Casate (Bernate Ticino)

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Casate
frazione
Casate – Veduta
L'abside della chiesa parrocchiale di Casate in una cartolina postale del 1950
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Città metropolitanaProvincia di Milano-Stemma.svg Milano
ComuneBernate Ticino-Stemma.png Bernate Ticino
Territorio
Coordinate45°29′33.054″N 8°49′38.125″E / 45.492515°N 8.827257°E45.492515; 8.827257 (Casate)Coordinate: 45°29′33.054″N 8°49′38.125″E / 45.492515°N 8.827257°E45.492515; 8.827257 (Casate)
Altitudine150 m s.l.m.
Abitanti1 125[1] (2009)
Altre informazioni
Cod. postale20010
Prefisso02
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiCasatesi
PatronoBeata Vergine Maria Immacolata,
Maria Addolorata (secondario)
Giorno festivo8 dicembre,
15 settembre (secondario)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casate
Casate

Casate, talvolta indicata come Casate Ticino per distinguerla da altre località omonime (Casaa in dialetto milanese), è l'unica frazione del comune di Bernate Ticino, in provincia di Milano; la sua popolazione è di 1125 abitanti (al 2011)[1].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Casate è situata a est dell'alveo del fiume Ticino e a ovest di Milano, capoluogo di Provincia, da cui dista 27 chilometri[2]. Confina: a Nord con Cuggiono, a Est con Mesero, a Sud e a Ovest con il capoluogo del comune di Bernate Ticino[3][4][5].

Gli abitanti sono 1125 e costituiscono quasi un terzo degli abitanti dell'intero comune di Bernate Ticino.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome "Casate" deriva forse dal termine comune "casates", le cascine disperse nei campi, nel dialetto del 1600-1700[6].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Casate è citata per la prima volta nel 1603, negli "Atti della visita pastorale" del Cardinale Federico Borromeo il quale notava come in questo luogo vi fosse una totale assenza di luoghi di culto ed essendo il borgo molto distante dalla chiesa più vicina (sita a Bernate Ticino), si auspicava una pronta costruzione di una cappella. Il tanto desiderato luogo di culto venne costruito di lì a poco grazie all'interessamento del nobile abate Ferdinando Crivelli, da poco nominato Gran Priore dell'Ordine di Malta per Capua[6].

Nel corso dei secoli la popolazione non crebbe mai tanto anche se nell'Ottocento un censimento identificava come residenti in Casate circa 500 persone[6].

La battaglia di Magenta in una mappa militare del 1859; è riportata la località di Casate

Nel 1859 Casate fu teatro di alcune delle operazioni tattiche della Battaglia di Magenta[7].

Nei primi anni del Novecento, dati i conflitti insorti col parroco di Bernate don Egidio Caprotti, la popolazione di Casate chiese ed ottenne (mediante la costituzione di un comitato) dall'Arcivescovo di Milano la presenza permanente di un sacerdote, con funzioni di cappellano, don Alessandro Mosconi, che giunge in paese il 19 settembre 1919[8], con l'incarico di Delegato Vescovile[6].

Nel 1933 venne inaugurato l'asilo infantile (ora scuola materna), intitolato a Santa Teresa e promosso nella sua costituzione dal dottor Antonio Bigatti[6].

Durante la seconda guerra mondiale il territorio di Casate e di Cuggiono fu quartiere delle operazioni di una delle formazioni partigiane raggruppate da Poldo Gasparotto, partigiano comandante delle Brigate "Giustizia e Libertà" della Lombardia, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria[9] al quale venne intitolato nel 1993 il centro polifunzionale comunale di Casate.

Il 12 aprile 1945 l'Arcidiocesi di Milano istituì ufficialmente la parrocchia di Casate sotto il titolo della Beata Vergine Maria Immacolata; l'assegnazione del primo parroco, don Ambrogio Nai[8], avvenne nel 1960[6].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine Maria Immacolata[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa del territorio di Casate coincide con la parrocchia locale dedicata alla Beata Vergine Maria Immacolata, appartenente all'Diocesi di Milano e al Decanato di Castano Primo[10].

La costruzione ebbe origine alla fine del Seicento quando l'abate Ferdinando Crivelli (membro della ricca e nobile famiglia milanese proprietaria di molte terre in questi luoghi) decise di costruire proprio a Casate una chiesa, destinata ai contadini del piccolo borgo, sottoposta all'autorità ecclesiastica della canonica agostiniana di Bernate Ticino da dove un canonico si sarebbe recato regolarmente per celebrarvi i divini offici.

Dopo la conclusione dei lavori, la chiesa venne consacrata nel 1705, come recita una lapide tuttora esposta nel luogo di culto:

Lapide del 1705
(LA)

«QUO FACILIUS CULTORES AGRI
CIRCUMIECTI INTERESSENT REI SACRAE
ABBAS GENTIS CRIBELLIAE EX IURE PATRONAT(U)S
AEDEM VIRGINI MAGNAE SINE LABE CONCEPTAE
ANNO MDCCV
DEDICABAT»

(IT)

«Affinché più facilmente i contadini
che vivono nei dintorni partecipassero alle sacre celebrazioni
l'abate della famiglia Crivelli per diritto di patronato
ha dedicato
un santuario alla grande Vergine concepita senza peccato
nell'anno 1705»

La prima descrizione della nuova chiesa si trova in un documento del 1706 conservato nell'Archivio Diocesano di Milano relativo alla visita vicariale di mons. Mario Corradi. La chiesa viene definita come una cappella con pianta rettangolare, di modeste dimensioni, dedicata alla Beata Vergine Immacolata. L'altare viene riportato come benedetto già dal 27 ottobre 1704 dall'arciprete di Cuggiono.

La chiesa parrocchiale di Casate: si noti l'ingresso originario oggi murato

Col crescere della popolazione casatese, gli abitanti inoltrarono all'arcivescovo milanese Alfredo Ildefonso Schuster la richiesta per erigere in loco una parrocchia con sacerdote stabile e questo permesso venne accordato il 5 settembre 1944 ed entrò a tutti gli effetti a far parte della Pieve di Corbetta[11] sino al 1949 quando il paese passò sotto la Pieve di Dairago ove rimase sino al 1972, anno della soppressione del sistema plebano nell'arcidiocesi di Milano. La Parrocchia fa parte della Comunità Pastorale di Bernate-Casate-e ( comprendente pure Cuggiono e Castelletto fino al 2014 ), comprende una Chiesa Parrocchiale, un Oratorio maschile dedicato a San Giuseppe, con Centro parrocchiale e biblioteca, un Oratorio femminile dedicato a Santa Teresa del Bambin Gesù e del Volto Santo, una cappellina dedicata alla Vergine Maria Addolorata[10].

La pianta della chiesa parrocchiale si presenta ad aula rettangolare, di fattura semplice, con una facciata scandita da piccole lesene sporgenti e da un tetto a capanna. Durante l'ampliamento che fece seguito all'erezione a parrocchia nel 1944, il portale d'ingresso principale alla chiesa venne murato e vi venne realizzata una grande croce in cemento, mentre l'entrata venne spostata lateralmente in un edificio moderno che consentì così di allargare la chiesa senza mutarne la struttura. Internamente, degno di nota è un crocifisso ligneo (anno 1985) collocato nella chiesa parrocchiale, sull'Altare maggiore, realizzato in noce locale dall'artista polacco Grzegorz[12].

Dal 1983 al 1985 la Chiesa parrocchiale fu oggetto di una profonda ristrutturazione[6].

La chiesa possiede un concerto di 5 campane in Fa#3 calante, fuso da Roberto Mazzola di Valduggia (VC) nel 1951. Le campane suonano a sistema ambrosiano.[1]

Campana Nota nominale Fonditore e Anno di fusione Diametro
I Do4 Roberto Mazzola in data imprecisata 689 mm
II Si3 Roberto Mazzola nel 1951 794 mm
III La3 Roberto Mazzola nel 1951 840 mm
IV Sol3 Roberto Mazzola nel 1951 947,5 mm
V Fa3 Roberto Mazzola nel 1951 1065 mm

Su un muro all'esterno dell'attuale chiesa parrocchiale si trova inoltre un'altra campana che era utilizzata prima della costruzione dell'attuale campanile (ascrivibile al periodo dell'erezione a parrocchia). Tale campana venne realizzata nel 1724 come campana principale di un concerto di tre presenti, mentre le altre due precedenti vennero fuse nel 1705 ed attualmente sono andate perdute.

I Rioni[modifica | modifica wikitesto]

Casate è suddiviso tradizionalmente in tre rioni:

  • Cà Vecc, ovvero "Case vecchie", comprendente il nucleo più antico attorno alla Chiesa;
  • Cà Noeuv, "Case nuove", la zona di più recente costruzione;
  • Cà Nòbil, "Case nobili", il rione comprendente una filanda e alcune case un tempo di proprietà della piccola nobiltà locale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione è molto diffuso il dialetto lombardo occidentale. Esso è in buona sostanza una lingua romanza derivata dal latino di cui all'interno ancora si risentono gli influssi.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è cattolica e nell'abitato è presente una parrocchia cattolica, parte dell'Arcidiocesi di Milano.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b casatesi o bernatesi
  2. ^ Calcolati dalla Chiesa Parrocchiale al Duomo di Milano.
  3. ^ Gustavo Chiesi, op. cit., 1894.
  4. ^ Touring Club Italiano, op. cit., 1904.
  5. ^ Touring Club Italiano, op. cit., 1999.
  6. ^ a b c d e f g Gruppo Culturale "Tra da num s'intendum", op. cit., 2005.
  7. ^ Luigi Zini, op. cit, 1859.
  8. ^ a b Si veda la scheda Successione dei Vicari, Delegati e Parroci alla guida della Comunità cristiana.
  9. ^ Giuseppe Spezia, I giorni di Casate e Bernate Archiviato il 26 marzo 2010 in Internet Archive., in: La Resistenza nell'Altomilanese a cura dell'Ecoistituto della Valle del Ticino.URL consultato il 2010-09-14.
  10. ^ a b Arcidiocesi di Milano, op. cit., 2008.
  11. ^ Pieve di Corbetta
  12. ^ Cracovia, 1961.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]