Google I/O

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Logo di Google I/O dal 2019

Google I/O è una conferenza organizzata annualmente da Google a Mountain View, in California, rivolta a sviluppatori web e incentrata sullo sviluppo di applicazioni web e mobile attraverso Google e relative tecnologie come Android, Chrome, Chrome OS, Google Web Toolkit, Google App Engine e altre.

La "I" e la "O" stanno per Input/output e per "Innovation in the Open".[1]

Tenutasi per la prima volta nel maggio 2008, Google I/O è simile ad altre conferenze, sempre tenute da Google, come il Google Developer Day.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

2008[modifica | modifica wikitesto]

Guido van Rossum a Google I/O 2008

La prima edizione ebbe luogo il 28 e 29 maggio, presso il Moscone Center di San Francisco. Tra i relatori c'erano Marissa Mayer, David Glazer, Steve Horowitz, Alex Martelli, Steve Souders, Dion Almaer, Mark Lucovsky, Guido van Rossum, Jeff Dean, Chris DiBona, Josh Bloch, Raffaello D'Andrea e Geoff Stearns.[2]

I temi principali discussi furono:

2009[modifica | modifica wikitesto]

Tra i relatori c'erano Aaron Boodman, Adam Feldman, Adam Schuck, Alex Moffat, Alon Levi, Andrew Bowers, Andrew Hatton, Anil Sabharwal, Arne Roomann-Kurrik, Ben Collins-Sussman, Jacob Lee, Jeff Fisher, Jeff Ragusa, Jeff Sharkey, Jeffrey Sambells, Jerome Mouton e Jesse Kocher.[3]

Ai partecipanti venne regalato un HTC Magic e i temi principali discussi furono:

2010[modifica | modifica wikitesto]

Tra i relatori c'erano Aaron Koblin, Aaron Koblin, Adam Graff, Adam Nash, Adam Powell, Adam Schuck, Alan Green, Albert Cheng, Albert Wenger, Alex Russell, Alfred Fuller, Amit Agarwal, Amit Kulkarni, Amit Manjhi, Amit Weinstein, Andres Sandholm, Angus Logan, Arne Roomann-Kurrik, Bart Locanthi, Ben Appleton, Ben Chang e Ben Collins-Sussman.

Durante l'evento ai partecipanti venne regalato un HTC Evo 4G. In precedenza, gli iscritti provenienti dagli Stati Uniti avevano ricevuto un Motorola Droid mentre gli iscritti al di fuori degli Stati Uniti, un Nexus One.

I temi principali discussi furono:

2011[modifica | modifica wikitesto]

Ai partecipanti vennero regalati un Samsung Galaxy Tab 10.1, un Chromebook Series 5[4] e un Verizon MiFi. All'after-party erano presenti i Jane's Addiction.[5][6]

I temi principali discussi furono:

2012[modifica | modifica wikitesto]

La durata della conferenza venne estesa a 3 giorni. Ai partecipanti vennero regalati un Galaxy Nexus, un Nexus 7, un Nexus Q e un Chromebox.

Google I/O 2012, presentazione di Nexus 7, Nexus Q e Android 4.1 Jelly Bean.

Nella festa finale si esibirono Paul Oakenfold e la band Train.[7][8]

I temi principali discussi furono:

  • Chrome
    • Annuncio 310 milioni di utenti
    • Stabilità di Chrome per Android
    • iOS app
  • Compute Engine
  • Docs
    • Editing offline
  • Maps
    • Offline per Android
    • Implementato in API
    • Transit data in API
  • YouTube
    • Update a 720p HD API
    • Heat map e simboli in API
    • Update Android app

2013[modifica | modifica wikitesto]

I biglietti per partecipare alla conferenza del 2013, venduti a 900 dollari (300 per studenti e accademici) andarono esauriti in 49 minuti dalla messa in vendita.[9]

Durante l'evento c'era una flotta di droni che mandavano in streaming la vista dall'altro della conferenza. Nella festa finale era presente Billy Idol.

I temi principali discussi furono:

  • Maps
    • Restyling della versione web e Android

2014[modifica | modifica wikitesto]

Ai partecipanti vennero regalati un LG G Watch o un Samsung Gear Live, un dispositivo Google Cardboard, e uno smartwatch Moto 360 venne spedito dopo la fine dell'evento.

I temi principali discussi furono:

2015[modifica | modifica wikitesto]

Sundar Pichai a Google I/O 2015

Ai partecipanti vennero regalati un tablet Nexus 9 e una versione implementata di Google Cardboard.[10][11]

I temi principali discussi furono:

  • Android
  • Chrome
    • tab custom
  • Gmail
    • Inbox resa disponibile per tutti gli utenti
  • Maps
    • Offline mode
  • Nanodegree, un corso Android su Udacity
  • Google Now
    • Riduzione degli errori
    • Implemento del contesto
  • Photos
  • Play
    • Tab "About" per le pagine degi sviluppatori
    • A/B listing
    • Esperimenti per lo Store listing
    • Badge "Family Star"
  • Project Brillo, un nuovo sistema operativo su base Android per Internet of things.
    • Project Weave, un linguaggio per i dispositivi IoT

2016[modifica | modifica wikitesto]

Decori all'ingresso di Google I/O 2016
Google I/O 2016 Keynote al Shoreline Amphitheatre

Sundar Pichai decise di spostare la sede di Google I/O dal Moscone Center di San Francisco allo Shoreline Amphitheatre di Mountain View. Ai partecipanti vennero regalati degli occhiali da sole e della crema solare dato che l'anfiteatro era all'aperto e il clima particolarmente soleggiato, tuttavia molti dei patecipanti si bruciarono e di conseguenza i talk furono piuttosto brevi.[12][13]

Per la prima volta, sono stati insigniti i Google Play Award alle migliori app e giochi dell'anno, divisi in dieci categorie.

I temi principali discussi furono:[14]

  • Android
    • Daydream, supporto per la realtà vituale per Android[15]
    • Instant Apps, un percorso di codice che scarica una parte di un'app, invece di accedere a un'app web, e consente di caricare app su richiesta senza installazione. Instant Apps venne dimostrato con l'applicazione B&H Photo
    • Nougat
    • Wear 2.0
  • Duo
  • Firebase, una piattaforma per applicazioni con archiviazione, reportistica e analisi
  • Home
  • Play, integrazione con Chrome OS

2017[modifica | modifica wikitesto]

Google I/O 2017, Android Fireside Chat

Ai partecipanti vennero regalati 700 dollari di credito sulla piattaforma cloud di Google.

All'after-party erano presenti gli LCD SOundsystem.

I temi principali discussi furono:

  • Android Oreo
    • Project Treble, una funzionalità Android Oreo che permette di aggiornare più facilmente lo smartphone
  • Flutter, un framework di sviluppo multi-piattaforma che consente lo sviluppo rapido di app per iOS e Android
  • Google.ai

2018[modifica | modifica wikitesto]

Ai partecipanti sono stati regalati un kit Android Things e un dispositivo Google Home Mini.[17]

All'after-party si esibirono i Justice con i Phantogram in apertura.

I temi principali discussi sono stati:

2019[modifica | modifica wikitesto]

Sundar Pichai a Google I/O 2019

All'after-party si esibirono i The Flaming Lips. Nessun hardware o dispositivo è stato dato in omaggio ai partecipanti.

I temi principali discussi sono stati:[18][19]

  • Android Q Beta 3
  • Pixel 3a e 3a XL
  • Flutter per web
  • Google Lens
  • Google Firebase
  • Indicazioni stradali in realtà aumentata per Google Maps
  • Google Assistant offline, semplificato
  • Modalità guida per Android
  • Sviluppo Kotlin-first
  • Nuovo nome per i dispositivi Google Home: "Nest"
  • Live captioning
  • Project Mainline (processo di aggiornamento del sistema operativo semplificato su Android Q)
  • Duplex web API

2020[modifica | modifica wikitesto]

Google I/O 2020 era originariamente programmato dal 12 al 14 maggio ma, a causa della pandemia legata alla diffusione del COVID-19, l'evento è stato prima ripensato in versioni alternative e infine cancellato.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Four things to expect from Google's upcoming I/O conference, su ETTelecom.com. URL consultato il 2 ottobre 2018.
  2. ^ (EN) 2008 Google I/O Session Videos and Slides, su sites.google.com. URL consultato il 7 agosto 2020.
  3. ^ Google I/O 2009
  4. ^ (EN) Google Taps Amazon to Distribute Free Chromebooks to I/O Attendees, su AllThingsD. URL consultato il 7 agosto 2020.
  5. ^ (EN) See Jane's Addiction's Surprise 'Googlepalooza' Set, in WIRED. URL consultato il 2 ottobre 2018.
  6. ^ Google I/O: The Android Story Red Monk, May 12, 2011
  7. ^ (EN) Google I/O 2012 extended to three days from June 27-29, 2012, su The official Google Code blog, 28 novembre 2011. URL consultato il 2 ottobre 2018.
  8. ^ (EN) Google I/O 2012 : Day 1, su gadgetronica.com, 9 luglio 2013. URL consultato il 2 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2013).
  9. ^ (EN) Google I/O 2013 Registration Sells Out In 49 Minutes As Users Report Problems Early On Making Payments, su TechCrunch. URL consultato il 7 agosto 2020.
  10. ^ (EN) John Brownlee, Google I/O Was Boring This Year, And That’s Okay, su Fast Company, 29 maggio 2015. URL consultato il 7 agosto 2020.
  11. ^ (EN) Mark Your Calendars—Google I/O 2015 Is Happening On May 28th And 29th, su Android Police, 10 febbraio 2015. URL consultato il 7 agosto 2020.
  12. ^ (EN) Google I/O 2016: AI, VR Get Day In The Sun, su InformationWeek. URL consultato il 7 agosto 2020.
  13. ^ (EN) Andrew Cunningham, Google I/O 2016 in pictures: What happens when you make nerds go outside, su Ars Technica, 20 maggio 2016. URL consultato il 7 agosto 2020.
  14. ^ (EN) Russell Brandom, The 10 biggest announcements from Google I/O 2016, su The Verge, 18 maggio 2016. URL consultato il 7 agosto 2020.
  15. ^ (EN) Adi Robertson, Daydream is Google’s Android-powered VR platform, su The Verge, 18 maggio 2016. URL consultato il 7 agosto 2020.
  16. ^ (EN) Google Assistant Will Soon Be Able to See, With Google Lens, su NDTV Gadgets 360. URL consultato il 7 agosto 2020.
  17. ^ (EN) Google I/O Opening Keynote Featured ML Kit, Google Assistant, TPU 3.0 & Host of Other Announcements, su InfoQ. URL consultato il 7 agosto 2020.
  18. ^ (EN) Google I/O 2019, su Google I/O 2019. URL consultato il 7 agosto 2020.
  19. ^ (EN) Everything Google Announced at I/O 2019 That Matters, su Lifehacker. URL consultato il 7 agosto 2020.
  20. ^ (EN) Google I/O 2020, su Google I/O 2020. URL consultato il 7 agosto 2020.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pagina ufficiale Google I/O, su developers.google.com. URL consultato il 15 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2013).
Google Portale Google: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Google