Franco Sensi

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« Sono l'ultima espressione della cultura orale del calcio romano[1][2] »
(Franco Sensi in un'intervista a ASRoma1927.net)
Franco Sensi in tribuna insieme a Luciano Spalletti

Francesco Sensi detto Franco (Roma, 29 luglio 1926Roma, 17 agosto 2008) è stato un dirigente sportivo e imprenditore italiano operante nel settore petrolifero, nel turismo e nell'editoria. È stato presidente e proprietario unico dell'A.S. Roma per ben quindici anni, dall'8 novembre 1993 al 17 agosto 2008, data della sua morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nella capitale, dove la famiglia Sensi si trasferì nei primi del Settecento, si era laureato in matematica all'Università di Messina. All'età di 28 anni entra a far parte dell'organigramma societario dell'AS Roma con il ruolo di consigliere, mentre sette anni più tardi sarà promosso dirigente[3][4]. Nel 1960 si allontana temporaneamente dal mondo del calcio e fonda la Compagnia Italpetroli, società attiva nel settore petrolifero e petrolchimico, nata con l'intento di fare concorrenza alla ERG e alla Saras[3]: l'impresa sarà coronata dal successo e a partire dagli anni ottanta la Italpetroli diventerà una holding di grandi proporzioni[4]. Negli anni ottanta fu sindaco della città di Visso, città nella quale si perdono le origini della famiglia agli inizi del Seicento[5]: eletto tra le file della Democrazia Cristiana[6], rimase in carica dieci anni[3].

La sua notorietà fu dovuta alla carica di presidente dell'Associazione Sportiva Roma: nel maggio del 1993, infatti, Franco Sensi acquisì, attraverso partecipazioni nella società controllante ed insieme all'imprenditore Pietro Mezzaroma, il controllo del pacchetto di maggioranza dell'A. S. Roma S.p.A per poi diventare, dal successivo 8 novembre 1993, proprietario unico della società e presidente della stessa[4]. Uomo sanguigno e spesso controcorrente[5], nel 2002 si candidò alla presidenza della Lega Calcio e sfiorò l'elezione ottenendo 22 voti[7]; tuttavia, non riuscendo a raggiungere il quorum necessario a causa soprattutto dell'opposizione del Milan e della Juventus, che gli contrapposero Stefano Tanzi, l'8 aprile ritirò la propria candidatura così come il suo rivale[8]. Appoggiò a questo punto Antonio Matarrese, che però venne sconfitto il 9 luglio dall'AD rossonero Adriano Galliani[9].

Alla fine degli anni novanta Sensi è stato per poco tempo proprietario del Foggia e del Nizza, con lo scopo di creare delle società satellite della Roma, ma il progetto fallì. È stato in seguito il proprietario dell'Unione Sportiva Città di Palermo dal 2000 al 2002, ottenendo una promozione dalla Serie C1 alla Serie B. Passò poi il testimone all'imprenditore Maurizio Zamparini. Come presidente della squadra di calcio della Roma (il diciottesimo), Sensi fu colui che è stato in carica più a lungo. Sotto la sua gestione la Roma ha vinto uno scudetto (2000-2001), due Supercoppe italiane (2001 e 2007) e due Coppe Italia (2006-2007 e 2007-2008) oltre che 5 secondi posti (2001-2002, 2003-2004, 2005-2006 (a tavolino), 2006-2007 e 2007-2008).

Dopo una lunga malattia, è morto la sera del 17 agosto 2008 all'età di 82 anni al Policlinico Gemelli di Roma, dove si trovava ricoverato da qualche settimana per problemi respiratori[1]. Ai suoi funerali hanno preso parte oltre trentamila persone e numerose personalità politiche. In quell'occasione il comune di Roma ha concesso l'uso dell'Aula Giulio Cesare in Campidoglio come camera ardente, la stessa onorificenza che ebbero solo Luigi Petroselli e Alberto Sordi.[10] È sepolto presso il Cimitero del Verano di Roma.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Per il suo tentativo di favorire l'incontro tra dirigenti, addetti ai lavori e i protagonisti del mondo dello sport ricevette il 1º marzo 1995 la "ciotola d'oro", onorificenza concessa dal CONI[11].
  • Per la sua attività imprenditoriale Sensi fu nominato, il 2 giugno 1995, Cavaliere del lavoro.
  • Il 26 maggio 2008, presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, al presidente giallorosso fu reso omaggio con il premio "Etica nello sport" per la sua attività pluriennale alla guida dell'A.S. Roma. Il premio è stato ritirato dalla moglie, Maria Nanni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Roma, è morto il presidente Sensi, ilgiornale.it, 18 agosto 2008. URL consultato il 23 novembre 2009.
  2. ^ Una passione viscerale per la squadra giallorossa, Quotidiano.net, 18 agosto 2008. URL consultato il 23 novembre 2009.
  3. ^ a b c Biografia Franco Sensi, ingegnie.altervista.org. URL consultato il 1º ottobre 2016.
  4. ^ a b c Franco Sensi, quando la Roma ce l'hai nel sangue, lasignoraingiallorosso.it, 9 luglio 2010. URL consultato il 1º ottobre 2016.
  5. ^ a b Fulvio Bianchi, Biografia di Francesco Sensi, repubblica.it, 18 agosto 2008. URL consultato il 4 novembre 2009.
  6. ^ Dolore e lacrime per Franco Sensi. Era stato anche sindaco di Visso, Il Resto del Carlino, 18 agosto 2008. URL consultato il 1º ottobre 2016.
  7. ^ Lega calcio: Sensi, i miei 22 voti sono uno zoccolo duro, AGI, 15 gennaio 2002. URL consultato il 1º ottobre 2016.
  8. ^ Sensi e Tanzi rinunciano, RAI Sport, 8 aprile 2002. URL consultato il 1º ottobre 2016.
  9. ^ Svolta alla Lega calcio. Galliani presidente, La Repubblica, 9 luglio 2002. URL consultato il 1º ottobre 2016.
  10. ^ Trentamila in coda per l'addio a Sensi, Corriere.it, 20 agosto 2008. URL consultato il 21 agosto 2008.
  11. ^ Ciotola d'oro, tra i premiati Franco Sensi, Adnkronos, 1º marzo 1995. URL consultato il 1º ottobre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Seghetti, Ecco l'impero dei Sensi, in: Panorama, 27 giugno 1995.

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