Graziella De Palo

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Graziella De Palo

Graziella De Palo (Roma, 17 giugno 1956scomparsa a Beirut il 2 settembre 1980) è stata una giornalista italiana, rapita a Beirut il 2 settembre 1980, assieme al giornalista Italo Toni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Graziella è figlia del Capitano Vincenzo De Palo, fondatore dell'allora Gabinetto Scientifico investigativo dell'Arma dei carabinieri, e di Renata Capotorti, professoressa di Lettere.

Fin da piccola, guidata dal fratello Giancarlo, si appassiona al giornalismo, seguendo le "lezioni" dispensate dal glorioso Corriere dei Piccoli. Dopo tanti tentativi, mai portati a termine, nasce così Parliamone Insieme, quindicinale di attualità e politica, del quale Loredana Lipperini disegna le copertine, riempiendo le diverse rubriche, tutte curate da lei, con la sua scrittura fluente ed ineccepibile.

A vent'anni Graziella e Loredana cominciano a lavorare all'agenzia di stampa Notizie radicali, nella sede storica del Partito Radicale in via di Torre Argentina, dove conosce Italo Toni, cominciando a collaborare alle testate ABC, Quotidiano donna, I Consigli, Quotidiano dei Consigli, e, soprattutto, a L'Astrolabio.

Nel 1980, il direttore di Paese Sera, Giuseppe Fiori, impressionato dall'accuratezza delle inchieste di Graziella nell'infido mondo dei Servizi Segreti italiani, ed alla stretta interconnessione di questi ultimi con il poderoso sistema dell'industria bellica italiana, la chiama con sé al suo quotidiano. In particolare, Giuseppe Fiori commissiona a Graziella un'inchiesta a puntate sull'argomento e sulle connessioni del traffico di armi tra Italia e Medio Oriente, e viceversa. Graziella intervista più volte in merito l'onorevole Falco Accame, interessandosi alla figura del colonnello Stefano Giovannone, capocentro del Sismi a Beirut. In seguito alle interrogazioni parlamentari di Accame sui rapporti tra Giovannone e l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), oltre che sul traffico di armi e droga che dal Medio Oriente giungeva in Italia, Graziella scrive alcuni tra i suoi più interessanti articoli. Tra i pezzi più significativi della giornalista, l'articolo uscito su Paese Sera il 21 marzo 1980, intitolato False vendite, spie, società fantasma: così diamo armi.

Missione in Libano e scomparsa[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 agosto 1980 Graziella, in compagnia del collega Italo Toni, parte per Damasco, in Siria: destinazione il Libano e i campi profughi palestinesi. A organizzare e pagare il viaggio dei due giornalisti è Nemer Hammad, rappresentante dell'OLP in Italia. Il 24 agosto Graziella e Italo passano in macchina la frontiera tra Siria e Libano e arrivano a Beirut dove Al Fatah, la principale organizzazione dell'OLP guidata da Yasser Arafat, offre loro una stanza presso l'Hotel Triumph e un interprete, il prete palestinese monsignor Ibram Ayad.

Il 1º settembre i due giornalisti si recano all'ambasciata italiana a Beirut dove comunicano di voler visitare il sud del Libano e il Castello di Beaufort, postazione dell'OLP spesso attaccata dalle forze israeliane durante la guerra civile libanese. Avvisano che se entro tre giorni non dovessero fare ritorno all'hotel Triumph, l'ambasciata dovrà provvedere a cercarli.

La mattina del 2 settembre Graziella e Italo sarebbero dovuti partire per il sud del Libano su una jeep del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina di Nayef Hawatmeh. Sulla jeep avrebbe dovuto anche esserci Piera Redaelli, militante filo-palestinese italiana. Da quel momento non si hanno più tracce dei due giornalisti.

L'ambasciata italiana si allerta solo alla fine di settembre, in seguito alle richieste della famiglia di Graziella: la madre Renata Capotorti e il fratello Giancarlo De Palo. Agli inizi di ottobre il Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri, Francesco Malfatti di Montetretto, decide di affidare l'inchiesta sulla scomparsa dei due giornalisti proprio al capocentro del Sismi a Beirut, il colonnello Stefano Giovannone, e non all'ambasciatore italiano a Beirut, Stefano d’Andrea, subito dopo che, il 17 ottobre 1980, l'ambasciatore D'Andrea aveva scritto allo stesso Malfatti un telex segreto nel quale comunicava che il rapimento di Graziella e di Italo era opera di Al Fatah, precisando di essere a conoscenza dei nome dei rapitori.

Il Malfatti, che si scoprirà in seguito essere affiliato alla P2, nasconde l'esistenza di questo telex allo stesso Presidente della Repubblica Sandro Pertini, che prende subito molto a cuore la vicenda, ricevendo per ben quattro volte la famiglia De Palo a partire da quel fatidico Ottobre 1980, e, omettendo di convocarlo a Roma, lo trasferisce improvvisamente a Copenaghen.

Inizialmente Stefano Giovannone, allo scopo di scagionare l'Olp, cerca di accreditare la tesi che i due giornalisti siano stati rapiti a Beirut Est, la zona della città controllata dai falangisti cristiano maroniti, sostenendo che Graziella sia ancora viva. I depistaggi messi in atto nel corso della vicenda sono numerosi, uno tra i quali la segnalazione fatta da una certa Edera Corrà all'ambasciata italiana di Beirut il 6 ottobre 1980 sulla presenza dei cadaveri dei due giornalisti italiani all'ospedale americano di Beirut ovest.

Il 18 aprile 1981, la famiglia De Palo viene ricevuta a Damasco da Arafat, il quale promette la liberazione di Graziella. Il 12 giugno 1981, la milizia cristiano maronita smentisce la paternità del rapimento, avvenuto a Beirut ovest, territorio sotto lo stretto controllo dell'OLP. Il 14 gennaio 1982 il governo italiano apre un'istruttoria, affidandola a Giancarlo Armati, sostituto procuratore della Procura di Roma. Il 24 gennaio 1983, la famiglia De Palo si reca nuovamente in Libano, portando con sé una delegazione di giornalisti italiani. A invitare la famiglia a recarsi nuovamente in Libano è stato Abu Ayad, capo dei servizi segreti dell'OLP, che dichiara che Graziella è ancora viva e in mano ai falangisti cristiano maroniti. Anche questo viaggio non porta ad alcun risultato concreto nelle indagini.

Dei due giornalisti scomparsi non si sono più avute notizie.

Ipotesi sulla scomparsa[modifica | modifica wikitesto]

La scomparsa di Graziella De Palo e Italo Toni è stata spesso messa in relazione con il sequestro dei missili ad Ortona nella notte tra il 7 e l'8 novembre 1979, un sequestro che portò all'arresto di Abu Anzeh Saleh, palestinese con passaporto giordano, responsabile della struttura militare clandestina del FPLP in Italia. Pochi giorni dopo, il 13 novembre, venne incriminato anche George Habbash, leader del FPLP. In quell'occasione il FPLP accusò l'Italia di non aver rispettato i patti, riferendosi al lodo Moro e annunciando pesanti ritorsioni. Il processo contro Habbash e Saleh iniziò proprio nell'agosto del 1980, quando Graziella De Palo e Toni si stavano recando prima a Damasco e poi in Libano. Il giudice Armati in base agli atti processuali ha negato un collegamento tra la vicenda di Ortona, l'arresto di Habbash e il caso De Palo-Toni. Il giudice ha accertato che i due giornalisti italiani furono prelevati all'hotel Triumph dai miliziani di Habbash, interrogati e uccisi pochi giorni o poche ore dopo. Armati chiese il rinvio a giudizio del colonnello Giovannone e del generale Santovito, direttore del Sismi, per favoreggiamento, ma, a causa della morte di questi ultimi, l'inchiesta si concluse con un nulla di fatto. Nel 1986, George Habbash fu assolto in tutti i gradi di giudizio per insufficienza di prove.

Graziella De Palo stava indagando anche sulla strage di Bologna, avvenuta il 2 agosto 1980, un mese esatto prima della sua scomparsa: secondo il fratello Giancarlo, la giornalista seguiva la "pista libanese", un depistaggio messo in atto dalla giornalista Rita Porena e volto a scaricare le responsabilità della strage sui falangisti cristiano maroniti.

Nel 1984 il presidente del consiglio Bettino Craxi appose il segreto di Stato sulla vicenda. I nomi stessi di Graziella e Italo vengono rimossi dagli elenchi degli appositi annali ufficiali internazionali, che nominano i giornalisti caduti nel mondo sul mestiere. Il segreto di Stato viene parzialmente rimosso il 28 agosto 2014, per ciò che non riguarda i rapporti tra Italia e organizzazioni palestinesi (lodo Moro).

Nel dicembre 2019 la procura di Roma riapre l'inchiesta[1]

Nell'agosto 2020 appare su wikileaks italian un documento desecretato che descrive come si sono svolti i fatti:[senza fonte]

«COMANDO GENERALE DELL'ARMA DEI CARABINIERI II Reparto - SM - Ufficio Operazioni N. 15500/31 di prot. "R" ROMA 31.3.1982 AL SIGNOR DIRETTORE DEL SISMI OGGETTO: Appunto

Testo: A seguito della conversazione avuta dalla SV con il Gen. D. Carlo Alberto DALLA CHIESA in data 24 marzo u.s., trasmetto l'unito appunto.

IL GENERALE (firma cancellata)

a sinistra: timbro 3DIC1993 timbro ..OT 14187

a destra timbro SENATO DELLA REPUBBLICA CAMERA DEI DEPUTATI 000263 COMMISSIONE MITROKHIN UFFICIO STRALCIO timbro DECLASSIFICATO con foglio n. ______ con a fianco a penna scritta "a NON CLASSIFICA"

1) il 2.9.1980 in località "Pakani Krtia, quartiere Sabra" di Beirut (Libano), presso la sede dell'O.L.P. - frazione democratica, di cui è responsabile Nayef HAWETMEH, ha avuto luogo una riunione cui hanno partecipato un uomo politico, un armatore, un militare, un finanziere, due rappresentanti della "Trilaterale Italiana" , tutti di cittadinanza italiana e fratelli della "Loggia Riservata", nonché Stefano Delle Chiaie, rappresentante della "OT" e un finanziere internazionale non italiano.

2) Scopo della riunione: - contratto di vendita di materiale tecnologico italiano-francese; - intervento dell'OLP presso il Governo Siriano a favore della "Trilaterale" per un contratto commerciale; - collaborazione dell'OLP e della "OT" in Europa.

3) Al termine della riunione, sempre nella sede dell'OLP, si sono incontrati lo stesso HAWETMEH ed un agiovane donna che aveva già concordato una intervista. Nell'occasione la giornalista, riconosciute le persone convenute con HAWETMEH nel momento in cui stavano per uscire dalla sala di riunione, si presentava come Graziella DI PALO.

4) HAWETMEH appreso dal Delle Chiaie che gli italiani si erano dimostrati dispiaciuti di essere stati individuati nella sede dell'OLP dalla giornalista, pregava la donna di rinviare l'intervista, riservandosi di chiamarla dal suo albergo (Continental-Ranchia).

5) Un altro incontro tra HAWETMEH e i suoi ospiti, la DI PALO ed un altro giornalista (successivamente identificato come Italo TONI), ha avuto luogo nel ristorante "Ylazlar". Nayef HAWETMEH, subito dopo, invitava tutti i suddetti nel suo domicilio, dove si sottoponeva all'intervista dei due giornalisti in presenza dei cittadini italiani. Nella circostanza l'HAWETMEH si mostrava particolarmente loquace e, nel concludere l'intervista, manifestava propositi minacciosi nei confronti della giovane donna.

6) A questo punto l'altro giornalista (TONI) esternava proteste in merito alle intenzioni espresse dal palestinese. Contemporaneamente, gli uomini di HAWETMEH (sempre presenti) espellevano il giornalista, mentre lo stesso HAWETMEH invitava i suoi ospiti a "seguire il suo esempio"

7) Nonostante la richiesta di aiuto della DI PALO, nessuno degli italiani presenti faceva alcunché in suo favore avendo compreso che la sorte dei due giornalisti era stata segnata per averli riconosciuti. L'unico che avrebbe potuto intercedere per la DI PALO sarebbe stato il DELLE CHIAIE, in ottimi rapporti di amicizia con l'HAWETMEH, al quale esprimevano consenso anche il finanziere internazionale e due degli italiani presenti.

8) L'esatto svolgimento degli avvenimenti veniva riferito da un testimone oculare che accompagnava un membro della "trilaterale", senza poter aiutare la DI PALO.

9) Sull'accaduto sarebbe stata scritta una relazione conservata da un agente della CIA in America Latina.»

([senza fonte])

Indagini giornalistiche[modifica | modifica wikitesto]

Marco Boato fu il solo politico vicino alla famiglia nei primi anni della tragedia.

Il caso Toni-De Palo ritorna all'attenzione dei media e dell'opinione pubblica nel venticinquesimo della scomparsa, tramite un sito web e una puntata del programma Chi l'ha visto del gennaio 2006. La loro scomparsa è stata oggetto di una memoria presso l'Unione nazionale cronisti italiani. Inoltre, grazie a petizioni firmate su iniziativa dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, il segreto di Stato è stato rimosso da alcuni documenti riguardanti la sparizione di Toni e della De Palo.

Ferruccio Pinotti dedica alla scomparsa di Graziella De Palo e Italo Toni il principale capitolo ("Segreto di Stato") del suo libro inchiesta sulla Massoneria italiana "Fratelli d'Italia" (Milano, BUR, 2007). L'anno successivo Amedeo Ricucci, coinvolto da Pinotti, realizza un documentario di un'ora per La Storia siamo noi di Giovanni Minoli, intitolato "Un mistero di Stato: il caso Toni-De Palo" (2008), replicato da RaiTre per vari anni.

Vicini alla famiglia De Palo si mostrerà il sindaco Gianni Alemanno. L'11 settembre 2009 venne organizzato un convegno internazionale in Campidoglio intitolato "Graziella e Italo: una giornata per non dimenticare", integralmente registrato e trasmesso da Radio Radicale; lo stesso anno viene a loro dedicato il concerto inaugurale della Stagione sinfonica di Santa Cecilia. Dall'anno successivo i due giornalisti sono ricordati anche con una messa annuale a suffragio il 2 settembre in Santa Maria in Ara Coeli, con l'intitolazione ai loro nomi di due viali in Villa Gordiani.

In seguito alla risonanza suscitata dal Convegno del 2009, il senatore Francesco Rutelli convoca in audizione al COPASIR il fratello Giancarlo De Palo. I De Palo, infatti, nei mesi precedenti, avevano presentato un'istanza formale al premier Silvio Berlusconi per ottenere l'abolizione del segreto di Stato apposto nel 1984. Rutelli, con una lettera sottoscritta all'unanimità da tutti i membri del Comitato, chiede allora ed ottiene da Berlusconi la desecretazione di tutta quella documentazione in possesso dell'AISE sulla tragica scomparsa che non fosse direttamente attinente agli accordi stipulati in segreto dal SISMI con l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina e che costituiscono il cosiddetto Lodo Moro. Si tratta dell'unico caso nella storia italiana che abbia visto l'attuazione delle nuove norme sulla disciplina del segreto di Stato introdotte dall'ultimo governo di Romano Prodi con la legge 3 agosto 2007, n. 124, istitutiva dello stesso COPASIR.

Sul caso di Graziella De Palo viene pubblicato nel 2012 anche "Omicidio di Stato" (Armando Curcio, 2012), tratto dalla tesi di laurea del cugino Nicola De Palo, contenente documentazione fornita dal fratello Giancarlo.

Infine, nel maggio 2017, Bompiani pubblica, nella collana "Narratori italiani", il libro di Loredana Lipperini L'Arrivo di Saturno, che ricostruisce la storia della loro amicizia, dagli anni "trasgressivi" dell'adolescenza, fino all'ingresso nel Partito Radicale, dove Graziella si legherà con Italo Toni.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • G. De Palo, I. Toni, Quale movimento. Polemica su Che Guevara, Mazzotta, Milano 1978

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Antonio Russo 2009 - premio speciale alla memoria: assegnato a Graziella De Palo e Italo Toni[2]
  • Premio Uomo/Donna del mio tempo 2012 - sezione "Giornalismo di frontiera": assegnato a Giancarlo e Nicola De Palo, alla memoria di Graziella De Palo (assegnato dalla Festa del Libro in Mediterraneo di Amalfi)[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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