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Punjab (regione)

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Punjab
Stati Pakistan Pakistan
India India
Lingue Lingua punjabi
Nome abitanti Punjabi
British Punjab 1909.svg
Provincia del Punjab, 1909.

Il Punjab [ˈpʌnʤɑb][?·info] (gurmukhi, punjabi ਪੰਜਾਬ, hindi पंजाब, persiano پنجاب: letteralmente, "La terra dei cinque fiumi") o anche Panjab (punjabi: پنجاب, shahmukhi, urdu پنجاب), italianizzato in Pangiab (/panˈʤab/[1]) o meno comunemente Pengiab[2], è una regione posta a cavallo della frontiera tra India e Pakistan. I "cinque fiumi" sono il Beas, il Ravi, il Sutlej, il Chenab e il Jhelum; essi, ora divisi tra India e Pakistan, si fondono per formare il Panjnad, che si unisce all'Indo. Il Punjab ha una lunga storia e una ricca tradizione culturale. I suoi abitanti sono chiamati Punjabi e parlano una lingua anch'essa detta punjabi. Le principali religioni nel Punjab indiano sono il Sikhismo e l'Induismo, mentre l'Islam è maggioritario nel Punjab pakistano.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Punjab significa "terra dei cinque fiumi", e traduce letteralmente dal persiano con le parole Panj (پنج), affine al sanscrito Pañca, che significa "cinque", e Āb (آب), affine al sanscrito Āp, che significa a sua volta "acqua".

Suddivisione[modifica | modifica wikitesto]

L'area ora conosciuta come il Grande Punjab comprendeva vasti territori dell'India settentrionale e del Pakistan orientale. Essa era delimitata dal fiume Indo a ovest e dal fiume Yamuna a est. Fu un centro della preistorica civiltà della valle dell'Indo e, dopo il 1500 a.C. circa, la sede di primitivi insediamenti ariani. Nei tempi antichi, l'area fu abitata dai Vahika o Aratta, suddivisi in varie tribù.[3]

La regione, popolata dagli Indo-Ariani, è stata governata da molti imperi e gruppi etnici diversi, compresi gli antichi Greci, i Persiani, gli Arabi, i Turchi, i Mogol, gli Afghani, i Beluci, i Sikh e i Britannici. Nel 1947, essa fu spartita tra gli stati successori dell'India britannica, India e Pakistan.

Il Punjab pakistano comprende ora la maggior parte della regione. Il Punjab indiano è stato ulteriormente suddiviso nei moderni stati indiani del Punjab, dell'Haryana, dell'Himachal Pradesh e del Delhi. La parte pakistana della regione copre un'area di 205.344 km², mentre lo stato indiano del Punjab è di 50.362 km². La popolazione della regione è divisa in modo simile, in quanto 86.084.000 persone (dati 2005) vivono nel Punjab occidentale (Pakistan) e 24.289.296 (dati 2000) nell'attuale stato del Punjab orientale (India). La lingua punjabi è parlata da circa il 90% della popolazione nel Punjab pakistano e dal 92,2% nel Punjab indiano.[4] La città capitale del Punjab indiviso era Lahore, che sorge ora accanto alla linea di spartizione come capitale del Punjab occidentale. Il Punjab indiano ha come sua capitale la città di Chandigarh. A seguito della spartizione, il Punjab indiano ora usa la scrittura gurmukhi, mentre il Punjab pakistano mantiene la scrittura shahmukhī.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte del territorio del Punjab è formato da una vasta pianura alluvionale, delimitata a nord da montagne. Malgrado le sue condizioni aride, è una ricca area agricola grazie all'irrigazione estensiva resa possibile dal grande sistema fluviale che l'attraversa. Le temperature della regione del Punjab oscillano da -20 a 40 °C (MIN/MAX), ma possono arrivare fino a 47 °C in estate.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è un fattore che contribuisce all'economia del Punjab. Non è uniforme su tutta la regione, con le sezioni adiacenti all'Himalaya che ricevono precipitazioni più pesanti di quelle a maggior distanza.

Ci sono tre stagioni principali e due periodi transitori. Durante la stagione calda, da circa metà di aprile alla fine di giugno, la temperatura può raggiungere 49 °C (120 °F). La stagione dei monsoni, da luglio a settembre, è un periodo di piogge abbondanti, che forniscono acqua per le colture oltre all'alimentazione di canali e sistemi di irrigazione. Il periodo transitorio dopo il monsone è freddo e delicato e conduce alla stagione dell'inverno, quando la temperatura in gennaio cade a 5 °C (41 °F) alla notte e 12 °C (54 °F) di giorno. Durante il periodo di transizione dall'inverno alla stagione calda, possono verificarsi grandinate improvvise e scrosci pesanti che causano danni alle colture.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Come risultato delle numerose invasioni, molti gruppi etnici e religiosi hanno contribuito a formare il patrimonio culturale del Punjab.

Nei tempi preistorici, nel Punjab fu localizzata una delle prime culture conosciute dell'Asia meridionale, la civiltà harappa.

Il periodo vedico ed epico fu socialmente e culturalmente prolifico nel Punjab. Durante questo periodo, ad esempio, nel Punjab furono composte le scritture sacre indù, i Rig Veda e le Upanishad. La tradizione sostiene che il saggio Vālmīki compose il Rāmāyaṇa vicino all'attuale località di Amritsar. Nella leggenda, Krishna diffuse il divino messaggio della Bhagavad Gita a Kurukshetra. Diciotto Purāṇa principali furono scritti nella regione. Gli autori del Vishnu Purana e dello Shiva Purana provenivano dal Punjab centrale.

Le battaglie epiche descritte nel Mahābhārata furono combattute nel Punjab. I Gandhara, i Kamboja, i Trigarta, gli Andhra, i Paurava, i Bahlika (i coloni battriani del Punjab), gli Yaudheya e altri si schierarono con i Kaurava nella grande battaglia combattuta a Kurukshetra.[5] Secondo il Dr Fauja Singh e il Dr L. M. Joshi: "Non c'è nessun dubbio che i Kamboja, i Darada, i Kaikaya, gli Andhra, i Paurava, gli Yaudheya, i Malava, i Saindhava e i Kuru abbiano contribuito congiuntamente alla tradizione eroica e alla cultura composita dell'antico Punjab"[6].

Nel 326 a.C., Alessandro Magno tentò d'invadere il Punjab da nord. I suoi eserciti entrarono nella regione attraverso l'Hindu Kush.

In alcuni momenti durante l'istituzione e il consolidamento del governo mogol, nel Punjab vi furono conflitti, caos e sollevazioni politiche. Tuttavia, con la prosperità mogol, si raggiunsero uno sviluppo e una pace relativa, particolarmente sotto il regno di Jahangir. Il periodo fu notevole anche per l'emergere di Guru Nanak (1469-1538), il fondatore di un potente movimento popolare che ha lasciato un'impronta duratura sulla storia e sulla cultura del Punjab. Nato nel distretto di Sheikhupura, egli rifiutava la divisione del genere umano in compartimenti rigidi di religioni e di caste ortodosse e predicò l'unicità dell'umanità e quella di Dio, mirando così a creare un nuovo ordine che abbracciasse tutto lo spirito pervasivo nell'uomo. Questa nuova filosofia sarebbe servita di base per la fondazione della fede sikh.

Nel 1713, Banda Bahadur volle fondare uno stato sikh nel Punjab. A tal fine combatté senza posa con i Mogol, ma il suo stato durò appena meno di un anno prima del suo crollo. Molti anni dopo, fu catturato e giustiziato.

Nel 1756, i Maratha sotto Raghunath Rao sconfissero l'afghano Ahmed Shah Abdali al suo primo tentativo di conquistare l'India. I Maratha ricacciarono indietro gli Afghani in ritirata fino ad Attock. I Sikh e i Khatri (i gruppi dominanti del Punjab) stabilirono un rapporto di collaborazione con i Maratha per aver eliminato con successo i musulmani dalla loro terra e firmarono con essi trattati formali di amicizia. All'epoca della formazione del Dal Khalsa[7] nel 1748 ad Amritsar, il Punjab era diviso in 36 aree e in 12 distinti principati sikh. Da questo momento in poi ebbe inizio la formazione di un Impero Sikh nel Punjab.

Una sezione del Forte di Lahore costruita dal Maragià sikh Ranjit Singh.

Delle 36 aree, 22 furono unite dal Maragià Ranjit Singh. Le altre 14 accettarono la sovranità britannica. Dieci anni dopo la morte del Maragià Ranjit Singh, l'impero si frantumò e i Britannici si impadronirono del Punjab.

L'avvento dell'India britannica (il cosiddetto "Raj Britannico") ebbe profonde conseguenze politiche, culturali, filosofiche e letterarie nel Punjab, compresa l'istituzione di un nuovo sistema d'istruzione. Durante il movimento d'indipendenza dal Regno Unito, molti Punjabi svolsero un ruolo significativo, compreso Lajpat Rai, Ajit Singh Sindhu, Bhagat Singh, Udham Singh, Bhai Parmanand, Muhammad Iqbal, Chaudhary Rehmat Ali e Ilam Din Shaheed.

All'epoca della spartizione nel 1947, la provincia fu divisa nel Punjab orientale e in quello occidentale. Il Punjab orientale divenne parte dell'India, mentre il Punjab occidentale fu assorbito dal Pakistan. Al Punjab toccò poi subire l'urto delle agitazioni civili successive alla fine del Raj Britannico, che produssero un numero di vittime stimato nell'ordine delle centinaia di migliaia o addirittura superiore.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

3300 – 1500 a.c.: civiltà della valle dell'Indo

1500 – 1000 a.c.: civiltà vedica

1000 – 500 a.c.: periodo vedico medio e tardo

599 a.c.: nascita di Mahavira

567 – 487 a.c.: tempo di Gautama il Buddha

550 a.c. – 600 d.c.: il buddismo è prevalente

326 a.c.: Alessandro Magno nel Punjab

322 – 298 a.c.: Chandragupta I, periodo di Maurya

273 – 232 a.c.: Regno di Ashoka

125 – 160 a.c.: ascesa dei Silvestri

2 a.C.: inizio della dominazione dei Silvestri

45 – 180: regola del Kushan

320 – 550: Impero Gupta

500: invasione Hunnic

510 – 650: era di Vardhana

711 – 713: Muhammad bin Qasim conquista Sindh e piccola parte della regione del Punjab

713 – 1200: Stati Rajput, Kabul Shahi e piccoli regni musulmani

1206 – 1290: dinastia dei Mamelucchi fondata da Mohammad Ghori

1290 – 1320: Dinastia Khalji fondata da Jalal ud Din Firuz Khalji

1320 – 1413: dinastia Tughlaq fondata da Ghiyasuddin Tughlaq

1414 – 1451: dinastia Sayyid fondata da Khizr Khan

1451 – 1526: dinastia Lodhi fondata da bahlul Khan Lodhi

1469 – 1539: Guru, la sua

1526 – 1707: regola Mughal 1526 – 1530: zaninoni Muhammad Babur

1530 – 1540: Nasiruddin Muhammad Humayun

1540 – 1545: Sher Shah Suri dell'Afghanistan

1545 – 1554: Islam Shah Suri

1555 – 1556: Nasiruddin Muhammad Humayun

1556-1556: HEM Chandra Vikramaditya

1556 – 1605: Jalaluddin Muhammad Akbar

1605 – 1627: Nooruddin Muhammad

1627 – 1658: Shahaabuddin Muhammad Shah Jahan

1658 – 1707: Mohiuddin Muhammad Aurangzeb Alamgir

1539 – 1675: periodo di 8 Guru Sikh da Guru Angad Dev a Guru Tegh Bahadur

1675 – 1708: guru di "il maestro" di Sikh

1699: nascita del Khalsa

1708 – 1713: conquiste di Bahadur

1722: nascita di Ahmed Shah Durrani

1714 – 1759: i capi Sikh (Sardars) la guerra contro gli afgani e i governatori Moghul

1739: invasione da Nader Shah e sconfitta dell'Impero Mughal indebolito

1747 – 1772: Impero Durrani guidato da Ahmad Shah Durrani

1756 – 1759: Impero Sikh e Maratha nel Punjab

  1. 1761: terza battaglia di Panipat tra l'Impero Durrani e l'Impero Maratha.

1762: 2º massacro (Ghalughara) della seconda invasione di Ahmed Shah

1765 – 1801: ascesa del Misls sikh che ottiene il controllo di vaste aree del Punjab

1801 – 1839: Impero Sikh conosciuto anche come sarkr Khalsa, regola del Maharaja Ranjit Singh

1845 – 1846: prima guerra anglo-Sikh

1846: Jammu si unisce al nuovo stato di Jammu e Kashmir

1848 – 1849: seconda guerra anglo-Sikh

1849: completa annessione del Punjab nell'India britannica

1849-1947: Dominio britannico

1901: Peshawar e distretti adiacenti separati dalla provincia del Punjab

1911: parti di Delhi separate dalla provincia del Punjab

1947: la divisione dell'India ha diviso il Punjab separato in due parti. La parte orientale è diventato il Punjab indiano e la parte occidentale il Punjab pakistano

1966: Punjab indiano diviso in tre parti: Punjab, Haryana e Himachal Pradesh

1973 – 1995: insurrezione del Punjab.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Le ascendenze etniche dei moderni Punjabi includono tutti i principali popoli che si stabilirono nella regione a partire dai tempi antichi, tra i quali in primo luogo gli Indo-Ariani, seguiti dagli Indo-Sciti, dagli Indo-Parti e dagli Indo-Greci. Con l'avvento dell'Islam, anche i colonizzatori provenienti dalla Persia, dall'Afghanistan e dall'Asia centrale si sono integrati nella società punjabi. Come già accennato, il Sikhismo è la principale religione del Punjab indiano, essendo sorta nel Punjab stesso. Circa il 52% della popolazione è composto da Sikh, il 45% da Indù e per il resto da Giainisti, Cristiani, Musulmani o Buddisti. Tuttavia, a causa della migrazione su vasta scala dagli stati dell'Uttar Pradesh, del Bihar, del Bengala e dell'Orissa, la demografia del Punjab è divenuta più confusa di quanto prima indicato. Nel Punjab indiano si trova la città santa sikh di Amritsar. Gli stati dell'Haryana e dell'Himachal Pradesh, precedentemente componenti della provincia britannica del Punjab, sono per lo più a maggioranza indù. La maggior parte dei Punjabi pakistani e indiani hanno in gran parte antenati jatt, composti principalmente da Sikh e da numerosi Indù. I Punjabi indiani parlano la lingua punjabi scritta nell'alfabeto gurmukhi. L'Islam, dal canto suo, è la religione di oltre il 98% della popolazione del Punjab in Pakistan. Ci sono piccole minoranze indù e sikh tra le altre. In Pakistan si usa l'alfabeto shahmukhī, che è più vicino all'alfabeto persiano. In totale il Pakistan ha 70 milioni di Punjabi e l'India 39 milioni.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Ricamo Phulkari da Patiala.

La regione storica del Punjab è considerata una delle regioni più fertili della Terra. Sia il Punjab orientale che quello occidentale producono una proporzione relativamente elevata della produzione alimentare rispettivamente dell'India e del Pakistan. Il prodotto agricolo della regione del Punjab in Pakistan contribuisce significativamente al PIL del paese. La regione è importante per la coltivazione del frumento. In aggiunta, sono colture di grande rilievo anche riso, cotone, canna da zucchero, frutta e ortaggi. Sia il Punjab indiano che quello pakistano sono considerati avere le migliori infrastrutture dei rispettivi paesi.[8] Si è stimato che il Punjab indiano sia il secondo stato più ricco dell'India (il più ricco essendo il territorio di Chandigarh, la città capitale del Punjab); lo stato di Haryana è il quarto.[9]

Il Punjab pakistano produce il 68% della produzione di grano alimentare del Pakistan.[10] Chiamato "il granaio dell'India" o "il cesto del pane dell'India", il Punjab indiano, a sua volta, produce l'1% del riso del mondo, il 2% del suo frumento e il 2% del suo cotone.[11] Nel 2001, fu registrato che gli agricoltori costituivano il 39% della forza lavoro del Punjab indiano.[12]

Lingua punjabi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: lingua punjabi.

La lingua principale parlata nel Punjab è Punjabi. Nel Punjab indiano questo è scritto nel Gurmukhi. Non a caso, tutti i testi sacri sikh sono scritti nell'alfabeto gurmukhi. A causa di questo elemento di santità, il popolo ritiene comunemente di cattivo auspicio che un qualunque pezzo di carta scritto in punjabi tocchi terra o i piedi. Il Pakistan usa lo scritto shahmukhi, che è quello più vicino allo scritto di Urdu. L'hindi, scritto in Devanagri, è usato ampiamente negli Stati indiani di Himanchal Pradesh e di Haryana. Diversi dialetti del Punjabi sono parlati nelle diverse regioni. Il dialetto Mihai è considerato un libro di testo Punjabi ed è condiviso da entrambi i paesi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luciano Canepari, Pangiab, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  2. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Pangiab", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  3. ^ Buddha Parkash, Evolution of Heroic Tradition in Ancient Panjab, 1971, p. 53.
  4. ^ [1]
  5. ^ Buddha Parkash, Evolution of Heroic Tradition in Ancient Panjab, p 36.
  6. ^ Vedi: Dr L. M. Joshi, Dr Fauja Singh, History of Panjab, Vol. I, p. 4.
  7. ^ Il Dal Khalsa era in origine un corpo scelto di guerrieri religiosi sikh, fondato nel 1699 da Guru Gobind Singh, che lottarono a lungo contro le persecuzioni dei musulmani Mogol. In seguito, con il declino dell'impero mogol e la successiva fondazione di uno stato sikh nel Punjab, il Khalsa divenne un organo consultivo dei Maragià del Punjab: organizzato democraticamente, esso poteva opporsi alle decisioni dello stesso Maragià.
  8. ^ Copia archiviata, su punjabgovt.nic.in. URL consultato il 19 ottobre 2007 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2007).
  9. ^ "Punjab second richest state in country: CII", Times of India, 8 aprile 2004.
  10. ^ Statistiche governative pakistane Archiviato l'8 marzo 2007 in Internet Archive..
  11. ^ Copia archiviata, su punjabgovt.nic.in. URL consultato il 4 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2008).
  12. ^ Statistiche governative del Punjab Archiviato il 10 marzo 2008 in Internet Archive.

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