Silenzio stampa

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Il silenzio stampa è la scelta di non far pubblicare notizie su un determinato episodio di interesse dei mass media.

Motivazioni[modifica | modifica wikitesto]

Tale condotta può derivare da esplicita richiesta da parte di quei soggetti che stanno compiendo un'indagine giudiziaria, al fine di impedire eventuali complicazioni durante lo svolgimento della stessa.

Alternativamente, il silenzio stampa può essere imposto autonomamente per libera scelta dal mezzo d'informazione, sia esso un giornale o una divisione relazioni pubbliche di un'azienda.

Silenzio stampa su wikipedia[modifica | modifica wikitesto]

Nel caso del rapimento del reporter del New York Times, David Rohde, ad opera delle milizie talebane in Pakistan, la testata decise di non dare risalto alla notizia, per evitare clamori e complicare le azioni atte alla liberazione del proprio collaboratore. Per raggiungere tale scopo, il giornale di New York, chiese la collaborazione di wikipedia, che accettò. Per diversi mesi, infatti, Jimmy Wales e alcuni amministratori bloccarono la pagina inerente al cronista. Questa azione scatenò la ribellione di molti utenti, ovviamente all'oscuro delle motivazioni che hanno portato a ciò. Con la liberazione del cronista avvenuta il 20 giugno 2009, wikipedia ha spiegato le motivazioni del suo gesto.[1][2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ NyTimes e Wikipedia: scatta la censura per salvare un reporter rapito - Corriere della Sera
  2. ^ Maggiori informazioni sono disponibili su wikipedia di lingua inglese, alla voce "David Rodhe".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]