata in un'India di fantasia. Le minuziose descrizioni ambientali e i paesaggi esotici presenti nei racconti che hanno caratterizzato lo stile di Salgari, sono nate da una vasta consultazione di saggi, diari, libri, e carte geografiche[3]. Lo scrittore in realtà non ha mai visitato di persona i luoghi da lui descritti nel testo e durante il viaggio.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Parte I: Le gesta degli strangolatori[modifica | modifica wikitesto]

Nel fitto della jungla, circondata da desolate paludi, fiumi ed isolotti presso la foce del grande Gange (chiamata nel suo complesso Sunderbans), la sinistra isola "Raimangal" ospita una pagoda nei cui sotterranei si nascondono i Thug, una setta sanguinaria cui sono affiliati degli strangolatori, seguaci della dea indiana Kali. Guidati dal malvagio Suyodhana, i Thug tengono imprigionata una giovane fanciulla di nome Ada Corishant, soprannominata dalla setta “la Vergine della Pagoda”. Figlia di un ufficiale inglese, Ada è stata rapita e costretta a diventare la sacerdotessa di Kali. Tremal-Naik, un coraggioso cacciatore bengalese innamorato della ragazza, cercherà di salvarla con l'aiuto del suo fedele servitore, il maharatto Kammamuri, al fianco del quale affronta una lotta all'ultimo sangue contro gli adoratori della dea.

Nelle pagine iniziali del romanzo, Aghur, un altro dei servi di Tremal-Naik, rientra da una battuta di caccia, rivelando al padrone che il compagno uscito in caccia con lui è morto. Tremal-Naik e Kammamuri trovano il corpo del loro sventurato compagno, soffocato da un lacciuolo di seta e con la testa fracassata. Tutto lascia presagire che si tratti di un'esecuzione condotta dai Thug; infatti, proprio nei pressi del luogo dell'assassinio, il cacciatore bengalese scopre l'entrata del nascondiglio degli strangolatori. Tremal-Naik vede, così, per la prima volta Ada, innamorandosene immediatamente. Uscito allo scoperto, il cacciatore uccide il capo dei Thug e si dà alla fuga, ma perde le tracce di Kammamuri e si ritrova nei pressi di una grande pagoda; al suo interno, ritrova nuovamente la fanciulla. In agguato c'è, però, anche il perfido thug Suyodhana, che tenta di ucciderlo. Il cacciatore di serpenti riceve una pugnalata al cuore ed è lasciato agonizzante nel cuore della foresta. Fortunatamente, Kammamuri lo ritrova e riesce a portarlo in salvo per curarlo.

I Thug, però, vogliono definitivamente sbarazzarsi dei tre cacciatori, così provano a mandare in avanscoperta una talpa; costui riesce a uccidere Agur, prima di esser scoperto e ucciso da Kammamuri. Intanto, Tremal-Naik, ormai guarito dopo una lunga convalescenza, è finalmente risoluto a liberare Ada. Durante una notte di tempesta, seguito dal suo servo e da Darma - una tigre ammaestrata - raggiunge il nascondiglio dei Thug e libera l'amata. Sfortunatamente, il piccolo drappello si perde tra le gallerie del sotterraneo e ritorna nuovamente prigioniero dei Thug.

Parte II: La rivincita di Tremal-Naik[modifica | modifica wikitesto]

Stavolta, però, gli strangolatori hanno un altro piano in mente: vogliono che i due cacciatori diventino parte della setta. Suyhodana, infatti, ha intuito quanto Tremal-Naik tenga ad Ada; così, decide di concederle la libertà, a patto che il bengalese uccida un tale Harry Macpherson, capitano britannico che ha intrapreso una lotta senza quartiere contro i Thug. Tremal-Naik prova per due volte ad assassinarlo, prima di riconoscere in Macpherson nientemeno che il padre di Ada. Chiarito l'equivoco, i due si alleano contro i comuni nemici; l'avventura finisce, così, col salvataggio di Ada e la messa a ferro e fuoco del covo dei Thug. Suyodhana, però, riesce a fuggire, portando con sé molti strangolatori sopravvissuti.

Seguiti[modifica | modifica wikitesto]

Le vicende narrate in questo romanzo si intrecciano con le avventure di Sandokan ed hanno un seguito nel successivo I pirati della Malesia (1896). Tremal-Naik e Kammamuri faranno presenza fissa nel primo e nel secondo ciclo di Sandokan.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Sergio Campailla, Il ciclo di Sandokan, Newton Compton Editori.
  2. ^ Mario Spagnol, Il primo ciclo della jungla, vol. 1, 1969.
  3. ^ Sergio Campailla, Il caso Salgari, Newton Compton Editori.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura