Harold Bradley

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Harold Willard Bradley Jr. (Chicago, 13 ottobre 1929) è un pittore, attore e cantante statunitense, stabilitosi in Italia. È anche conosciuto come ex giocatore di football americano, conduttore televisivo e insegnante di scuola e di università.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e Adolescenza in America (1929 - 1954)[modifica | modifica wikitesto]

Prima Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Harold Bradley nasce il 13 ottobre 1929 a Chicago, Illinois. Suo padre, Harold "Hal" Willard Bradley Senior, un postino con origini afroamericano / americano-nativo (Choctaw), fu uno dei primi giocatori neri nella lega professionista di football americano, la NFL. Sua madre, Hattie Ruth Clay, d'origini tedesco / afroamericana, fu nutrizionista nelle scuole pubbliche e casalinga.

Harold Bradley Jr trascorre la sua infanzia e prima adolescenza a West Woodlawn, una zona di Chicago, insieme ai suoi genitori e a sua sorella, Pauline. I genitori permettono a Harold di vivere un'infanzia felice senza problemi. Lui e sua sorella, entrambi dall'aspetto piuttosto afroamericano, trascorrono la loro infanzia in un vicinato multiculturale insieme a bambini di diverse nazionalità. La gente nel suo quartiere, composta per esempio da cinesi, svedesi, irlandesi e messicani, si aiuta a vicenda, i bambini giocano per strada e il colore della pelle non ha un gran significato.

La sua famiglia lo tiene continuamente informato sulla sua cultura mostrandogli riviste afroamericane ed insegnandogli così di essere fiero delle sue radici. Bradley stesso descrive la sua famiglia come una famiglia arcobaleno poiché suo nonno da parte della madre si è sposato con una donna tedesca, e in famiglia ci sono sia persone di colore scuro che di colore chiaro.

La musica gioca un ruolo importante nella sua vita fin dall'inizio. A cinque anni prende lezioni di pianoforte e viene influenzato fortemente dalla musica jazz che ascolta suo padre, come per esempio Jimmy Lunceford, Duke Ellington, Count Basie e Charlie Parker.

I primi passi nell'arte e lo studio[modifica | modifica wikitesto]

Anche se la musica svolge un ruolo significativo nella famiglia Bradley, Harold comincia presto a interessarsi moltissimo per l'arte. Un amico di suo padre, E. Simms Campbell, caricaturista per diversi giornali, suscita in Harold l'interesse per il disegno mostrandogli alcune delle sue caricature. In seguito, Bradley impiega ogni minuto libero alla pittura e presto anche i suoi professori e compagni di classe si accorgono del suo talento. Così viene mandato al Chicago Art Institute dove vince un premio per il suo talento a soli 9 anni. Altri premi in competizioni nazionali seguono, per esempio per un suo disegno che riporta in modo molto dettagliato una scena della sua classe di fisica.

Dopo essersi diplomato alla Englewood High School Bradley decide di studiare le belle arti nell'università dell'Iowa dove si laurea nel 1951.

Dal 1951 al 1953 è sotto le armi per la marina americana, ottenendo in seguito una borsa di studio. Prima di usufruire di questa borsa di studio, apre nel 1957 il suo primo studio d'arte e insegna contemporaneamente a disegnare e dipingere al Karamu House nella comunità nera di Cleveland.

Football come professionista (1954 – 1958)[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua adolescenza Bradley non è solo attivo nel settore artistico ma calca anche le orme di suo padre Harold Sr., una volta giocatore professionista nella squadra di football americano dei Chicago Cardinals, cominciando a giocare nella posizione del tackle, prima nella squadra del liceo e dopo per la sua università, l'università dell'Iowa. Nella stessa squadra giocava suo padre anni prima, cosicché i due rappresentano la prima coppia padre-figlio con radici afroamericane in una squadra di football americano. Dopo l'università, Bradley fa parte della squadra della marina, i San Diego Bulldogs. L'opportunità di giocare in questa squadra è una grande fortuna per Bradley, come dice lui stesso, perché altrimenti sarebbe stato mandato probabilmente al fronte per combattere nella Guerra di Corea.

Nel 1953 viene scoperto da un coach dei Cleveland Browns e viene invitato ad allenarsi insieme a loro. Un anno dopo riesce a entrare nella squadra dei Cleveland Browns come Guard. I Browns giocano nella NFL (National Football League) e con loro vince due titoli Superbowl nei campionati degli anni 1954 e 55. Fino al ‘58 rimane con i Browns, dopodiché fa un'altra stagione con i Philadelphia Eagles.

Bradley parla del periodo nella NFL come un'esperienza fantastica e descrive i suoi compagni di squadra come persone bravissime.

Il Trasferimento in Italia (1959 - 1968)[modifica | modifica wikitesto]

Le belle arti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1956 Bradley decide di fare un giro d'Europa, visitando vari paesi europei con lo scopo di imparare qualcosa in più sull'arte delle diverse culture. Grazie alla sua borsa di studio si può iscrivere nel 1959 all'Università per stranieri di Perugia in Italia. È proprio qui che incontra la sua futura moglie Hannelore, un'ebrea tedesca che sta imparando l'italiano nella sua stessa scuola di lingua.

Un anno dopo si trasferisce a Roma e apre uno studio d'arte insieme allo scultore canadese Bob Cowgill nella zona di Trastevere in Via Garibaldi 58. Sia a Perugia che a Roma tiene alcune mostre per presentare le sue opere al pubblico.

Bradley lavora con tempera, acquarelli, oli e fa collage.

Inizi della carriera musicale e cinematografica in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Accompagnando i suoi amici al set della produzione del film La tragica notte di Assisi nel 1960, Bradley ottiene quasi per caso il suo primo ruolo come attore, interpretando una figura laterale. Fare l'attore per lui è un semplice divertimento e un buon modo per fare un po' di soldi. Muove i primi passi nell'ambito cinematografico interpretando ruoli di schiavi, come per esempio in Io Semiramide nel 1962 o in Maciste l'eroe più grande del mondo nel 1963. Più tardi recita anche parti più importanti come uno dei gladiatori in Sette contro tutti e la figura Harris in La capanna dello zio Tom nel 1965.

È nello stesso periodo che in Italia emerge un grande interesse nella musica afroamericana. Gli italiani, impressionati da questo nuovo tipo di musica, organizzano serate di jazz con cantanti di colore nei più celebri club. Bradley, pur non avendo l'intenzione di cantare in pubblico quando arriva in Italia, è ispirato dalle canzoni folcloristiche americane a fare musica lui stesso. Questa musica rappresenta i movimenti per i diritti civili e attraverso questi impara tante nuove cose sulla storia e sui problemi degli afroamericani negli Stati Uniti.

La prima canzone che Bradley canta davanti ad un pubblico è Old Man River di Paul Robeson e in seguito trasforma il suo studio d'arte in un part-time-club dal nome Folkstudio, aprendolo la sera per tutti coloro che hanno voglia di cantare e di divertirsi. Di giorno Harold dipinge, di notte canta insieme al pubblico. "Harold non vorrebbe mai dormire, dice che sono ore sprecate", racconta sua moglie Hannelore. Il Folkstudio diventa un luogo d'interesse per tantissimi giovani studenti negli anni '60, proprio perché è lì che si possono cantare e ascoltare tutti i generi di musica diversi: canzoni folk, jazz, musica spirituale, celtica, brasiliana, blues, ecc.

Bradley stesso fa il conduttore dello studio e interpreta ballate, blues, jazz, gospel e canti della lotta per i diritti civili in America. Inoltre fonda il gruppo Folkstudio Singers.

Secondo Bradley, il Folkstudio non si può definire un posto molto confortevole; ai cantanti viene servito soltanto vino caldo e popcorn, oltre a ciò, lo studio è veramente piccolo. Nonostante questi fattori la partecipazione da parte del pubblico è straordinaria, forse perché, come afferma Bradley "qui si può fare ciò che si vuole per l'amore per la musica".

Nel Folkstudio si esibiscono in quel periodo cantanti come Bob Dylan, Giovanna Marini, Pete Seeger, Ravi Shankar ed Elisabetta Wu una giovanissima attrice cinese residente a Roma. Più tardi sotto la gestione di Giancarlo Cesaroni entrano in scena anche Francesco Guccini, Ernesto Bassignano, Antonello Venditti, Mimmo Locasciulli, Francesco de Gregori, Rino Gaetano, Gianni Togni, Luca Barbarossa e Sergio Caputo.

Per Harold Bradley gli anni nel Folkstudio rappresentano un periodo bellissimo. Come riporta lui stesso, in quel periodo non vuole più andare via dall'Italia perché ha una vita piena di divertimento e gli piace l'atmosfera e la gente che lo circonda.

Il Ritorno in America (1968 – 1987)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1968 visita l'America e pur trovandosi veramente bene in Italia, decide di rimanere negli Stati Uniti a causa di un'offerta di lavoro che non può rifiutare. Così comincia a lavorare come curatore per il Consiglio d'Arte a Illinois e si stabilisce per altri 19 anni nel suo paese d'origine. Dopo un anno e mezzo come curatore, comincia a lavorare con insegnanti per migliorare la formazione artistica nelle scuole. Più avanti Bradley insegna a dipingere e disegnare al CUES (Center For Upgrading Education Services) e organizza diversi progetti d'arte.

Per una nuova Wall of Honor, inaugurata nel 1978 nell'università dell'Iowa, è lui il disegnatore dei quattro ritratti degli onorati. Infine lavora con dei prigionieri, aiutandoli a sviluppare le loro capacità artistiche.

Durante la sua permanenza in America appare in diversi show televisivi e fa il conduttore di vari programmi di educazione sui canali CBS e NBC, mentre la direzione del suo locale a Roma passa a uno dei suoi co-fondatori, Giancarlo Cesaroni. Le apparizioni di Bradley in televisione sono spesso collegate a temi come l'arte, il ruolo delle persone di colore nella cultura, nella musica, nei film e la situazione delle donne di colore nel mondo. È molto impegnato a mediare tra le diverse razze e generazioni.

Successi più recenti in Italia (1987 – oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Nel Natale del 1986, Bradley e la sua famiglia vanno a trovare i parenti in Germania, dopodiché passano alcuni giorni a Roma, dove si svolge una festa per il 25º anniversario del Folkstudio. Bradley viene accolto così bene che decide nuovamente di rimanere in Italia, il paese che vede come la sua seconda casa. Si esibisce frequentemente con il suo amico collaboratore Toto Torquati e con il gruppo gospel Voices of Glory. Con gli ultimi canta per cinque anni nella chiesa valdese di Piazza Cavour e registra un CD. Come già negli anni '60, canta spesso nel Folkstudio ed altri jazz club romani.

Dal 1987 al 1994 collabora con la Jona’s Blues Band, con la quale fa un tour di grande successo in Italia. Canta anche con altri gruppi gospel come con i St. John’s Singer di Manziana, con Masa Opasha e Annette Meriweather e in manifestazioni destinate a tenere viva l'attenzione sui problemi causati dall'apartheid. Negli anni 2009/2010 appare come special guest insieme alla Jona’s Blues Band al Tropea Blues Festival e partecipa al loro CD Back to life (Sifare publishing). Questa è una delle poche registrazioni di Bradley, proprio perché ama il coinvolgimento con il pubblico e perciò si esibisce soprattutto dal vivo. Tuttavia ultimamente pubblica insieme al coro Matite colorate la canzone Kumbayah per raccogliere soldi per i bambini in Darfur e nel 2010 canta insieme a Tony Formichella per il suo CD Not too long ago.

Harold Bradley dà ancora oggi maggiore rilievo al genere afroamericano in Italia e ogni tanto si esibisce in concerti in diversi locali. Nel 2012 firma un contratto discografico con l'etichetta Terre Sommerse.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 1960 Harold Bradley si sposa nella cappella Capitolina disegnata da Michelangelo con la sua fidanzata Hannelore Zacharias, un'ebrea tedesca che ha conosciuto negli anni '60 a Perugia studiando la lingua italiana.

La coppia ha tre figli, un maschio, Oliver, che vive in Germania e due femmine, Michaela e Lea, residenti negli Stati Uniti. Tutti i tre figli parlano inglese, tedesco e italiano a un livello madrelingua.

Collaborazioni particolari e/o amicizie che influenzano[modifica | modifica wikitesto]

Lionel Hampton, Pete Seeger, Totò Torquati, Luca Casagrande, Annette Meriweather, Jho Jenkins, Tony Scott, Juliette Gréco, Gianni Morandi, Nanni Loy, Gordon Scott, Pina Cei, Mark Forest, Thomas Fritsch, John Kitzmiller, Alfredo Kraus, Eduardo Sola-Franco, Géza von Radványi, Anthony Quinn, Jack Palance, Elizabeth Taylor

Premi - Onorificenze - Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Engelwood High School - Most Valuable Player and Team Captain, varsity football
  • University of Iowa - Most Valuable Player, varsity football (1950)
  • Pro Football Hall of Fame recognition as first African-American father-son combination in the NFL, alongside father, Harold W. Bradley, Sr. (1978)
  • Ingersoll Art Award (1940)
  • Medaglia in Bronzo con Incisa la Lupa Capitolina, dal Comune di Roma - in riconoscimento per la fondazione del Folkstudio e del contributo allo sviluppo ed internazionalizzazione della vita culturale e musicale italiana (luglio 2012)
  • Lapide commemorativa posta sulla facciata del edificio Via Garibaldi 58, Roma, luogo natale del Folkstudio, dal Comune di Roma (luglio 2012)

Campi d'Attività[modifica | modifica wikitesto]

  • McGraw Hill.
  • Illinois Arts Council. Curator. 1968
  • University of Illinois at Urbana Champaign / CUES
  • [1] Illinois Sesquicentennial Commission. 1968
  • Illinois State Board of Education. Superintendent for Public Instruction, Educational and Instructional Television Department. Producer

Spettacolo[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia / Cinema[modifica | modifica wikitesto]

  • [2] YouTube Playlist: Harold Bradley - Cinema. Compiled by Oliver Bradley

Serie Televisive / Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Tango (1966-67)
  • L'avvenimento (1966-67)
  • Shakespeare in Harlem, di Langston Hughes
  • Mister Jazz, di L.Hughes
  • The Dutchman, di LeRoi Jones. Regia di S. Zacharias
  • La Putain Respectuese, di Jean-Paul Sartre
  • Arriva l'uomo del Ghiaccio. Regia di L. Squarzina
  • Il Volpone, di Ben Johnson
  • Purlie. Musical. Regia di G. Romans
  • A Spasso con Daisy. Co-protagonista con Pina Cei Pina Cei
  • Se non ci fosse la Luna. Musical
  • La città di Dio. Regia di M.Prosperi

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • [3] Mbatha-Opasha's Voices of Glory. (1993). Come On And Praise. Featuring Mbatha-Opasha, Harold Bradley, Annette Meriwether and Jho Jhenkins. (Editore S.P.A.V.)
  • [4] Mbatha-Opasha's Voices of Glory. (1996). Thank you Lord. Featuring Mbatha-Opasha, Harold Bradley, Annette Meriwether and Jho Jhenkins. (Paoline Edizioni). EAN 8019118020246
  • [5] [6] St. John Singers Spirituals-Gospels Chorus. (1998). Black and White Together. Featuring Harold Bradley and Joy Garrison. (ISMA Music Group - Edizioni Musicali).
  • [7] Associazione Eleniana & INTERSOS. (2004). Harold Bradley & Sat&B Gospel Choir. Khumba ya my Lord - Together for Darfur / Insieme per Darfur. Vietato Chiudere Gli Occhi / Don't Close Your Eyes. (Edizione Eleniana).
  • [8] Jona's Blues Band. (2010) Back to Life Sifare. Special Guest: Harold Bradley (Edizioni Musicali / Believe Digital).
  • [9] Harold Bradley. (2012). Live al Cafè Latino. (Casa discografica TERRE SOMMERSE).
  • [10] YouTube Playlist: Harold Bradley - Music. Compiled by Oliver Bradley

Conduttore Televisivo[modifica | modifica wikitesto]

Special TV Appearance[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • [15] Jet (magazine). XXII, No. 12 (July 12, 1962), Ex-Pro Gridder-Artist Harold Bradley Tries Flicks. "Barabbas" p. 61
  • [16] Time Magazine - Folk Singers: For the Love of It - Harold Bradley. Friday, Apr. 10, 1964
  • [17] Ebony Magazine. Vol. XX, No. 11 (September 1965). Young Man With Worlds to Conquer: Harold Bradley. p. 119-125
  • [18] Jet (magazine). XXXII, No. 13 (July 6, 1967), Harold Bradley: Cleveland Browns. LeRoi Jones "Dutchman". p. 28
  • [19] Ebony Magazine. Vol. XXIV, No. 12 (October 1969). Football Heros Invade Hollywood. p. 195-202.
  • [20] Jet (magazine). Vol. 54, No. 12 (June 8, 1978), Black Alumni Honor University of Iowa Pioneers. Harold Bradley artwork. p. 17
  • Volpi, Gianna. (1982). Spoleto Story. p. 126. (Edizione Rusconi).
  • Bianchi, Carlo Vittorio (1984). Umbria Per Vivere. "Harold". p. 247-255. (Edizione Grafica Salvi, Perugia).
  • Saint John's Spirituals Gospel Choir. (2001). I Nostri Dieci Anni di Musica. (Edizione Cantiere dell'Arte). SBN RMS0181768.
  • Lancia, Enrico. Melelli, Fabio. (2006) Dizionario del Cinema Italiano. Vol. 4: Attori Stranieri del Nostro Cinema. "Bradley Harold". p.37-38. (Gremese Editore). ISBN 978-88-8440-425-1.
  • [21] Piascik, Andy. (2006). The Best Show in Football: The 1946-1955 Cleveland Browns Pro Football's Greatest Dynasty. Harold Bradley. p. 265, 294, 305, 310, 382, 369. (Taylor Trade Publishers). ISBN 978-1-58979-360-6
  • Bari, Sandro. (2007). Strenna dei Romanisti: Natale di Roma LXVIII: La Musica Popolare di Roma. "Nascita del Folkstudio". p. 19-30. (Edizione Roma Amor 1980).
  • Polk, Rev Robert L.. Greene, Cheryll Y. (2008). Tight Little Island: Chicago's West Woodlawn Neighborhood, 1900-1950, in the Words of Its Inhabitants. (Bronx, NY : CNG Editions). ISBN 978-0-9716509-1-6.
  • [22] Piascik, Andy. (2009). Gridiron Gauntlet: The Story of the Men Who Integrated Pro Football, In Their Own Words. "Harold Bradley". p. 6-7, 169-186 (Taylor Trade Publishers).ISBN 978-1-58979-652-2.
  • [23] Carrera, Alessandro. Sheehy, Colleen Josephine. Swiss, Thomas. (2009). Highway 61 Revisited: Bob Dylan's Road from Minnesota to the World. "On The Streets of Rome". p. 88-89. (Univ of Minnesota Press). ISBN 978-0-8166-6100-8
  • [24] George, Nelson. (February 2010). The Black Atlas. Harold Bradley On Rome. Video interview.
  • [25] Leatherheads of the Gridiron. African-Americans in Pro Football, 1897-1946. Harold Bradley Sr and son, Harold Bradley Jr.
  • [26] Rozendaal, Neal. (2012) Duke Slater: Pioneering Black NFL Player and Judge. Harold Bradley Sr, p 115-116 and 146, Harold Bradley Jr, p. 115 and 161. ISBN 978-0-7864-6957-4.
  • Gussmag, Sina. (2012). Freie Üniversität Berlin, Praktikumsprojekt. Kurzbiografie über Harold Bradley. (Berlin).
  • Bradley, Oliver Quinn. (2013). Research Project Harold Bradley. (Berlin).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • [27] Yahoo Italian Cinema Listing: Harold Bradley
  • [28] The Wild Eye - Italian Cinema Exposed
  • [29] Torre Alfina Festival
  • [30] Oldest living pro-football players. Harold Bradley: football statistics.
  • Cleveland Browns: Championship team. (1954). Harold Bradley
  • [31] Rozendaal, Neal. African Americans in Hawkey (University of Iowa) Sports: Harold Bradley Sr., Harold Bradley Jr.
  • [32] University of Iowa newspaper (February 24, 1960) The Daily Iowan. Reference to Harold Bradley. p. 2, bottom right "Good Listening - Today on WSUI"
  • [33] Fan Base. Harold Bradley football statistics
  • [34] Database Football. Harold Bradley Sr. Football roster
  • [35] Database Football. Harold Bradley Jr: Football roster
  • [36] University of Iowa. Harold Bradley
  • [37] University of Iowa. Harold Bradley: Football statistics, University of Iowa
  • [38] University of Iowa. Harold Bradley: Most valuable player roster
  • [39] Pro Football Hall of Fame. Harold Bradley Sr reference
  • [40][collegamento interrotto] The News Observer. Reference to Harold Bradley
  • [41] Casting Agency, Rome. Reference: Harold Bradley
  • [42] Reference Harold Bradley Sr, father of Harold Bradley, Professional Football Hall of Fame
  • [43] NFL players who served during the Korean War. Harold Bradley
  • [44] NFL. Harold Bradley statistics
  • [45] St John's Singers, Manziana (Rome). Harold Bradley
  • [46] Harold Bradley IMDB - Internet Movie Database
  • [47] Harold Bradley Facebook page
  • [48][collegamento interrotto] Harold Bradley MySpace
  • [49] SIFARE EDIZIONI MUSICALI
  • [50] Jonas Blues Band
  • [51] Virtual Folkstudio
  • [52] Peplum Blogspot: Harold Bradley - then and now