Geografia della Cina

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Immagine satellitare della Cina.
Mappa in rilievo della Cina vista da est.
I terrazzamenti di Longsheng.
Il fiume Li nel Guangxi.

La Cina si estende per circa 5250 km da est a ovest e per 5500 km da nord a sud. I suoi confini terrestri misurano circa 20.000 km di lunghezza, e la sua linea costiera si estende per circa 14.000 km. Il Paese confina con Mongolia a nord; Russia e Corea del Nord a nord-est; mar Giallo e mar Cinese Orientale a est; mar Cinese Meridionale a sud-est; Vietnam, Laos, Myanmar (Birmania), India, Bhutan e Nepal a sud; Pakistan a sud-ovest; e Afghanistan, Tagikistan, Kirghizistan e Kazakistan a ovest. Oltre a questi 14 Paesi con cui confina direttamente, la Cina fronteggia anche Corea del Sud e Giappone, al di là del mar Giallo, e le Filippine, poste al di là del mar Cinese Meridionale.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

In linea di massima, possiamo affermare che il rilievo della Cina è elevato a ovest e basso a est; di conseguenza, la direzione del corso dei fiumi principali è generalmente verso est. La superficie può essere suddivisa in tre gradini, o livelli. Il primo livello è rappresentato dall'altopiano del Tibet, situato entro i confini sia della regione autonoma del Tibet che della provincia del Qinghai e che, con un'altitudine media ben oltre i 4000 m sul livello del mare, è la regione di altopiano più elevata del mondo. La parte occidentale di questa regione, il Qiangtang, ha un'altitudine media di 5000 m ed è conosciuta come il «tetto del mondo».

Il secondo gradino è situato a nord dei monti Kunlun e Qilian e (più a sud) a est dei monti Qionglai e Daliang. Qui le montagne scendono bruscamente fino ad altitudini comprese tra i 1800 e i 900 m, di modo che una serie di bacini si frappone agli altopiani. Questo gradino comprende l'altopiano della Mongolia, il bacino del Tarim, l'altopiano del Loess (il loess è una polvere grigio-giallastra depositata dal vento), il bacino del Sichuan, e l'altopiano Yunnan-Guizhou (Yungui).

Il terzo gradino si estende tra i monti Dalou, Taihang e Wu e il perimetro orientale dell'altopiano Yunnan-Guizhou e il mar Cinese. Quasi nella sua interezza quest'area è costituita da colline e pianure poste al di sotto dei 450 m.

La caratteristica più notevole del rilievo della Cina è la vasta estensione delle sue catene montuose; le montagne, infatti, hanno esercitato una grandissima influenza sullo sviluppo politico, economico e culturale del Paese. Approssimativamente, circa un terzo della superficie totale della Cina è costituito da montagne. La Cina ospita la montagna più alta del mondo e l'altopiano più elevato e più vasto del mondo, oltre a possedere estese pianure costiere. Le cinque principali forme del territorio - montagna, altopiano, collina, pianura e bacino - sono tutte ben rappresentate. Il complesso ambiente naturale della Cina e le sue ricche risorse naturali sono strettamente connesse alla varia natura del suo rilievo.

La topografia della Cina è caratterizzata da molti estremi. Il monte Everest (Qomolangma Feng), situato al confine tra Cina e Nepal, è la vetta più alta del mondo, con i suoi 8850 m di quota. Al contrario, la parte più bassa della depressione di Turfan nella regione autonoma uigura dello Xinjiang - il lago Ayding - è posta a 155 m sotto il livello del mare. Le coste della Cina contrastano nettamente tra sud e nord. A sud della baia di Hangzhou, la costa è rocciosa e frastagliata con molte insenature e isole al largo. A nord, tranne che lungo le penisole dello Shandong e del Liaodong, la costa è sabbiosa e piatta.

La Cina è soggetta ad una intensa attività sismica in gran parte del suo territorio. La causa principale di questa instabilità geologica va ricercata nel costante spostamento verso nord della placca tettonica indiana al di sotto dell'Asia meridionale, che ha sollevato le montagne torreggianti e gli elevati altopiani del sud-ovest della Cina. Attraverso le epoche storiche la Cina è stata squassata da centinaia di tremendi terremoti che hanno causato complessivamente milioni di vittime. Tanto per riferirsi al solo XX secolo, due di questi - nella parte orientale della provincia del Gansu (1920) e nella città di Tangshan, nella parte orientale della provincia dello Hebei (1976) - causarono ognuno circa 250.000 vittime, mentre un sisma che ha colpito la parte centro-orientale della provincia del Sichuan ha fatto decine di migliaia di vittime e ha devastato una vasta area.

Il rilievo fisico della Cina ha dettato lo sviluppo del Paese sotto molti aspetti. La civiltà dei cinesi han ebbe origine nella parte meridionale dell'altopiano del Loess, e da lì essa si estese poi sempre più finché non si trovò davanti una serie di barriere, sia morfologiche che climatiche. Il lungo corridoio protundente, noto comunemente come corridoio del Gansu, o di Hexi, illustra bene questo fatto. A sud del corridoio vi è l'altopiano del Tibet, troppo elevato e troppo freddo perché i cinesi potessero porvi i propri insediamenti. A nord del corridoio vi è il deserto del Gobi, che costituisce anch'esso una barriera. Di conseguenza, la civiltà cinese fu costretta a diffondersi lungo il corridoio, dove lo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai dei monti Qilian forniva l'acqua necessaria per coltivare le oasi. Le estremità più occidentali del corridoio divennero il luogo di incontro tra gli antichi Oriente e Occidente.

Così, per un lungo periodo di tempo l'antico centro politico della Cina rimase il corso inferiore dello Huang He (Fiume Giallo). A causa delle barriere topografiche, tuttavia, per il governo centrale fu difficile ottenere il completo controllo sull'intero Paese, fatta eccezione per le epoche nelle quali era al potere una dinastia straordinariamente solida. In molti periodi il bacino del Sichuan - un'isolata regione della Cina sud-occidentale, grande circa il doppio della Scozia, ben protetta da alte montagne e autosufficiente dal punto di vista agricolo - divenne un regno indipendente. Una situazione analoga si creò spesso nel bacino del Tarim nel nord-ovest. Collegato al resto della Cina unicamente dal corridoio del Gansu, questo bacino è perfino più remoto di quello del Sichuan, e, quando il governo centrale non fu in grado di esercitare la sua influenza, si andò costituendo una serie di stati-oasi; solamente le tre dinastie più potenti - gli Han (206 a.C.-220 d.C.), i Tang (618-907 d.C.), e i Qing, o Manciù (1644-1911/12) - furono in grado di controllare la regione.

Tralasciando le tre zone altitudinali sopra menzionate, è possibile - sulla base di strutture geologiche, condizioni climatiche, e differenze nello sviluppo geomorfologico - suddividere la Cina in tre principali regioni topografiche: orientale, nord-occidentale e sud-occidentale. La zona orientale è stata plasmata dai fiumi, che hanno eroso il paesaggio in alcune parti e hanno depositato pianure alluvionali in altre; il suo clima è monsonico (caratterizzato da venti stagionali apportatori di pioggia). La regione nord-occidentale è arida ed erosa dai venti; costituisce un bacino idrografico endoreico. Il sud-ovest è una regione fredda, elevata e montuosa che comprende altopiani intermontani e laghi interni.

Le tre regioni principali possono a loro volta essere suddivise in divisioni geografiche di secondo ordine. La regione orientale ne contiene 10, quella sud-occidentale due, e quella nord-occidentale tre. Sotto verrà data una breve descrizione di ciascuna di esse.

La regione orientale[modifica | modifica wikitesto]

Mappa topografica della Cina.

La pianura del Nord-est[modifica | modifica wikitesto]

La pianura del Nord-est (nota anche pianura della Manciuria o pianura Sung-liao) è situata nel Nord-est della Cina, la regione nota in passato come Manciuria. Confina a ovest e a nord con i monti Da Hinggan (Grande Khingan) e a est con i monti Xiao Hinggan (Piccolo Khingan). Pianura ondulata suddivisa in due parti, settentrionale e meridionale, da una bassa catena di colline alte 150-260 m, è attraversata nel suo settore settentrionale dal fiume Sungari e dai suoi affluenti e nel suo settore meridionale dal fiume Liao. Gran parte dell'area è costituita da una superficie di erosione, piuttosto che da una di deposizione, ma è coperta da un suolo profondo. La pianura occupa un'area di circa 350.000 km². I suoi terreni principali sono quelli di foresta-steppa, steppa, prato-steppa, e terreno coltivato; i suoi suoli sono ricchi e neri, ed essa è una rinomata regione agricola. Le valli dei fiumi sono larghe e pianeggianti con una serie di terrazze formate da depositi di limo. Durante la stagione delle piene i fiumi inondano vaste aree.

I monti Changbai[modifica | modifica wikitesto]

A sud-est della pianura del Nord-est vi è una serie di catene costituita dai monti Changbai, Zhangguangcai e Wanda, che in cinese sono noti collettivamente come Changbai Shan, o «Monti Sempre Bianchi»; interrotti da occasionali valli aperte, raggiungono per lo più quote comprese tra i 450 e i 900 m. In alcuni punti il panorama è caratterizzato da vette accidentate e rupi a precipizio. La vetta più alta è il cono vulcanico del monte Baitou (2744 m), con un bellissimo lago nel cratere e la sommità ammantata di neve. Essendo una delle maggiori aree forestali della Cina, nella regione vengono prodotte molte pellicce pregiate e famose erbe medicinali. La coltivazione è generalmente limitata ai fondovalle.

La pianura della Cina del Nord[modifica | modifica wikitesto]

Di dimensioni paragonabili alla pianura del Nord-est, gran parte della pianura della Cina del Nord è situata ad altitudini inferiori ai 50 m, e il rilievo è monotonamente pianeggiante. È stata formata dagli enormi depositi sedimentari trasportati dallo Huang He e dal fiume Huai dall'altopiano del Loess; solamente i depositi quaternari (cioè quelli degli ultimi 2,6 milioni di anni) raggiungono uno spessore di 760-900 m. I canali dei fiumi, più alti del terreno circostante, formano spartiacque locali, e nelle aree che si estendono tra i vari canali vi sono depressioni in cui si trovano laghi e paludi. Nelle aree particolarmente basse e pianeggianti, lo strato di acque sotterranee fluttua spesso a 1,5-2 m, formando prati paludosi e, in alcuni luoghi, suoli estremamente salini. Area densamente popolata di antico insediamento, la pianura della Cina del Nord è la regione più intensamente coltivata dell'intera Cina.

Paesaggio carsico attorno a Yangshuo nel Guangxi.
Versante nord dei monti Changbai nel Jilin, presso il confine con la Corea del Nord.
Dune di sabbia del deserto del Gobi presso Dunhuang, nel Gansu.
L'altopiano del Loess presso Hunyuan nello Shanxi.
La vetta più alta interamente cinese è lo Shishapangma (8013 m; 14ª vetta più alta del mondo), nella contea di Nyalam, sull'Himalaya tibetano.
Il versante nord dell'Everest (Himalaya), visto dal lato tibetano.

L'altopiano del Loess[modifica | modifica wikitesto]

Questo vasto altopiano di circa 400.000 km² forma una regione unica di colline ricoperte di loess e montagne desolate tra la pianura della Cina del Nord e i deserti dell'ovest. Il suo confine settentrionale è costituito dalla Grande Muraglia Cinese, mentre il limite meridionale corre lungo i monti Qin nella provincia dello Shaanxi. L'altitudine media della regione è di circa 1200 m, ma le catene individuali del substrato roccioso sono più elevate, raggiungendo i 2995 m nei monti Liupan. Gran parte dell'altopiano è ricoperta da uno strato di loess spesso dai 50 agli 80 m. Nello Shaanxi settentrionale e nel Gansu orientale, il loess può raggiungere spessori molto più grandi. Il loess è particolarmente suscettibile all'erosione da parte dell'acqua, e baratri e gole costellano l'altopiano. È stato stimato che le gole ricoprano approssimativamente metà dell'intera regione, con l'erosione che raggiunge profondità di 90-200 m.

Le colline dello Shandong[modifica | modifica wikitesto]

Queste colline sono costituite praticamente da argilliti cristalline estremamente antiche e graniti risalenti agli inizi dell'era precambriana (cioè più vecchi di circa 2,5 miliardi di anni) e da rocce sedimentarie un po' più giovani risalenti a circa 540-420 milioni di anni fa. Le faglie hanno giocato un ruolo importante nella creazione del rilievo attuale, e, di conseguenza, molte colline sono horst (blocchi di crosta terrestre sollevati lungo le faglie), mentre le valli sono state formate da graben (blocchi di crosta terrestre che sono stati spinti giù lungo le faglie). La pianura di Jiaolai divide la regione in due parti. La parte orientale è più bassa, situata a quote medie al di sotto dei 450 m, con solamente alcune vette e crinali che si innalzano fino a 760 e (raramente) 900 m; il punto più elevato, il monte Lao, culmina a 1132 m. La parte occidentale è leggermente più elevata, e si innalza fino ai 1524 m del monte Tai, una delle montagne più sacre della Cina. Le colline dello Shandong incontrano il mare lungo una linea costiera rocciosa e frastagliata.

I monti Qin[modifica | modifica wikitesto]

I monti Qin (o Tsinling) nella provincia dello Shaanxi sono la più grande catena montuosa a est dell'altopiano del Tibet. La catena è costituita da una elevata e impervia barriera che si allunga dal Gansu allo Henan; i geografi sono soliti tracciare una linea tra la catena e il fiume Huai per dividere la Cina propria in due parti - Nord e Sud. L'altitudine delle montagne varia tra i 900 e i 3000 m. Il settore occidentale è più elevato, con il monte Taibai che culmina a 3767 m. I monti Qin consistono di una serie di creste parallele, tutte disposte con andamento più o meno ovest-est, separate da valli ramificate i cui canyon precipiti spesso si innalzano improvvisamente fino a 300 m al di sopra del fondovalle.

Il bacino del Sichuan[modifica | modifica wikitesto]

Questa è una delle regioni geografiche più attraenti della Cina. Il bacino del Sichuan è circondato da montagne, più alte a ovest e a nord. Protetto dai freddi venti settentrionali, durante l'inverno il bacino è molto più caldo delle pianure meridionali della Cina sud-orientale. Fatta eccezione per la pianura di Chengdu, la regione è collinare. Il rilievo della metà orientale del bacino è costituito da numerose pieghe, che formano una serie di creste e valli disposte generalmente secondo l'asse nord-est/sud-ovest. La mancanza di suolo arabile ha costretto gli agricoltori a coltivare le pendici delle colline, sulle quali hanno costruito una serie di terrazzamenti che ricoprono frequentemente i pendii da cima a fondo. I terrazzamenti hanno rallentato il processo di erosione e hanno reso possibile la coltivazione anche sui pendii più impervi - alcuni dei quali con pendenze di 45° o più.

Le montagne sud-orientali[modifica | modifica wikitesto]

La Cina sud-orientale è delimitata da una costa rocciosa sostenuta da pittoresche montagne. In generale, vi è una netta tendenza strutturale e topografica da nord-est a sud-ovest. Le vette più alte possono raggiungere quote comprese tra i 1500 e i 2000 m. I fiumi, brevi e a scorrimento veloce, hanno intagliato valli scoscese. Le principali aree di insediamento si trovano lungo la stretta striscia di pianura costiera dove viene prodotto il riso. Lungo la costa vi sono numerose isole, dove l'industria della pesca è ben sviluppata.

Le pianure del medio e basso Yangtze[modifica | modifica wikitesto]

A est di Yichang, nella provincia dello Hubei, una serie di pianure di larghezza irregolare si trovano lungo il fiume Yangtze (Chang Jiang). Le pianure sono particolarmente ampie nell'area del delta e nei punti dove lo Yangtze riceve i suoi maggiori affluenti - comprese le vaste aree di bassopiano attorno ai laghi Dongting, Poyang, Tai e Hongze, tutti collegati idrologicamente allo Yangtze. La regione è costituita da una pianura alluvionale creatasi in seguito all'accumulo dei sedimenti depositati dai fiumi nel corso delle epoche. Vi sorgono anche poche colline isolate, ma in generale il terreno è pianeggiante e l'altitudine solo raramente supera i 50 m. Fiumi, canali e laghi formano una fitta rete di vie d'acqua. La superficie della pianura è stata convertita in un sistema di piatte terrazze, che scendono a gradini lungo le pendici delle valli.

I monti Nan[modifica | modifica wikitesto]

I monti Nan (Nan Ling) sono costituiti da molte catene disposte in direzione nord-est/sud-ovest. Queste catene formano lo spartiacque tra lo Yangtze a nord e il Fiume delle Perle (Zhu) a sud. Le vette principali lungo lo spartiacque superano i 1500 m, e alcune oltrepassano i 1950 m. Ma una vasta parte del territorio a sud dei monti Nan è anche collinare; le superfici pianeggianti non superano il 10 per cento dell'area totale. Il delta del Fiume delle Perle è l'unica vasta pianura di questa regione, nonché la parte più ricca della Cina meridionale. La costa è accidentata e irregolare, e vi si trovano molti promontori e baie protette, comprese quelle di Hong Kong e Macao. Il fiume principale è il fiume Xi, che ha le proprie sorgenti sugli altopiani dello Yunnan orientale e del Guizhou meridionale.

Il Sud-ovest[modifica | modifica wikitesto]

L'altopiano Yunnan-Guizhou[modifica | modifica wikitesto]

Questa regione comprende la parte settentrionale dello Yunnan e quella occidentale del Guizhou; i suoi confini sono estremamente irregolari. Il settore che ricade entro i confini dello Yunnan ha i tratti caratteristici di un altopiano e comprende molte più aree ricoperte da alture ondulate del Guizhou, ma entrambi i settori sono caratterizzati da vallate simili a canyon e da montagne precipiti. Le altitudini maggiori si riscontrano a ovest, dove sorge il monte Diancang (detto anche Cang Shan), culminante a 4122 m. Nelle valli dei fiumi maggiori, le altitudini scendono a circa 400-490 m. Differenze particolarmente nette nell'altitudine e una maggiore asprezza del rilievo si rinvengono nella parte occidentale della regione, nelle gole dei grandi fiumi. Nella parte orientale, i processi carsici (che hanno creato doline, gravine e torrenti sotterranei nel paesaggio calcareo) hanno avuto un grande sviluppo. Sparsi su tutto l'altopiano vi sono piccoli bacini lacustri, separati da montagne.

L'altopiano del Tibet[modifica | modifica wikitesto]

Questo grande massiccio elevato occupa circa un quarto della superficie totale del Paese. Una vasta parte dell'altopiano si trova a quote comprese tra i 4000 e i 5000 m. Le catene che cingono l'altopiano (i monti Kunlun e l'Himalaya) sono addirittura più elevate, e alcuni picchi individuali si innalzano a 7000-8000 m di quota e più. Generalmente, le pendici interne (vale a dire quelle rivolte verso il Tibet) di queste catene scendono dolcemente, mentre quelle esterne scendono a precipizio. Nelle periferie orientali e meridionali dell'altopiano si trovano le sorgenti di molti dei fiumi più grandi del mondo, quali lo Yangtze, lo Huang He, il Mekong, il Salween, l'Indo e il Brahmaputra. Solamente nelle basse vallate, prevalentemente lungo la valle del Brahmaputra, sorgono insediamenti umani di una certa entità.

Il bacino del Qaidam (Tsaidam), che occupa la porzione nord-occidentale dell'altopiano del Tibet, è la maggiore, nonché la più bassa, depressione dell'altopiano. La parte nord-occidentale del bacino, più larga, è situata ad altitudini comprese generalmente tra i 2700 e i 3000 m, e la parte sud-orientale, più stretta, è posta a quote leggermente inferiori. All'interno del bacino predominano deserti di ghiaia, sabbia e argilla, semideserti e distese di sale.

Le praterie di Bayan Bulak nella contea di Hejing County (prefettura autonoma mongola di Bayingolin, Xinjiang).

Il Nord-ovest[modifica | modifica wikitesto]

Il bacino del Tarim[modifica | modifica wikitesto]

A nord dell'altopiano del Tibet e alla molto più bassa altitudine di circa 900 m si trova il bacino del Tarim. Esso è circondato da grandi catene montuose: il Tien Shan (Tian Shan; «Montagne Celesti») a nord, il Pamir a ovest, e i monti Kunlun a sud. Torrenti alimentati dai ghiacciai scendono da queste quote solamente per disperdersi nelle distese di sabbia e ghiaia del deserto del Takla Makan, che occupa il centro del bacino. Il Takla Makan è uno dei deserti più desolati del mondo; soltanto pochi dei fiumi più grandi - quali il Tarim e lo Hotan (Khotan) - attraversano il deserto, ma perfino la loro portata non è costante, e il loro intero letto appare pieno d'acqua solamente durante il periodo delle inondazioni. Il bacino occupa un'area di circa 557.000 km², e la sua altitudine varia tra i 750 e i 1400 m sul livello del mare. La sua superficie appare inclinata verso sud-est, dove è situato il Lop Nur (il fondo di un antico lago incrostato di sale).

Il bacino della Zungaria[modifica | modifica wikitesto]

A nord del bacino del Tarim vi è un'altra vasta depressione, il bacino della Zungaria (Junggar). È racchiuso dal Tien Shan a sud, mentre a nord-est è separato dalla Mongolia dai monti Altai. La superficie del bacino è pianeggiante, con una leggera pendenza verso sud-ovest. La porzione maggiore del territorio è situata ad altitudini comprese tra i 300 e i 450 m, e nella parte più bassa l'altitudine scende poco oltre i 200 m. In generale la parte principale del bacino è ricoperta da un vasto deserto con barcane (dune di sabbia mobili a forma di mezzaluna); solamente in certi punti vi sono dune coperte di vegetazione.

Il Tien Shan[modifica | modifica wikitesto]

La parte cinese (orientale) del Tien Shan consiste di un complesso sistema di catene e depressioni suddivise in due gruppi principali di catene: la settentrionale e la meridionale. I gruppi sono separati da una striscia di depressioni intermontane a sua volta frammentata da catene interne. Nella zona interna la maggior parte delle catene è costituita da antiche rocce metamorfiche; depositi sedimentari e ignei del Paleozoico (circa 250-540 milioni di anni fa) formano le catene settentrionale e meridionale, mentre arenarie e conglomerati del Mesozoico (circa 65-250 milioni di anni fa) colmano le depressioni intermontane della zona interna e costituiscono le colline pedemontane. L'altitudine delle principali catene cinesi del Tien Shan è compresa tra i 4000 e i 4500 m, con alcuni picchi individuali che superano i 4900 m; le catene interne raggiungono i 4400 m. Nella parte occidentale, dove le precipitazioni sono più frequenti, si formano vasti ghiacciai, che raggiungono una lunghezza di oltre 32 km. Grandi fiumi ricchi di acqua, quali l'Ili (Yili) e i suoi affluenti, iniziano qui il proprio corso, e le steppe e i prati alpini che caratterizzano il paesaggio forniscono alcune delle migliori terre da pascolo della Cina.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Le cascate di Hukou sullo Huang He.
Tramonto sullo Yangtze (zona delle Tre Gole).

In Cina vi sono più di 50.000 fiumi con un proprio bacino idrografico superiore ai 100 km². Tra quelli che hanno acque in ogni periodo dell'anno, circa il 95 per cento sfocia direttamente in mare (più dell'80 per cento nell'oceano Pacifico, il 12 per cento nell'oceano Indiano, e meno dell'1 per cento nel mar Glaciale Artico) e il 5 per cento disperde le sue acque nell'entroterra.

I tre principali fiumi della Cina, ognuno dei quali scorre generalmente da ovest a est, sfociando nel mar Cinese, sono lo Huang He, lo Yangtze e lo Xi. Lo Huang He, che nasce dai monti Kunlun, è il più settentrionale dei tre; sfocia nel Bo Hai (golfo di Chihli), a nord della penisola dello Shandong. Lo Yangtze, il più lungo fiume del Paese, nasce sugli altopiani tibetani e scorre attraverso la Cina centrale, sfociando nel mar Cinese Orientale a nord di Shanghai. Il fiume Xi, il più meridionale dei tre, nasce sull'altopiano Yunnan-Guizhou e sfocia nel mar Cinese Meridionale attraverso il delta del Fiume delle Perle a Guangzhou (Canton).

La distribuzione delle acque superficiali in Cina è estremamente irregolare. Solamente una piccola parte del Paese ha quantità di acqua sufficienti per tutto l'anno. Gran parte del Paese riceve precipitazioni abbondanti, ma solo durante la stagione delle piogge, quando vi è acqua in eccedenza. Da sud-est a nord-ovest, le acque superficiali diminuiscono man mano che il rilievo si fa più montuoso. In una vasta area del nord-ovest l'acqua manca per tutto l'anno. La Cina settentrionale (a nord della linea monti Qin-fiume Huai), con il suo rilievo pianeggiante e una lunga tradizione agricola, possiede quasi i due-terzi delle terre coltivate della Cina; paradossalmente, a causa delle precipitazioni scarse e irregolari, il deflusso medio annuo del Nord è pari ad appena un sesto del totale di quello dell'intera Cina.

Le montagne del sud-est e la montuosa isola di Hainan ricevono le maggiori quantità di acqua piovana. Nel corso dell'anno vi cadono oltre 1500 mm di precipitazioni (in alcuni punti perfino oltre 2000 mm), dei quali quasi due terzi vanno a finire tra le acque superficiali e sviluppano così una fitta rete idrografica. L'entità delle precipitazioni è maggiore nel sud-est, superando i 1000 mm. Esse diminuiscono gradualmente verso ovest e nord, tanto che i deserti veri e propri del nord-ovest ricevono generalmente meno di 10 mm di pioggia. Il clima arido del nord-ovest si riflette nel paesaggio delle steppe asciutte, che è caratterizzato da un manto erboso più ricco nell'est, mentre nell'ovest esso muta gradualmente fino ad assumere l'aspetto di desolati deserti.

Lungo il corso inferiore dello Yangtze, nel delta del Fiume delle Perle e nella pianura di Chengdu è stata creata una fitta rete di vie d'acqua. Nella pianura della Cina del Nord e nella pianura del Nord-est la maggior parte dei fiumi ha una portata regolare, e gli affluenti sono pochi e non connessi tra di loro. Nelle aree idrografiche interne, a causa delle scarse precipitazioni, vi sono pochissimi fiumi. Vaste aree quali il bacino del Tarim e il Gansu nord-orientale spesso non ricevono una sola goccia di pioggia. In queste regioni i fiumi dipendono dalle acque di scioglimento delle nevi e dei ghiacciai; di conseguenza, essi sono per lo più piccoli e scorrono unicamente ai piedi di montagne o di colline pedemontane. Allontanandosi sempre più dalle montagne, la maggior parte di essi alla fine scompare nel deserto, mentre alcuni formano laghi interni. Poiché la parte settentrionale dell'altopiano del Tibet è costituita da un deserto freddo, il tasso di evaporazione è lento, quindi nell'area si è sviluppata una rete di fiumi più fitta; la maggior parte di essi, tuttavia, scorre in depressioni glaciali, formando numerosi laghi.

Suoli[modifica | modifica wikitesto]

La Cina, con le sue vaste e diversificate condizioni climatiche, possiede una vasta gamma di suoli. Infatti, tutti i tipi di suolo del continente eurasiatico, a eccezione dei suoli della tundra e dei suoli gley-podzolici altamente percolanti della taiga (foresta boreale) settentrionale, sono presenti in Cina. Conseguentemente alle differenze climatiche tra il Nord più arido e freddo e il Sud più umido e caldo, i suoli possono essere raggruppati in due suddivisioni. A grandi linee, si può affermare che i suoli a nord della linea monti Qin-fiume Huai sono pedocal (calcarei), neutri alle reazioni degli alcali; quelli a sud di questa linea sono pedalfer (suoli non calcarei percolanti), neutri agli acidi.

Fatta eccezione per i grandi altopiani e le alte montagne del sud-ovest, zone di suolo ben delineate si sono formate in Cina a seconda delle differenze del clima e della vegetazione, e della distanza dal mare. Le regioni costiere orientali e sud-orientali sono ricoperte da zone di foresta associate ad un clima umido e semiumido, mentre le regioni interne settentrionali e nord-orientali appartengono per lo più alla zona delle steppe, nonché a quella dei semideserti e dei deserti, associata ad un clima semiarido e arido. Tra queste due ampie zone di suolo si situa una zona di transizione - la zona di foresta-steppa, in cui suoli forestali si mescolano gradualmente a suoli di steppa.

Tra i pedocal del Nord e i pedalfer del Sud si trovano i suoli neutri. La pianura alluvionale dello Yangtze a valle delle Tre Gole (il punto dove il fiume si fa strada attraverso i monti Wu per raggiungere la pianura dello Hubei) è ricoperta da una spessa coltre di sedimenti non calcarei. Questi suoli, talvolta classificati come suoli risicoli (adatti allo sviluppo del riso), sono per la maggior parte estremamente fertili e di buona grana. Il suolo risicolo è un tipo unico di suolo coltivato, formatosi nel corso di un lungo periodo di tempo sotto le condizioni specifiche di una intensiva coltivazione del riso.

Lungo le coste della Cina settentrionale vi sono cinture di suolo salino e alcalino. Esse sono associate a zone in cui si riscontra scarso drenaggio e aridità, dove le precipitazioni non riescono né a dissolvere, né a trascinare via i sali in soluzione.

Le conseguenze negative che gli eventi naturali hanno apportato al suolo sono state sempre più intensificate da secoli di coltivazione intensa, che hanno portato a una quasi universale carenza di azoto e materiale organico. La scarsità di materiale organico è dovuta prevalentemente all'abitudine degli agricoltori di rimuovere steli e foglie delle piante coltivate per nutrire il bestiame o per utilizzarli come combustibile. I rifiuti animali e umani impiegati come fertilizzante contengono troppo poco materiale organico per compensare la perdita di sostanze nutritive nel suolo. Spesso i suoli sono carenti anche di fosforo e potassio, ma queste carenze non sono né così diffuse, né così gravi quanto quella di azoto.

Una volta, forse metà del territorio della Cina era ricoperta da foreste, ma attualmente meno di un decimo del Paese è forestato. Le vaste foreste della Cina centrale e meridionale vennero spazzate via per far spazio a terreni agricoli, portando all'inevitabile erosione dei suoli dei fianchi delle colline e della loro deposizione nelle vallate. Gli agricoltori hanno costruito serie di terrazzamenti, sorretti da mura, allo scopo di trattenere l'acqua per le risaie, controllando così efficacemente l'erosione. Ove sono state costruite terrazze elaborate, l'erosione del suolo è virtualmente assente, e i terrazzamenti a gradoni sono divenuti uno degli aspetti caratteristici del paesaggio rurale.

Anche il sovrapascolo e altre pratiche che distruggono il manto erboso hanno portato a una perdita di suolo. Quando la sua preziosa struttura granulare viene spezzata e la sua porosità va perduta, lo strato superficiale viene facilmente trasportato via dall'erosione durante la stagione delle piogge; il vento produce lo stesso effetto nelle regioni aride. L'altopiano del Loess, costantemente battuto da pioggia e vento, è particolarmente vulnerabile all'erosione del suolo, che ha creato un caratteristico paesaggio. Profonde guglie dai pendii impervi scolpiscono l'altopiano in un fantastico rilievo. Tra i danni apportati dalle pesanti precipitazioni estive non vi è solamente la perdita dello strato superficiale, ma anche le frequenti inondazioni provocate dai fiumi carichi di limo.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Le masse d'aria[modifica | modifica wikitesto]

La prima neve ricopre la pianura della Cina del Nord. Dintorni di Shijiazhuang (Hebei).

La vasta e topograficamente varia massa continentale della Cina è situata in Asia, il continente più grande del mondo, e fronteggia il Pacifico, l'oceano più grande del mondo, con una estesa fascia costiera. Il clima del Paese è quindi pesantemente influenzato dagli spostamenti stagionali di grandi masse d'aria tra il Pacifico e l'entroterra cinese. La massa d'aria continentale polare, originatasi a nord, in Siberia, domina gran parte della Cina durante l'inverno; allo stesso modo, la massa d'aria tropicale pacifica esercita la sua influenza durante l'estate. Le condizioni climatiche estremamente varie prevalenti durante l'estate e l'inverno sono una diretta conseguenza dell'interazione tra queste due masse d'aria, di natura completamente differente.

La massa d'aria siberiana, piuttosto stabile, è estremamente fredda e arida e spesso presenta una marcata inversione di temperatura. Dopo aver attraversato l'altopiano della Mongolia, la massa d'aria si allarga verso sud e inizia a invadere la Cina del Nord, dove viene sottoposta a una serie di rapidi cambiamenti; la sua temperatura sale leggermente, e la sua stabilità diminuisce. Durante il giorno l'aria può essere piuttosto calda, ma di notte o nelle zone all'ombra il freddo è spesso insopportabile. In generale, l'escursione termica diurna (tra il giorno e la notte) è di oltre 10 °C; in casi estremi può superare i 25 °C. Poiché la Cina del Nord è interessata da questa massa d'aria per la maggior parte del tempo, la regione è arida, con cielo sereno e abbondanza di Sole durante i mesi invernali.

I venti invernali prevalenti soffiano da novembre a marzo, ma mutano direzione man mano che si spostano verso sud. Nella Cina settentrionale e nord-orientale essi provengono da nord-ovest, nella Cina orientale da nord, e lungo le coste sud-orientali da nord-est. L'altezza della fascia dei venti invernali generalmente non supera i 4000 m. Procedendo verso sud, l'altezza diminuisce; a Nanchino essa è di circa 2000 m, e nella Cina del Sud è inferiore ai 1500 m. I monti Qin costituiscono un'efficace barriera all'avanzata dell'ondata del freddo verso sud, in particolare nella sezione occidentale, dove l'altitudine media delle montagne è generalmente compresa tra i 2000 e i 2700 m.

In Cina la massa d'aria tropicale pacifica è la principale fonte delle precipitazioni estive. Quando essa è dominante, può ricoprire l'intera metà orientale della Cina e penetrare in profondità fino ai confini dell'altopiano della Mongolia e all'estremità orientale dell'altopiano del Tibet. In estate la massa d'aria siberiana si ritira verso l'estremità occidentale della Mongolia, sebbene occasionalmente possa penetrare verso sud e talvolta raggiungere la valle del fiume Huai, che durante l'estate si trasforma in un campo di battaglia in cui si scontrano le masse d'aria pacifica e siberiana.

Il movimento delle due masse d'aria è di straordinaria importanza per il clima della Cina centrale e del Nord. In estate, quando la massa d'aria tropicale è predominante, il fronte meteorologico tra le due si sposta verso nord; di conseguenza, la Cina del Nord riceve precipitazioni più intense. Quando il monsone sud-orientale diminuisce di intensità, tuttavia, il fronte meteorologico si sposta verso sud, e la Cina centrale riceve più piogge, che possono causare inondazioni. L'attività della massa d'aria tropicale pacifica in inverno è limitata alle aree costiere sud-orientali; durante questa stagione, quindi, nelle regioni collinari a sud dei monti Nan pioviggina frequentemente, e sono comuni le nebbie mattutine.

Oltre a queste due masse d'aria, ve ne sono altre tre che influenzano il clima della Cina: la massa d'aria continentale equatoriale (un monsone di sud-ovest estremamente instabile), la massa d'aria marittima polare, e la massa d'aria marittima equatoriale. Inoltre, data la vastità e la complessa topografia della Cina, l'interazione tra le masse d'aria e il rilievo dà vita a una vasta gamma di condizioni climatiche.

Temperature[modifica | modifica wikitesto]

L'isola di Hainan, uno dei luoghi più caldi della Cina.

Le temperature generalmente decrescono da sud a nord. Le temperature medie annuali superano i 20 °C nella valle del Fiume delle Perle. Scendono a 15-20 °C lungo il medio e basso corso dello Yangtze, a circa 10 °C nella Cina del Nord e nella parte meridionale dello Xinjiang, e a 5 °C nell'area meridionale del Nord-est, nella parte settentrionale dello Xinjiang, e in luoghi in prossimità della Grande Muraglia. Scendono al di sotto degli 0 °C (il punto di congelamento) nella parte settentrionale dello Heilongjiang. L'escursione termica annua tra l'estremo sud e l'estremo nord è di circa 48 °C. Tranne poche eccezioni, gennaio è il mese più freddo e luglio quello più caldo.

A sud della linea monti Qin-fiume Huai, le temperature medie di gennaio aumentano progressivamente, innalzandosi dal punto di congelamento a 22 °C sulla costa meridionale dell'isola di Hainan. La neve cade raramente, e i fiumi non gelano. A nord di questa linea, le temperature scendono dal punto di congelamento a -28 °C nella parte settentrionale dello Heilongjiang.

In aprile le temperature medie superano il punto di congelamento in ogni parte della Cina, fatta eccezione per l'estremità settentrionale dello Heilongjiang. Durante questo periodo le temperature medie nella pianura del Nord-est sono di 2-8 °C, e nella vasta pianura tra Pechino e Shanghai di 12-15 °C. A sud dei monti Nan le temperature medie sono considerevolmente più alte di 20 °C. Lungo le coste del Guangdong meridionale, i salici iniziano a fiorire alla fine di gennaio, ma a Pechino la fioritura dei salici sopraggiunge più tardi, ai primi di aprile.

In estate l'escursione termica tra Cina del Nord e Cina del Sud è piuttosto piccola. In luglio la differenza di temperature tra Guangzhou e Pechino è appena di circa 3 °C, e le isoterme di luglio corrono pressoché parallele alla linea costiera. In luglio l'isoterma dei 28 °C comprende un'area molto vasta. Le località più calde della Cina si trovano lungo le vallate dello Yangtze medio e inferiore. Le temperature medie di luglio a Nanchang e Changsha superano di molto i 29 °C, e in molte annate superano i 30 °C.

Nella Cina del Nord gli autunni sono generalmente più freddi delle primavere. Le temperature medie di ottobre a Pechino sono di circa 13 °C, e quelle di aprile di circa 14 °C. Nella Cina del Sud è vero il contrario. Le temperature medie di ottobre a Guangzhou sono di 24 °C, ma ad aprile sono di appena 21 °C circa.

Le regioni lungo il corso medio e inferiore dello Huang He sono quelle in cui si sono sviluppate per prime la civiltà e l'agricoltura cinesi. Nell'area le varie stagioni sono ben delineate, e la durata di ognuna di esse è uguale. In altre parti della Cina, tuttavia, la durata e le date iniziali e finali di ogni stagione variano tra le diverse regioni. L'estate è inesistente nello Heilongjiang settentrionale, mentre l'inverno è del tutto sconosciuto nel Guangdong meridionale. A Kunming, sull'altopiano dello Yunnan, il clima è mite durante tutto l'anno, ed estati e inverni sono molto brevi.

In generale, a sud della linea monti Qin-fiume Huai le temperature medie diurne scendono raramente al di sotto del punto di congelamento, tanto che l'agricoltura può essere praticata in ogni periodo dell'anno. Nella valle dello Yangtze ogni anno si hanno solitamente due raccolti, ma a nord della Grande Muraglia è possibile solamente un unico raccolto annuale.

Precipitazioni[modifica | modifica wikitesto]

Mappa delle precipitazioni medie della Cina.

Le precipitazioni in Cina generalmente seguono lo stesso andamento delle temperature, diminuendo dirigendosi da sud-est a nord-ovest. In certe località lungo la costa sud-orientale cadono ogni anno più di 2000 mm di pioggia. La valle dello Yangtze riceve circa 1000-1150 mm di pioggia. Più a nord, nella valle del fiume Huai, le precipitazioni annue scendono a circa 880 mm. Lungo il corso inferiore dello Huang He, cadono annualmente appena 500-650 mm di pioggia. La pianura del Nord-est generalmente riceve più precipitazioni di quella della Cina del Nord, e sui monti Changbai si registrano picchi di 1000 mm di pioggia o più.

Il monsone di sud-est perde gran parte della sua umidità quando raggiunge la parte settentrionale dell'altopiano del Loess, dove le precipitazioni annue si riducono a 300-500 mm. A nord-ovest di una linea immaginaria che corre lungo i monti Da Hinggan (Grande Khingan), Yin, Lang, Qilian e Altun, le precipitazioni annue sono inferiori ai 250 mm. Poiché queste regioni sono distanti dal mare, le alte montagne impediscono al monsone meridionale di raggiungerle, e nella zona si trovano solamente praterie. Nella Mongolia Interna occidentale, nel corridoio del Gansu e nel bacino del Tarim, le precipitazioni annue scendono a 100 mm o ancora meno. Queste sono aree di deserto vero e proprio, dove talvolta il terreno non riceve una sola goccia di umidità per diversi anni.

Il bacino della Zungaria e la valle del fiume Ili, nello Xinjiang settentrionale, sono aperti all'influenza dei venti occidentali, e qui le precipitazioni sono più intense. Le precipitazioni sull'altopiano del Tibet, seguendo l'andamento generale, diminuiscono da sud-est a nord-ovest. Nelle vallate della parte sud-orientale dell'altopiano cadono ogni anno più di 1000 mm di pioggia, e il suo margine orientale ne riceve 500 mm. Tuttavia, nel settore settentrionale dell'altopiano, nel bacino del Qaidam, racchiuso dai monti, cadono ogni anno appena 100-250 mm di pioggia.

L'alta variabilità delle precipitazioni è un'altra delle caratteristiche del clima della Cina. Solitamente, la variabilità sale man mano che scendono i valori annui delle precipitazioni, circostanza che è strettamente connessa all'elevata frequenza di siccità e inondazioni del Paese. Le piogge primaverili rivestono una grande importanza per gli agricoltori cinesi, ma la primavera è anche la stagione con la più alta variabilità. Nella Cina del Sud la variabilità supera il 40 per cento, lungo lo Yangtze è di circa il 45 per cento, e nella Cina del Nord è di oltre il 50 per cento. La variabilità su una vasta area della Cina del Nord supera il 70 per cento in alcuni luoghi; a est di Pechino, per esempio, la variabilità delle precipitazioni primaverili può superare addirittura l'80 per cento, valori riscontrabili anche nella parte centrale dell'altopiano Yunnan-Guizhou.

Foresta vergine nello Hubei.
Frutti dell'albero della lacca.
Il takin, abitante delle montagne cinesi.

La pioggia cade per lo più nei mesi estivi, quando le piante hanno maggiore necessità di acqua. Questo è un importante vantaggio per gli agricoltori, ma le piogge estive sono solitamente troppo intense. In luglio, quando il fronte meteorologico si sposta verso nord, i cicloni (regioni in cui i venti circolano attorno a centri di bassa pressione atmosferica) sono molto più attivi nella Cina del Nord che in quella del Sud, e il Nord inizia a ricevere piogge più intense. Più della metà della pianura della Cina del Nord riceve ogni giorno 20 mm di pioggia, e in alcune località questo valore può salire a 25 mm o più. Durante questo periodo, le aree a sud dello Yangtze sono coperte dalla massa d'aria pacifica tropicale, quindi il tempo diviene relativamente stabile, la quantità delle precipitazioni diminuisce, e la loro intensità media diviene minore di quella di luglio. L'intensità delle piogge di agosto è in generale minore di quelle di luglio.

Nelle regioni costiere sud-orientali, attorno Fuzhou e Shantou, in un unico giorno possono cadere fino a quasi 300 mm di pioggia. Valori così estremi sono direttamente correlati all'elevata frequenza di tifoni (cicloni tropicali) che colpiscono questa parte della costa, generalmente durante il periodo che va da maggio a novembre; luglio, agosto e settembre sono i mesi in cui i tifoni sono maggiormente frequenti.

In maggio, i tifoni solitamente colpiscono la costa a sud di Shantou. Verso la fine di giugno iniziano a spostarsi verso nord, arrivando nella regione tra Shantou e Wenzhou, e dopo luglio invadono le aree a nord di Wenzhou. Agosto riscontra la più alta frequenza di tifoni: oltre un terzo dei tifoni che colpiscono la Cina arrivano in questo mese. Dopo settembre la frequenza dei tifoni diminuisce, e il fronte meteorologico si sposta nuovamente verso sud. In ottobre, i tifoni generalmente ripiegano a sud di Wenzhou; gli ultimi tifoni, che arrivano in novembre e dicembre, colpiscono le zone a sud di Shantou.

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La grande diversità topografica e climatica della Cina ha prodotto tutta un'intera gamma di tipi naturali di vegetazione. Il Paese ospita in tutto circa 30.000 specie di spermatofite, appartenenti a circa 2700 generi; oltre 200 di questi generi sono endemici della Cina. Vi sono circa 2500 specie di piante arboree, tra cui rappresentanti di circa il 95 per cento dei tipi noti di latifoglie. Molti di questi alberi rivestono una grande importanza economica, quali l'albero del tung, l'albero della canfora, l'albero della lacca (Rhus verniciflua), l'anice stellato (da cui si ricava un olio usato come additivo aromatizzante) e il ligustro lucido (Ligustrum lucidum).

A contribuire alla varietà e alla mescolanza di piante tropicali e temperate in Cina vi sono fattori quali la mancanza di barriere topografiche insormontabili, come ampi tratti di deserto, tra le zone tropicali, temperate e subalpine; un sistema di venti alterno tra inverno ed estate; e il frequente manifestarsi di cicloni. Se, ad esempio, si paragona la vegetazione della provincia dello Heilongjiang nel Nord con quella della provincia del Guangdong nel Sud, è molto difficile trovare una singola specie di pianta comune ad entrambe le aree, fatta eccezione per alcune piante erbacee. Nella zona della taiga (foresta boreale) lungo il confine settentrionale della Cina o sulle alte montagne, d'altro canto, vi sono molte specie di piante rinvenibili anche nelle regioni situate entro i confini del Circolo Polare Artico, mentre nelle aree tropicali cinesi vi sono specie che crescono anche a sud dell'Equatore. Tuttavia, dal punto di vista ecologico, le foreste tropicali della Cina del Sud generalmente non si differenziano molto da quelle dell'Indonesia e di altri Paesi del Sud-est asiatico, e la vegetazione che si sviluppa nei deserti e nelle steppe della Cina nord-occidentale è strettamente simile a quella presente in Mongolia o nel Kazakistan. Inoltre, la taiga cinese che si sviluppa lungo la frontiera con la Russia è essenzialmente identica a quella della Siberia.

Un viaggiatore in Cina può incontrare praticamente tutti i tipi di vegetazione naturale propri dell'emisfero boreale, fatta eccezione per le specie tipiche della tundra polare. Vi sono paludi di mangrovie lungo le coste del mar Cinese Meridionale; foreste pluviali sull'isola di Hainan e nello Yunnan meridionale; e altrove deserti, steppe, prati e savane, nonché regioni nelle quali prevalgono conifere e latifoglie sempreverdi e decidue, sia tropicali che temperate.

La Cina può essere suddivisa - all'incirca lungo una diagonale che va da sud-ovest a nord-est - in due zone di vegetazione completamente differenti: il nord-ovest arido e il sud-est umido. L'area tropicale, equivalente al sud-est umido, è geograficamente maggiormente correlata con l'Asia sud-orientale. Nel nord-ovest, dove prevalgono condizioni desertiche, vi sono vaste aree di rada vegetazione resistente alla siccità; entro queste aree, nelle zone pianeggianti e nelle depressioni, sorgono chiazze di piante tolleranti al sale, in particolare nelle regioni della Zungaria, del Qaidam e del Gobi. Il margine meridionale del Gobi è cinto da una larga fascia di praterie.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

La profusione di tipi di vegetazione e la varietà del rilievo hanno consentito lo sviluppo di una grande varietà di vita animale e hanno permesso la sopravvivenza ad animali altrimenti estinti altrove. Particolarmente rilevanti tra questi sopravvissuti sono il grande pesce spatola dello Yangtze, la specie di piccolo alligatore propria della Cina orientale e centrale, e la salamandra gigante (imparentata con la salamandra gigante del Giappone e la salamandra alligatore americana) della Cina occidentale. La diversità di vita animale è forse maggiore sulle catene e nelle vallate del Tibet e del Sichuan; quest'ultima provincia in particolare è famosa per essere la dimora del panda gigante. Il takin (una specie di antilope caprina), numerose specie di fagiani, e un'intera varietà di garruli sghignazzanti sono presenti su tutte le catene montuose cinesi. La Cina sembra essere uno dei principali centri di dispersione della famiglia delle carpe, nonché dei pesci gatto del Vecchio Mondo.

Le affinità regionali della fauna cinese sono complesse. Quella del Nord-est presenta somiglianze con la fauna delle foreste siberiane. Animali tipici dell'Asia centrale abitano le steppe più ospitali della Cina settentrionale. La fauna che popola le grandi catene montuose è di tipo paleartico (appartenente cioè alla regione biogeografica che comprende l'Europa, l'Asia a nord dell'Himalaya, l'Arabia settentrionale e l'Africa a nord del Sahara), ma con specie o generi distintamente cinesi. Verso sud-est le pianure e le montagne permettono parimenti accesso diretto alla regione orientale. Questa parte della Cina presenta una completa transizione dalla fauna paleartica della zona temperata alla ricchezza delle forme tropicali caratteristiche dell'Asia sud-orientale. Specie tropicali di rettili, anfibi, uccelli e mammiferi predominano nelle province cinesi più meridionali.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Istituto Geografico De Agostini. Il Milione, vol. VIII (Regione cinese - Regione indocinese), pagg. 25-62. Novara, 1962.
  • (EN) China: a Country Study, Library of Congress Country Studies, 1987. URL consultato il 19 giugno 2015.
  • Damian Harper, Cina, Lonely Planet (2007). ISBN 978-88-6040-146-5.

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