Hollywood Party

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Hollywood Party
Hollywood party.JPG
Peter Sellers e Claudine Longet in una scena del film
Titolo originale The Party
Paese di produzione USA
Anno 1968
Durata 99 min
Genere commedia
Regia Blake Edwards
Soggetto Blake Edwards
Sceneggiatura Blake Edwards, Tom Waldman, Frank Waldman
Produttore Blake Edwards
Casa di produzione The Mirisch Corporation
Fotografia Lucien Ballard
Montaggio Ralph Winters
Musiche Henry Mancini
Scenografia Fernando Carrere
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Hollywood Party (The Party) è un film del 1968 diretto da Blake Edwards e interpretato da Peter Sellers, in cui sono narrate le vicende di un giovane attore indiano a cui capitano una serie di disavventure surreali mentre partecipa a una festa alla moda data da un produttore cinematografico.

È uno dei film più divertenti e riusciti del regista Blake Edwards[1][2][3][4][5]. In questo grande cult movie la gag raggiunge il massimo della sua tecnica e perfezione, in una sintesi perfetta della commedia teatrale e della cinematografia di genere. L'arte hollywoodiana della gag vantava una grande scuola, da Buster Keaton ai fratelli Marx fino al Jerry Lewis de Il mattatore di Hollywood.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Hrundi V. Bakshi, un attore indiano che fa la comparsa a Hollywood in un film in costume, rovina le riprese a causa della propria goffaggine. Il regista telefona quindi al produttore per far cacciare Bakshi dagli studios, ma la segretaria del produttore, per errore lo inserisce nella lista degli invitati che parteciperanno ad una festa nella propria villa.

Durante la festa si susseguono le situazioni più strane, con esilaranti gag che coinvolgono Bakshi, gli invitati e il personale di servizio, causa anche l'improbabile arredamento della casa, che comprende un bancone da bar semovente che sparisce nel muro e un ruscello che attraversa il salone principale.

Durante la festa Bakshi conosce Michèle Monet, una graziosa cantante francese che è stata accompagnata alla festa proprio dal regista che ha ordinato il licenziamento di Bakshi.

Bakshi e Michèle simpatizzano e trovano un'intesa, finendo per rovinare completamente la festa del produttore quando la figlia di quest'ultimo introduce nella villa un piccolo elefante, riempiendo la casa di schiuma nel tentativo di lavare scritte hippy e di contestazione dal dorso dell'animale.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Hollywood Party fu l'unica collaborazione tra Sellers e Blake Edwards al di fuori del ciclo di film della Pantera rosa. Il produttore Walter Mirisch conosceva molto bene il talento dei due e non ebbe remore nell'investire nel progetto; nella sua autobiografia, Mirisch scrisse: «Blake si era guadagnato la reputazione di regista molto costoso, in particolare dopo La grande corsa».[6] Sellers aveva già interpretato la parte di un indiano nel film La miliardaria, pellicola di discreto successo.

Gli interni del film furono girati su un set appositamente creato in studio alla MGM. Il copione originale era lungo in tutto solamente 63 pagine. Successivamente Edwards disse che si trattava del copione più corto che avesse mai girato, e la maggior parte delle scene del film furono improvvisate sul set al momento.

La pellicola trasse ispirazione dall'opera di Jacques Tati; Bakshi infatti arriva al party con una macchina molto simile a quella utilizzata da Monsieur Hulot in Le vacanze di Monsieur Hulot. L'intera trama del film poi è una rielaborazione della scena del ristorante in Tempo di divertimento; e l'interazione comica con oggetti inanimati ricorda quella di altri film di Tati, in particolare Mio zio.[7]

Il tema del party potrebbe essere stato ispirato dal film La notte di M. Antonioni, di cui riprenderebbe l'estetica geometrica e fredda, insieme con il senso di noia e di gioia artificiale[8].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • L'automobile guidata dal personaggio di Peter Sellers, Hrundi V. Bakshi, è una "Morgan Tre Ruote", ovvero un autociclo degli anni venti costruito dalla Morgan e appartenente alla serie Three-Wheelers.
  • Il Primo Ministro indiano Indira Gandhi apprezzò molto una battuta di Sellers: "In India non crediamo di essere, sappiamo di essere.", con cui Bakshi risponde ad un ospite furioso che gli dice "Ma chi si crede di essere lei?" In realtà la traduzione perde parte del senso della frase; nei dialoghi originali, le parole esatte sono

« Who do you think you are? »

« In India we don't think who we are, we know who we are! »

  • Nella scena del bagno si può sentire in sottofondo una versione di "Meglio stasera", canzone presente ne La pantera rosa sempre di Blake Edwards.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "È il capolavoro di Edwards, uno dei grandi film comici sonori, e una delle migliori interpretazioni di Sellers. Continua e rinnova la grande tradizione del burlesque americano, integrandola con una vena di autentica tenerezza (evidente nell'ambivalenza del personaggio principale) e una dimensione di puntigliosa critica sociale di costume. La catena delle irresistibili invenzioni comiche sfocia in un finale delirante e catastrofico che sconfina nell'onirico." da: Il Morandini 2008.
  2. ^ È il capolavoro di Edwards, uno dei grandi film comici sonori" da: trovacinema.repubblica.it/film/Hollywood-Party/118741
  3. ^ "Come si sa, Hollywood Party è uno dei film più belli e divertenti diretti da Blake Edwards, protagonista Peter Sellers" da: www.drammaturgia.it/recensioni/recensione1.php?id=1796
  4. ^ "Un film eccezionale, con una "lentezza" calcolata per alcune gag che può sembrare datata a qualche spettatore troppo giovane e troppo debitore verso il ritmo sincopato della MTV" da: Mereghetti, il Dizionario dei Film
  5. ^ "Hollywood Party è un capolavoro" da: www.effettonotteonline.com/enol/archivi/articoli/cult/200406/200406cu03.htm
  6. ^ Walter Mirisch, I Thought We Were Making Movies, Not History, Madison, Wisconsin, University of Wisconsin Press, 2008, ISBN 0-299-22640-9.
  7. ^ Robinson, Tasha (April 19, 2002). The Party (DVD) The A.V. Club
  8. ^ (FR) Éditions Larousse, Encyclopédie Larousse en ligne - la Party The Party, su www.larousse.fr. URL consultato il 31 maggio 2017.

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