Franco Sensi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Franco Sensi nel 2006

Francesco Sensi detto Franco (Roma, 29 luglio 1926Roma, 17 agosto 2008) è stato un imprenditore, dirigente sportivo e politico italiano operante nel settore petrolifero, nel turismo e nell'editoria. Fin dagli anni 1950 dirigente dell'Associazione Sportiva Roma, l'8 novembre 1993 ne divenne proprietario e presidente per quasi quindici anni fino alla morte. Tra le cariche istituzionali che ricoprì figura quella di sindaco di Visso, comune delle Marche, nelle file della Democrazia Cristiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

«Sono l'ultima espressione della cultura orale del calcio romano[1][2]»

(Franco Sensi)

Nato nella capitale, dove la famiglia Sensi si era trasferita nei primi del Settecento, Franco si laureò in matematica all'Università degli Studi di Messina. All'età di 28 anni entrò a far parte dell'organigramma dell'Associazione Sportiva Roma con il ruolo di consigliere, mentre sette anni più tardi sarà promosso dirigente[3][4]. Nel 1960 si allontanò temporaneamente dal mondo del calcio e fondò la Compagnia Italpetroli, società attiva nel settore petrolifero e petrolchimico, nata con l'intento di fare concorrenza alla ERG e alla Saras[3]: l'impresa sarà coronata dal successo e, a partire dagli anni 1980, la Italpetroli diventerà una holding di grandi proporzioni[4]. Nello stesso decennio fu sindaco di Visso, città nella quale si perdono le origini della famiglia agli inizi del Seicento[5]: eletto tra le file della Democrazia Cristiana[6], rimase in carica dieci anni[3].

La sua notorietà fu dovuta alla presidenza della squadra di calcio della Roma: nel maggio del 1993, infatti, Sensi acquisì, attraverso partecipazioni nella società controllante e insieme a Pietro Mezzaroma, il controllo del pacchetto di maggioranza della società giallorossa per poi diventarne, dal successivo 8 novembre 1993, proprietario unico e presidente[4]. Uomo sanguigno e spesso controcorrente[5], nel 2002 si candidò alla presidenza della Lega Calcio e sfiorò l'elezione ottenendo 22 voti[7]: tuttavia, non riuscendo a raggiungere il quorum necessario a causa soprattutto dell'opposizione dell'asse Juventus-Milan che gli contrappose Stefano Tanzi, l'8 aprile ritirò la propria candidatura così come il suo rivale[8]; appoggiò a questo punto Antonio Matarrese, che però venne sconfitto il 9 luglio dall'amministratore delegato milanista Adriano Galliani[9].

Sensi (a destra) nell'estate 1999, in veste di presidente della Roma, accoglie il neoacquisto Vincenzo Montella.

Alla fine degli anni 1990 Sensi fu per poco tempo proprietario anche del Foggia e del Nizza, con lo scopo di creare delle società satellite della Roma, ma il progetto fallì. È stato in seguito patron del Palermo dal 2000 al 2002, ottenendo una promozione dalla Serie C1 alla Serie B; passò poi il testimone a Maurizio Zamparini. Come diciottesimo presidente della Roma, Sensi fu colui che è rimasto in carica più a lungo: sotto la sua gestione la squadra vinse uno scudetto (2000-2001), due Supercoppe italiane (2001 e 2007) e due Coppe Italia (2006-2007 e 2007-2008).

Dopo una lunga malattia, morì la sera del 17 agosto 2008 all'età di 82 anni al Policlinico Gemelli di Roma, dove si trovava ricoverato da qualche settimana per problemi respiratori[1]. Ai suoi funerali presero parte oltre trentamila persone e numerose personalità politiche; in quell'occasione il comune di Roma concesse l'uso dell'Aula Giulio Cesare in Campidoglio come camera ardente, un onore ricevuto in passato solo da Luigi Petroselli e Alberto Sordi[10]. I funerali si sono celebrati il 20 agosto presso la Basilica di San Lorenzo fuori le mura alla presenza di migliaia di tifosi e tantissimi volti del calcio e giornalismo; successivamente è stato tumulato nella cappella di famiglia presso il Cimitero Monumentale del Verano di Roma.

Era sposato con Maria Nanni (21 luglio 1943 - 14 settembre 2018).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Per il suo tentativo di favorire l'incontro tra dirigenti, addetti ai lavori e i protagonisti del mondo dello sport ricevette il 1º marzo 1995 la "ciotola d'oro", onorificenza concessa dal CONI[11].
  • Per la sua attività imprenditoriale Sensi fu nominato, il 2 giugno 1995, Cavaliere del lavoro.
  • Il 26 maggio 2008, presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, al presidente giallorosso fu reso omaggio con il premio "Etica nello sport" per la sua attività pluriennale alla guida dell'A.S. Roma. Il premio è stato ritirato dalla moglie, Maria Nanni.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere del Lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del Lavoro
— 2 giugno 1995

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Roma, è morto il presidente Sensi, su ilgiornale.it, 18 agosto 2008. URL consultato il 23 novembre 2009.
  2. ^ Una passione viscerale per la squadra giallorossa, su quotidianonet.ilsole24ore.com, 18 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2008).
  3. ^ a b c Biografia Franco Sensi, su ingegnie.altervista.org. URL consultato il 1º ottobre 2016.
  4. ^ a b c Franco Sensi, quando la Roma ce l'hai nel sangue, su lasignoraingiallorosso.it, 9 luglio 2010. URL consultato il 1º ottobre 2016.
  5. ^ a b Fulvio Bianchi, Biografia di Francesco Sensi, su repubblica.it, 18 agosto 2008. URL consultato il 4 novembre 2009.
  6. ^ Dolore e lacrime per Franco Sensi. Era stato anche sindaco di Visso, su ilrestodelcarlino.it, 18 agosto 2008. URL consultato il 1º ottobre 2016.
  7. ^ Lega calcio: Sensi, i miei 22 voti sono uno zoccolo duro, su archivio.agi.it, 15 gennaio 2002 (archiviato dall'url originale il 23 novembre 2015).
  8. ^ Sensi e Tanzi rinunciano, su www2.raisport.rai.it, 8 aprile 2002 (archiviato dall'url originale il 23 novembre 2015).
  9. ^ Svolta alla Lega calcio. Galliani presidente, su repubblica.it, 9 luglio 2002. URL consultato il 1º ottobre 2016.
  10. ^ Trentamila in coda per l'addio a Sensi, in Corriere della Sera, 20 agosto 2008, p. 21 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2011).
  11. ^ Ciotola d'oro, tra i premiati Franco Sensi, su www1.adnkronos.com, 1º marzo 1995. URL consultato il 1º ottobre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Seghetti, Ecco l'impero dei Sensi, in: Panorama, 27 giugno 1995.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]