Campanello (liturgia)

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Campanello con impugnatura a forma di croce

Il campanello è uno strumento liturgico atto a segnalare ai fedeli particolari momenti di importanza della celebrazione eucaristica.

Uso nel Rito Romano[modifica | modifica wikitesto]

Campanello suonato all'elevazione.

Nella Messa Tridentina, come essa è stata ordinata da Pio V nel 1570, l'uso del campanello è prescritto in due occasioni:

  • Nella messa bassa (ma non nella messa solenne), mentre il sacerdote dice il Sanctus[1]
  • All'elevazione sia dell'ostia che del calice subito dopo la consacrazione (o con tre tocchi o continuamente)[2]

Nella revisione del Messale Romano fatta da Giovanni XXIII nel 1962 sono state aggiunte altre due occasioni:

  • Poco prima della Consacrazione (generalmente all'Hanc igitur) il chierichetto suoni il campanello come avviso ai fedeli[3]
  • Se nella messa alcuni fedeli stanno per ricevere la Comunione, il chierichetto li avvisi poco prima con un tocco del campanello[4]

Nella revisione fatta da Paolo VI dopo il Concilio Vaticano II, non è più prescritto l'uso del campanello né al Sanctus né come avviso per eventuali comunicandi nella messa. Sono conservate le indicazioni riguardanti l'avviso poco prima della Consacrazione e mentre il sacerdote celebrante, dopo la Consacrazione, mostra l'ostia e il calice ai fedeli.[5]

Il Messale Romano (tutte le edizioni) prescrive inoltre il suono delle campane al canto del Gloria della Messa nella Cena del Signore del Giovedì Santo[6][7] e della Veglia Pasquale della notte di Sabato Santo[8][9]

Prima della riforma liturgica di Pio XII nel 1955 venivano suonate anche al Gloria della Vigilia di Pentecoste.[10]

Il crotalo[modifica | modifica wikitesto]

Durante i funerali e nell'intervallo fra il Gloria della Messa in Cena Domini e quello della Veglia Pasquale era tradizione di sostituire il campanello con il crotalo[11] o crepitacolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cum dicit: Sanctus, iunctis ante pectus manibus, et inclinatus, eadem voce prosequitur, ministro interim parvam campanulam pulsante (Ritus servandus in celebratione Missae, VII, 8).
  2. ^ Minister [...] manu dextera pulsat campanulam ter ad unamquamque elevationem, vel continuate quousque sacerdos deponat hostiam super corporale, et similiter postmodum ad elevationem calicis (Ritus servandus in celebratione Missae, VIII, 6).
  3. ^ Minister paulo ante Consecrationem campanulae signo fideles moneat (Ritus servandus in celebratione Missae, VIII, 6 nell'edizione 1962 del Messale Romano, frase assente nelle edizioni tridentine anteriori).
  4. ^ Si qui sunt communicandi in Missa, paulo antea ministrans campanulae signo eos moneat (Ritus servandus in celebratione Missae, X, 6 nell'edizione 1962 del Messale Romano, frase assente nelle edizioni tridentine anteriori).
  5. ^ Paulo ante consecrationem, minister, pro opportunitate, campanulae signo fideles monet. Item pulsat campanulam ad unamquamque ostensionem, iuxta cuiusque loci consuetudinem (Missale Romanum 1962, Institutio Generalis Missalis Romani, 150); "Poco prima della consacrazione, il ministro, se è opportuno, avverte i fedeli con un segno di campanello. Così pure suona il campanello alla presentazione al popolo dell'ostia consacrata e del calice secondo le consuetudini locali" (Ordinamento generale del Messale Romano, 150).
  6. ^ Dicitur Gloria in excélsis. Dum cantatur hymnus, pulsantur campanae, eoque expleto, silent usque ad Glória in excélsis Vigiliae paschalis, nisi Episcopus diocesanus, pro opportunitate, aliud statuerit (Missale Romanum 2002, Feria V in Cena Domini. Ad Missam vespertinam, 7)
  7. ^ Altaris incensatione peracta, celebrans, lecta antiphona ad Introitum et Kyrie, eleison recitato, incipit solemniter Gloria in excelsis, et pulsantur campanae et organum, quae, expleto hymno, silent usque ad Vigiliam paschalem (Missale Romanum 1962. Feria Quinta in Cena Domini, De Missa Solemni Vespertina in Ceana Domini, 7).
  8. ^ Post ultimam lectionem e Vetere Testamento cum suo psalmo responsorio et sua oratione, accenduntur cerei altaris, et sacerdos intonat hymnum Glória in excélsis Deo, quem omnes prosequuntur, dum pulsantur campanae, iuxta locorum consuetudines (Missale Romanum 2002, Dominica Paschae in Resurrectione Domini, Vigilia Paschalis in Nocte Sancta, 310).
  9. ^ Finitis a choro Kyrie, eléison, celebrans incipit solemniter G1oria in excelsis, et pulsantur campanae (Missale Romanum 1962. Tempus Paschatis. De Missa Solemni Vigiliae Paschalis, 2).
  10. ^ Finitis Kyrie, eléison, incipit solemniter G1oria in excelsis, et campanae pulsantur.
  11. ^ Ufficiatura della settimana santa in ispecie 2 il rito ambrosiano illustr. da cenni istorico-liturgici. - Malachia Mascheroni, Milano, Ferrario, 1821

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Missale Romanum, editio typica 1962, nella traduzione italiana a cura di S. Bertola e G. Destefani, Edizioni L.I.C.E Torino

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