Geografia dell'Armenia

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1leftarrow.pngVoce principale: Armenia.

Mappa dell'Armenia.

L'Armenia, Paese della Transcaucasia, è situato appena a sud della grande catena montuosa del Caucaso e fronteggia l'estremità nord-occidentale dell'Asia. A nord e ad est l'Armenia confina con Georgia e Azerbaigian, mentre i Paesi con cui condivide i confini a sud-est e ad ovest sono, rispettivamente, Iran e Turchia. Il Naxçıvan, un'exclave dell'Azerbaigian, confina con l'Armenia a sud-ovest. La capitale è Yerevan (Erevan).

L'Armenia moderna comprende solamente una piccola porzione dell'antica Armenia, uno dei più antichi centri di civilizzazione del mondo. Nel suo massimo splendore, l'Armenia si estendeva dalle coste centro-meridionali del mar Nero al mar Caspio e dal mar Mediterraneo al lago di Urmia nell'attuale Iran. L'Armenia antica fu soggetta a costanti invasioni straniere, che condussero alla perdita della sua autonomia nel XIV secolo d.C. Il secolare dominio dei conquistatori ottomani e persiani minacciarono l'esistenza stessa del popolo armeno. L'Armenia orientale venne annessa alla Russia nel corso del XIX secolo; l'Armenia occidentale rimase sotto il dominio turco, e nel 1894-96 e 1915 la Turchia perpetrò sistematici massacri e deportazioni forzate di armeni.

La parte di Armenia entrata a far parte dell'ex impero russo dichiarò la propria indipendenza il 28 maggio 1918, ma nel 1920 venne invasa da forze provenienti dalla Turchia e dalla Russia sovietica. La Repubblica Sovietica di Armenia venne istituita il 29 novembre 1920; nel 1922 l'Armenia entrò a far parte della Repubblica Socialista Federativa Sovietica di Transcaucasia; e nel 1936 questa repubblica si dissolse e l'Armenia diventò una repubblica costituente (unione) dell'Unione Sovietica. L'Armenia dichiarò la sovranità il 23 agosto 1990 e l'indipendenza il 23 settembre 1991.

Lo status del Nagorno-Karabakh, un'enclave di 4400 km² nell'Azerbaigian sud-occidentale popolato prevalentemente da armeni, fu all'origine, a partire dal 1988, di un aspro conflitto tra Armenia e Azerbaigian. A partire dalla metà degli anni '90 le forze armene karabakh occuparono gran parte dell'Azerbaigian sud-occidentale, ma il conflitto provocò una crisi economica in Armenia.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dettagliata dell'Armenia.

L'Armenia è un Paese montuoso caratterizzato da una grande varietà di paesaggi e instabilità geologica. L'altitudine media è di 1800 m sul livello del mare. Non vi sono pianure: metà del territorio è situata ad altitudini comprese tra i 1000 e i 2000 m; solamente circa un decimo del territorio si trova al di sotto dei 1000 m.

Il settore nord-occidentale dell'altopiano armeno - che comprende il monte Aragats (Alaghez), la cima più alta (4090 m) del Paese - è un insieme di imponenti catene montuose, profonde valli fluviali e altopiani di lava punteggiati da vulcani estinti. A nord e ad est, i monti Somkhet, Bazum, Pambak, Areguni, Shakhdag e Vardenis, sottocatene del Piccolo Caucaso, corrono lungo il settore settentrionale dell'Armenia. Elevati altopiani vulcanici (Lory, Shirak e altri), incisi da profonde valli fluviali, si estendono tra queste catene montuose.

Topografia dell'Armenia.

Nel settore orientale dell'Armenia, il bacino di Sevan, contenente il lago Sevan (940 km²) e racchiuso da catene che si innalzano fino a 3540 m, giace a circa 1860 m di quota. Nel sud-ovest, una vasta depressione - la piana dell'Ararat - giace ai piedi del monte Aragats e dei monti Geghama; il fiume Aras taglia quest'importante pianura a metà, della quale quella settentrionale situata in Armenia e quella meridionale in Turchia e Iran.

L'Armenia è soggetta a tremendi terremoti. Il 7 dicembre 1988 un terremoto distrusse la città nord-occidentale di Spitak e provocò gravi danni a Leninakan (ora Gyumri), la seconda città più popolosa dell'Armenia. Rimasero uccise circa 25.000 persone.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Delle precipitazioni che cadono nel Paese, circa due terzi vanno persi per evaporazione, e un terzo percola nelle rocce, in particolare in quelle vulcaniche, che sono porose e fessurate. I molti fiumi dell'Armenia sono brevi e turbolenti e presentano numerose rapide e cascate. Il livello delle acque è più elevato all'epoca dello scioglimento primaverile delle nevi e durante le piogge autunnali. In conseguenza alla considerevole differenza di altitudine lungo il loro corso, alcuni fiumi hanno un grande potenziale idroelettrico.

La maggior parte dei fiumi ricade entro il bacino idrografico dell'Aras (a sua volta affluente del fiume Kura del bacino idrografico del Caspio), che, per 480 km, forma un confine naturale tra Armenia e Turchia e Iran.

Le acque dei principali affluenti di sinistra dell'Aras, l'Akhuryan (186 km), il Hrazdan (141 km), l'Arpa (128 km) e il Vorotan (Bargyushad; 178 km), vengono utilizzate per irrigare la maggior parte dell'Armenia. Gli affluenti del Kura - il Debed (178 km), l'Aghstev (133 km) e altri - attraversano le regioni nord-orientali dell'Armenia. Il lago Sevan, con una capacità massima di 39 km³ di acqua, è alimentato da dozzine di fiumi, ma solo il Hrazdan lascia i suoi confini.

L'Armenia è ricca di sorgenti e risorgive, alcune delle quali possiedono proprietà medicinali.

Bacini idrici dell'Armenia.

Suoli[modifica | modifica wikitesto]

In Armenia si riscontrano più di 15 tipi di suolo, compresi suoli alluvionali color bruno chiaro presenti nella piana del fiume Aras e nella piana dell'Ararat, poveri di humus ma ancora intensamente coltivati; ricchi suoli bruni, presenti ad altitudini maggiori in regioni collinari; e suoli a chernozem (terra nera), che ricoprono gran parte della regione delle steppe di altitudine. Gran parte del suolo dell'Armenia - costituito in parte da residui di lava vulcanica - è ricco di azoto, potassio e fosfati. Il lavoro necessario per eliminare le pietre e i detriti che ricoprono la superficie del suolo, tuttavia, ha reso l'agricoltura in Armenia un'attività difficile.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Dal momento che l'Armenia è situata proprio nel cuore della parte settentrionale della zona subtropicale, racchiusa da imponenti catene, ha un clima arido e continentale. Le variazioni climatiche regionali, tuttavia, sono considerevoli. Giornate di sole intenso si registrano per gran parte dell'anno. Le estati, tranne che nelle aree di alta quota, sono lunghe e calde: in pianura la temperatura media di luglio e agosto è di 25 °C; talvolta essa raggiunge livelli insopportabili. Gli inverni, generalmente, non sono freddi; la temperatura media di gennaio in pianura e sulle colline è di circa -5 °C, mentre sui monti scende a -12 °C. Le invasioni di aria gelida proveniente dall'Artico talvolta provocano il calo improvviso della temperatura, fino al valore record di -46 °C. L'inverno è particolarmente inclemente sugli elevati altopiani spazzati dai venti. L'autunno - lungo, mite e soleggiato - è la stagione più gradevole.

La catena del Piccolo Caucaso impedisce alle masse di aria fredda di raggiungere le regioni interne dell'Armenia. Sulle pendici dei monti, ad altitudini comprese tra i 1400 e i 2000 m, cadono ogni anno circa 800 mm di pioggia, mentre le depressioni interne e le pianure, più riparate, ne ricevono ogni anno solamente 200-400 mm.

Il clima cambia a seconda dell'altitudine, variando da quello arido subtropicale e arido continentale delle pianure e delle colline fino a 900-1400 m di quota, a quello freddo al di sopra dei 2000 m.

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Paesaggio armeno.

Il rilievo frammentato dell'Armenia, unito al fatto che il suo altopiano si trova al crocevia di diverse regioni biogeografiche, ha prodotto una grande varietà di paesaggi. Malgrado sia un Paese piccolo, l'Armenia possiede più specie di piante (oltre 3000) della vasta pianura russa. Vi sono cinque fasce altitudinali di vegetazione: semideserto, steppa, foresta, prato alpino e tundra di alta quota.

Il paesaggio del semideserto, fino a 1300-1400 m di quota, è costituito da una pianura leggermente ondulata ricoperta da scarsa vegetazione, per lo più artemisia. La flora comprende piante resistenti alla siccità quali il ginepro, il prugnolo, la rosa canina e il caprifoglio. Abitano questa regione il cinghiale, il gatto selvatico, lo sciacallo, la vipera, il gurza (un serpente velenoso), lo scorpione e, più raramente, il leopardo.

Le steppe sono l'habitat prevalente in Armenia. Iniziano tra i 1300-1400 m di quota, e nel nord-est salgono fino a 1900-2000 m. Nella regione centrale raggiungono i 2000-2200 m e nel sud si spingono addirittura fino a 2400-2500 m. A quote inferiori le steppe sono ricoperte da erbe resistenti alla siccità, mentre sulle pendici dei monti si trovano arbusti spinosi e ginepri.

La zona della foresta è situata nel sud-est dell'Armenia, ad altitudini comprese tra i 1900 e i 2000 m, dove l'umidità è considerevole, e anche nel nord-est, ad altitudini comprese tra i 2000 e i 2400 m. Occupando quasi un decimo dell'Armenia, le foreste nord-orientali sono costituite per lo più da faggi. Le foreste di querce predominano nelle regioni sud-orientali, dove il clima è più arido, e nella parte più bassa della zona della foresta crescono il prugnolo, il pistacchio, il caprifoglio e la sanguinella. Il regno animale è rappresentato dall'orso siriano, dal gatto selvatico, dalla lince e dallo scoiattolo. Gli uccelli - beccacce, pettirossi, silvie, cince e picchi - sono numerosi.

La zona alpina, costituita da erbe rachitiche che forniscono buoni pascoli estivi, si trova al di sopra dei 2000 m. La fauna è ricca; l'abbondante avifauna include il fagiano di monte, l'allodola golagialla e il gipeto, mentre le montagne ospitano anche la capra del bezoar e la pecora selvatica, o muflone.

Infine, la tundra alpina, con le sue rare piante a cuscinetto, ricopre solamente limitate aree montane e picchi solitari.

Aspetti dell'insediamento[modifica | modifica wikitesto]

Una delle regioni più importanti e caratteristiche dell'Armenia è quella della piana dell'Ararat e delle colline pedemontane e delle montagne che la circondano. Quest'area fiorente e densamente popolata è il principale centro economico e culturale dell'Armenia e, tradizionalmente, la sede delle istituzioni governative.

Le altre regioni sono la steppa di Shirak, l'elevata zona di altopiano nord-occidentale che costituisce il granaio dell'Armenia; il Gugark, la regione di elevati altopiani, catene montuose e profonde vallate del nord-est, ricoperta da foreste, fattorie e pascoli alpini; il bacino di Sevan, la depressione che ospita il lago Sevan, sulle cui coste sorgono fattorie, villaggi e paesi; il Vayk, costituito essezialmente dal bacino del fiume Arpa; e lo Zangezur (Siuniq), nell'estremità sud-orientale del Paese. Quest'ultima regione è un vero e proprio labirinto di gole e valli fluviali che attraversano alte catene montuose. È un'area ricca di minerali grezzi, con campi e frutteti sparsi qua e là nelle vallate e sui fianchi delle montagne.

La piana dell'Ararat è la regione più densamente popolata. Dopo di essa vengono le valli fluviali del sud-est e del nord-est. Metà della popolazione è concentrata nella zona al di sotto dei 1000 m di quota, che rappresenta appena circa un decimo dell'intero territorio del Paese. Molti abitanti vivono anche sulle colline pedemontane, ad altitudini di 1000-1500 m, e sulle montagne (1500-2000 m). Queste regioni ospitano circa un terzo dell'intera popolazione. Le alte catene montuose sono scarsamente abitate; nessun abitante risiede oltre i 2400 m.

Cambiamenti fondamentali della distribuzione della popolazione dell'Armenia sono stati causati dall'urbanizzazione conseguente alla crescita economica, in particolar modo all'industrializzazione del Paese. Prima della rivoluzione russa, quattro città dell'Armenia - Erevan (oggi Yerevan), Alexandropol (Gyumri), Kamo e Goris - ospitavano circa un decimo della popolazione totale. Attualmente i due terzi della popolazione sono urbanizzati.

Le campagne elevate a nord di Shirak e nella regione di Zangezur ospitano piccoli borghi che si trovano in valli isolate, sulle rive dei fiumi e nelle vicinanze di sorgenti; in pianura, questi insediamenti si raggruppano intorno a torrenti di montagna e canali di irrigazione, tra frutteti e vigneti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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