Centaurea phrygia

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Centaurea frangiata
Centaurea phrygia by Igors Jefimovs.jpg
Centaurea phrygia
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Centaureinae
Genere Centaurea
Specie C. phrygia
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Carduoideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Centaureinae
Nomenclatura binomiale
Centaurea phrygia
L., 1753

La centaurea frangiata (nome scientifico Centaurea phrygia L., 1753) è una pianta erbacea, perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (Centaurea) deriva dal Centauro Chirone. Nella mitologia greca si racconta che Chirone, ferito ad un piede, guarì medicandosi con una pianta di fiordaliso.[1] Il nome specifico di questa pianta ( phrygia ) prende origine da una regione dell’Anatolia antica (la Frigia) probabilmente per una possibile origine di questa pianta.
Il binomio scientifico della pianta di questa voce è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum" del 1753.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta

(La seguente descrizione è relativa alla specie Centaurea phrygia s.l.; per i dettagli delle varie sottospecie vedere più avanti.)
L’altezza di queste piante varia da 2 a 7 dm (massimo 10 dm). La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di (o con poche) foglie.[3][4]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

La parte aerea del fusto è eretta, a sezione cilindrica con superficie irsuta; nella parte alta è ramoso-corimbosa. Sotto i capolini il caule è lievemente ingrossato.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie si distinguono in foglie inferiori e quelle superiori. Quelle inferiori generalmente sono scomparse all'antesi. Quelle superiori hanno una lamina a forma ellittica (o da lanceolata a ovata) con apice acuto e bordi dentellati, sono inoltre brevemente picciolate (in qualche caso il picciolo può essere alato). Quelle più vicine all’infiorescenza sono progressivamente ridotte e semi-amplessicauli oppure no. Tutte le foglie hanno la superficie ricoperta da uno sparso tomento ragnateloso verde. Dimensione delle foglie superiori: larghezza 5 – 6 cm; lunghezza 3 – 15 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Il capolino

Le infiorescenze sono composte da grossi capolini. I capolini sono formati da un involucro da ovoidale a sferico composto da diverse squame di aspetto piumoso disposte in modo embricato al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. L’involucro ha una forma sferica ed è completamente ricoperto dalle appendici delle squame ripiegate verso il basso (queste ultime possono ricoprire anche le squame sottostanti più interne che sono semplicemente lobate). Il colore dell’appendice delle squame varia da bruno a nero; l’area indivisa è da strettamente lanceolata a ovata con superficie tomentosa o glabra; sull’apice sono presenti, per ogni lato, 10 – 20 ciglia allungate. Le squame esterne hanno un’appendice lunga fino a 10 mm. Diametro dei capolini: 2,5 – 6 cm. Diametro dell’involucro: più o meno 20 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono tutti del tipo tubuloso[5] (il tipo ligulato, i fiori del raggio, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono ermafroditi (in particolare quelli centrali), tetra-ciclici (sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi).

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[6]
  • Calice: i sepali del Calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è tubulosa con apice a 5 lobi esili. Quelli centrali sono zigomorfi e sono ermafroditi, quelli periferici sono attinomorfi, più grandi (i lobi sono allargati), sterili e disposti in modo patente per rendere più appariscente tutta l’infiorescenza (in queste specie i fiori raggianti sono numerosi).[1]. Il colore della corolla è da roseo a purpureo. Lunghezza dei fiori fertili: 20 – 25 mm (quelli periferici sterili sono molto più lunghi).
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi ma corti (sono pelosi verso la metà della loro lunghezza), mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo e lungo quasi quanto la corolla; la parte superiore è costituita da prolungamenti coriacei.[7] I filamenti delle antere sono provvisti di movimenti sensitivi attivati da uno stimolo tattile qualsiasi (come ad esempio un insetto pronubo) in modo da far liberare dalle antere il polline. Contemporaneamente anche lo stilo si raddrizza per ricevere meglio il polline.[1]

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni con pappo. Il colore degli acheni è grigio-bruno con pareti finemente pelose; il corpo dell’achenio è lungo 3 – 4 mm. Il pappo è lungo 1 mm (talvolta può essere assente).

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza della Centaurea phrygia (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[8] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[9]). Il genere Centaurea contiene circa 750 specie, una settantina delle quali fanno parte della flora spontanea italiana.
La C. phrygia appartiene al gruppo delle centauree dall'involucro con le squame con appendice nettamente separata da una strozzatura (in base alla suddivisione indicata da Pignatti[10]). Gli altri gruppi hanno (1) le squame appuntite senza appendice, (2) squame con appendice decorrente, (3) squame terminati in spine. Questa suddivisione comunque è priva di valore tassonomico ma puramente di comodo dato il grande numero di specie spontanee di Centaurea presenti sul territorio italiano.
Il numero cromosomico di C. phrygia è: 2n = 22 (diploide - per le specie della verso la Russia) e 2n = 44 (tetraploide - per le specie delle zone attorno alla Slovenia).[4] Questi due citotipi possono essere considerati come due taxa autonomi in quanto sono isolati riproduttivamente; hanno delle distinte distribuzioni geografiche e solamente una piccola zona centrale di contatto; in effetti le popolazioni miste sono pochissime.[11].

Variabilità[modifica | modifica wikitesto]

La C. phrygia è una specie molto variabile; in Italia sono presenti 2 sottospecie delle 15 riconosciute come valide.[12] La variabilità è data soprattutto dall’alto grado di poliploidia di questa specie; sono stati riscontrati individui pentaploidi o anche esaploidi[11]. Questo complica notevolmente la tassonomia di questa specie. Ad esempio Pignatti nella “Flora d’Italia” descrive il Gruppo di Centaurea phrygia composto oltre dalla specie di questa voce anche dalla specie Centaurea stenolepis Kerner , ora considerata sottospecie di C.phrygia. Anche alcune attuali checklist della flora spontanea italiana[13] propongono di separare le due entità in specie distinte (per l’esattezza al posto della phrygia viene indicata la Centaurea pseudophrygia C.A. Mey.).
Qui di seguito sono descritte le sottospecie presenti in Italia.

Sottospecie pseudophrygia[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della sottospecie pseudophrygia
(Distribuzione regionale[13] – Distribuzione alpina[14])
  • nome scientifico: Centaurea phrygia L. subsp. pseudophrygia (C.A. Meyer) Gugler, 1904;
  • basionimo: il basionimo per questa sottospecie è Centaurea pseudophrygia C.A.Mey.;
  • altezza: l’altezza varia da 20 a 80 cm;
  • foglie: le foglie cauline sono abbraccianti il caule;
  • capolino: il diametro del capolino varia da 40 a 60 mm;
  • squame: le appendici delle squame sono colorate di bruno; sono lunghe quasi 10 mm e ricoprono le squame sottostanti interne;
  • antesi: da luglio a agosto (settembre);
  • geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Centro-Europeo o semplicemente Europeo;
  • distribuzione: in Italia è comune solamente nelle Alpi Centrali e Orientali; fuori dall’Italia (ma sempre nelle Alpi) la pseudophrygia si trova in Svizzera (cantone Grigioni), in Austria e in Slovenia; sugli altri rilievi europei è presente nella Foresta Nera e nei monti Carpazi;[14] altrove si trova in prevalenza nell’Europa Centro-Orientale fino alla Russia;
  • habitat: l’habitat tipico per questa sottospecie sono i cespuglieti, le boscaglie, le siepi e i pascoli alberati; ma anche gli ambienti ruderali, aree abbandonate, scarpate, prati e pascoli mesofili, margini erbacei, arbusteti, peccete, lariceti e abetine; il substrato preferito è calcareo/siliceo ma anche siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido;
  • distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si trovano da 900 fino a 2000 m s.l.m.; da un punto di vista altitudinale frequentano il piano vegetazionale montano e quello subalpino e in parte quello collinare;
  • fitosociologia: dal punto di vista fitosociologico l’entità di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[14]
Formazione : comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe : Molinio-Arrhenatheretea
Ordine : Arrhenatheretalia elatioris
Alleanza : Triseto-Polygonion bistortae

Sottospecie stenolepis[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della sottospecie stenolepis
(Distribuzione regionale[13] – Distribuzione alpina[14]
  • nome scientifico: Centaurea phrygia L. subsp. stenolepis (A. Kern.) Gugler, 1907;
  • basionimo: il basionimo per questa sottospecie è Centaurea stenolepis A. Kern.;
  • nome comune: Fiordaliso cirroso;
  • altezza: può arrivare fino a 10 dm di altezza (minimo 2[14] - 7[3] dm);
  • fusto: la ramosità è presente solamente nella parte alta;
  • foglie: la lamina fogliare in genere è strettamente lanceolata; la superficie è tomentoso-ragnatelosa soprattutto nelle foglie giovani;
  • capolino: il diametro del capolino varia da 25 a 40 mm;
  • involucro: il diametro dell’involucro varia da 10 a 14 mm;
  • pappo: il pappo è lungo 0,5 mm;
  • antesi: da (giugno) luglio a agosto (settembre);
  • geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Sud Est Europeo;
  • distribuzione: in Italia è una sottospecie rara e si trova solamente nella zona centrale degli Appennini; fuori dall’Italia si trova nelle Alpi (Austria (Länder della Stiria e dell’Austria Inferiore) e nei Monti Balcani e Carpazi;[14] /> altrove si trova in nell’Europa Centro-Meridionale fino all’Anatolia;
  • habitat: l’habitat tipico per questa sottospecie sono le radure e le boscaglie; ma anche le praterie rase e rocciose, i margini erbacei, i carpineti, querceti, betuleti e castagneti; il substrato preferito è calcareo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido;
  • distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si trovano da 1000 fino a 2000 m s.l.m.; da un punto di vista altitudinale frequentano il piano vegetazionale collinare e quello montano;
  • fitosociologia: dal punto di vista fitosociologico l’entità di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[14]
Formazione : comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe : Trifolio-Geranietea sanguinei

Altre sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle sottospecie presenti nella flora spontanea italiana e descritte sopra, nella "Centaurea phrygia" sono considerate valide le seguenti altre varietà (non presenti sul territorio italiano:[15][16]

  • Centaurea phrygia subsp. abbreviata (K.Koch) Dostál, 1976 - Distribuzione: Anatolia, Transcaucasia e Ucraina
  • Centaurea phrygia subsp. abnormis (Czerep.) Greuter, 2005 - Distribuzione: Transcaucasia
  • Centaurea phrygia subsp. alutacea (Dobrocz.) Greuter, 2003 - Distribuzione: Transcaucasia e Ucraina
  • Centaurea phrygia subsp. bosniaca (Murb.) Hayek, 1931 - Distribuzione: Bosnia, Serbia e Croazia
  • Centaurea phrygia subsp. carpatica Dostál, 1976 - Distribuzione: Romania e Ucraina
  • Centaurea phrygia subsp. indurata (Janka) Stoj. & Acht., 1935 - Distribuzione: Europa Orientale-Meridionale
  • Centaurea phrygia subsp. melanocalathia (Borbás) Dostál, 1976 - Distribuzione: Slovacchia, Romania e Ucraina
  • Centaurea phrygia subsp. moesiaca Hayek, 1925 - Distribuzione: Bulgaria
  • Centaurea phrygia subsp. phrygia – Distribuzione: Europa Centro-Orientale (aree settentrionali)
  • Centaurea phrygia subsp. rarauensis (Prodan) Dostál, 1976 - Distribuzione: Romania
  • Centaurea phrygia subsp. ratezatensis (Prodan) Dostál, 1976 - Distribuzione: Romania
  • Centaurea phrygia subsp. razgradensis (Velen.) Greuter, 2003 - Distribuzione: Romania, Bulgaria e Grecia
  • Centaurea phrygia subsp. salicifolia (M.Bieb. ex Willd.) Mikheev, 1999 - Distribuzione: Ucraina, Transcaucasia e Anatolia

Sinonimi e nomi obsoleti[modifica | modifica wikitesto]

La seguente tabella contiene sinonimi e nomi obsoleti della specie di questa voce.

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[3][15]

  • Centaurea abbreviata (K. Koch) Hand.-Mazz. (sinonimo della sottospecie abbreviata)
  • Centaurea abnormis Czerep. (sinonimo della sottospecie abnormis)
  • Centaurea alutacea Dobrocz. (sinonimo della sottospecie alutacea)
  • Centaurea austriaca Willd. (sinonimo della sottospecie pseudophrygia)
  • Centaurea austriaca Willd. subsp. stenolepis (A.Kern.) (sinonimo della sottospecie stenolepis)
  • Centaurea bosniaca Murb (sinonimo della sottospecie bosniaca)
  • Centaurea bulgarica Urum. & J. Wagner (sinonimo della sottospecie razgradensis)
  • Centaurea carpatica (Porcius) Porcius (sinonimo della sottospecie carpatica)
  • Centaurea carpatica (Porcius) Porcius subsp. rarauensis (sinonimo della sottospecie rarauensis)
  • Centaurea cetia Wagner. (sinonimo della sottospecie stenolepis)
  • Centaurea cirrhata Rchb. (sinonimo della sottospecie stenolepis)
  • Centaurea conglomerata C.A.Mey.
  • Centaurea elatior (Gaudin) Hayek (sinonimo della sottospecie pseudophrygia)
  • Centaurea indurata Janka (sinonimo della sottospecie indurata)
  • Centaurea jacea subsp. razgradensis (Velen.) Stoj. & Acht. (sinonimo della sottospecie razgradensis)
  • Centaurea melanocalathia Borbás (sinonimo della sottospecie melanocalathia)
  • Centaurea moesiaca Urum. & J. Wagner (sinonimo della sottospecie moesiaca)
  • Centaurea nigra subsp. salicifolia (Willd.) Nyman (sinonimo della sottospecie salicifolia)
  • Centaurea nigriceps Dobrocz. (sinonimo della sottospecie melanocalathia)
  • Centaurea phrygia subsp.austriaca (Willd.) Gugler
  • Centaurea phrygia subsp.capitata (Koch) Arcang. (sinonimo della sottospecie stenolepis)
  • Centaurea phrygia subsp.nigriceps (Dobrocz.) Dostál (sinonimo della sottospecie melanocalathia)
  • Centaurea phrygia subsp.pallida (Koch) Arcang. (sinonimo della sottospecie stenolepis)
  • Centaurea phrygia var. elatior Gaudin (sinonimo della sottospecie pseudophrygia)
  • Centaurea plumosa var. carpatica Porcius (sinonimo della sottospecie carpatica)
  • Centaurea pseudophrygia C.A.Mey. (sinonimo della sottospecie pseudophrygia)
  • Centaurea pseudophrygia C.A.Mey. subsp. abnormis (Czerep.) Mikheev (sinonimo della sottospecie abnormis)
  • Centaurea pseudophrygia C.A.Mey. subsp. alutacea (Dobrocz.) Mikheev (sinonimo della sottospecie alutacea)
  • Centaurea pseudophrygia C.A.Mey. subsp. bosniaca Murb. (sinonimo della sottospecie bosniaca)
  • Centaurea pseudophrygia C.A.Mey. subsp. pseudophrygia (sinonimo della sottospecie pseudophrygia)
  • Centaurea pseudophrygia C.A.Mey. subsp. ratezatensis (Prodan) Soó (sinonimo della sottospecie ratezatensis)
  • Centaurea rarauensis Prodan (sinonimo della sottospecie rarauensis)
  • Centaurea ratezatensis Prodan (sinonimo della sottospecie ratezatensiss)
  • Centaurea razgradensis Velen. (sinonimo della sottospecie razgradensis)
  • Centaurea rodnensis Simonk. (sinonimo della sottospecie carpatica)
  • Centaurea salicifolia Willd. (sinonimo della sottospecie salicifolia)
  • Centaurea salicifolia subsp. abbreviata K. Koch (sinonimo della sottospecie abbreviata)
  • Centaurea stenolepis f. cetia Hayek (sinonimo della sottospecie stenolepis)
  • Centaurea stenolepis f. stenolepis (sinonimo della sottospecie stenolepis)
  • Centaurea stenolepis subsp. bansagensis (sinonimo della sottospecie razgradensis)
  • Centaurea stenolepis subsp. bosniaca (Murb.) Dostál (sinonimo della sottospecie bosniaca)
  • Centaurea stenolepis subsp. joannis Kárpáti (sinonimo della sottospecie bosniaca)
  • Centaurea stenolepis subsp. razgradensis (sinonimo della sottospecie razgradensis)
  • Centaurea stenolepis subsp. stenolepis (sinonimo della sottospecie stenolepis)
  • Jacea abbreviata (K. Koch) Soják (sinonimo della sottospecie abbreviata)
  • Jacea alutacea (Dobrocz.) Soják (sinonimo della sottospecie alutacea)
  • Jacea bosniaca (Murb.) Holub (sinonimo della sottospecie bosniaca)
  • Jacea carpatica (Porcius) Soják (sinonimo della sottospecie carpatica)
  • Jacea elatior (Gaudin) Hayek (sinonimo della sottospecie pseudophrygia)
  • Jacea indurata (Janka) Soják (sinonimo della sottospecie indurata)
  • Jacea melanocalathia (Borbás) Holub (sinonimo della sottospecie melanocalathia)
  • Jacea phrygia (L.) Soják
  • Jacea phrygia (L.) Soják subsp. elatior Dostál (sinonimo della sottospecie pseudophrygia)
  • Jacea phrygia (L.) Soják subsp. melanocalathia Soják (sinonimo della sottospecie melanocalathia)
  • Jacea phrygia (L.) Soják subsp. phrygia
  • Jacea plumosa Lam.
  • Jacea pseudophrygia (C.A.Mey.) Holub (sinonimo della sottospecie pseudophrygia)
  • Jacea ratezatensis (Prodan) Holub (sinonimo della sottospecie ratezatensiss)
  • Jacea razgradensis (Velen.) Holub (sinonimo della sottospecie razgradensis)
  • Jacea salicifolia (Willd.) Soják (sinonimo della sottospecie salicifolia)
  • Jacea stenolepis (A.Kern.) Soják (sinonimo della sottospecie stenolepis)


Nomi obsoleti[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco seguente indica alcuni nomi della specie di questa voce non ritenuti più validi (tra parentesi il taxon a cui si riferisce attualmente il nome obsoleto):[15]

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Diverse sono le specie simili a quella di questa voce. La tabella sottostante mette a confronto alcuni caratteri di alcune di queste specie.

Specie Altezza (cm) Fusto Foglie Diametro capolino (mm) Involucro (mm) Appendice delle squame Fiori
C. jacea 30 - 110 Poco ramoso Intere lanceolato-ovate 25 - 45 12 – 15, cilindrico Cartilaginea sub-rotonda con bordo denticolato Purpurei raggianti
C. nervosa 10 - 40 Semplice con un solo capolino Intere lanceolato-acute 40 – 60 15 - 20, sferico, ricoperto dalle appendici Piumosa di colore ferruginoso Purpurei raggianti
C. nigra 30 - 80 Mediamente ramoso Intere ovato-lanceolate (a volte lobate) 15 - 30 14 – 18, cilindrico Nera con 10-20 ciglia per lato Rosso-purpurei non raggianti
C. nigrescens 30 - 100 Con abbondanti rami eretto-patenti Intere lanceolate, raramente lobate 25 - 40 8 – 11, cilindrico, ricoperto dalle appendici Nerastra e triangolare con 6-8 brevi frange per lato Purpurei raggianti
C. phrygia 20 - 100 Ramoso con diversi capolini Intere ellittiche 20 – 60 15 – 20, sferico, ricoperto dalle appendici Bruna con 10-20 ciglia per lato (lunga 10 mm) Roseo-purpurei raggianti

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

La centaurea frangiata in altre lingue viene chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Perücken-Flockenblume
  • (FR) Centaurée à perruque
  • (EN) Wig knapweed

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Motta 1960, Vol. 1 - pag. 314
  2. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 26 luglio 2012.
  3. ^ a b c Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 202
  4. ^ a b eFloras - Flora of North America. URL consultato il 26 luglio 2012.
  5. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 172
  6. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  7. ^ a b Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1
  8. ^ Judd 2007, pag. 520
  9. ^ Strasburger 2007, pag. 858
  10. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 174
  11. ^ a b Petr Koutecký, Jan Štěpánek & Tereza Baďurová, Differentiation between diploid and tetraploid Centaurea phrygia: mating barriers, morphology and geographic distribution in Preslia 84: 1–32, 2012.
  12. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 26 luglio 2012.
  13. ^ a b c Conti et al. 2005, pag. 72-74
  14. ^ a b c d e f g Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 612
  15. ^ a b c Global Compositae Checklist. URL consultato il 29 luglio 2012.
  16. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 29 luglio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 1, 1960, pag. 314.
  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 202, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 612.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 72-74, ISBN 88-7621-458-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]