Elena Vjačeslavovna Muchina

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Elena Muchina
Elena Mukhina (1978).jpeg
Nazionalità URSS URSS
Altezza 152 cm
Peso 41 kg
Ginnastica artistica Gymnastics (artistic) pictogram 2.svg
Specialità corpo libero, parallele asimmetriche.
Società CSKA Mosca
Ritirata 1980
Palmarès
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Oro Strasburgo 1978 AA
Oro Strasburgo 1978 Squadra
Oro Strasburgo 1978 Corpo libero
Argento Strasburgo 1978 Parallele
Argento Strasburgo 1978 Trave
Wikiproject Europe (small).svg Europei
Oro Praga 1977 Individuale
Oro Praga 1977 Trave
Oro Praga 1977 Parallele
Oro Copenhagen 1979 Parallele
Argento Praga 1977 AA
Argento Copenhagen 1979 Corpo libero
Bronzo Praga 1977 Volteggio
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Elena Vjačeslavovna Muchina (in russo: Елена Вячеславовна Мухина?; Mosca, 1º giugno 1960Mosca, 22 dicembre 2006) è stata una ginnasta sovietica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Elena Mukhina perse entrambi i genitori da piccola: suo padre fu irrintracciabile, dopo essere andato via di casa, sua madre invece morì quando la figlia aveva due anni. Fu la nonna materna, Anna Ivanovna a crescere Elena, "Lena". Fin dalla giovane età si interessò alla ginnastica artistica e al pattinaggio di figura. Quando uno scout di talenti sportivi visitò la sua scuola, la giovane Mukhina si offrì di provare la ginnastica artistica. In seguito si iscrisse al CSKA Mosca, il club polisportivo russo. Come riconoscimento per i risultati sportivi, Mukhina è stata introdotta nella Hall of Fame del CSKA.

Carriera sportiva[modifica | modifica wikitesto]

A 12 anni venne ingaggiata dalla Dinamo di Mosca, dove si allenò sotto la supervisione di Alexander Eglit. Successivamente si iscrisse al CSKA, allenandosi duramente con Michail Klimenko, che la rese un'ottima atleta in meno di due anni. Dopo la conquista del titolo Juniores, partecipò alle Schoolchildren Spartakiade, dove vinse l'oro nel titolo individuale. Nel 1975 a Leningrado, Lena cadde malamente di testa durante una diagonale a corpo libero. Le radiografie evidenziarono una piccola lesione delle vertebre cervicali e nonostante i medici le avessero prescritto una lunga convalescenza, la sua attività non fu interrotta. Nel 1976 si mise in mostra durante i campionati nazionali, ma venne esclusa dalla squadra olimpica perché "in difetto di esperienza".

Fino all'anno 1975, la Mukhina fu una ginnasta poco conosciuta ed ignorata dagli allenatori sovietici. A seguito del dominio rumeno sul sistema sovietico della ginnastica alle Olimpiadi estive del 1976 (per il quale fu accusato il direttore del settore femminile della ginnastica russa, Larissa Latynina, che rispose alle critiche con: "non è colpa mia se Nadia Comăneci è nata in Romania") e l'allenamento con il coach della squadra maschile, Michail Klimenko, portarono le sue abilità in prima linea per la squadra sovietica.

Elena Mukhina, campionessa del mondo 1978

Solo nel 1977 il mondo si accorse di lei: quella ragazzina (corporatura minuta, 41 kg per 152 cm), dall'espressione malinconica e i grandi occhi tristi commossero i giornalisti. Sorrideva raramente e il tutto le valse il soprannome di "ragazza dal viso di ghiaccio". Dopo gli Youth Games, vince ben 5 medaglie agli Europei, 2 ai MoscowNews, 3 agli USSRCup e 3 alla World Cup, malgrado avesse un lieve infortunio alla caviglia.

Il suo vero anno di grazia fu il 1978: sbaragliò tutte le avversarie alle gare nazionali.

Vinse ben 5 medaglie ai campionati del mondo di ginnastica artistica del 1978 che si tennero a Strasburgo, in Francia. In una delle più belle e spettacolari gare della storia, Elena Muchina vinse la medaglia d'oro, battendo la campionessa olimpica Nadia Comăneci e la più grande ginnasta sovietica di allora, Nellie Kim.

Fu suo anche l'oro nella finale del corpo libero, oltre all'argento nella trave di equilibrio e nelle parallele asimmetriche.

Nonostante gli allenamenti innovativi, la Muchina mantenne il classico stile sovietico, ispirato dai movimenti e dalle linee espressive del balletto. Il film-documentario "You in the gymnastics" del 1978 venne girato al Palazzo dello Sport di Minsk mentre le ginnaste si preparavano alle gare nazionali.

Agli Europei del 1979 vinse due medaglie, ma durante una tournée in Gran Bretagna si ruppe una caviglia, incidente che la sottopose a due operazioni chirurgiche, con la rinuncia ai Mondiali ’79 di Fort Worth. Nonostante ciò iniziò un durissimo programma di recupero per ritornare in forma per le olimpiadi del 1980.

L'incidente[modifica | modifica wikitesto]

Quando arrivò l’estate olimpica la frattura alla caviglia non si era ancora perfettamente cicatrizzata. Elena confiderà al quotidiano Sovetsky Sport, nel 1990:

«In quei giorni mi sentivo terribilmente stanca. Le interminabili sessioni di allenamento mi estenuavano, e non mi sentivo convinta di partecipare ai Giochi. Il mio allenatore però non tollerava incertezze. E per qualche attimo ho pensato che, se mi fossi infortunata, almeno, tutti quei sacrifici sarebbero finiti.[1]»

Elena iniziò ad allenarsi per otto ore al giorno con le altre ginnaste al Palazzo dello Sport di Minsk e l'allenatore insistette per farle eseguire il salto Thomas, che avrebbe dovuto farla splendere alle olimpiadi. Un salto stupendo da vedere, con una rotazione di 540 gradi, ma difficile da eseguire e facile da sbagliare.

La tragedia avvenne il 4 luglio 1980, appena due settimane prima delle Olimpiadi moscovite, nel Palazzo dello Sport di Minsk, dove la squadra nazionale di ginnastica dell'URSS si stava preparando per le Olimpiadi. L'allenatore di Mukhina, Mikhail Klimenko, era partito per Mosca per un paio di giorni.

Lena allenandosi provò il salto Thomas, l'atterraggio non sarebbe stato in piedi, come di consueto, ma con la testa in giù. La caviglia non ancora guarita non le permise un buono stacco da terra e, davanti all'allenatore della squadra femminile Aman Shaniyazov, all'allenatore ospite Lidia Ivanova e all'allenatore della squadra acrobatica, si schiantò sul pavimento, rompendosi il collo. Non riuscì più ad alzarsi. [2]

Venne trasportata d'urgenza all'ospedale militare di Minsk, dove però non vennero trovati medici. Trasportata via elicottero a Mosca, venne operata solo tre giorni dopo l'incidente. Al risveglio, la diagnosi fu terribile: frattura del rachide cervicale e paralisi totale sia degli arti superiori che inferiori.[3]

Dopo l'infortunio[modifica | modifica wikitesto]

Le conseguenze dell'incidente furono ovviamente pessime, l'Unione Sovietica cercò di coprire l'accaduto e per quasi 2 anni ci riuscì: all'epoca la stampa riferiva che Elena aveva subito un passeggero infortunio. Fu solo per caso che le reali condizioni di Elena furono scoperte, il 20 dicembre 1982, quando Juan Antonio Samaranch insistette per consegnarle di persona la medaglia d'argento al valore olimpico: Elena era su una sedia a rotelle, completamente immobile. Nonostante tutto ella non si arrese a tale condizione e cercò più volte di recuperare l'uso del suo corpo, senza mai riuscirci.

All'inizio fu sua nonna a prendersi cura di lei, poi qualche amica. Prese lezioni domiciliari e riuscì a laurearsi all'Istituto di educazione fisica di Mosca. Anni di solitudine la portarono a guardare il mondo in modo diverso, avvicinandosi a Dio.[4]

«Fu allora che capii che dovevo cambiare radicalmente il mio atteggiamento verso la vita. Per non invidiare gli altri, ma imparare a godermi ciò che mi è disponibile. Altrimenti, puoi impazzire. Ho capito che i comandamenti "non pensare male", "non agire male", "non invidiare" non sono solo parole. Che esiste una connessione diretta tra loro e come si sente una persona. Ho iniziato a sentire queste connessioni. E mi sono resa conto che, rispetto alla capacità di pensare, la mancanza della capacità di muoversi è una tale sciocchezza...[2]»

Elena Mukhina morì nella sua casa di Mosca il 22 dicembre del 2006 a causa di un arresto cardiaco indotto dalla sua condizione di tetraplegica. La sua tomba si trova nel cimitero Troekurovsky di Mosca.[5]

«Ci sono concetti come l'onore del club, l'onore della squadra, l'onore della squadra nazionale, l'onore della bandiera. Queste sono parole e le persone non sono percepite... Non condanno nessuno e non ritengo responsabile nessuno per quello che mi è successo.[6]»

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Anno Competizione AA Squadra Volteggio Parallele asimmetriche Trave di equilibrio Corpo libero
1977 Coppa del mondo 1st 1st
Campionati europei 2nd 3rd 1st 1st 1st
Campionati sovietici 2nd 3rd 1st
Coppa sovietica 2nd
1978 Campionati del mondo 1st 1st 2nd 2nd 1st
Campionati sovietici 1st 1st 3rd
1979 Campionati europei 1st 2nd
Campionati sovietici 1st

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il salto maledetto di Elena Mukhina, su soloscacchi.altervista.org.
  2. ^ a b (RU) ТРАГЕДИЯ ДЛИНОЙ В 26 ЛЕТ, su m.sport-express.ru.
  3. ^ Il volo tragicamente spezzato di Elena Mukhina, su sport660.wordpress.com.
  4. ^ (RU) ПЕТЛЯ МУХИНОЙ, su 2003.novayagazeta.ru.
  5. ^ (RU) Cimiteri di Mosca , Cimitero Troekurovsky , Mukhina Elena - atleta, su cemeterys.ru.
  6. ^ (ES) Elena Mukhina a estrela que o mundo nao pode esquecer, su folhavitoria.com.br.

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