Luigi Anderlini

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Luigi Anderlini
Luigi Anderlini.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature III, IV e VI
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Italiano fino al 17 novembre 1966, poi Misto
Circoscrizione Umbria
Collegio Perugia
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature V, VII, VIII e IX
Gruppo
parlamentare
Sinistra Indipendente
Circoscrizione Umbria (V, VII e VIII) e Lazio (IX)
Collegio Orvieto (V, VII e VIII) e Rieti (IX)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PSI
Professione insegnante

Luigi Silvestro Anderlini (Posta, 22 settembre 1921Roma, 26 marzo 2001) è stato un insegnante e politico italiano.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Già insegnante, fu deputato del Partito Socialista Italiano dal 1º luglio 1963 al 17 novembre 1966, e fu sottosegretario al Tesoro nel I governo Moro, dall'8 dicembre 1963 al 22 luglio 1964. Contrario all'unificazione socialista, nel novembre 1966 aderì al Movimento dei socialisti autonomi, aderendo quindi al Gruppo Misto della Camera. Venne in seguito eletto al Senato nelle liste del PSIUP. Fu tra i fondatori dell'Istituto di Ricerche "Archivio disarmo" e della LOC, nonché della rivista L'Astrolabio. È deceduto a Roma all'età di 80 anni.[1]

Lo scandalo SIFAR[modifica | modifica wikitesto]

Il settimanale L'Espresso, nel numero del 10 maggio 1967, sostenne che nel 1964 il presidente della Repubblica Antonio Segni e il capo del SIFAR, generale De Lorenzo, avevano tentato un colpo di stato. Nel numero successivo, L'Espresso riportò le testimonianze di Anderlini, del senatore Ferruccio Parri e del socialista Pasquale Schiano. Il Generale querelò per diffamazione il direttore de L'Espresso", Eugenio Scalfari, e l'autore degli articoli, Lino Jannuzzi; nel dicembre 1967 Anderlini e Parri testimoniarono al processo, ma il successivo 29 gennaio 1969 Anderlini riferirà alla Camera dell'esistenza di numerose censure nel testo del rapporto del generale Giorgio Manes, vicecomandante dei carabinieri consegnato al Tribunale di Roma per il processo. È deceduto a Roma.[2]

Attività letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992, Anderlini firmò la prefazione ad una raccolta di versi, In chiave erotica (Newton Compton, Roma). L'anonimo autore dei versi si firmava con lo pseudonimo di Anonimo Palatino, ma molti ritennero che dietro la firma si nascondesse lo stesso Anderlini, noto gaudente e amante del gentil sesso.[3]. Il testo fu ripubblicato nel 1999 dall'Editore Borelli con il titolo Il chiodo e con il sottotitolo "Amor non ama la monotonia: questa del libro è la filosofia". Anderlini pubblicò pure un libro di memorie, Caro Luca (Newton Compton, Roma, 1994), che si aggiudicò il Premio Castoglioncello.[4] Anche questo libro fece discutere per il contenuto erotico, tanto che lo stesso Anderlini dovette precisare: "Ciascuna delle informazioni apparse sulla stampa è formalmente corretta ma l'immagine del mio libro ne esce totalmente stravolta. Caro Luca non e' il libro di un erotomane."[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E' morto il senatore Anderlini, La Repubblica, 27 marzo 2001.
  2. ^ Sesso: Ex Senatore - Non sono un erotomane, ADNKRONOS, 6 settembre 1994.
  3. ^ Erotismo: Senatore scrive Kamasutra in versi, ADNKRONOS, 15 gennaio 1993
  4. ^ Luigi Anderlini vince il Premio Castiglioncello, La Repubblica, 9 settembre 1994.
  5. ^ Sesso: Ex Senatore - Non sono un erotomane, ADNKRONOS, 6 settembre 1994.

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