Karakorum

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando informazioni sull'omonima capitale dell'impero mongolo nel XIII secolo, vedi Karakorum (città).
Coordinate: 35°52′59″N 76°30′32″E / 35.883056°N 76.508889°E35.883056; 76.508889
Karakoram
Karakoram Nasa.JPG
Il Karakorum visto dalla Stazione Spaziale Internazionale
ContinenteAsia
StatiPakistan Pakistan
India India
Cina Cina
Catena principaleHimalaya
Cima più elevataK2 (8.609 m s.l.m.)
Lunghezza500 km

Il Karakorum o Caracorum (in entrambe le grafie, AFI: /karakoˈrum/ o /karaˈkɔrum/[1][2]; grafia alternativa Karakoram) è una sub catena montuosa situata a nord-ovest della catena dell'Himalaya, diviso da questa dalla fossa del fiume Indo, formando per circa 450 km il confine tra il Kashmir (pakistano e indiano) e la Cina e connettendosi verso ovest con la catena dell'Hindu Kush in Afghanistan. Tra le zone del mondo più ricoperte da ghiacciai, con la sola esclusione delle calotte polari, a causa della sua altitudine e scabrosità è molto meno abitato rispetto all'Himalaya e al suo interno sono compresi 4 dei 14 ottomila esistenti sulla Terra.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Karakorum è un termine turco che significa "ghiaia nera" che i commercianti dell'Asia centrale originariamente applicavano al Passo Karakorum. I primi viaggiatori europei, tra cui William Moorcroft e George Hayward, iniziarono a usare il termine anche per la catena montuosa a ovest del passo, sebbene usassero anche il termine Muztagh, che significa "montagna di ghiaccio", il quale ora invece definisce il monte Muztagata.

Nella geografia indiana tradizionale le montagne erano conosciute come Krishnagiri (montagne nere), Kanhagiri e Kanheri.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Vette[modifica | modifica wikitesto]

Principali vette, tra le altre:

Glaciologia e clima[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni importanti ghiacciai sono:

Anomalia del Karakorum[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia Hunzakut

Diversi studi[3] hanno mostrato che, in controtendenza rispetto ai restanti ghiacciai mondiali, e al pari dei ghiacci antartici, la zona del Karakorum è l'unica la cui superficie ghiacciata aumenta (seppur leggermente) anziché diminuire e dove le temperature medie sono diminuite negli ultimi 30 anni di 1,5 °C.[4] Il motivo di questa anomalia non è ancora ben chiaro, ma si prevede che continui per i prossimi 50 anni[5]. Altri studi suggeriscono che questa anomalia sia dovuta all'abbondanza di detriti[6] rispetto ad altri ghiacciai soggetti a un incremento della temperatura dovuto al riscaldamento globale[7]

Società[modifica | modifica wikitesto]

I popoli del Karakorum[modifica | modifica wikitesto]

Attorno al Karakorum vivono diversi popoli di etnie e culture diverse, accomunate dal vivere da secoli in ambienti estremi in economie di sussistenza di tipo agricolo e pastorizio: Balti, Hunzakut, Kirghisi, Wakhi.

Fin dalle prime spedizioni, l'aiuto dei locali come portatori è stato imprescindibile; per contro, il benessere economico derivante dalle attività alpinistiche dei paesi occidentali ha inciso in modo significativo sul tenore di vita dei residenti.[senza fonte]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Karakorum", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2016, ISBN 978-88-397-1478-7.
  2. ^ Luciano Canepari, Karakorum, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  3. ^ (EN) K Hewitt, The Karakoram anomaly? Glacier Expansion and the ‘Elevation Effect,' Karakoram Himalaya, in Mt Res Dev, vol. 25, n. 9, pp. 332–340.
  4. ^ (EN) U. Minora1, D. Bocchiola1, C. D'Agata, D. Maragno1, C. Mayer, A. Lambrecht, B. Mosconi, E. Vuillermoz1, A. Senese, C. Compostella, C. Smiraglia e G. Diolaiuti, 2001–2010 glacier changes in the Central Karakoram National Park: a contribution to evaluate the magnitude and rate of the "Karakoram anomaly", in The Cryosphere Discuss, vol. 7, 2013, pp. 2891-2941. URL consultato il 7 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2014).
  5. ^ Il futuro dei ghiacciai (D. Bocchiola), su youtube.com. URL consultato il 7 agosto 2014.
  6. ^ (EN) P. D. A. Kraaijenbrink, M. F. P. Bierkens ed altri, Impact of a global temperature rise of 1.5 degrees Celsius on Asia’s glaciers, in Nature.com, vol. 549, 13 settembre 2017, DOI:10.1038/nature23878.
  7. ^ Il destino segnato dei ghiacciai dell'Asia, su lescienze.it, Le scienze, 14 settembre 2017. URL consultato il 14 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 14 settembre 2017).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN247643385 · LCCN (ENsh85071593 · GND (DE4073227-7