Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Sepoy

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sepoys del Bengal Army nella prima metà del XIX secolo.

Il termine sepoy (pronunciaˈsipɔɪ) (dal persiano سپاهی Sipâhi, soldato) designava in senso generale qualunque militare indigeno dell'India sotto il governo britannico.

In senso specifico, era il termine impiegato nel British Indian Army (l'esercito coloniale britannico in India), e prima ancora nella Compagnia Inglese delle Indie Orientali, per un soldato semplice di fanteria (un militare di cavalleria era un Sowar), termine che è tuttora in uso nel'esercito indiano, in quello pakistano e in quello del Bangladesh.

In Italia questo termine è stato reso celebre dalla menzione della guerra d'indipendenza indiana del 1857 (nota anche come rivolta dei sepoy - o cipays, secondo la versione francesizzante) nei romanzi di Emilio Salgari, in particolare in Le due tigri. La stessa parola persiana è giunta in Europa per altre vie con la forma sipahi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine del termine[modifica | modifica wikitesto]

Il termine "sepoy" deriva dalla parola persiana sepāhī (سپاهی‎) che significava "soldato di fanteria" nell'Impero Moghul, mentre nell'Impero ottomano, il termine Sipahi era usato per riferirsi alle truppe di cavalleria[1]. Il termine venne usato comunemente nel British Indian Army e in precedenza negli eserciti delle "Presidenze" della Compagnia britannica delle Indie orientali per designare un soldato semplice di fanteria, mentre nella cavalleria si utilizzava il termine sowar.

Alcuni sepoys dell'esercito anglo-indiano nel XIX secolo.

Il termine sepoy entrò nell'uso comune all'interno delle forze armate della Compagnia delle Indie nel XVIII secolo; inizialmente si riferiva ai soldati Hindu o musulmani senza uniforme regolare, ma in seguito designò tutti i soldati nativi in servizio delle potenze europee in India. Anche la Francia e il Portogallo arruolarono i nativi per compiti di guarnigione nei loro possedimenti indiani; i francesi identificavano questi soldati con la parola derivata cipayes, mentre i portoghesi usavano il termine sipaios.

Circa il 96% dei 300.000 soldati della Compagnia delle Indie erano nativi del subcontinente e questi sepoys svolsero una ruolo fondamentale al servizio dell'Impero britannico per controllare e occupare il territorio.

La rivolta dei sepoy[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1857 la ribellione dei sepoy, nota come ammutinamento indiano, scoppiò a causa della distribuzione di cartucce per fucili ingrassate con grasso di maiale o di bue, il cui involucro era da strappare con i denti. Ciò violava le regole della religione dei sepoy, che inoltre interpretavano la cosa come un tentativo di conversione coatta al cristianesimo. Essi liberarono i prigionieri a Meerut vicino a Delhi, uccidendo molti inglesi. Scoppiò una ribellione dell'aristocrazia a Oudh, da poco spodestata. Principi, proprietari terrieri e contadini combatterono fianco a fianco. Delhi venne assediata e l'ultimo Moghul, Bahadur Shah II, fu proclamato imperatore dell'India. Delhi e la postazione inglese di Lucknow vennero velocemente riconquistate.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ P. Mason, A Matter of Honour.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]