Carlino (razza canina)

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Carlino
Mops-falk-vom-maegdebrunnen-internationaler-champion-fci.jpg
Classificazione FCI - n. 253
Gruppo 9 Cani da compagnia
Sezione 11 Molossoidi di piccola taglia
Standard n. 253
Nome originale Pug
Tipo Canide
Origine Cina (anni 700400 a.C.)[1]
Altezza al garrese 25–30 cm (in media)[2],
32 cm (massima)[3]
Peso ideale 6,3–8 kg[3]
Razze canine

Il carlino è una razza canina di origine cinese riconosciuta dalla Federazione Cinofila Internazionale (Standard N. 253, Gruppo 9, Sezione 11).[4]

L'American Kennel Club (AKC) che suddivide le razze canine in sei grandi classi riconosce il carlino come facente parte del quinto gruppo ovvero quello dei «cani toy» (letteralmente «cani giocattolo») caratterizzati da piccole dimensioni e inadatti a svolgere funzioni sportive e/o lavorative.[5]

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Le nobildonne Elisabetta di Borbone-Francia (sinistra) e Ekaterina Dmitrievna Golicyna (destra) ritratte con un carlino in braccio nel Settecento.

La razza ha origine secondo la Società zoologica di Londra e la maggioranza degli storici nell'Asia orientale: antichi documenti, provenienti dalla Cina, identificano il carlino come «cane a muso e zampe corte».[1] Questa specie canina inizia a diffondersi nell'Impero mongolo; i cavalieri di Gengis Khan lo portano nell'Europa orientale intorno al XVI secolo.[6] In particolare, nel 1553, la flotta turca giunge a Tolone con questi piccoli cani come «doni ambiti e preziosi».[6]

Conseguentemente la razza inizia a diffondersi anche nell'Europa occidentale, in particolare nei Paesi Bassi, dove diviene una «mascotte» per via del suo pelo color arancione (che è colore nazionale degli Orange).[6] In poco tempo, il carlino diventa quasi un simbolo per i borghesi nonché un privilegio per le donne nobili nell'epoca Rococò (prima metà del Settecento).[6]

Nel secolo successivo, il carlino continua ad ottenere successo da parte della nobiltà inglese tanto da raggiungere il massimo della popolarità nell'Età vittoriana.[7] Nel contempo, però, viene addirittura perseguitato tanto da rischiare di scomparire. Alfred Edmund Brehm, autore dell'opera Vita degli Animali, scrive nel 1864, riferendosi al carlino:

« Il mondo non perderà niente se quest'animale orribile scomparirà del tutto.[6] »

Dopo essere stata accantonata, in favore del Pechinese, la razza carlino torna ad essere diffusa.[8]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Antonio Bertinazzi detto Carlino noto per avere interpretato il ruolo di Arlecchino.

In Cina, patria d'origine del carlino, il cane è noto col nome di Ha Ba Gou.[9] L'origine del nome della razza è tuttora avvolto nel mistero e da quindi adito a varie interpretazioni: in Inghilterra, ad esempio, il carlino è conosciuto come Pug che potrebbe derivare dalla parola latina pugnus che significa «pugno chiuso» (con chiaro riferimento all'aspetto del muso tipico della specie).[8] Secondo altri studiosi, il termine Pug deriverebbe dalla parola «folletto» o semplicemente dall'espressione «piccolo cane».[10]

Mops, MopsHond, MopsHund e Mopsi è il nome con cui è conosciuta la razza rispettivamente in Svezia, nei Paesi Bassi, in Germania e in Finlandia: la radice comune a tutti e quattro i casi ("mops") deriva dalla parola in lingua olandese moppen che significa «aspetto arcigno» e da quella inglese e tedesca mops che significa «annoiarsi» e «brontolone».[6][9]

È certa, invece, l'origine del nome in Francia (Carlin) ed in Italia (Carlino): la razza deve il proprio nome all'attore Carlo Bertinazzi per via della sua interpretazione di Arlecchino al Théâtre de la comédie italienne con indosso una maschera nera ritraente tratti simili al muso del cane.[3]

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Il volto ed il portamento di un carlino.

Il carlino ha tratti fisici molto peculiari che lo rendono unico nel suo genere e differente da tutte le altre razze canine. In generale, questa razza presenta un aspetto piuttosto robusto e compatto ed è solita muoversi con le gambe parallele ed un passo dondolante.[8][3] Il carlino è un cane da compagnia molossoide di piccola taglia brachicefalo ovvero col muso schiacciato. Il mantello è corto, liscio, morbido e lucente.[3] In particolare queste due ultime caratteristiche si ravvisano negli esemplari la cui alimentazione è equilibrata.[11]

La testa è, nel complesso, grande, rotonda e massiccia mentre il muso è corto, rugoso, rotondo e presenta un tartufo nero sporgente.[12] Le orecchie, sempre nere, piccole e sottili, vellutate al tatto possono essere "a bottone" o "a rosa" invece gli occhi sono sporgenti, espressivi, rotondi, grossi e di colore scuro lucente.[3] Il naso è corto e molto schiacciato mentre la coda è arricciata ed arrotolata sul dorso.[13]

Gli arti sono di media lunghezza, diritti e forti.[14] L'altezza al garrese, ridotta nel tempo tramite accurate selezioni, solitamente, è compresa tra i 25 e i 30 centimetri e non supera i trentadue mentre il peso ideale oscilla tra i 6,3 e gli 8 kilogrammi.[2][3][15]

Colorazione del pelo[modifica | modifica wikitesto]

Due delle quattro colorazioni riconosciute, quella fulva e quella nera.[4]

La Federazione Cinofila Internazionale riconosce quattro differenti colori: fulvo (il più diffuso), nero, albicocca e argento.[4]

I primi esemplari di carlino giunti in Europa presentano il manto color argenteo con strisce nere sul dorso: da essi derivano i soggetti fulvi.[16] Il termine fulvo copre una vasta gamma di sfumature di colore, che varia da crema ad un albicocca molto chiaro.[16]

Il colore nero è, invece, più recente e la sua origine è tutt'oggi incerta: l'ipotesi più probabile è che una viaggiatrice, Anna Brassey, dopo un viaggio in Cina nel 1877, porta con sé una coppa di carlini neri, contribuendo quindi a diffondere questa variante.[17]

Temperamento[modifica | modifica wikitesto]

Il carlino è un cane molto attivo, esuberante, vivace e per nulla aggressivo.[18] Questa razza canina ama far parte del nucleo familiare in quanto necessita di affetto e calore e, per questo motivo, odia essere esclusa.[18] Si stanca facilmente (specialmente nel periodo estivo) e propende ad ingrassare.[18] È, inoltre, un esempio molto raro di «cane da grembo» e possiede un codice comunicativo comprendente una serie di sbuffi, grugniti e versi nasali (per via della canna nasale molto corta).[3][19]

È noto per la fedeltà che dimostra, giorno per giorno, al proprio padrone tanto da diventarne quasi l'«ombra» ed essere estremamente geloso, se non irascibile, quando il proprietario coccola altri cani in sua presenza.[8][13] Malgrado questo aspetto, il carlino non è, tuttavia, nervoso come la maggioranza dei cani nani ma anzi è decisamente allegro e costante.[20]

Problemi di salute[modifica | modifica wikitesto]

Un carlino in sovrappeso ed uno albino.

Il carlino è un cane molto delicato e necessita di numerose accortezze, specie nel periodo più caldo. Il problema più diffuso tra questi esemplari è l'obesità: per contrastarla occorre badare costantemente al moto e all'alimentazione.[18]

Essendo una razza brachicefala (col muso particolarmente schiacciato) il carlino può soffrire di problemi respiratori, specie nelle estati molto calde e umide.[8] Per limitare questa complicazione, avendo il carlino capacità respiratorie sotto la media e pertanto una minore resistenza agli sforzi, occorre limitare l'attività fisica nelle ore più calde per evitare un eventuale colpo di calore (che porta la temperatura interna del cane tra i 41 e i 42 °C).[21][22]

Altre problematiche diffuse tra i carlini sono le infezioni cutanee e congiuntiviti per cui è necessario sottoporli alla pulizia della cute e del pelo a livello di pieghe cutanee, problemi ortopedici (displasia dell'anca) e una serie di disordini cardio-respiratori quali respirazione rumorosa (soprattutto nella fase di inspirazione), russare rumorosamente durante il sonno e la scarsa resistenza all'esercizio fisico e agli sbalzi di temperatura improvvisa.[21][23][24]

La malattia più seria che affligge questa razza è la meningoencefalite, scoperta in California negli anni sessanta del secolo scorso e riconosciuta anche nel Maltese, che porta alla morte più o meno rapidamente dopo frequenti attacchi convulsivi.[8]

Inoltre, l'albinismo nel carlino è presente ma estremamente raro.[25] Questi esemplari hanno la pelle molto sensibile e non presentano la maschera né tanto meno le orecchie di colore scuro e sono spesso afflitti da problemi di salute a causa della loro mancanza di pigmentazione.[25]

Malgrado queste problematiche, il carlino ha una speranza di vita molto lunga (superiore ai dodici anni).[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Whitwam, p.17
  2. ^ a b Brunner, p.1 ss
  3. ^ a b c d e f g h Falappi, p.269
  4. ^ a b c Carlino (PDF), Ente nazionale cinofilia italiana, 7 marzo 2015. URL consultato il 12 luglio 2016.
  5. ^ Barton, p.13
  6. ^ a b c d e f Klever, p.180
  7. ^ Whitwam, pp.26–27
  8. ^ a b c d e f Grazioli, p.1 ss
  9. ^ a b Belmonte, p.3
  10. ^ Tonelli, p.299
  11. ^ Canevaro, p.1 ss
  12. ^ Gili, p.1 ss
  13. ^ a b Nota 18 del libro (Cuccia, p. 322)
  14. ^ «Razza di cani da compagnia [...] corpo corto e largo; arti di media lunghezza, diritti e forti», cfr. Enciclopedia Treccani
  15. ^ Beatrice Montini, Cani, 100 anni di «evoluzione»: così sono stati cambiati dall’uomo, Corriere della Sera, 8 marzo 2016. URL consultato il 12 luglio 2016.
  16. ^ a b Belmonte, p.4
  17. ^ Belmonte, p.5
  18. ^ a b c d e Bush, p.14
  19. ^ Chiapponi, p.1 ss
  20. ^ Klever, p.181
  21. ^ a b Brunner, p.74
  22. ^ Carteri, p.48
  23. ^ Catellani, p.1 ss
  24. ^ Vari, p.1 ss
  25. ^ a b Belmonte, p.11

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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