Winston Churchill

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Winston Churchill
Sir Winston Churchill - 19086236948.jpg

Primo ministro del Regno Unito
Durata mandato 10 maggio 1940 –
26 luglio 1945
Monarca Giorgio VI
Predecessore Neville Chamberlain
Successore Clement Attlee

Durata mandato 26 ottobre 1951 –
7 aprile 1955
Monarca Giorgio VI
(fino al 6 febbraio 1952)
Elisabetta II
(dal 6 febbraio 1952)
Predecessore Clement Attlee
Successore Sir Anthony Eden

Cancelliere dello Scacchiere
Durata mandato 6 novembre 1924 –
4 giugno 1929
Capo del governo Stanley Baldwin
Predecessore Philip Snowden
Successore Philip Snowden

Segretario di Stato per gli Affari Interni
Durata mandato 19 febbraio 1910 –
24 ottobre 1911
Capo del governo Herbert Henry Asquith
Predecessore Herbert Gladstone
Successore Reginald McKenna

Leader del Partito Conservatore
Durata mandato 9 novembre 1940 –
6 aprile 1955
Predecessore Neville Chamberlain
Successore Anthony Eden

Dati generali
Suffisso onorifico KG OM CH TD FRS PC (Can)
Partito politico Partito Conservatore (1900-04; 1924-64)
Partito Liberale (1904-24)
Università Harrow School, Royal Military Academy Sandhurst
Firma Firma di Winston Churchill
Medaglia del Premio Nobel Premio Nobel per la letteratura 1953

Sir Winston Leonard Spencer Churchill (Woodstock, 30 novembre 1874Londra, 24 gennaio 1965) è stato un politico, storico, giornalista e militare britannico.

È stato primo ministro del Regno Unito dal 1940 al 1945 e nuovamente dal 1951 al 1955. È stato inoltre membro del Parlamento dal 1900 al 1923 e dal 1924 al 1964, rappresentando nel corso della sua carriera cinque diversi collegi. Come primo ministro, è noto per aver guidato il Regno Unito alla vittoria nella seconda guerra mondiale; fu anche leader del Partito conservatore per quindici anni, dal 1940 al 1955.

Churchill nacque in una famiglia aristocratica, figlio di Lord Randolph Churchill, importante statista conservatore; arruolatosi nell'esercito britannico, combatté in India, nella guerra mahdista in Sudan e nella seconda guerra boera, ottenendo fama per le sue corrispondenze giornalistiche e per i libri di memorie sulle campagne a cui aveva preso parte. Entrato in politica agli inizi del XX secolo, ricoprì incarichi ministeriali nel governo liberale presieduto da Herbert Henry Asquith e, insieme con il Cancelliere dello Scacchiere David Lloyd George, svolse un'intensa attività riformatrice in campo sociale. Nominato Primo Lord dell'Ammiragliato, dopo lo scoppio della prima guerra mondiale dovette abbandonare il governo in seguito all'esito disastroso della campagna di Gallipoli, della quale era stato il principale promotore; nel 1916, caduto Asquith, Churchill tornò a importanti incarichi di governo nel nuovo gabinetto di David Lloyd George. Dopo la guerra ottenne la carica di Cancelliere dello Scacchiere del nuovo governo presieduto da Stanley Baldwin (1924-1929) e si fece promotore di una politica deflazionistica, restaurando la parità aurea della sterlina ai livelli pre-bellici.

Escluso da incarichi governativi durante gli anni 1930, Churchill divenne una delle voci più critiche riguardo alla Germania nazista, guidando la campagna per il riarmo. Allo scoppio della seconda guerra mondiale divenne nuovamente Primo Lord dell'Ammiragliato, ma in seguito alle dimissioni di Neville Chamberlain nel maggio 1940 venne nominato Primo ministro. I suoi discorsi e trasmissioni radiofoniche furono decisivi nel sostenere la resistenza britannica, specialmente nel difficile periodo 1940-1941 quando il Commonwealth e l'Impero britannico si trovarono a fronteggiare da soli la minaccia nazista. Churchill guidò poi il Regno Unito durante l'intero conflitto e nei mesi successivi alla resa tedesca. In seguito alla sconfitta dei Conservatori nelle elezioni del 1945, Churchill divenne leader dell'opposizione mantenendo comunque un grande prestigio internazionale; nel 1946 pronunciò a Fulton il famoso discorso sulla "Cortina di Ferro", che convenzionalmente segna l'avvio della Guerra fredda. Rieletto primo ministro nel 1951, il suo secondo mandato fu dominato da problemi di politica estera come l'insurrezione comunista in Malesia, la Rivolta dei Mau-Mau in Kenya, la guerra di Corea e il colpo di stato iraniano del 1953. Churchill si dimise dalla carica nel 1955, rimanendo comunque parlamentare fino al 1964. Alla sua morte la Regina gli concesse gli onori del funerale di stato, al quale parteciparono un gran numero di statisti.

Per l'attività di storico e scrittore portata avanti durante tutta la vita ricevette anche il Premio Nobel per la Letteratura nel 1953. Protagonista di prima piano delle vicende politiche britanniche e internazionali per oltre cinquant'anni, Churchill è tra le figure più significative del XX secolo. La sua memoria rimane oggetto ancora oggi di elogi e critiche, e il dibattito intorno alla sua complessa eredità resta acceso[1].

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e istruzione (1874-1895)[modifica | modifica wikitesto]

Blenheim Palace, dimora avita dei Marlborough e luogo di nascita di Churchill
Lord Randolph Churchill e Jennie Jerome fidanzati. Parigi, 1874

Churchill nacque nella dimora avita della famiglia paterna, Blenheim Palace nell’Oxfordshire, il 30 novembre 1874[2][3][4]. Diretto discendente dei duchi di Marlborough, il suo casato apparteneva ai massimi ranghi dell’aristocrazia britannica[5][6]. Discendendo dai Duchi di Marlborough, Winston Churchill è legato da una lontana parentela a Diana Spencer, Principessa del Galles (1961-1997), consorte sino al 1996 di Carlo, principe di Galles, figlio della Regina Elisabetta II. Il nonno paterno, John Spencer-Churchill, VII duca di Marlborough, era stato per dieci anni parlamentare per il Partito conservatore e ministro nel governo di Benjamin Disraeli[7]. Suo padre Lord Randolph Churchill, era stato eletto Membro del Parlamento per Woodstock nel 1873[8][9]. Attraverso la nonna paterna, lady Frances Anne Vane-Tempest-Stewart Churchill era pronipote del celebre statista irlandese lord Castlereagh, l'artefice dell'Europa post-napoleonica al Congresso di Vienna[10]. Dalla stessa linea Churchill poteva vantare anche avi italiani delle famiglie fiorentine dei Guicciardini e degli Strozzi, in particolare dal fratello di Francesco Guicciardini Jacopo, che era stato ambasciatore di Firenze in Inghilterra nel XVI secolo[11]. La madre, Jennie Jerome era americana, figlia di Leonard Jerome, un facoltoso uomo d’affari di New York nonché proprietario del New York Times[12][13]; anche il nonno materno era stato attivo politicamente come acceso sostenitore di Abraham Lincoln attraverso i suoi giornali[14]. I genitori di Winston si incontrarono per la prima volta nell’agosto 1873 ad una regata sull’Isola di Wight, quando furono presentati dal Principe di Galles, amico di entrambi[15]. Jennie e Randolph si fidanzarono dopo appena tre giorni, ma il matrimonio fu ritardato a causa delle diatribe dei suoceri sull’ammontare della dote[16]. La coppia si sposò infine nell’aprile 1874 all’ambasciata britannica a Parigi[17]. Il primogenito nacque meno di otto mesi dopo le nozze; il bambino venne battezzato “Winston Leonard”, in onore del capostipite della schiatta, padre del celebre condottiero John Churchill, chiamato anch’egli Winston, e del nonno materno, Leonard Jerome[18]. Secondo il biografo William Manchester egli era stato concepito prima del matrimonio[19], ma altri autori hanno sostenuto che fosse nato prematuro a causa di una caduta da cavallo della madre[20]. Quando gli fu chiesto delle circostanze della sua nascita, Churchill rispose: “Sebbene fossi presente all’occasione, non ricordo bene gli eventi che mi ci portarono[21].

Churchill all'età di sette anni, nel 1881

Nel 1877 il duca di Marlborough venne nominato Viceré d’Irlanda e Lord Randolph divenne il suo segretario privato; pertanto, l’intera famiglia Churchill si trasferì a Dublino[22][23]. Qui, nel 1880 nacque il secondo figlio della coppia, John Strange Spencer-Churchill detto “Jack”[24]. Secondo le sorelle di Jennie il vero padre del bambino era Evelyn Boscawen[25] ma tale insinuazione, dettata forse dalla gelosia delle sorelle per Jennie, è stata confutata dagli storici[26]. Durante gli anni ’80 comunque i genitori di Churchill si estraniarono sempre più e la madre cominciò a frequentare vari amanti[27]. Il piccolo Winston non ebbe in pratica alcuna relazione con il padre, mentre riguardo alla madre più tardi ricordò: “La amavo, ma a distanza[28][29]. Molti anni più tardi, mentre Londra veniva bombardata dalla Luftwaffe, l’unico oggetto prezioso che Churchill portò nel bunker fu un ritratto di Jennie realizzato da John Singer Sargent[30]. Con il fratello, che visse sempre nella sua ombra, i rapporti rimasero invece molto stretti e affettuosi per tutta la vita, fino alla morte di Jack nel 1947[31]. A Dublino Churchill ricevette i primi insegnamenti di lettura e aritmetica da una governante[32], mentre lui e il fratello vennero accuditi dalla tata Elizabeth Everest, alla quale Winston rimase devotissimo per tutta la vita[33]. Nella sua autobiografia “My Early Life” (La mia giovinezza) scrisse a proposito della Everest: “Per tutta la mia infanzia e adolescenza è stata la mia più cara amica e confidente[34].

Lady Randolph Churchill con i figli John (a sinistra) e Winston (a destra) nel 1889

All’età di sette anni, Churchill venne mandato alla St. George’s School di Ascot, ma odiò la scuola, ebbe voti mediocri e fu indisciplinato[35]. I genitori si erano nel frattempo trasferiti a Connaught Place a Londra, dove Churchill li visitava regolarmente, mentre nello stesso periodo fu portato nella sua prima vacanza all’estero, nella località termale di Bad Gastein in Austria-Ungheria[36]. A causa della salute precaria, nel settembre 1884 fu trasferito alla Brunswick School di Hove nel Sussex dove i suoi risultati migliorarono, ma la condotta rimase indisciplinata[37]. A malapena passò gli esami di ammissione per la prestigiosa Harrow School dove si iscrisse nell’aprile 1888[38]. Qui il rendimento rimase alto, eccelse soprattutto in storia, ma gli insegnanti lamentavano la sua mancanza di puntualità e precisione[39]. Scrisse anche poesie e lettere che furono pubblicate nel giornale della scuola, l’Harrovian, vincendo anche una competizione di scherma[40]. Il padre aveva deciso che il giovane Churchill dovesse intraprendere la carriera militare, quindi trascorse gli ultimi tre anni ad Harrow nei corsi preparatori per l’accademia; superò gli esami finali con voti bassi[41]. Nel gennaio 1893, durante una vacanza a Bournemouth, cadde e rimase incosciente per tre giorni[42]. Nel marzo dello stesso anno lavorò brevemente in una scuola serale a South Kensington[43], prima di trascorrere le vacanze in Svizzera e Italia[44]. Dopo due tentativi respinti, fu infine ammesso all’Accademia militare di Sandhurst, dove fu accettato come cadetto in cavalleria, cominciando i corsi nel settembre 1893[45][46]. Nell’agosto 1894 Churchill e il fratello trascorsero le vacanze in Belgio[47] e durante il tempo libero a Londra si unì alle proteste per la chiusura dell’Empire Theatre, del quale era un assiduo frequentatore[48]. I corsi a Sandhurst terminarono dopo quindici mesi e Churchill si diplomò nel dicembre 1894, con ottimi risultati[49], particolarmente nell’equitazione[50][51]. Poco dopo tuttavia il padre, Lord Randolph Churchill, morì per cause mai del tutto chiarite, probabilmente di sifilide o per un cancro al cervello[52]. Winston rimase molto scosso per la morte del genitore, ricavandone la convinzione che anche lui avrebbe avuto il destino di morire giovane[53].

Cuba, India e Sudan (1895-1899)[modifica | modifica wikitesto]

Churchill in uniforme, 1895

Nel febbraio 1895 Churchill fu assegnato al IV reggimento Ussari dell’Esercito britannico, di stanza ad Aldershot[54]. Lo stipendio ammontava a 150 sterline all’anno, ben al di sotto del suo tenore di vita[55]. Nel luglio dello stesso anno, Churchill fece ritorno a Londra per organizzare i funerali della sua vecchia tata Everest, che pagò personalmente[56]. Ansioso di partecipare ad azioni militari, sfruttò l’influenza della madre per farsi assegnare in zone di guerra[57]. Nell’autunno del 1895 partì per Cuba insieme a Reginald Barnes, per assistere alla guerra d’indipendenza che l’isola stava combattendo contro la Spagna. Qui si unì alle truppe spagnole come corrispondente di guerra e fu testimone di vari scontri con i ribelli indipendentisti[58]. Da Cuba Churchill riportò anche una delle passioni che l’avrebbero distinto negli anni successivi, quella per il sigaro, che lo accompagnerà fino alla morte[59]. Terminata questa esperienza trascorse un periodo di soggiorno negli Stati Uniti, il paese di sua madre, dove fece la conoscenza di Bourke Cockran, famoso uomo politico e oratore del tempo, che ebbe notevole influenza sul giovane Winston[60]. Churchill ammirava gli Stati Uniti, e scrisse a suo fratello che erano “davvero un grande paese”, dicendo anche alla madre: “che grande popolo sono gli americani![61].

La battaglia di Omdurman a cui Churchill prese parte in una carica di cavalleria

Al seguito degli Ussari Churchill giunse a Bombay nell’India britannica, nell’ottobre 1896[62]. Presto trasferito a Bangalore, prese alloggio in un Bungalow con l’amico Barnes[63]. Descrisse l’India come “Una terra di noiosi snob senza Dio”[64]; Churchill rimase di stanza a Bangalore per diciannove mesi, facendo frequenti visite a Calcutta, spedizioni nello Hyderabad e due visite in licenza in Gran Bretagna[65]. Ritenendo di aver ricevuto una scarsa educazione, Churchill cominciò in questo periodo a studiare da autodidatta, leggendo opere di Platone, Adam Smith, Charles Darwin ed Henry Hallam[66]. Ebbero particolare influenza su di lui il Declino e caduta dell'impero romano di Edward Gibbon, il “Martirio dell’uomo” di William Winwood Reade, un’opera storica di impronta materialista e darwinista che influenzò il laicismo di Churchill, oltre alle opere del famoso storico Whig Thomas Babington Macaulay[67]. Interessato sin d’allora di politica[68], nelle lettere private si definiva “un liberale in tutto tranne che nel nome”, aggiungendo però che non poteva sostenere il Partito liberale a causa del suo sostegno all’Home rule per l’Irlanda[69]. Piuttosto, si definiva un aderente dell’ideologia della c.d. Tory democracy, della quale già il padre era stato tra i principali esponenti[70]. In questa veste, durante una delle visite in patria, tenne il suo primo discorso pubblico a Bath ad un raduno della “Primrose League” (“Lega della Primula”), un’organizzazione militante fondata dal padre anni prima a sostegno dell’ala “uninazionale” dei Tories[71]. Churchill espresse in questo periodo una miscela di istanze conservatrici e riformiste allo stesso tempo: si dichiarò ad esempio in favore di un sistema di istruzione pubblico e laico, ma allo stesso tempo si oppose al suffragio femminile, definendo le SuffragetteUn movimento ridicolo[72]. Il biografo Keith Robbins ha sostenuto che fu in questo periodo che Churchill formò gran parte del proprio pensiero politico[73].

La copertina di "The River War", 1899

In India, Churchill decise di unirsi al Corpo di Spedizione del Malakand, comandato da Bindon Blood nella campagna contro i ribelli Pashtun della tribù Mohmand nella Valle di Swat in India nord-occidentale[74]. Per poter partecipare alla campagna dovette accreditarsi come corrispondente di guerra per il “The Pioneer” e per il “Daily Telegraph[75]. Nelle lettere ai familiari descrisse come fosse pratica di entrambi gli schieramenti massacrare i feriti dopo gli scontri, ma non ne fece cenno nelle sue corrispondenze giornalistiche[76]. Rimase al seguito dell’esercito per sei settimane prima di fare ritorno a Bangalore nell’ottobre 1897[77]. Qui scrisse il suo primo libro, “The story of the Malakand Field Force”, relativo alla campagna appena trascorsa, che fu poi pubblicato da Longman e ricevette un’ottima accoglienza[78]. Nello stesso periodo scrisse anche un romanzo a chiave dal titolo “Savrola”, ambientato in un immaginario regno balcanico, che fu pubblicato a puntate sul Macmillan’s Magazine tra maggio e dicembre 1899, prima di apparire in forma di libro[79].

Nel 1898, mentre soggiornava ancora a Bangalore, Churchill esplorò la possibilità di unirsi alle forze di Lord Kitchener che stavano per cominciare la campagna sudanese contro gli insorti del Mahdi[80]. Kitchener fu inizialmente reticente, sostenendo che Churchill fosse solo in cerca di fama e di medaglie[81]. Dopo aver passato del tempo a Calcutta, Meerut e Peshawar, nel giugno del 1898 Churchill fece ritorno in patria[82]. Qui fece uso dei suoi contatti, tra cui il primo ministro Lord Salisbury, vecchio collega del padre, per farsi assegnare al corpo di spedizione sudanese[83]. In cambio accettò di scrivere degli articoli di corrispondenza per il Morning Post[84]. Partì quindi per l’Egitto, dove si unì al XXI Lanceri al Cairo prima di risalire il Nilo verso sud alla volta del Sudan. Qui prese parte alla famosa Battaglia di Omdurman, nella quale le forze del Mahdi (messia islamico) Abd Allah al-Ta'aysh subirono una decisiva sconfitta[85][86]. Nei suoi articoli, Churchill espresse giudizi molto critici sul comportamento di Kitchener verso i feriti, e soprattutto sulla profanazione della tomba del Mahdi da lui ordinata[87]. Per questo Kitchener odiò Churchill[88], un'ostilità le cui conseguenze si sarebbero viste molti anni dopo. In seguito alla battaglia, Churchill donò una parte di pelle del suo petto perché fosse trapiantata a un commilitone ferito[89]. Tornato in Gran Bretagna in ottobre, pubblicò un’altra opera, intitolata “The River War” (“La guerra sul fiume”), dedicata alla campagna del Sudan[90].

Prime esperienze politiche e Guerra Boera (1899-1900)[modifica | modifica wikitesto]

Churchill a cavallo durante la guerra boera, 1899

Avendo preso la decisione di intraprendere una carriera parlamentare, Churchill approfondì i suoi contatti politici e tenne comizi a tre riunioni del Partito conservatore. In questo periodo conobbe anche il suo primo amore, Pamela Plowden; anche se la relazione non durò a lungo, i due rimasero amici per il resto della vita[91]. In dicembre fece ritorno in India per tre mesi, dove coltivò assiduamente la sua passione per il polo[92]. Durante la permanenza a Calcutta fu ospite del Viceré George Nathaniel Curzon[93]. Durante il viaggio di ritorno in Gran Bretagna soggiornò all’Hotel Savoy del Cairo, dove fece la conoscenza del Khedivè Abbas II[94], prima di tornare in patria in aprile. Qui si concentrò nuovamente sulla politica, partecipando ad incontri di partito e ad eventi mondani, come le cene a casa Rothschild[95]. Fu scelto come candidato per le elezioni suppletive del giugno 1899 ad Oldham nel Lancashire[96]. Sebbene il seggio fosse stato in precedenza tenuto dai Conservatori, i Liberali ottennero una vittoria di misura[97]. Churchill raccolse 11.477 voti contro i 12.770 del candidato liberale Walter Runciman[98]; questi, rivolgendosi al rivale commentò: “Non si preoccupi, non credo che questa sia l’ultima volta che il Paese sentirà parlare di noi[99].

Churchill tiene un discorso a Durban dopo la fuga dalla prigionia, 1899

Avendo avuto presentimento dello scoppio della Seconda guerra boera, Churchill salpò da Southampton per il Sudafrica come corrispondente per il Daily Mail e il Morning Post[100]. Sbarcato a Cape Town raggiunse il fronte a Ladysmith, allora assediata dalle truppe boere[101]. Tra i corrispondenti di guerra britannici era presente anche la zia di Churchill, lady Sarah Wilson, una delle prime donne della storia ad aver svolto questa professione[102]. Durante un viaggio in treno verso Colenso, nella provincia del KwaZulu-Natal, il convoglio venne attaccato dai boeri e Churchill fu catturato e internato in un campo di prigionia a Pretoria[103]. Tuttavia in dicembre, Churchill e altri due prigionieri riuscirono a evadere attraverso i bagni del campo. Si nascose dapprima in un treno abbandonato e poi in una miniera appartenente a un simpatizzante dei britannici. Ricercato dai boeri, Churchill riuscì infine a nascondersi su un convoglio che lo portò al sicuro nell’Africa Orientale Portoghese (odierno Mozambico)[104].

Da qui si imbarcò per Durban, dove scoprì che la sua evasione lo aveva reso famoso[105]. Invece di tornare in patria, Churchill preferì essere assegnato come tenente nel reggimento dei South African Light Horse e in questa veste si unì alle truppe del generale Redvers Buller che sconfissero i boeri a Ladysmith e presero Pretoria[106], segnando la vittoria britannica nel conflitto. Nei suoi scritti durante la campagna, Churchill criticò aspramente l’ostilità britannica verso i boeri, invocando invece un trattamento generoso degli sconfitti e una pace rapida[107]. Churchill e suo cugino, il duca di Marlborough, entrarono a Pretoria alla testa delle truppe britanniche e ottennero la resa di 52 guardie boere dei campi di prigionia[108]. Dopo la vittoria, Churchill tornò a Cape Town e da lì, in luglio, salpò per il Regno Unito[109]. Nel maggio, quando ancora era in Sudafrica, i suoi dispacci al Morning Post furono pubblicati con il titolo “London to Ladysmith via Pretoria” (Da Londra a Ladysmith via Pretoria), che ottenne un buon successo di vendite[110].

Inizi della carriera politica (1900-1914)[modifica | modifica wikitesto]

Membro del Parlamento per Oldham[modifica | modifica wikitesto]

Manifesto elettorale di Churchill per le elezioni del 1900

Forte della popolarità conseguita nel conflitto sudafricano, Churchill venne eletto per il seggio di Oldham alle Elezioni generali del 1900, le ultime dell’età vittoriana, nota anche come “Khaki election” (elezione khaki), per il decisivo vantaggio dato ai Tories dalla vittoria nella guerra boera[111]. Anche in questo caso, come l’anno precedente, le spese della campagna elettorale furono pagate dal cugino, il duca di Marlborough[112].[113] (all’epoca le spese elettorali erano infatti interamente a carico del candidato). Tuttavia, Churchill non prese parte alla cerimonia di apertura del Parlamento del dicembre 1900, ma si dedicò a un tour di conferenze in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Grazie al successo di queste iniziative e alla prolifica attività di collaborazione con giornali e riviste Churchill riuscì a guadagnare la somma di 10.000 sterline, equivalenti a circa 500.000 sterline nel 2001[114]. All’epoca i parlamentari non percepivano alcun compenso e Churchill non aveva ereditato quasi nulla alla morte del padre, poiché questi aveva perso gran parte del suo patrimonio[115]. Inoltre, la piccola rendita che Lord Randolph aveva lasciato al figlio, fu assegnata da Churchill alla madre nel 1903[116]. Egli prese infine possesso del suo seggio nel febbraio 1901.

Cambiamento di campo[modifica | modifica wikitesto]

Churchill nel 1900

In Parlamento, Churchill si unì a un gruppo di giovani deputati conservatori il cui leader era Lord Hugh Cecil, figlio del primo ministro Lord Salisbury. Da lui il gruppo prese il nome di “Hughligans”; di esso, oltre a Churchill, facevano parte F.E. Smith, che diventerà uno degli amici più intimi di Churchill fino alla morte, Arthur Stanley, lo scozzese Ian Malcolm, il conte Henry Percy e un lontano parente, Lord George Hamilton[117]. Il primo intervento parlamentare di Churchill fu un duro attacco al Segretario di Stato per la Guerra St. John Broderick, che aveva proposto di aumentare gli effettivi dell’esercito a sei corpi d’armata, tre dei quali da stanziare all’estero. Churchill aveva preparato con cura il suo intervento per sei settimane e parlò per un’ora senza appunti. L’intervento mostrò abilità retoriche notevoli e fu subito paragonato alle famose allocuzioni del padre, anch’esse spesso rivolte contro membri del suo stesso partito[118]. Churchill continuò a sostenere questa battaglia dentro e fuori dal Parlamento per vario tempo[119].

Nel 1902 Churchill rilasciò un’intervista nella quale espresse la sua previsione circa una futura partizione della Cina, aggiungendo anche che “la stirpe ariana è destinata al trionfo”. Inoltre, espresse scarsa preoccupazione circa l’espansione della Russia verso la Cina e l’India, affermando: “La Russia ha una giustificabile ambizione a controllare un porto nei mari caldi. È imbarazzante pensare che un Paese di cento milioni di persone non ne disponga”. Si trattava di una russofilia insolita all’epoca del Grande gioco[120].

Churchill con Hugh Cecil il giorno del suo matrimonio, 1908

Nel 1903 Churchill cominciò ad allontanarsi dal gruppo di Hugh Cecil, sebbene i due rimanessero amici (Cecil fu il suo testimone di nozze nel 1908)[121]. Si oppose anche al leader dei Liberali Unionisti Joseph Chamberlain, vecchio amico e alleato politico del padre, il cui partito era in coalizione con i Tories. Chamberlain propose un vasto piano di tariffe protezioniste per preservare il primato dell’industria britannica davanti all’emergente concorrenza tedesca e americana[122]. Churchill allora e in seguito fu invece un sostenitore del libero commercio[123]. In questo era sostenuto da Lord Hugh e dal suo gruppo, e anche dal Cancelliere dello Scacchiere Charles Ritchie. I piani di Chamberlain portarono ad un’incrinatura dell’alleanza conservatrice-unionista. Gli attacchi di Churchill ai Conservatori continuarono su vari argomenti, mentre la sua insoddisfazione nei confronti del partito cresceva; attaccò personalmente Chamberlain (“Al signor Chamberlain piacciono i lavoratori, gli piace vederli lavorare”)[124] e l’ostilità divenne reciproca. Molti deputati conservatori gli divennero ostili e abbandonavano l’aula quando Churchill interveniva[125]. Infine, la sua stessa circoscrizione lo sfiduciò, quando l’Associazione Conservatrice emanò un comunicato in cui affermava di aver perso la fiducia in lui[126]. Oldham era infatti un importante centro dell’industria tessile e gli elettori locali erano favorevoli alle politiche protezioniste sostenute da Chamberlain e dagli Unionisti, che prevedevano dazi sui prodotti tessili stranieri. Churchill continuò comunque a sedere in Parlamento per Oldham fino alle successive elezioni[127].

Nel 1904, la rottura con i conservatori era ormai diventata inevitabile e, dopo le vacanze di Pasqua, Churchill abbandonò ufficialmente il suo seggio e prese posto nelle fila dell’opposizione liberale[128]. Anche il cugino Ivor Guest lo seguì[129]. Le possibili ragioni del cambiamento furono la promessa di un posto ministeriale, ma anche un desiderio di politiche riformiste verso i ceti più disagiati, derivatagli dalla frequentazione dei cenacoli fabiani[130], oltre che l’opposizione al protezionismo di Chamberlain. Ancora nel 1962, Churchill avrebbe confessato a Margaret Thatcher, allora giovane deputata conservatrice “Io sono un liberale, lo sono sempre stato[131].

Tra le ragioni della sua ostilità verso l’establishment conservatore potrebbe esserci stata anche la memoria del padre. Il poeta Wilfrid Scawen Blunt, che fu amico sia di Winston che di Lord Randolph, scrisse che Churchill era “Nelle maniere e nel pensiero una replica del padre. Possiede tutto il suo attivismo, ma una maggiore abilità[132]. Del resto, le opinioni espresse in questa fase della sua carriera, compresa l’opposizione alle spese militari eccessive, ricalcavano in pieno quelle paterne; Churchill cominciò anche a vestirsi allo stesso modo di Lord Randolph[133]. Tra il 1903 e il 1905 scrisse una biografia del padre in due volumi, intitolata “Lord Randolph Churchill”, che fu pubblicata nel 1906 e ricevette un’ottima accoglienza critica[134]. Theodore Roosevelt, che aveva conosciuto Lord Randolph, recensì il libro come “L’intelligente, toccante e forse bassa e volgare vita di quell’intelligente, toccante e forse basso e volgare egocentrico[135]. Alcuni storici hanno suggerito che probabilmente Churchill intese usare il libro per giustificare il proprio cambiamento di schieramento[136]. Anni dopo scrisse che in effetti, studiando la vita di sua padre aveva subito un disincanto verso il partito conservatore[137].

Scalata ai vertici[modifica | modifica wikitesto]

« Il più grande pericolo per l'Impero britannico e per il nostro popolo non risiede nelle enormi flotte ed eserciti del Continente, né in India. Non è il "pericolo giallo" o il "pericolo nero"[...]. No, è qui in mezzo a noi, vicino a casa, nelle emergenti città di Inghilterra e Scozia, nei villaggi squallidi e angusti della nostra spoglia campagna. È qui che troverete le radici della rovina imperiale e della decadenza nazionale: l'innaturale divisione tra ricchi e poveri, l'allontanamento del popolo dalla terra [...], lo sfruttamento della nostra gioventù [...] l'orribile confusione delle obsolete Poor Laws [...] la costante insicurezza dei mezzi di sussistenza che spezza il cuore dell'uomo sobrio e laborioso e, d'altro lato, la crescita esponenziale del lusso volgare e senza gioia. Questi sono i nemici della Gran Bretagna.[138] »

(Winston Churchill alla Camera dei Comuni, 1909)
Churchill con il Kaiser Guglielmo II, 1906

Quando i liberali giunsero al governo nel dicembre 1905, con il primo ministro Henry Campbell-Bannerman Churchill entrò nel governo per la prima volta come Sottosegretario alle Colonie[139]. Lavorando con il titolare del dicastero Lord Elgin, Churchill si occupò da subito di questioni di grande rilievo, come l’adozione di una nuova costituzione per le repubbliche boere del Transvaal e dell’Orange e con lo scandalo del lavoro forzato degli immigrati cinesi nelle miniere sudafricane[140]. Il suo primo discorso dopo aver assunto l’incarico, tenuto in difesa dell’Alto Commissario Lord Milner fu un fallimento, ma Churchill imparò dal suo errore e da quel momento invece di preparare i discorsi per impararli a memoria scrisse degli appunti da consultare[141]. Infatti, il discorso successivo con il quale cercò, invano, di ottenere l’appoggio dei Conservatori per le nuove Costituzioni degli Stati boeri fu giudicato come il suo migliore fino a quel momento[142].

« C’è una più alta autorità che noi dovremmo desiderare di ottenere. Non faccio appelli, ma mi rivolgo innanzitutto a me stesso e agli Onorevoli gentiluomini dell’opposizione, cha hanno lunga esperienza degli affari pubblici, e che non potranno mai nella loro vita sfuggire a questa grande responsabilità verso il Sudafrica. Sono le guide di un partito che, sebbene una minoranza in questa Camera rappresenta la metà della Nazione. Chiederò loro seriamente se non si fermeranno a riflettere prima di denunciare con violenza questi accordi; con la nostra maggioranza possiamo solo farne il dono di un partito, loro possono renderlo un dono dell’Inghilterra[143] »

(Winston Churchill)

Nella veste di sottosegretario partecipò nel 1906 alle manovre militari dell'Esercito imperiale tedesco a Würzburg, incontrando personalmente il Kaiser Guglielmo II con il quale conversò per circa venti minuti. Nella lettera che scrisse a Elgin si mostrò visibilmente impressionato dalla potenza militare germanica[Nota 1].

Nelle elezioni generali del 1906 i Liberali ottennero una vittoria schiacciante e Churchill venne eletto per la circoscrizione di Manchester Nord-Ovest, che il partito gli aveva messo a disposizione[144]. Ancora a corto di fondi, le spese della campagna gli vennero pagate dallo zio Lord Tweedmouth, un influente esponente liberale[145].

Churchill era già uno dei membri più in vista della maggioranza fuori dal Gabinetto. Campbell-Bannerman aveva già proposto una promozione di Churchill a un ruolo ministeriale quando era sottosegretario, ma il re Edoardo VII si era opposto[146]. Quando Campbell fu sostituito da Herbert Henry Asquith nel 1908 Churchill entrò nel Gabinetto di governo come President of the Board of Trade, cioè Ministro del Commercio[147]. In base alla legge vigente all’epoca un ministro di nuova nomina doveva rinunciare al suo seggio parlamentare e farsi rieleggere in una elezione suppletiva[148]. Churchill perse quindi il suo seggio di Manchester in favore del conservatore William Joynson-Hicks, ma venne eletto per il seggio di Dundee in Scozia[149].

Come ministro del commercio Churchill si schierò da subito a fianco del nuovo Cancelliere dello Scacchiere David Lloyd George nell’opposizione all’aumento delle spese per la flotta[150]. Il Primo Lord dell’Ammiragliato Reginald McKenna aveva proposto l’acquisto di sei nuove navi da battaglia Dreadnought, ma Churchill e Lloyd George proposero di limitare il numero a quattro[151]. Una campagna d’opinione guidata dai Conservatori e sostenuta dall’ammiraglio John FIsher, che era vicino ai Liberali, forzò il governo ad aumentare il numero ad otto. Churchill fece diversi interventi sul tema, rifacendosi anche a campagne simili che il padre aveva sostenuto e facendo propria la sua pratica di far circolare lettere aperte tra i membri della sua circoscrizione[152].

I "Gemelli terribili" (Terrible Twins) Lloyd George e Churchill nel 1907

Nella sua carica Churchill fu anche il protagonista di una stagione di riformismo radicale molto innovativo per l’epoca[153]. In questa fase della sua carriera Churchill era un assiduo frequentatore del movimento fabiano, essendo entrato in stretti rapporti di amicizia con i coniugi Webb, in particolare Beatrice Webb[154], una delle fondatrici della London School of Economics. Tramite costei nel 1908 fu presentato a William Beveridge, economista e sociologo teorico dello Stato sociale; Churchill invitò Beveridge a collaborare con lui nel Board of Trade e questi divenne il principale ispiratore del riformismo churchilliano degli anni successivi[155]. In particolare, Churchill fu responsabile dell’approvazione di tre importanti provvedimenti; il Mines Act del 1908 stabilì una durata massima di otto ore per la giornata lavorativa nelle miniere[156]. Il Trades Boards Act del 1909 stabilì per la prima volta un salario minimo per i lavoratori nel Regno Unito; il provvedimento riguardava circa 200.000 lavoratori in vari comparti industriali, e Churchill dimostrò grande abilità nell’ottenere l’appoggio bipartisan dei Conservatori all’approvazione della legge[157]. Infine, sempre nel 1909 fu approvato anche il Labour Exchanges Act, che creò uffici di collocamento per la ricerca di impiego[158]. Lo storico e politico Robert Rhodes James ha sottolineato che come ministro di governo Churchill dimostrò da subito tre eccezionali qualità: lavorava moltissimo, riusciva a portare le sue proposte sia nel Gabinetto che in Parlamento all’approvazione e aveva il pieno controllo del suo ministero[159].

Churchill svolse anche un ruolo chiave nel sostenere Lloyd George e le due grandi riforme del governo Asquith, il c.d. People’s Budget e il Parliament Act del 1911 (approvato quando già era diventato Ministro dell’Interno). Il Budget proposto da Lloyd George consisteva in una grande riforma fiscale volta a tassare la rendita fondiaria per finanziare un vasto programma assistenziale per i ceti più disagiati e le spese militari rese necessarie dal rafforzamento della Germania[160]. Il Budget era ispirato alle teorie dell’economista Henry George[161] e mirava a colpire soprattutto la rendita fondiaria, monopolio quasi esclusivo dell’aristocrazia, alla quale peraltro lo stesso Churchill apparteneva. Churchill si impegnò attivamente nella campagna presiedendo la “Budget League”[162] e nelle due elezioni generali che si susseguirono nel gennaio e nel dicembre 1910 vinte dai liberali. I discorsi di Churchill fecero uso di una forte retorica georgista[163]; la proprietà della terra era la fonte di tutti i monopoli[Nota 2] e la speculazione fondiaria portava a un reddito parassitario e dannoso per la società, a differenza degli investimenti produttivi nei capitali industriali[Nota 3]. Il Budget, approvato dai Comuni già nel 1909, incontrò dapprima il veto della Camera dei lord, il che portò a una grave crisi costituzionale che fu risolta con il Parliament Act del 1911, il quale abolì il diritto di veto dei Lords in materia fiscale. Churchill si impegnò anche su questo fronte, polemizzando in tono ironico con le posizioni degli aristocratici latifondisti.

« ”Tutte le civiltà” ha detto Lord Curzon citando Renan, “sono il prodotto delle aristocrazie”. Questo piaceva ad Oldham. Non c’era duca, conte, marchese o visconte ad Oldham che non pensasse a ciò come a un complimento. Sarebbe più vero dire che “L’innalzamento dell’aristocrazia è stato il prodotto del duro lavoro di tutte le civiltà[164] »

(Winston Churchill)

Sempre nel 1909 Churchill pubblicò una raccolta dei suoi discorsi con il titolo “Il liberalismo e il problema sociale” (Liberalism and the Social Problem)[163]. Da questi testi emerge come Churchill, a differenza di Lloyd George del quale in questo periodo divenne molto amico e che fu uno dei suoi mentori, non intendesse modificare le strutture della società, ma pensasse piuttosto a un riformismo gradualista che rendesse la società stessa più umana e meglio funzionante[165]. Rimase convinto che la classe dirigente tradizionale dovesse mantenere il comando, ma che le classi lavoratrici dovessero essere integrate nello Stato e beneficiate dalle riforme allo scopo di evitare rotture rivoluzionarie[166].

Ministro dell'Interno[modifica | modifica wikitesto]

Churchill (in evidenza al centro) all'Assedio di Sidney Street, 1911.

Nel 1910 Churchill divenne Ministro dell’Interno (Home Secretary) nel governo Asquith. Durante il suo incarico si verificarono tre eventi di rilievo: lo sciopero dei minatori gallesi nella valle di Rhondda, l’assedio di Sidney Street e le agitazioni per il suffragio femminile. Favorevole all'eugenetica, Churchill partecipò anche alla stesura del Mental Deficiency Act del 1913. Tuttavia, la legge approvata dispose l'internamento coatto di handicappati e malati mentali invece della loro sterilizzazione, come aveva proposto Churchill[167].

Nel 1910, i minatori della valle di Rhondda cominciarono una serie di scioperi e rivolte noti come “Tonypandy Riots”[168]. Inizialmente, il capo della polizia di Glamorgan richiese l’invio di truppe per aiutare la polizia a reprimere le violenze. Churchill, appena entrato in carica, apprese che le truppe erano state inviate, ma diede l’ordine di fermarle a Swindon e Cardiff senza farle proseguire oltre[169]. Autorizzò il comandante locale ad avanzare solo in caso di assoluta necessità[170]. Churchill infatti, che già aveva negato l’autorizzazione all’uso di truppe in un caso analogo a Newport, temeva che si ripetessero episodi come quella della “Domenica di sangue” (Bloody Sunday) del 1887 a Trafalgar Square, dove l’impiego di truppe aveva portato al ferimento grave di 75 persone[171]. In particolare, Churchill proibì tassativamente l’uso di truppe come polizia per disperdere i manifestanti[172]. Per questo fu criticato dai giornali conservatori come il Times: “La responsabilità per queste rinnovate insubordinazioni ricadrà sul Ministro dell’Interno, per aver rifiutato l’impiego di truppe richiesto del capo della polizia[173]. Inspiegabilmente però, si diffuse la voce che Churchill avesse ordinato alle truppe di attaccare i minatori e ancora oggi questa leggenda persiste[174].

Churchill in una vignetta di Vanity Fair, 1911

Ai primi di gennaio del 1911 Churchill fu presente al c.d. “Assedio di Sidney Street” a Londra. Una banda di rapinatori che aveva ucciso tre poliziotti (a differenza della versione più comune non si trattava di anarchici; solo un membro del gruppo aveva vaghe affiliazioni politiche)[175] venne inseguita dalla polizia per tutta la città fino ad asserragliarsi in un palazzo appunto in Sidney Street. Churchill decise di presenziare direttamente agli scontri, decisione assolutamente inusuale per un ministro[176]. Sebbene non assumesse il diretto comando delle operazioni, il biografo Roy Jenkins ha affermato che Churchill si recò sul luogo perché “non poteva resistere alla tentazione di trovarsi al centro della mischia[177]. La sua presenza tuttavia attirò molte critiche. A un certo punto l’edificio assediato prese fuoco e Churchill supportò la decisione di negare ai pompieri l’accesso, per costringere la banda ad arrendersi o a morire[178]. Dopo un’inchiesta, il leader dell’opposizione Arthur Balfour affermò: “Lui (Churchill) e il fotografo stavano entrambi rischiando vite preziose. Capisco il fotografo, ma cosa ci faceva lì l’Onorevole ministro?[179]. L’intera vicenda ebbe ampia risonanza e accrebbe la fama di Churchill come ministro iperattivo e non convenzionale[180].

In questo periodo Churchill non abbandonò il suo slancio riformatore. Nel 1911 lui e Lloyd George ottennero l’approvazione del National Insurance Act, che prevedeva per la prima volta indennità di malattia e disoccupazione per i lavoratori, sul modello bismarckiano[181]. Come ministro dell’Interno Churchill si dedicò anche con particolare fervore alla riforma carceraria. La prima preoccupazione di Churchill fu la riduzione del numero dei detenuti[182]; molti di essi erano stati imprigionati per non aver pagato in tempo le ammende. Churchill allungò i termini e abolì l’incarcerazione automatica per mancato pagamento[183]. Sebbene la riforma fosse approvata solo nel 1914, i suoi effetti furono notevoli: da 62.822 incarcerati per non aver pagato la multa per ubriachezza nel 1908-1909 si scese a meno di 2.000 nel 1919[184]. Venne stabilita anche la distinzione tra detenuti comuni e politici, con norme meno severe per questi ultimi[185]. Churchill si batté anche per impedire l’incarcerazione di minori tra i 16 e ei 21 anni allora frequentissima, sostituendola con esercizi fisici[186]. Alla Camera dichiarò: “Il danno ricade solo sui figli delle classi lavoratrici. I figli delle altre classi commettono molti degli stessi reati […] senza che venga loro inflitta alcuna punizione[187]. Nel 1919 il numero dei minori di 21 anni in carcere si era ridotto a meno di 4.000, ma solo il Criminal Justice Bill del 1948 recepirà appieno le idee riformiste di Churchill[188].

Quando era ancora Ministro del Commercio Churchill subì un’aggressione dalla suffragetta Theresa Garnett alla Stazione di Bristol Temple Meads[189]. La sua proposta per risolvere la questione fu quella di indire un referendum , ma l’idea non incontrò il favore di Asquith e del governo e la soluzione fu rimandata fino a dopo la Prima guerra mondiale[190].

Primo Lord dell'Ammiragliato[modifica | modifica wikitesto]

Churchill e l'ammiraglio John Fisher, 1913

Nel 1911 vi fu un rimpasto nel governo Asquith, e Churchill divenne Primo Lord dell’Ammiragliato in sostituzione di Reginald McKenna, il quale prese il suo posto come Ministro dell’Interno. Nello stesso anno si verificò la Crisi di Agadir, con la quale Churchill cominciò il suo volume di memorie sulla Prima guerra mondiale intitolato “World Crisis” (Crisi mondiale). Le sempre maggiori mire espansionistiche dell’Impero tedesco resero necessario un ampio programma di rafforzamento della Royal Navy, cui Churchill si dedicò alacremente sin dall’inizio del suo incarico. Il suo primo atto fu la sostituzione di tutti i Lord commissari dell'ammiragliato; con l’aiuto del nuovo First Sea Lord sir Francis Bridgeman creò uno Stato maggiore della marina e diede impulso a molte riforme[191]. Fu un pioniere nello sviluppo dell’aviazione di marina (prese lui stesso lezioni di volo)[192], ordinò la sostituzione delle bocche da fuoco navali con delle nuove da 15 pollici, fece approntare nuove classi di navi, come le Super-dreadnought della classe Queen Elizabeth e gli incrociatori leggeri con cannoni da 6 pollici della classe Arethusa[191]. Un altro scelta decisiva fu quella di modificare i motori delle navi militari da combustibile a carbone in quelli a petrolio, il che rese necessario garantire un rifornimento continuo di questa materia prima[193]. A questo scopo, Churchill negoziò e fece approvare alla Camera dei Comuni un contratto di acquisto da parte dello Stato della quota del 51 per cento della Anglo-Persian Oil Company, con diritto di utilizzazione di tutto il petrolio estratto dalla compagnia[194]. Riguardo alla corsa agli armamenti avviata dalla Germania, Churchill inizialmente propose di negoziare una moratoria di un anno alla costruzione di nuove navi da guerra[195], ma la proposta non venne considerata realistica[196]. Nel 1912, in risposta alla legge navale tedesca di quell’anno che aumentava considerevolmente la flotta, Churchill propose al Gabinetto di finanziare la costruzione di due navi per ogni nuova nave tedesca, allo scopo di mantenere la superiorità navale sulla Germania[197].

Churchill (al centro sul velivolo) con gli aviatori dei Royal Flying Corps, 1913

In queste riforme Churchill fu ispirato dall’ammiraglio John Fisher, che per molti anni era stato il motore dell’innovazione della Royal Navy. Nonostante i due avessero avuto screzi in passato riguardanti le spese per la marina e Fisher fosse andato in pensione nel 1910, Churchill lo stimava e lo consultava frequentemente sulle decisioni più importanti[198]. Molte delle riforme di Churchill, come il passaggio dal carbone al petrolio e la costruzione di navi più potenti erano state sostenute anche da Fisher[198].

Sempre nel 1912 venne nuovamente presentato in Parlamento il disegno di legge per lo Home rule, ovvero la devoluzione di poteri all’Irlanda. Questo era stato un punto programmatico qualificante dei liberali sin dai tempi di Gladstone e inoltre dal 1910 i liberali dipendevano per la loro maggioranza dal supporto del Partito Parlamentare Irlandese. Al progetto di autonomia si opponevano strenuamente i Conservatori e gli Unionisti (uniti in unico partito dal 1911), i quali chiedevano che l’Ulster a maggioranza protestante venisse escluso dallo Home rule. In privato Churchill si espresse in favore di un compromesso[199], anche se pubblicamente si allineò al suo partito e fece campagna in favore dello Home rule sia tramite comizi che lettere aperte[200], in particolare dopo che un milione e mezzo di persone sottoscrisse l’Ulster Covenant di Edward Carson e si formò la milizia unionista degli Ulster Volunteers. Il sostegno di Churchill allo Home rule indignò particolarmente i conservatori, memori anche del fatto che suo padre era stato in prima fila nell’opposizione al progetto originario di Charles Stewart Parnell.

Mentre la crisi si acuiva e gli Ulster Volunteers avevano cominciato ad armarsi apertamente, Churchill dispose che una nave da battaglia facesse rotta per Belfast[201]. La mossa, non concordata con il Gabinetto, fu revocata da Asquith due giorni dopo[202]. Gli unionisti accusarono Churchill e il ministro della Guerra John Seely di voler forzare la mano alle milizie lealiste per porre l’Ulster sotto legge marziale[203]. Quando si diffuse la voce che il governo volesse mobilitare l’esercito contro i lealisti si verificò l’episodio noto come “Incidente di Curragh”, quando la guarnigione di stanza nel luogo si ammutinò in segno di protesta contro i piani governativi. L’incidente condusse alle dimissioni di Seely e a una crisi di governo che portò ad un intervento diretto del re Giorgio V come mediatore fra le parti[204].

Churchill mostrò in quest’occasione quella che sarà anche in futuro la sua tattica: mostrarsi sempre irremovibili davanti all’avversario per giungere alle trattative da una posizione di forza. Come scrisse in “My early life”:

« ”Ho sempre sostenuto il principio per il quale bisogna combattere una guerra con la massima forza fino alla vittoria totale, e solo dopo tendere la mano allo sconfitto in segno di amicizia. Per questo sono sempre stato ostile ai pacifisti durante la lotta e ai bellicisti alla sua fine [...] Ho pensato che avremmo dovuto battere gli irlandesi prima di dare loro lo Home rule e dopo aver sconfitto lo sciopero generale accogliere le lamentele dei minatori[205] »

(Winston Churchill)

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Verso il conflitto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Prima guerra mondiale.

« ”Non riesco a credere che noi su quest'isola siamo seriamente responsabili dell'ondata di pazzia che ha travolto l'anima della cristianità. Nessuno può valutarne le conseguenze. Mi domando se quegli stupidi di re e imperatori non possano incontrarsi e dare nuova linfa alla regalità risparmiando l'inferno alle nazioni, ma andiamo tutti alla deriva in una sorta di ottusa ipnosi catalettica, quasi che fosse opera di qualcun altro [...] Dio protegga noi e la nostra antica eredità. Sai quanto sarei pronto e fiero di rischiare, o offrire se necessario, la mia intera esistenza per mantenere grande e famoso, prospero e libero questo Paese[206] »

(Churchill alla moglie Clementine, 1914)
Churchill (seduto al centro) a una seduta dell'Imperial War Cabinet, 1914, di James Guthrie

Nelle fasi che seguirono immediatamente l’ultimatum austriaco alla Serbia (23 luglio 1914), l’atteggiamento di Churchill e in generale del governo britannico fu piuttosto ottimista circa lo sviluppo pacifico della crisi[207]. Partito per le vacanze al mare a Norfolk con la famiglia, rimase in comunicazione telefonica con il First Sea Lord Luigi di Battenberg, con il quale si accordò per non disperdere la flotta[208]. Il 28 luglio pranzò con il suo vecchio rivale Kitchener e lo stesso giorno Asquith nominò quest'ultimo Ministro della Guerra[209]. Al precipitare della crisi, la gran parte dei deputati liberali si mostrò ostile ad un intervento britannico a fianco della Francia in caso di guerra. Churchill scrisse ad un collega: “Nella misura in cui non vi è un impegno sottoscritto per trattato o non è in gioco un reale interesse britannico sono d’accordo con voi che dovremmo restare neutrali. Le dispute sui Balcani non sono affar nostro. Abbiamo fatto del nostro meglio per mantenere la pace e continueremo a farlo. Ma lo svolgersi degli eventi è inquietante[210]. Il 1 agosto Churchill si incontrò con alcuni esponenti conservatori, come l’amico F.E. Smith e Max Aitken, un tycoon canadese che sarà Ministro dell’aeronautica durante la Seconda guerra mondiale. Anni dopo Churchill ricordò l’episodio così: “La tensione si stava facendo insopportabile. Dovevo incontrare il Primo ministro alle undici e nel frattempo non c’era nulla da fare. Ci sedemmo attorno a un tavolo e iniziammo a giocare a bridge. Le carte erano appena state distribuite quando arrivò un messaggio riservato del ministero degli Esteri. Lo aprii e lessi: “La Germania ha dichiarato guerra alla Russia”[211]. Il giorno seguente il ministro degli Esteri Edward Grey parlò alla Camera dei Comuni annunciando che se la Germania avesse invaso il Belgio la Gran Bretagna avrebbe considerato violato il Trattato del 1839 stipulato con la Prussia e sarebbe pertanto entrata in guerra. Terminato il discorso, lui e Churchill lasciarono insieme l’aula. Churchill chiese a Grey: “Ora che cosa accadrà?” e Grey rispose “Ora manderemo loro un ultimatum perché cessino l’invasione del Belgio nel giro di 24 ore[212]. La scadenza dell’ultimatum era stata fissata alla mezzanotte del 4 agosto; Churchill diede disposizione alla flotta schierata nella Manica di non attaccare navi tedesche fino a quell’ora. Scaduto l’ultimatum Gran Bretagna e Germania entrarono in guerra.

Da Anversa ai Dardanelli[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Assedio di Anversa (1914).
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Campagna di Gallipoli.
Churchill ad Anversa mentre ispeziona le difese, 1914

Il 3 ottobre Churchill giunse ad Anversa accompagnato dall'ammiraglio Henry Oliver e ispezionò immediatamente le difese della città assediata dai tedeschi. Promise ai belgi rinforzi britannici e richiese l'invio di due brigate[213]; il 4 ottobre Churchill offrì di dare le dimissioni dal Gabinetto per prendere il comando dell'appena formata Royal Naval Division, ma l'offerta venne rifiutata[214]. Lo stesso giorno giunse ad Anversa una brigata di Royal Marines, seguita da altre due composte da riservisti senza addestramento; il comando delle operazioni fu preso dal generale Henry Rawlinson. Churchill fece ritorno a Londra, ma il 10 ottobre Anversa fu presa dai tedeschi[215]. I giornali conservatori come il Morning Post attaccarono aspramente Churchill e anche Asquith lo criticò. In realtà, la responsabilità per l'invio di reclute inesperte, che fu la causa principale della sconfitta, è da ascriversi a Kitchener[216]; inoltre, la difesa di Anversa rallentò di varie settimane l'avanzata tedesca permettendo di mettere in sicurezza Calais e Dunkerque[217]. Sempre interessato alla sviluppo tecnologico, nel 1915 Churchill finanziò anche i primi progetti di costruzione del carro armato attraverso l'istituzione di Landships Committee che supervisionarono la progettazione di due prototipi[218].

Nello stesso anno Churchill cominciò anche a progettare una campagna finalizzata a forzare i Dardanelli, allo scopo di portare alla resa l'Impero ottomano e collegarsi alla Russia per dare il colpo decisivo agli Imperi centrali. Churchill presentò il suo piano a varie riunioni del War Cabinet tra il 1914 e il 1915. Un primo attacco navale guidato dall'ammiraglio Sackville Carden ebbe successo, ma a causa del maltempo e della scarsità di truppe il vantaggio non poté essere sfruttato[219]. Dopo che Carden fu sostituito da John de Robeck vi fu un nuovo attacco il 18 marzo, ma la flotta incappò in un campo minato e tre navi vennero affondate. Churchill aveva previsto l'affondamento e le navi erano infatti obsolete[220]. A causa di questi inconvenienti lo sbarco dell'ANZAC (Australian and New Zealand Army Corps), della XXIX divisione e di una divisione francese fu ritardato fino al 25 aprile, permettendo così ai turchi di preparare adeguate difese, che fecero fallire l'attacco. Molti soldati vennero uccisi dai turchi anche dopo essersi arresi[221]; in risposta Churchill propose di usare l'iprite affermando "Spero venga meno l'assurdo pregiudizio contro il nostro ricorso al gas contro i turchi"[222]. Le responsabilità di Churchill nel fiasco sono discusse, ma è ormai chiaro che il piano fallì principalmente a causa dello scarso equipaggiamento della flotta che avrebbe dovuto aprire la strada alle truppe da sbarco. Se la flotta fosse stata munita di aerei ricognitori e dragamine l'operazione avrebbe avuto quasi certamente successo e con poche perdite[223].

Al fronte[modifica | modifica wikitesto]

Churchill (al centro) al comando del VI battaglione dei Royal Scots Fusiliers, 1916

Il governo liberale di Asquith era sempre più indebolito da una conduzione della guerra fino a quel momento di scarso successo. In conseguenza della crisi di Gallipoli si dimise anche il First Sea Lord John Fisher si dimise e ciò provocò una crisi di governo[224]. I giornali conservatori chiesero la formazione di un governo di coalizione, ma i Tories pretesero che Churchill venisse estromesso dalla compagine ministeriale. Nonostante abbandonasse l'Ammiragliato, venne nominato Cancelliere del Ducato di Lancaster e membro del "Dardanelles Committe"[225]. In questa veste continuò ad avere un ruolo nella direzione della campagna turca, con il tentativo di sbarco (poi fallito) alla baia di Suvla. Quando, nonostante il parere contrario di Churchill, venne ordinata l'evacuazione del corpo di spedizione, egli rassegnò le sue dimissioni (15 novembre)[226]. Il leader conservatore Andrew Bonar Law dichiarò in quest'occasione: "Ha i difetti delle sue qualità,e queste sono grandi, come grande è l'ombra che proiettano; ma dichiaro a ragion veduta che egli, per facoltà intellettive ed energia vitale, è uno degli uomini più eminenti del nostro Paese."[227].

Churchill a questo punto riprese servizio nell'esercito, pur rimanendo parlamentare, come tenente colonnello del VI battaglione dei Royal Scots Fusiliers. Durante il suo periodo al comando Churchill e il suo battaglione furono di stanza a Ploegsteert, ma non presero parte ad azioni sul campo[228]. Churchill mostrò interesse per le condizioni dei suoi uomini, emanando severe disposizioni igieniche e deplorando gli assalti frontali che portavano a carneficine inutili. Si espose anche in prima persona facendo frequenti escursioni nella terra di nessuno[229]. L'ufficiale Jock MacDavid, allora appena diciottenne, ricordò: "Non ho mai visto un ufficiale darsi tanta pena per cercare di ispirare ed ottenere fiducia. Per la verità ispirava fiducia conquistandola"[230]. Un giorno, mentre Churchill e gli ufficiali erano seduti a tavola dopo pranzo bevendo caffè e Porto, una granata esplose e per poco Churchill non perse la mano destra[231]. Schieratosi all'opposizione del nuovo governo, il 7 marzo 1916 tenne un discorso in cui attaccava il nuovo Primo Lord dell'Ammiragliato Arthur Balfour e chiedeva il ritorno di Fisher[232]. Il 3 maggio il suo battaglione venne accorpato alla XV divisione e Churchill, deciso a rientrare in politica a tempo pieno, chiese di essere congedato. Il 6 maggio diede un pranzo di commiato a tutti i suoi ufficiali e uno di loro ricordò: "Credo che tutti i presenti abbiano vissuto la partenza di Winston Churchill come una vera perdita personale"[233].

Ministro degli Approvvigionamenti[modifica | modifica wikitesto]

« La vittoria era arrivata, dopo tutti i rischi e le paure, in modo assoluto e totale; tutti i re e imperatori contro cui avevamo lottato erano in fuga o in esilio, i loro eserciti e le loro flotte distrutti o vinti. In tutto ciò la Gran Bretagna aveva svolto un ruolo rilevante e fatto del suo meglio, dal principio alla fine[234] »

(Winston Churchill 1918)
Churchill (al centro) con le operaie di una fabbrica di armamenti, 1918

Con la caduta di Asquith e la nomina del suo vecchio amico Lloyd George a Primo ministro, Churchill tornò al governo come Ministro degli Approvvigionamenti, su suggerimento del suo predecessore Christopher Addison[235]. La nomina suscitò le ire della stampa conservatrice e di alcuni ministri, come il conte di Derby, ma Lloyd George ignorò tali opposizioni[236]. Churchill poteva anche godere dell'appoggio del capo gruppo liberale ai Comuni, Frederick Guest, che era suo cugino[237]. Come ministro Churchill dimostrò nuovamente instancabile attivismo e competenza amministrativa[238]. Il 15 agosto 1916 Churchill presentò alla Camera un disegno di legge che tutelava particolarmente le libertà sindacali dei lavoratori dell'industria bellica dichiarando che la guerra non avrebbe potuto essere vinta senza "l'appoggio della grande massa delle classi lavoratrici di questo Paese"[239]. Riprese anche a sostenere la produzione di carri armati. Churchill dispose inoltre il coordinamento con gli alleati francesi e italiani per fornitura di materiale bellico, incontrandosi con Georges Clemenceau e Armando Diaz e recandosi per cinque volte in Francia tra novembre 1916 e marzo 1917[240]. Nell'autunno dell'anno successivo la vittoria degli Alleati era ormai certa; il 10 novembre Lloyd George riunì il Gabinetto per discutere i termini della resa tedesca. La maggior parte dei ministri si dichiarò per imporre una smobilitazione immediata dell'esercito tedesco, ma Churchill consigliò prudenza: "Potremmo dover ricostruire l'esercito tedesco. È importante che la Germania rimanga in piedi per evitare la diffusione del bolscevismo."[241]. La sera del giorno seguente, in cui venne annunciata la resa tedesca e la vittoria britannica, Churchill cenò con Lloyd George, F.E. Smith e sir Henry Wilson; Lloyd George propose di fucilare il Kaiser come criminale di guerra, ma Churchill si oppose[242].

Ritorno al partito conservatore[modifica | modifica wikitesto]

Il partito liberale, nel 1924 decide di appoggiare la nascita di un governo laburista, compiendo una scelta politica a cui Churchill è fortemente contrario. Inoltre la struttura del sistema britannico fa sì che solo i due partiti maggiori giochino un ruolo di rilievo nella vita politica nazionale; pertanto Churchill, dopo circa venti anni, insieme a parte dei liberali, rientra nelle file del partito conservatore.

Nel 1924 diviene Cancelliere dello Scacchiere del governo conservatore di Stanley Baldwin: la politica economica di questo periodo è altamente deflazionistica e la decisione di ripristinare lo standard aureo della sterlina causa un forte malumore popolare verso di lui e il governo, che culminerà nel grande sciopero del 1926. Nelle elezioni del 1929, anche a causa dell'impopolare politica economica di Churchill, i laburisti di Ramsay MacDonald conquistano la maggioranza relativa.

I conservatori, passati all'opposizione, attribuiscono a Churchill l'esclusiva responsabilità della sconfitta elettorale e decidono di emarginarlo politicamente. La polemica sull'India svolgerà un ruolo rilevante nell'emarginazione di Churchill, che è contrario alla proposta del governo (appoggiata anche dai conservatori) di concedere all'India lo status di dominion, ovvero una forma di governo maggiormente autonoma, simile a quella già adottata in Australia, Canada, Nuova Zelanda, Sudafrica. Churchill considera l'India non ancora pronta all'autonomia, e ritiene inoltre che la proposta produrrà un effetto diverso da quello sperato, inducendo gli indiani a chiedere con più forza l'indipendenza completa. Sulla polemica indiana Churchill si troverà in forte isolamento anche tra i conservatori.

Va detto che la previsione di Churchill si dimostrerà corretta: il Partito del Congresso (la maggiore forza politica indù) rifiuterà la proposta di trasformare l'India in dominion e rivendicherà con maggior determinazione l'indipendenza. Pochi anni prima Churchill manifesta interesse e ammirazione per il nuovo capo del Governo italiano, Benito Mussolini, che definisce "il più grande legislatore vivente"[243] (1926), pur riconoscendo, dopo la guerra d'Etiopia (1936), il pericolo costituito dal fascino che esercitano su di lui il nazismo e la figura di Adolf Hitler.

Quando al governo salgono Stanley Baldwin e Arthur Neville Chamberlain, anch'essi conservatori, che in politica estera adottavano la cosiddetta strategia di appeasement verso Hitler, Churchill non ha remore a mostrare il suo forte disaccordo con tale atteggiamento. Teme, infatti, che le eccessive concessioni al regime nazista tedesco (la questione dei Sudeti, la conferenza di Monaco del 1938, l'Anschluss) sottovalutino il pericolo e rischino di sostenere il piano di Hitler di una sempre maggiore espansione dello "spazio vitale" (Lebensraum) che Hitler ritiene necessario alla Germania in Europa.

Sir Winston Leonard Spencer Churchill
Winston Churchill.jpg
Ritratto di Churchill con l'uniforme del British Army
30 novembre 1874 – 24 gennaio 1965 (90 anni)
Nato a Woodstock
Morto a Londra
Cause della morte turbe circolatorie
Luogo di sepoltura St Martin's Church
Dati militari
Paese servito Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito
Forza armata Flag of the British Army (1938-present).svg British Army
Arma Territorial Army
Specialità Corrispondente di guerra
Anni di servizio 1895-1916
Grado Tenente colonnello
Guerre Guerra mahdista
Seconda guerra boera
Prima guerra mondiale
Battaglie Battaglia di Omdurman
Decorazioni Order of the Garter UK ribbon.png Order of the Companions of Honour Ribbon.gif Order of merit nastrino.png
Order BritEmp (civil) rib.PNG India Medal BAR.svg
Queens Sudan Medal BAR.svg Queens South Africa Medal BAR.svg British War Medal BAR.svg
World War I Victory Medal ribbon.svg Territorial Decoration (UK) ribbon.PNG
Altre cariche politico
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I due governi Churchill[modifica | modifica wikitesto]

Torismo
Royal Oak.png

Partito Tory
Flag of the United Kingdom.svg Portale Regno Unito
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« Gran Bretagna e Francia potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore. Avranno la guerra. »

(riferendosi agli accordi di Monaco del 29-30 settembre 1938)
Churchill alla Conferenza di Québec, agosto 1943
Conferenza del Cairo, Tchang Kaï-chek, Franklin D. Roosevelt e Winston Churchill
Il famoso saluto usato in molte occasioni da Churchill
Manifesto di propaganda (1941) di Charles Rich Wilcox: Il leone (il sigaro in bocca è tipico di Churchill) che rappresenta l'Impero britannico insieme al castoro Canada

Gli anni trenta videro un declino del prestigio di Churchill ("il suo deserto"), che rapidamente risorse quando, allo scoppio della seconda guerra mondiale, i suoi ammonimenti sui pericoli rappresentati dal nazismo, accolti inizialmente con diffidenza, suonarono profetici e divennero la base della vasta fiducia che lo sostenne. Il 3 settembre 1939, giorno della dichiarazione di guerra dell'Inghilterra alla Germania, il primo ministro Neville Chamberlain, preso atto del fallimento della sua politica di appeasement, nomina Churchill Primo Lord dell'Ammiragliato, ossia ministro della marina, come già nella prima guerra mondiale. «Winston is back» fu il telegramma che partì dal ministero alla volta della flotta.

L'errata conduzione della guerra, insieme alla pressione dell'opinione pubblica, spingono Chamberlain a presentare le sue dimissioni (maggio 1940) e i conservatori a pregare Churchill di accettare l'incarico da primo ministro. Tuttavia, ancora pochi giorni prima, né il re, né Chamberlain, né uno solo dei tre partiti inglesi l'avrebbero voluto in quell'incarico: Churchill scalzò ogni resistenza e riluttanza opponendo un ostinato, minaccioso silenzio alla richiesta se fosse disposto ad assumere un ministero in un gabinetto presieduto da Lord Halifax, attendendo pazientemente che «lo mandassero a chiamare». Formò quindi un governo di unità nazionale - comprendente i Tories, i Laburisti e i Liberali - assumendo anche il ministero della difesa, e il suo atteggiamento deciso contro Germania e Italia accresce enormemente la sua popolarità interna. Nonostante abbia promesso «lacrime, sudore e sangue», e a dispetto delle molte sconfitte subite dalla Gran Bretagna nei primi anni di guerra, la popolazione lo appoggia incondizionatamente fino alla vittoria nel maggio 1945. I laburisti escono dal governo e si andò alle urne.

In politica estera Churchill si mostra più diffidente e preoccupato nei confronti di Stalin di quanto non lo sia il Presidente degli Stati Uniti Roosevelt. Nonostante la storica vittoria militare, la reputazione di grande leader e il notevole consenso popolare, Churchill perde, a sorpresa, le elezioni politiche del luglio 1945[244] e deve lasciare il passo a Clement Attlee, leader del partito laburista.

Forse pesò, nel risultato elettorale, il fatto di essere sempre stato inviso ai sindacati. Tra l'altro, le promesse in campo economico del partito laburista prevedevano nazionalizzazioni, un sistema fiscale progressivo, un piano di sviluppo dell'occupazione, un nuovo sistema sanitario, pensionistico e scolastico. Era, quindi, un piano di attuazione di quello che viene oggi chiamato welfare state, un progetto di modernizzazione tanto innovativo quanto benefico agli occhi dell'elettorato, che il partito conservatore non poteva né voleva proporre e che sarà tra i motivi della sorprendente scelta elettorale del 1945.

Un altro fatto ritenuto determinante nel risultato delle elezioni fu il discorso pronunciato da Churchill alla radio, qualche giorno prima delle elezioni. In tale occasione egli manifestò tutto il suo disprezzo nei confronti dei laburisti, sostenendo che essi avrebbero imposto in Inghilterra il socialismo e che, con una loro vittoria, si sarebbe imposta una forma di Gestapo (la polizia politica nazista). Infine, secondo Churchill, anche il voto dei militari gli fu contrario.

Churchill continuò comunque a giocare un ruolo politico di primo piano come leader dell'opposizione: la sua voce è ascoltata in tutto il mondo. Tra gli argomenti più cari allo statista vi è l'incentivazione di politiche di distacco dall'URSS, posizione che ne fa uno dei sostenitori di quella che poi prenderà il nome di guerra fredda (durante il discorso di Fulton (Missouri), tenuto al Westminster College, in presenza del presidente Truman, nel 1946, fu egli a coniare la famosa espressione cortina di ferro), coerente con l'anticomunismo che da sempre lo aveva distinto. Nel 1950, con altre illustri personalità, si impegna inutilmente per la salvezza di Milada Horáková, condannata a morte dal regime comunista cecoslovacco.

Dopo aver vinto le elezioni nel 1951, Churchill riceve nuovamente l'incarico di formare un governo, all'età di settantasette anni. Durante il secondo governo di Churchill, la Gran Bretagna reprime la guerriglia marxista in Malesia e la sanguinosa rivolta dei Mau-Mau in Kenya. Nel 1952 cerca di destituire il premier iraniano democraticamente eletto, Mohammad Mossadeq, in seguito alla sua decisione di nazionalizzare la Anglo-Iranian Oil Company (di cui il Governo britannico è azionista di maggioranza), ma quando i primi tentativi di golpe vengono scoperti e l'Ambasciata britannica viene espulsa dall'Iran, il governo Churchill si trova costretto a chiedere alla CIA e all'amministrazione Eisenhower di portare avanti il colpo di Stato.

L'elemento più rilevante della politica estera di Churchill in quegli anni sarà l'impegno a favorire la distensione tra USA e URSS. Sostenne con forza l'esigenza di sfruttare a questo fine il potere deterrente dell'arma nucleare, di cui dotò la Gran Bretagna. Negli anni ottanta questa tesi venne ripresa e sostenuta da Margaret Thatcher, che davanti al Congresso degli Stati Uniti citò Churchill a sostegno della necessità per USA e Gran Bretagna di mantenere un forte armamento nucleare come deterrente verso l'Unione Sovietica.

Dopo aver sostenuto negli anni precedenti la necessità di fronteggiare con forza l'URSS, ora, pur senza mettere minimamente in discussione l'alleanza con gli USA di cui è stato il primo alfiere, Churchill valuta necessario far scemare la tensione tra i blocchi contrapposti e attribuisce in questo un ruolo guida alla Gran Bretagna. Nel 1952 muore re Giorgio VI, facendo di Winston Churchill il primo premier della Regina Elisabetta II. Nel 1955 Churchill si dimette da premier passando la mano al suo delfino Anthony Eden.

Il suo contributo al servizio del Paese sarà ricompensato con una messe di premi e riconoscimenti, anche dall'estero. Nel 1953 ottiene il Premio Nobel per la letteratura, principalmente per la sua opera La seconda guerra mondiale (The Second World War), 1948-1954. Nel 1954 viene raffigurato da Sutherland nel suo celebre ritratto, mai gradito da Churchill, e fatto distruggere poco tempo dopo da sua moglie. Nel 1955 si ritira definitivamente a vita privata.

Il 15 gennaio 1965 venne diramato un bollettino medico in cui si leggeva «Sir Winston è stato colpito da turbe circolatorie che hanno provocato una trombosi cerebrale». Muore il 24 gennaio 1965, poco dopo le ore 9 del mattino: ai suoi funerali presso la cattedrale di San Paolo a Londra il 30 gennaio partecipano circa 300.000 persone; la sua salma viene esposta il 27 gennaio alla Westminster Hall.[245] Dopo i funerali di Stato, il 30 gennaio 1965, per esaudire un suo ultimo desiderio, il corpo del grande statista fu trasportato con un treno a Bladon, dove fu sepolto nel camposanto della St Martin's Church, con una cerimonia privata, officiata dal rettore della chiesa, a cui parteciparono solo parenti e amici intimi. La figura di Churchill nel Regno Unito ha sempre goduto e gode tuttora di grande prestigio; lo statista è considerato tra i più grandi personaggi nazionali del XX secolo.

Matrimonio e figli[modifica | modifica wikitesto]

Winston Churchill con la fidanzata Clementine Hozier nel 1908 poco prima del matrimonio

Churchill incontrò la sua futura consorte, Clementine Hozier, nel 1904 a un ballo alla Crewe House, residenza di Robert Crewe-Milnes, conte di Crewe e della moglie Margaret Primrose[246]. Quattro anni dopo s'incontrarono nuovamente a una cena, ospiti della baronessa di Saint Helier. I due si trovarono seduti uno accanto all'altra e presto ebbe inizio la relazione della loro vita[247]. Il 12 settembre 1908 la coppia si sposò nella chiesa di Saint Margaret nella City of Westminster, e si trasferì nel marzo 1909 nella casa di Eccleston Square, al numero 33.

Da Clementine e Winston nacquero:

  • Diana (11 luglio 1909 - 20 ottobre 1963), maritata il 12 dicembre 1932 al baronetto sir John Milner Bayley, dal quale non ebbe figli e divorziò nel 1935; il 16 settembre dello stesso anno sposò il politico conservatore Duncan Sandys (1908 - 1987), dal quale ebbe tre figlie:
Anche questo matrimonio fallì e i due divorziarono nel 1960. Diana morì suicida ingerendo un'overdose di barbiturici.
  • Randolph (28 maggio 1911 - 6 giugno 1968), militare e politico di non grande successo; sposò dapprima (1939) Pamela Digby (1920 - 1997)[248], dalla quale ebbe un figlio, Winston, (1940 - 2010), e dalla quale divorziò nel 1945.[249]. Sposò successivamente June Osborn, dalla quale ebbe una figlia, Arabella (1949 - 2007).
  • Sarah Churchill (7 ottobre 1914 - 24 settembre 1982). Fu ballerina e attrice. Andata sposa a Victor Oliver von Samek nel 1936, divorziò nel 1945; sposò quindi Anthony Beauchamp (1949) ma ne rimase vedova nel 1957 e sposò quindi in terze nozze nel 1962 Henry Tuchet-Jesson, 23º barone Audley, ma l'anno successivo rimase nuovamente vedova.
  • Marigold Frances (15 novembre 1918 - 23 agosto 1921), deceduta per setticemia.
  • Mary (15 settembre 1922 - 1º giugno 2014), sposò nel 1947 il barone Christopher Soames (1920 - 1987), dal quale ebbe cinque figli:
    • Nicholas (12 febbraio 1948, vivente),
    • Emma (9 settembre 1949, vivente),
    • Jeremy,
    • Charlotte,
    • Rupert (18 maggio 1959, vivente).

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Accuse di razzismo, opinioni su Gandhi e carestia del Bengala[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcuni studiosi, tra cui lo storico di Cambridge Andrew Roberts, Churchill era profondamente razzista verso le popolazioni non britanniche: considerava gli italiani alla stregua di una razza inferiore come cinesi, arabi e indiani, che definì come il popolo più animalesco del mondo, dopo i tedeschi.[250]
In particolare, Churchill detestava il Mahatma Gandhi, un "fachiro nudo", una "forza assolutamente del male, ostile a noi sotto ogni aspetto".[251]

Dai taccuini rimasti per tanto tempo segreti, pubblicati nel 2006, sono infatti emerse alcune sconcertanti rivelazioni: Churchill era disposto a far morire di fame in carcere il Mahatma Gandhi dopo il suo arresto avvenuto nel palazzo dell'Aga Khan nell'agosto del 1942, se il leader della lotta non violenta per l'indipendenza dell'India avesse proseguito il suo sciopero della fame.[252]

Quando Gandhi aveva lanciato la sua campagna di resistenza pacifica contro il dominio britannico, Churchill, infuriato, affermò che "[Gandhi] dovrebbe essere legato mani e piedi alle porte di Delhi, e poi calpestato da un enorme elefante con il nuovo viceré seduto sulla sua schiena." Come la resistenza si rafforzò, Churchill annunciò: "Odio gli indiani, sono un popolo bestiale con una religione bestiale […] Si moltiplicano come conigli".[253]

Nel 1943 nel Bengala scoppiò una devastante carestia, provocata - come ampiamente dimostrato dall'economista premio Nobel Amartya Sen[254] - non da cause naturali, ma dalle politiche imperialiste degli inglesi, che distrussero deliberatamente il raccolto di riso tramite diserbanti davanti all'avanzare delle truppe giapponesi in Birmania. Fino a tre milioni di persone, giacenti scheletriche per le strade, morirono di fame. Churchill rifiutò senza mezzi termini una richiesta urgente di cibo per l'India, da parte di funzionari britannici, ai quali rispose: "Se davvero il cibo è così scarso, per quale ragione Gandhi non è ancora morto?".[255]

Impiego di gas velenosi contro i curdi[modifica | modifica wikitesto]

L'insurrezione anti-britannica in Iraq, nel periodo immediatamente precedente il Mandato britannico in Iraq, venne facilmente repressa già verso la fine del 1920 dai britannici che hanno fatto ricorso, con l'esplicito incoraggiamento dell'allora Segretario per le Colonie Winston Churchill,[256] all'uso di iprite e di altri gas velenosi.

In una minuta del War Office del 12 maggio 1919, Churchill discusse l'uso di gas lacrimogeni: "Io non capisco questa schizzinosaggine circa l'uso di gas. Noi abbiamo una volta per tutte adottato una posizione alla Conferenza di Pace [di Parigi], esprimendoci a favore del mantenimento [dell'uso] di gas come stabile strumento di guerra. È una pura affettazione lacerare un essere umano col frammento velenoso di un proiettile incendiario e inorridire nel render pieni d'acqua i suoi occhi per l'uso di gas lacrimogeni. Io sono fermamente a favore dell'uso di gas velenosi contro tribù non civilizzate[257]. L'effetto morale potrebbe essere talmente buono da ridurre al minimo le perdite umane. Non è necessario usare solo i gas maggiormente letali: possono essere impiegati gas che causino grandi inconvenienti e diffondere un vivo terrore senza che essi abbiano permanenti effetti seriamente negativi sulla maggior parte di quanti vengono da essi colpiti".[258]

Responsabilità nel bombardamento di Dresda[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale, Churchill perseguì la strategia (elaborata e attuata con inesorabile fermezza dal controverso capo del comando dei bombardieri della RAF Arthur Harris) dei bombardamenti notturni terroristici sulle città della Germania nazista, nonostante le gravi perdite civili tra la popolazione tedesca e le enormi distruzioni materiali inflitte. Il risultato fu la distruzione quasi totale di gran parte delle città tedesche (compresi i centri storici) e la morte di circa 500.000 civili.

In particolare, Churchill si rese responsabile del terribile bombardamento di Dresda, avvenuto poco prima della fine della guerra. La città, importante centro culturale europeo, non aveva alcun valore strategico militare ed era stata bombardata soltanto occasionalmente dagli statunitensi nell'agosto 1944. Ciò nonostante disponeva di pochi rifugi antiaerei e di una difesa contraerea inadeguata. Le vittime furono principalmente civili, nella città che all'epoca ospitava un gran numero di sfollati provenienti da altre aree della Germania.

Macerie di Dresda, dopo il terribile bombardamento

L'attacco fu condotto congiuntamente dalla Royal Air Force britannica e dalla United States Army Air Force ed avvenne nella notte fra il 13 e il 14 febbraio 1945. Il 13 febbraio più di 800 aerei inglesi volarono su Dresda, scaricando circa 1.500 tonnellate di bombe esplosive e 1.200 tonnellate di bombe incendiarie. Il giorno dopo la città fu attaccata dai B-17 americani che in quattro raid la colpirono con altre 1.250 tonnellate di bombe.[259] I bombardieri alleati rasero al suolo una gran parte del centro storico di Dresda con un bombardamento a tappeto, causando una strage di civili, con obiettivi militari solo indiretti.

L'esatto numero totale di vittime è impossibile da definire: la popolazione di Dresda nel 1939 contava circa 642.000 abitanti[260] ma alcune fonti hanno affermato che i rifugiati fossero fino a 200.000[261]. La commissione di storici incaricata dalla città di Dresda di studiare il bombardamento, invece, ha concluso che « [...] a Dresda non potevano essere arrivati profughi a decine o persino a centinaia di migliaia».[262] Secondo alcuni storici, una valutazione verosimile sarebbe fra 25.000 e 35.000 morti[263][264].

Numerosi sono i critici che ritengono che il bombardamento sia stato un crimine di guerra, anche in riferimento alla straordinaria importanza culturale della città. Dresda (nota come Elbflorenz, la Firenze dell'Elba) era una splendida città e uno dei cuori artistici e culturali d'Europa. Churchill fu uno strenuo sostenitore di tale azione terroristica, accuratamente premeditata, anche se tentò di distanziarsene nel tempo.[265]

Traduzioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Memorie di Guerra, trad. I. Balcinelli, Edizioni Alpes, Milano, 1929
  • La Crisi Mondiale (titolo originale: The World Crisis), trad. a cura dell'Ufficio del Capo di Stato Maggiore della Marina (Ufficio Storico) del capitano di fregata Carlo E. Giartosio, Società Anonima Poligrafica Italiana, 5 voll.: vol.I 1911-1914, 1929; vol.II 1915, 1930; vol. III parte I: 1916-1918, 1930; vol.III parte II: 1916-1918, 1931; vol.IV: Il Dopoguerra, 1931; col titolo Crisi Mondiale e Grande Guerra 1911-1922, 4 voll., Il Saggiatore, Milano, 1968
  • Memorie (1874-1903), Treves, Milano, 1935; Garzanti, Milano, 1946
  • I discorsi segreti di Churchill, Editori Riuniti, 1946
  • Passo a Passo (lettere sulla politica estera e la difesa scritte dal maggio 1936 al maggio 1939), Collezione Le Scie, Mondadori, Milano, I ed. maggio 1947
  • In Guerra: Discorsi pubblici e segreti, 2 voll.: Volume I 1938-1942, Volume II: 1943-1945, Rizzoli, Milano-Roma, I ed. 1948
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte prima: L'addensarsi della tempesta: volume I: Da Guerra a Guerra (1919-1939), trad. Olga Ceretti Borsini, Mondadori, Milano, I ed. luglio 1948
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte prima: L'addensarsi della tempesta, volume II: Guerra in sordina (3 settembre 1939 - 10 maggio 1940), trad. Olga Ceretti Borsini, Mondadori, Milano, I ed. 1948
  • Seconda Guerra Mondiale: parte II: La loro ora più bella, volume I: Il crollo della Francia, trad. Giorgio Monicelli, Mondadori, Milano, I ed. marzo 1949
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte II: La loro ora più bella, volume II: Isolati, trad. Giorgio Monicelli Mondadori, Milano, I ed. 1949
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte III: La Grande Alleanza, volume I: La Germania punta a Oriente, trad. Arturo Barone, Mondadori, Milano, I ed. 1950
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte III: La Grande Alleanza, volume II: La guerra investe l'America, trad. Arturo Barone, Mondadori, Milano, I ed. 1950
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte IV: La svolta fatale, volume I: Il Giappone all'attacco, trad. Arturo Barone, Mondadori, Milano, I ed. 1951
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte IV: La svolta fatale, volume II: La battaglia d'Africa, trad. Arturo Barone, Mondadori, Milano, I ed. 1951
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte V: La morsa si stringe, volume I: La campagna d'Italia, Mondadori, Milano, I ed. 1951
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte V: La morsa si stringe, volume II: Da Teheran a Roma, trad. Arturo Barone, Mondadori, Milano, I ed. 1953
  • Seconda Guerra Mondiale: parte VI: Trionfo e Tragedia, volume I: L'Onda della Vittoria, trad. Arturo Barone e Glauco Cambon, Mondadori, Milano, I ed. 1953
  • Seconda Guerra Mondiale: parte VI: Trionfo e Tragedia, volume II: La Cortina di Ferro, trad. Arturo Barone e Glauco Cambon, Mondadori, Milano, I ed. 1953
  • Storia dei popoli di lingua inglese: Nascita dell'Inghilterra (titolo originale: A History of the English-Speaking People. vol.I - The Birth of Britain), trad. Bruno Maffi, Mondadori, Milano, I ed. 1956 - 1965; Prefazione di Luca Codignola, Collana Saggi, BUR, Milano, ottobre 1999 ISBN 88-17-25851-2
  • Storia dei popoli di lingua inglese: Libertà e Stato Sovrano (titolo originale: A History of the English-Speaking People. vol. II - The New World), trad. Bruno Maffi, Mondadori, Milano, I ed. 1957 - 1965; Collana Saggi, BUR, Milano, ottobre 1999 ISBN 88-17-25852-0
  • Storia dei popoli di lingua inglese: L'età della Rivoluzione (titolo originale: A History of the English-Speaking People. vol. III - The Age of Revolution), trad. Bruno Maffi, Mondadori, Milano, I ed. 1957 - 1965; Collana Saggi, BUR, Milano, I ed. gennaio 2003 ISBN 88-17-10096-X
  • Storia dei popoli di lingua inglese: Le Grandi Democrazie (titolo originale: A History of the English-Speaking People. vol. IV - The Great Democracies, trad. Bruno Oddera, Mondadori, Milano, I ed. 1959 - 1965
  • Gli anni della mia giovinezza. La formazione di un grande leader nell'Inghilterra degli anni gloriosi (titolo originale: My early Living - A Roving Commission, I ed. orig. 1930), trad. Ugo Tolomei, Collana i Garzanti n.276, Garzanti, Milano, 1961-1973; col titolo Gli anni dell'avventura. L'India, la guerra anglo-boera, la politica: la formazione di un grande leader, Collana I Grandi Tascabili, Bompiani, 1997 ISBN 978-88-452-3026-4; col titolo Dall'Avana a Durban: Viaggi e avventure di gioventù, CDA & Vivalda, 2005 ISBN 978-88-7480-068-1
  • Marlborough. La vita e i tempi del «duca di ferro» (titolo originale: Marlborough: His Life and Times, 4 voll., 1934-1938), biografia dell'antenato John Churchill, duca di Marlborough, trad. Giovanna Paroni, a cura di Henry Steele Commager, Mondadori, Milano, 1973; Prefazione di Emilio Radius, Note bio-bibliografiche di Vincenzo Mantovani, Collana Scrittori del Mondo: i Nobel n.60, 2 voll., UTET, Torino, 1973-1979
  • Riconquistare Khartoum (titolo originale: The River War: An Account of the Reconquest of the Sudan), trad. A. Audisio, Piemme, Novara, I ed. 1999 ISBN 978-88-384-4326-8
  • La Seconda Guerra Mondiale. Edizione condensata (titolo originale: The Second World War), Edizione italiana a cura di Paolo A. Dossena, Prefazione di Sergio Romano, trad. Arturo Barone, Glauco Cambon, Olga Ceretti Borsini, Giorgio Monicelli, Collana Saggi, 2 voll.: VOL. I: Dal Trattato di Versailles all'Operazione Barbarossa, VOL. II: Da Pearl Harbor alla Cortina di Ferro, BUR, Milano, I ed. novembre 2000 ISBN 88-17-86576-1

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Winston Churchill appare in diversi film e da alcuni suoi scritti sono state tratte delle sceneggiature:

Sceneggiature[modifica | modifica wikitesto]

Film o documentari dove appare Churchill[modifica | modifica wikitesto]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Winston Churchill Padre:
Randolph Spencer-Churchill
Nonno paterno:
John Spencer-Churchill, VII duca di Marlborough
Bisnonno paterno:
George Spencer-Churchill, VI duca di Marlborough
Trisnonno paterno:
George Spencer-Churchill, V duca di Marlborough
Trisnonna paterna:
Susan Stewart
Bisnonna paterna:
Jane Stewart
Trisnonno paterno:
George Stewart, VIII conte di Galloway
Trisnonna paterna:
Jane Bailey Paget
Nonna paterna:
Frances Vane-Stewart
Bisnonno paterno:
Charles Stewart, III marchese di Londonderry
Trisnonno paterno:
Robert Stewart, I marchese di Londonderry
Trisnonna paterna:
Frances Pratt
Bisnonna paterna:
Frances Vane-Tempest
Trisnonno paterno:
Henry Vane-Tempest, II baronetto di Wynyard
Trisnonna paterna:
Anne Katherine McDonnell, II contessa di Antrim
Madre:
Jennie Jerome
Nonno materno:
Leonard Walter Jerome
Bisnonno materno:
Isaac Jerome
Trisnonno materno:
Aaron Jerome
Trisnonna materna:
Elizabeth Ball
Bisnonna materna:
Aurora Murray
Trisnonno materno:
Reuben Murray
Trisnonna materna:
Sarah Guthrie
Nonna materna:
Clarissa Hall
Bisnonno materno:
Ambrose Hall
Trisnonno materno:
Ambrose Hall
Trisnonna materna:
Mehitable Beach
Bisnonna materna:
Clarissa Willcox
Trisnonno materno:
David Willcox
Trisnonna materna:
Anna Baker

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Stemma personale di Sir Winston Churchill.

Onorificenze britanniche[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
Membro dell'Ordine dei Compagni d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine dei Compagni d'Onore
— 19 ottobre 1922
Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito
— 1º gennaio 1946
Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 1953
India Medal - nastrino per uniforme ordinaria India Medal
Queen's Sudan Medal - nastrino per uniforme ordinaria Queen's Sudan Medal
Queen's South Africa Medal - nastrino per uniforme ordinaria Queen's South Africa Medal
British War Medal - nastrino per uniforme ordinaria British War Medal
Medaglia interalleata della vittoria (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia interalleata della vittoria (Regno Unito)
Territorial Decoration - nastrino per uniforme ordinaria Territorial Decoration

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Croce della Libertà per il comando militare di I Classe (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce della Libertà per il comando militare di I Classe (Estonia)
Compagno de l'Ordre de la Libération (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno de l'Ordre de la Libération (Francia)
Medaglia militare (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia militare (Francia)
Croce dell'Ordine al Merito Militare di Spagna - nastrino per uniforme ordinaria Croce dell'Ordine al Merito Militare di Spagna
Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi
Cavaliere di Gran Croce con Collare dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce con Collare dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
— 1950
Croce di guerra belga (croix de guerre) (1939-1945) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra belga (croix de guerre) (1939-1945)
Membro di I Classe dell'Ordine della Stella del Nepal (Nepal) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine della Stella del Nepal (Nepal)
Medaglia d'oro del Congresso (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro del Congresso (Stati Uniti)
— 7 maggio 1969

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Monumento a Winston Churchill a Londra

Il programma televisivo della BBC 100 Greatest Britons lo ha eletto il più grande britannico di tutti i tempi.[266]

A lui è dedicato un sommergibile nucleare inglese della classe Churchill, così come un cacciatorpediniere statunitense della classe Arleigh Burke, il DDG-81, entrato in servizio nel 2001.

Una delle tante statue che lo rappresentato si trova in Parliament Square a Londra, di fronte al Big Ben.

È uno dei personaggi storici che appaiono nella serie tv britannica di fantascienza Doctor Who: nel terzo episodio della quinta stagione, L'arma di Churchill, il Dottore salva Londra dai Dalek, che Churchill pensava fossero stati creati da uno scienziato dell'esercito britannico; Churchill e il Dottore sembrano essere vecchi amici.

Un estratto di un suo celebre discorso (We shall fight on the beaches) venne utilizzato dalla band heavy metal londinese Iron Maiden in apertura dei concerti del World Slavery Tour come introduzione al brano Aces High. La traccia è intitolata Intro: Churchill's Speech ed è la prima traccia del doppio disco live Live After Death.

Appare nel videogioco Assassin's Creed: Syndicate nelle missioni ambientate nella Prima Guerra Mondiale come alleato di Lydia Frye; si occupa dello spionaggio tedesco nella zona del Tower Bridge e della Torre di Londra.

Nei film[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Era affetto da rupofobia conclamata, tanto da trascorrere molte ore al giorno nella vasca da bagno[267].
  • La sua speciale dentiera - che gli consentiva una particolare dizione per cui andava famoso - è andata all'asta nel luglio 2010[268] (aggiudicata per 15.200 £).
  • Churchill era mancino.
  • Churchill era un grande estimatore di sigari, al punto che alcuni formati, oggi, portano il suo nome: in particolare, si parla di vitola "Churchill" (anche nota come "Julieta"), di circa 170 mm di lunghezza per 18 mm di diametro. La nota marca cubana "Romeo y Julieta" ha inoltre chiamato, in suo onore, uno dei suoi robustos "Short Churchill", che rispetto al Churchill "classico" è molto più corto (circa 124 mm) ma dal diametro leggermente maggiore (intorno ai 19,5 mm); l'azienda Davidoff, infine, ha prodotto e produce diverse linee dedicate al celebre statista, alcune delle quali con accessori personalizzati (umidificatori, posacenere ecc) che lo raffigurano.
  • Churchill era dotato di un fine umorismo. Noto è a tal proposito un fulmineo scambio di battute avvenuto dopo una seduta in parlamento tra il primo ministro e Nancy Astor, prima donna a ricoprire la carica di deputato in Regno Unito. La Astor, acerrima rivale politica di Churchill, si rivolse a lui dicendo: «Winston, se tu fossi mio marito, ti metterei del veleno nel caffè.» Alla battuta, Churchill rispose: «Nancy, se tu fossi mia moglie, lo berrei!».[269]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Note esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nei preparativi militari tedeschi si osservano una semplicità e una forza massiccia che colpiscono l'osservatore [...] il loro numero, qualità, disciplina e organizzazione sono quatro buone strade verso la vittoria cit. in Martin Gilbert,  p. 97.
  2. ^ House Of Commons 4 May; King's Theatre, Edinburgh, 17 July, "It is quite true that the land monopoly is not the only monopoly which exists, but it is by far the greatest of monopolies; it is a perpetual monopoly, and it is the mother of all other forms of monopoly"
  3. ^ House Of Commons 4 May; King's Theatre, Edinburgh, 17 July, "that the unearned increment in land is reaped by the land monopolist in exact proportion, not to the service, but to the disservice done. It is monopoly which is the keynote; and where monopoly prevails, the greater the injury to society, the greater the reward of the monopolist will be. See how this evil process strikes at every form of industrial activity."

Note bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

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Predecessore Primo ministro del Regno Unito Successore Flag of the United Kingdom.svg
Neville Chamberlain 10 maggio 1940 - 27 luglio 1945 Clement Attlee I
Clement Attlee 26 ottobre 1951 - 7 aprile 1955 Sir Anthony Eden II
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Neville Chamberlain 10 maggio 1940 - 7 aprile 1955 Sir Anthony Eden
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