Silenzio elettorale

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Il silenzio elettorale designa la pausa della campagna elettorale che si effettua il giorno prima e il giorno stesso delle elezioni e, come tutta la campagna elettorale, è disciplinato dalla legge 4 aprile 1956 n. 212[1], integrata da interventi successivi. Il silenzio elettorale, in particolare, è disciplinato dall'articolo 9, così come modificato dalla l. 130/1975[2].

Per effetto di questo articolo nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri e manifesti di propaganda (comma 1) e inoltre nei giorni destinati alla votazione è vietata ogni forma di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall'ingresso delle sezioni elettorali (comma 2).

"Art. 9-bis - (Divieto di propaganda elettorale). - Nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni è fatto divieto anche alle emittenti radiotelevisive private di diffondere propaganda elettorale".

Gazzetta Ufficiale  Legge 4 Febbraio 1985, n.10  Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 1984, n. 807, recante disposizioni urgenti in materia di trasmissioni radiotelevisive. 


La ratio di questa regola è che il cittadino possa riflettere serenamente sul voto che sta per esprimere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Normattiva della Repubblica Italiana
  2. ^ Gazzetta Ufficiale

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]