Fatherland (romanzo)

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Fatherland
Fatherland's 1964 Europe.jpg
Il Terzo Reich nel 1964 secondo Fatherland
AutoreRobert Harris
1ª ed. originale1992
1ª ed. italiana1992
Genereromanzo
Sottogenerethriller, fantapolitica, ucronia
Lingua originaleinglese

Fatherland è un romanzo giallo fantapolitico del 1992, bestseller mondiale, opera dello scrittore e giornalista britannico Robert Harris.

È un'ucronia (storia alternativa) basata sulla premessa di un mondo in cui la Germania nazista ha vinto la seconda guerra mondiale, in modo simile a quanto descritto nel romanzo La svastica sul sole di Philip K. Dick.

Dal libro è stato tratto nel 1994 il film per la televisione Delitto di stato, con protagonista Rutger Hauer.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'assetto politico mondiale delineato in Fatherland:

     USA e colonie statunitensi

     Alleati degli USA e territori occupati

     Terzo Reich

     Paesi dell'Europa occidentale, sottomessi al Reich

     Paesi dell'Europa meridionale, sottomessi al Reich

     Paesi neutrali

Nel 1964 il mondo è diviso in una guerra fredda tra gli Stati Uniti e il Terzo Reich, diventato un impero che si estende dai Vosgi fino ai monti Urali. L'Europa occidentale è organizzata in una Comunità Europea comprendente dodici nazioni dove gli Stati sono, per la politica estera, sotto controllo di Berlino. La stessa situazione si ritrova nei Paesi dell'Est Europa, che non sono uniti in alcuna confederazione ma che sono politicamente dipendenti dalla Germania. L'unico Paese europeo veramente neutrale rimane la Svizzera, mentre la Russia (che nel romanzo è così definita e non URSS) è ormai un Paese asiatico ed è alleato degli USA, così come lo sono il Giappone ed anche il Canada, la Nuova Zelanda e l'Australia, ex colonie dell'Impero britannico. Alcuni territori dell'Africa (le colonie dei Paesi della Comunità Europea) sono in parte sotto l'indiretto controllo tedesco (tramite appunto la Comunità Europea). La Cina è neutrale, mentre non ci sono riferimenti chiari alla situazione del Sudamerica e del resto dell'Asia.

In questa realtà alternativa alcuni gerarchi tedeschi, come Himmler e Göring sono morti, mentre Adolf Hitler, Reinhard Heydrich e Joseph Goebbels sono a capo del governo; lo sterminio degli ebrei è stato ampliato a tutta l'Europa sino agli Urali grazie alla vittoria tedesca, e sembra aver fatto un numero di vittime quasi doppio rispetto alla realtà, ma è comunque rimasto nascosto all'opinione pubblica, mentre la scoperta dei gulag dopo la vittoria contro la Russia ha permesso alla Germania di focalizzare le attenzioni del mondo sui campi di prigionia russi, distraendo sia i propri cittadini sia gli altri Paesi dai propri crimini di guerra.

La storia riguarda principalmente le vicende di Xavier March, agente della Kriminalpolizei (Polizia Criminale) detta anche Kripo, ex comandante di sottomarini U-Boot e reduce da un fallito matrimonio che gli ha dato un figlio, rimasto con la ex moglie. Il poliziotto si trova ad indagare sulla misteriosa morte di un gerarca nazista, trovato morto da un allievo delle SS durante una corsa in un parco a Berlino. Quando arriva sul luogo del delitto, dopo poco viene raggiunto da alcuni alti ufficiali della Gestapo, tra cui Odilo Globočnik, detto Globus, che dimostra subito ostilità per la presenza di March, e cerca di avocare a sé le indagini. Ma Arthur Nebe, capo della Kriminalpolizei, lascia il caso a March, avvertendolo che non avrebbe potuto proteggerlo a lungo dai più grandi interessi che erano entrati in gioco.

Durante le indagini, March conosce una giornalista statunitense, Charlotte Maguire, e tra i due l'iniziale ostilità si trasforma in solidarietà, ed in seguito in amore, quando si rendono conto di aver tra le mani qualcosa di grosso. Il presidente statunitense Joseph P. Kennedy (padre di John Fitzgerald Kennedy) sta per visitare il Terzo Reich, e quel qualcosa dal quale devono essere tenuti lontani rischia di compromettere la visita stessa e l'orientamento dell'opinione pubblica statunitense. March scopre dei legami in una catena di morti apparentemente scollegate tra loro, ma la rete della Gestapo si stringe, e lui finisce tra le loro mani durante una perquisizione illegale.

Liberato, si reca in Svizzera con la giornalista per cercare delle prove contenute in una cassetta di sicurezza, ma al ritorno, è braccato. Quando si rende conto che le prove raccolte sono conclusive e parlano degli orrori dei campi di sterminio, prepara la fuga della giornalista in Svizzera con le prove e con l'intenzione di raggiungerla ma viene tradito dal figlio, fanaticamente indottrinato dalla madre e dal suo nuovo compagno, un piccolo gerarca di partito.

Arrestato nuovamente della Gestapo viene torturato dal suo nemico Globus. Liberato, apparentemente grazie a Nebe, che gli offre di fuggire su un'auto guidata dal collega Jaeger, scopre che in realtà anche Nebe lo sta usando come pedina per catturare la giornalista e recuperare le prove, e che Jaeger ha sin dall'inizio della vicenda rivelato ogni sua mossa alla Gestapo: puntando la pistola contro Jaeger, gli ordina quindi di dirigersi verso est, onde far sì che la Gestapo lo segua sino in Polonia invece che in Svizzera, coprendo così la fuga della giornalista con le prove e finendo la sua corsa davanti ai pochi resti del campo di sterminio di Auschwitz. Il finale può considerarsi aperto, perché il libro si conclude con March che continua la sua fuga dalle SS in una vicina boscaglia con la pistola carica in mano, e non viene svelato il destino di Charlotte e del suo ritorno in America coi documenti compromettenti.

Personaggi storici[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad Hitler, Goebbels, Heydrich e Kennedy, anche Arthur Nebe, poliziotto e criminologo, e Odilo Globočnik sono realmente esistiti; Harris si è limitato a immaginare il proseguimento delle loro carriere in una ipotesi storica diversa da quella reale.

All'inizio del romanzo Xavier March legge su un giornale di una recente visita a Londra di Adolf Hitler, e del suo incontro con i reali britannici, chiamati "Re Edoardo" e "Regina Wallis"; si tratta, evidentemente, di Edoardo VIII del Regno Unito e della sua compagna Wallis Simpson, il cui matrimonio venne, nella realtà storica, impedito dal governo britannico, a meno che Edoardo VIII non avesse rinunciato al trono, cosa che avvenne nel 1936.

Storia alternativa[modifica | modifica wikitesto]

Retroscena[modifica | modifica wikitesto]

Nel romanzo Harris gradualmente spiega le cause che hanno portato la Germania nazista a vincere la guerra. La cronologia degli eventi è coerente con la storiografia conosciuta fino al 1942 (quindi tutta la prima parte del conflitto è uguale a quella della storia comunemente conosciuta): da tale anno i fatti storici mostrano significative divergenze.

Il primo punto di divergenza è la sopravvivenza di Heydrich, che in Fatherland risulta essere ancora vivo dopo l'attentato a Praga che invece gli costò la vita. In questo scenario il gerarca nazista sopravvissuto finirà per diventare capo delle SS.

Nel 1942 la nuova offensiva estiva della Wehrmacht ha successo, riuscendo a conquistare il Caucaso (e probabilmente anche Stalingrado) e isolando l'Armata Rossa dai pozzi petroliferi. A corto di carburante e altre materie prime, l'esercito sovietico è costretto a ritirarsi in Siberia nella primavera del 1943 (non è rivelato il destino di Stalin). Con l'Unione Sovietica, comunque, la Germania non otterrà mai una vittoria completa, né giungerà mai ad un trattato di pace.

Intanto l'Abwehr scopre in qualche modo che gli inglesi, grazie a Ultra, riescono a leggere i messaggi in cifra di Enigma. Cambiati gli apparecchi di decodificazione, i tedeschi forniscono false informazioni alla flotta britannica e ai convogli alleati, tendendo loro agguati e distruggendoli con i sottomarini. La battaglia dell'Atlantico è così vinta da Hitler, che impone un blocco alla Gran Bretagna, riducendola alla fame. Nel 1944 questa, impossibilitata a resistere (probabilmente quando ci si preparava all'Operazione Overlord), firma una pace separata con il Reich. Churchill e la famiglia reale fuggono in Canada. Al trono ascende nuovamente Edoardo VIII, alla guida di un governo filonazista non riconosciuto dal re fuggito (situazione che ricorda gli avveninenti reali della resa italiana del 1943).

Gli Stati Uniti sconfiggono il Giappone nel 1945 con i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, ma l'anno dopo sono essi stessi fatti bersaglio di un attacco nazista (dimostrativo e perciò volutamente senza vittime e danni), verificatosi con il lancio da parte di questi ultimi di un missile a lungo raggio V3 fatto esplodere sopra New York; il lancio serviva a dimostrare agli americani che, se la Germania fosse stata colpita con armi nucleari, essa avrebbe potuto compiere una rappresaglia altrettanto devastante sullo stesso territorio americano. A questo punto, vista la situazione di stallo creatasi (con la Germania vincitrice in Europa e l'America vincitrice nel Pacifico e con entrambe in possesso di armi di distruzione di massa), i due contendenti intraprendono trattative di pace, ponendo termine alla guerra.

In seguito anche la Germania riesce a testare armi nucleari, dando inizio ad una guerra fredda.

Scenario politico del romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni sessanta gli Stati Uniti e la Germania sono in competizione fra loro per il dominio del mondo. Sono le due superpotenze mondiali e sono dotate entrambe di armi nucleari: inoltre stanno entrambe muovendo i primi passi nell'esplorazione spaziale. Il Reich si è annesso l'Europa orientale e l'ha colonizzata (secondo Arthur Nebe nell'est si trovano 20 milioni di coloni tedeschi su una popolazione di 100 milioni di unità). La Germania ha il dominio incontrastato dell'Europa e probabilmente anche di Medio Oriente e Africa (con un'Europa completamente fascista è improbabile che sia avvenuta la decolonizzazione dei Paesi neri).

I dominion del Commonwealth (che riconoscono come legittimo sovrano la regina Elisabetta II e considerano Edoardo VIII un usurpatore), la Russia sovietica, il Giappone e probabilmente i paesi latino-americani sono invece legati agli USA.

Nel romanzo sono citate solo due nazioni neutrali: la Svizzera, unico paese democratico rimasto in Europa, e la Cina, in cui sembra che viga un regime particolarmente oppressivo (non è specificato se maoista o altro), tanto che il protagonista è dissuaso dal rifugiarsi nell'ambasciata cinese a Berna, essendo a tale soluzione preferibile finire in un campo di concentramento nazista. Spagna (con a capo Francisco Franco), Portogallo, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Italia (non viene specificato se Mussolini sia ancora a capo del governo), Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia sono legate al Reich mediante una Comunità Europea, (nata con il trattato di Roma), un'unione economica e probabilmente anche alleanza militare. Le altre nazioni europee non facenti parte della Comunità ma rientranti nella sfera tedesca sono Ungheria, Romania, Slovacchia, Bulgaria, Croazia, Serbia, Montenegro, Albania, Grecia e Turchia.

La Germania, nel romanzo, è una società ricca di contraddizioni: seppure la feroce dottrina nazionalsocialista sia rigidamente applicata, il consumismo trova ampi spazi e molte delle detestate novità occidentali, quali la musica jazz, sono concesse in forma depurata. Mentre ai tedeschi è severamente vietato espatriare se non per turismo, i lavoratori stranieri sono impiegati massivamente, dai polacchi per le mansioni più umili, agli inglesi e francesi come camerieri e cuochi. In un passaggio si cita anche l'esordio dei Beatles ad Amburgo. Tuttavia lo stato sembra essere sempre più in difficoltà nell'affrontare la guerra mai conclusa contro il nemico sovietico che resiste sugli Urali e costa centinaia di migliaia di morti (celati all'opinione pubblica), nel contrastare le azioni partigiane nei territori occupati ad est nonché nel fronteggiare le azioni terroristiche (Himmler muore nel 1961 per l'esplosione di una bomba sul suo aereo) e il nascente dissenso interno di una rediviva Rosa Bianca. Inoltre, un numero sempre maggiore di coloni inviati a est chiede di rientrare in patria.

Nell'aprile del 1964 inizia una distensione fra le due superpotenze, con l'imminente visita a Berlino del presidente Kennedy. A quest'ultimo è necessario ottenere un qualche accordo per vincere le elezioni presidenziali di novembre; a Hitler è urgentemente necessario un accordo con Washington, che porrebbe un freno al terrorismo e alla resistenza russa e partigiana finanziata dagli Stati Uniti. Il Führer arriva, per far sì che i negoziati vadano a buon fine, a dare l'ordine di eliminare tutti i responsabili della Soluzione finale, per non correre rischi che questi facciano trapelare indizi sull'olocausto: si tratta dell'applicazione al vertice dello stesso metodo riservato alla base, quando i detenuti addetti alle operazioni di sterminio venivano ciclicamente eliminati e sostituiti.

Non viene fatta menzione in questo scenario della Società delle Nazioni o di qualcosa di simile. La Croce Rossa Internazionale è ancora esistente e periodicamente ispeziona i campi di concentramento tedeschi. Gli Stati Uniti non partecipano ai Giochi Olimpici dal 1936, ma c'è speranza che in seguito alla visita di Kennedy a Berlino partecipino a quelli del 1964.

Incongruenze[modifica | modifica wikitesto]

Nel libro a un certo punto vengono citate la Croazia e la Jugoslavia, quando la seconda non doveva più esistere, in quanto smembrata in vari Stati, fra cui appunto la Croazia. In un'altra sezione del libro vengono più correttamente citate Croazia e Serbia.

Nella carta dell'Europa riportata all'inizio del libro i confini dell'Italia e dell'Albania sono ancora quelli del 1940. Per motivi non noti vengono quindi trascurate le annessioni territoriali compiute dal fascismo a spese della Jugoslavia. Viceversa i confini di Ungheria, Romania e Bulgaria sono effettivamente quelli che si avevano nel corso della seconda guerra mondiale (con la Transilvania ungherese, e parte della Tracia greca, annessa alla Bulgaria).

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Robert Harris, Fatherland, Hutchinson, 1992, ISBN 0-09-174827-5. (prima edizione)
  • Robert Harris, Fatherland, traduzione di Roberta Rambelli, Omnibus, Arnoldo Mondadori Editore, 1992, ISBN 88-04-36109-3.
  • Robert Harris, Fatherland, traduzione di Roberta Rambelli, Club degli editori, 1993.
  • Robert Harris, Fatherland, traduzione di Roberta Rambelli, Oscar Bestsellers n.369, Arnoldo Mondadori Editore, 1993, pp. 370.
  • Robert Harris, Fatherland, traduzione di Roberta Rambelli, I Miti n.162, Arnoldo Mondadori Editore, 2000, ISBN 88-04-37464-0.

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