Iberismo

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Posizione di Portogallo e Spagna in Europa

L'Iberismo, federalismo iberico o pan-iberismo (in spagnolo, basco, portoghese e galiziano iberismo, in catalano iberisme) è un'ideologia politica sviluppata all'inizio del XX secolo che supporta l'unione politica di Spagna e Portogallo e la creazione di un'unica nazione della penisola iberica. Tale pensiero è stato promosso soprattutto dai movimenti socialisti e repubblicani di entrambi i paesi.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Geografici e culturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Penisola iberica.
La Penisola iberica vista dallo spazio nel gennaio 2003

Il Portogallo e la Spagna occupano la quasi totalità del territorio della Penisola iberica e condividono quindi un'unità geografica che si manifesta nella larga frontiera comune (1.214 km) e nell'incrociarsi di importanti fiumi (Duero, Tago, Guadiana). Condividono inoltre il proprio flusso storico, a volte comune, a volte parallelo. Dalla dominazione romana, visigota, araba, fino alla formazione dei regni cristiani medievali, all'epoca delle grandi scoperte, al XIX secolo e all'ingresso di entrambi i Paesi nell'Unione europea.

Eccetto il basco, tutte le lingue parlate nella penisola discendono dal latino, fanno parte del gruppo ibero-romanzo, si sono formate allo stato moderno nell'epoca della Reconquista e sono state influenzate dalle lingue indigene; per esempio la parola izquierda ("sinistra"), derivata dal basco, si è diffusa in tutti gli altri idiomi iberici.
Il portoghese divenne una lingua indipendente dal medievale galiziano-portoghese quando la Contea del Portogallo si separò dal Regno di Galizia diventando Regno del Portogallo. D'altra parte la lingua galiziana fu sempre più influenzata dalla lingua castigliana fino alla sua incorporazione sotto la Corona castigliana come un reame dipendente dal Regno di León.

Storici[modifica | modifica wikitesto]

Le identità moderne di Spagna e Portogallo risalgono all'esperienza della Reconquista. Nel 1512 Ferdinando II d'Aragona conquistò il Regno di Navarra e pose finalmente tutti i territori spagnoli sotto un'unica autorità sovrana. Tuttavia il Portogallo rimase un regno indipendente in competizione coloniale con la Spagna (Castiglia), e per evitare conflitti il Trattato di Tordesillas divise gli emisferi d'influenza spagnola e portoghese.

A seguito della scomparsa di Sebastiano I del Portogallo nella battaglia di Alcácer Quibir, Filippo II di Spagna mobilitò le truppe castigliane per far valere i suoi diritti dinastici sul pretendente rivale. Il poeta nazionale del Portogallo Luís de Camões, oppositore a Filippo II, ne scrisse tuttavia alcuni sonetti in spagnolo (il bilinguismo era allora comune).

Nel 1581 Filippo divenne Filippo I del Portogallo unendo le due corone con l'impero più esteso della storia fino a quel momento. Gli Asburgo di Spagna stabilirono che l'unione dei due regni sarebbe stata chiamata Unione Iberica. Nel 1640 il duca di Braganza, sostenuto dal cardinale Richelieu di Francia, guidò una ribellione anti-spagnola che lo portò a staccare il paese dalla Corona castigliana e a proclamarsi Giovanni IV del Portogallo; la città nordafricana di Ceuta decise di rimanere sotto la monarchia spagnola.

Gli spagnoli e i portoghesi mantennero uno stato di pace de facto fra il 1641 e il 1657. Quando Giovanni di Braganza morì, gli spagnoli tentarono di lottare per il Portogallo contro suo figlio Alfonso IV del Portogallo, ma furono sconfitti nelle battaglie di Ameixial (1663) e di Montes Claros (1665); quindi la Spagna dovette riconoscere l'indipendenza portoghese nel 1668 con il Trattato di Lisbona.

Nel 1801 la città portoghese di Olivença fu occupata dalla Spagna durante la guerra delle arance e passò sotto la sua sovranità con il nome di Olivenza; è rivendicata da allora come territorio portoghese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Prima del 1800 vi furono alcune posizioni isolate volte a creare un'unione tra Spagna e Portogallo; fra di esse, risalta quella dell'abate José Marchena, il quale, alla fine del 1792, in una nota rivolta a Charles-François Lebrun e finalizzata ad estendere la rivoluzione francese alla Spagna, prospettava la creazione di una Repubblica federale iberica. Ma le condizioni per la nascita dell'ideologia iberista si produssero durante la guerra d'indipendenza spagnola, durante la quale spagnoli e portoghesi si allearono per respingere i francesi.

La regina Carlotta Gioacchina Teresa Borbone

Nelle Cortes di Cadice, riunitesi nel 1812, ultimo anno della guerra d'indipendenza, i sostenitori dell'unione proposero di concedere la reggenza spagnola a Carlotta Gioacchina di Borbone, figlia di Carlo IV e sposa del principe reggente portoghese Giovanni VI. Se fosse stato realizzato questo progetto, la reggenza dei due Stati sarebbe stata riposta nelle mani di entrambi i coniugi. Questa proposta si basava su interessi dinastici tradizionali e non su ideali nazionalisti, quindi non poté avere grande influenza, ma l'idea di un'unione iberica creata a partire da un'unione dinastica ebbe a quell'epoca un certo appoggio.

Al ritorno dell'assolutismo del re Ferdinando VII, i liberali, rifugatisi a Londra, cercarono appoggio fra i compagni di esilio portoghesi, reclamando la loro solidarietà e cooperazione. Nella stampa dell'epoca, nel giornale El Constitucional Español, apparirono diversi articoli centrati sull'unità naturale dell'Iberia. Anche a Londra, O Campeão Português pubblicò vari articoli a favore dell'unione iberica.

Dopo il trionfo della Rivoluzione liberale, in Spagna nel gennaio del 1820 e in Portogallo nel settembre dello stesso anno, e durante l'instaurazione del triennio liberale (1820-1823), si ebbero sempre meno proclami per il raggiungimento dell'unione, al punto che tanto i liberali portoghesi quanto quelli spagnoli si preoccuparono solo di realizzare il sistema liberale nel proprio paese dimenticando ciò che succedeva oltre la rispettiva frontiera. Al contrario invece alcune organizzazioni segrete liberali della penisola tentarono di propagandare l'iberismo per stabilire sette repubbliche federali, delle quali cinque in Spagna e due in Portogallo: la Lusitania Ulteriore e quella Citeriore.

In seguito alla Spedizione di Spagna, il cui obiettivo era stato ristabilire l'assolutismo monarchico di Ferdinando VII, nacque un movimento il cui scopo era l'integrazione politica dei paesi iberici. I liberali, non riponendo nessuna fiducia nel re, depositarono le loro speranze nel progetto di una monarchia costituzionale e liberale di tutta l'Iberia, guidata da Pietro I, imperatore del Brasile e figlio primogenito di Giovanni VI del Portogallo.

Pietro I, Imperatore del Brasile, nonché Pietro IV di Portogallo

Nell'agosto del 1826 i liberali, esiliati a Gibilterra inviarono una lettera a Pieto I in cui esprimevano i loro desideri: cioè che un giorno egli avesse cinto "le tre Corone" (Spagna, Portogallo e Brasile) e l'Iberia fosse stata unificata sotto la dinastia dei Braganza, scacciando via i Borbone.

Settori liberali sia spagnoli che portoghesi e personalità come Juan Álvarez Mendizábal o Mouzinho da Silveira proposero l'unione dei due paesi mediante la nomina di Pietro IV a reggente di Spagna, e addirittura il matrimonio tra il figlio di quest'ultimo, Pietro V, e Isabella II. Il problema era che il principe ereditario Pietro V era pressoché un bebé, essendo nato nel 1837, ed aveva sette anni meno di Isabella II, anch'essa una bambina. Andrés Borrego propose il fidanzamento e il rinvio del matrimolio, ma il matrimionio di Isabella II con Francesco de Asís di Borbone nel 1846 diede fine alle speculazioni.

In opposizione all'unione monarchico-dinastica, sorse un movimento alternativo, federalista e repubblicano. Influenzati dalla rivoluzione del 1848 francese, quaranta tra spagnoli e portoghesi fondarono a Parigi il Club Ibérico e fecero una manifestazione di fronte al municipio nella quale esposero una bandiera con simboli iberici e acclamarono la loro alleanza.

Verso la metà del XIX secolo l'iberismo, in Spagna, si divise in due correnti ben differenziate a causa dei conflitti socio-economici, via via più intensi, provocati dalla crescente industrializzazione. La prima, appoggiata dai liberali progressisti, voleva un'unione monarchica liberale e costituzionale, con un sistema economico capitalista. Fu sostenuta principalmente dagli elementi più significativi della media borghesia e delle professioni liberali. L'altra invece sosteneva una regime federale repubblicano con un ampio consenso democratico e vedeva la monarchia come fondamento del latifondismo e del regime oligarchico borghese; questa posizione fu accettata da settori urbani della popolazione e in parte da piccoli borghesi ed artigiani.

Nel tardo Sessennio il movimento raggiunse il suo apogeo. Dopo l'assassinio del generale Juan Prim, durante la Prima repubblica spagnola (1873-1874), sembrò il momento giusto per avviare un'unione federale iberica.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel XX secolo, l'iberismo si diffuse in alcune ideologie e correnti di sinistra come nell'anarchica Federación Anarquista Ibérica e nella Federación Ibérica de Juventudes Libertarias.

Le successive dittature nazionaliste del Portogallo di Salazar e della Spagna franchista condivisero molte analogie politiche e un certo sostegno reciproco, ma respinsero l'ideologia iberista.

XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente nessun partito presente nei parlamenti di entrambe le nazioni ha come obiettivo l'iberismo anche se entrambe hanno aderito alla Comunità Economica Europea nel 1986 e le frontiere tra i due paesi sono aperte da allora. Il partito spagnolo Izquierda Republicana, attualmente senza rappresentanza in parlamento, difende il federalismo iberico come alternativa politica.

Alcuni gruppi ufficiali portoghesi e spagnoli difendono l'iberismo. Un sondaggio del 2006 ha mostrato che solo il 28% dei portoghesi pensava che Spagna e Portogallo dovessero essere una sola nazione; il 42% di questi avrebbe scelto come capitale Madrid contro il 41% che avrebbe scelto Lisbona. Il 96,5% ha pensato che l'economia portoghese se la sarebbe cavata meglio in un'unione con la Spagna, e più della metà avrebbe accettato Juan Carlos I di Spagna come capo di stato. Un sondaggio simile in Spagna ha dimostrato che il 45,7% degli spagnoli ritenne che Portogallo e Spagna avrebbero dovuto unirsi; questo sostegno risultò particolarmente elevato tra i cittadini più giovani (tra i 18 e i 24 anni) e nelle comunità di confine tra i due paesi. In Spagna solo il 3,3% avrebbe preferito Lisbona come capitale contro l'80% che avrebbe scelto Madrid. Il 43,4% ha pensato che un paese iberico unito dovrebbe essere conosciuto come "Spagna" contro il 39,4% che preferirebbe il nome "Iberia". Da un nuovo sondaggio condotto nel 2011 è emerso che il 39,8% degli spagnoli e il 46,1% dei portoghesi hanno sostenuto la creazione di una federazione dei due paesi.

Tra gli intellettuali contemporanei che hanno difeso posizioni iberiste, ricordiamo lo scrittore portoghese José Saramago.

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