CD Projekt

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CD Projekt S.A.
CDProjekt-logo.svg
Logo della software house dal 2014.[1]
Stato Polonia Polonia
Tipo Public company
ISIN PLOPTTC00011
Fondazione Maggio 1994 a Varsavia, Voivodato della Masovia[2]
Fondata da Marcin Iwiński
Sede principale POL województwo mazowieckie flag.svg Voivodato della Masovia, Varsavia - Jagiellonska 74, 03301[3]
Filiali Rep. Ceca Rep. Ceca, Praga[2]
Settore Informatica
Prodotti Videogiochi
Fatturato Green Arrow Up.svg 798 milioni PLN[4] (2015)
Utile netto Green Arrow Up.svg 342.4 milioni PLN[4] (2015)
Dipendenti ~250[5] (2015)
Sito web www.cdprojekt.com/

CD Projekt S.A., in passato CD Projekt Sp. z.o.o., è una software house polacca impegnata nello sviluppo e nella distribuzione di videogiochi. È stata fondata nel maggio 1994 da Marcin Iwiński, divenendo una tra le prime e più note case di sviluppo del suo settore in Polonia.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni 90: primi tempi e distribuzioni software[modifica | modifica wikitesto]

La software house è nata a Varsavia nel 1994, durante il difficile periodo pochi anni dopo la fine della Repubblica Popolare di Polonia e della dissoluzione dell'Unione Sovietica.[2] Nei mesi tra maggio e ottobre vi fu il periodo durante il quale l'azienda cominciò a crescere e ad irrobustirsi.[2] All'epoca, in Polonia, non erano molte le aziende che volevano svolgere il lavoro di CD Projekt, che per il primo anno dovette però vendere solo prodotti importati dagli Stati Uniti d'America.[2]

L'azienda, inoltre, rimediava i prodotti tramite intermediari esterni che rendevano il processo di acquisizione e distribuzione lungo e lento.[2] Per risolvere questo problema CD Projekt cercò continuamente di mettersi in contatto diretto con gli sviluppatori, riuscendo nel cominciare a distribuire software sul territorio polacco, direttamente da chi lo sviluppava.[2]

Nel giro di un solo anno, la software house, iniziò ad ottenere un certo fatturato e contribuì ad accrescere l'interesse del mercato polacco in prodotti multimediali; in questo periodo CD Projekt venne incaricata di preparare anche le versioni in lingua polacca di manuali dei giochi più importanti.[2] Alla lista degli sviluppatori che si affidarono all'azienda si aggiunsero anche nomi di prestigio tra i quali Interplay Entertainment e Ubisoft Blue Byte.[2]

Logo di CD Projekt dal 1994 al 2014.

Successivamente, anche Blizzard Entertainment, affidò a CD Projekt la distribuzione di Warcraft II: Tides of Darkness; il gioco, grazie alla software house, arrivò a vendere più di 2.000 copie sul territorio polacco.[2]

Nel 1996, pure Psygnosis decise di lasciare a CD Projekt la distribuzione in Polonia dei suoi giochi, e segnò un cambiamento nel loro lavoro, in quanto da quel momento venivano tradotte anche le copertine dei giochi.[2] Furono dei successi giochi come Destruction Derby e The Settlers II: Veni, Vidi, Vici; inoltre il prezzo di vendita dei titoli, distribuiti sul territorio polacco, calo di quasi il 20%, e vennero create le prime offerte per giochi a basso costo.[2]

Il 1997 fu un anno importantissimo per la software house in quanto, con il rilascio della killer application Diablo, la traduzione in lingua polacca dei prodotti, fu estesa fino alla completa localizzazione dei giochi stessi con sottotitoli e quant'altro.[2] Nel 1998, invece, anche Infogrames decise di concedere la distribuzione polacca di Anno 1602 a CD Projekt; l'azienda continuò ad accumulare successo ed offriva, infatti, rispetto alla concorrenza, prezzi sempre più bassi pari anche a 69 złoty (circa 17 euro).[2]

La software house si avvicinò alle porte del III millennio, con la distribuzione di un ultimo grande successo: Baldur's Gate dei BioWare; il gioco vendette infatti la straordinaria cifra di ben oltre 18.000 copie in Polonia, decretando CD Projekt, leader nel suo settore.[2]

Anni 2000: nascono CD Projekt RED, The Witcher e GOG.com[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000, con la distribuzione che CD Projekt effettuò in Polonia di videogiochi quali gli osannati Diablo II e Baldur's Gate II: Shadows of Amn, il suo fatturato crebbe di oltre il doppio, per il secondo anno consecutivo. Almeno il 70% dei videogiochi distribuiti e completamente tradotti in lingua polacca, erano posti sotto la mano di CD Projekt.[2] Nel 2001 la somma totale dei giochi distribuiti dalla software house in Polonia era di oltre 870.000 copie.[2]

Nel 2002 accadde per CD Projekt una vera svolta: oltre all'apertura di un sito web, l'azienda creò CD Projekt RED, uno studio dedicato completamente allo sviluppo di videogiochi, che in quel momento iniziò a lavorare su un action RPG basato sui racconti di Andrzej Sapkowski. Stava nascendo The Witcher.[2] Quello stesso anno le copie totali dei giochi distribuiti sul territorio polacco superarono le 1.1 milioni, segnando un drastico aumento, e permettendo alla software house di aprire una filiale a Praga.[2]

Durante il 2003, altre 15 persone furono ingaggiate per il work in progress di The Witcher, mentre venne creato un sistema di registrazione elettronica dei videogiochi su Internet per gli utenti. Anche quest'anno il numero di copie distribuite da CD Projekt aumentò, arrivando a 1.4 milioni.[2] L'anno seguente l'azienda distribuì, in Polonia, Warhammer 40.000: Dawn of War e siglò accordi di distribuzione con ulteriori importanti aziende quali THQ, e Microsoft; contemporaneamente venne lanciato il sito web ufficiale di The Witcher.[2]

Logo di GOG.com dal 2008 al 2014.

Nel 2005 ormai ben 120 persone erano impegnate sullo sviluppo di The Witcher, che venne mostrato a Lipsia ed all'Electronic Entertainment Expo.[2] Durante quest'anno CD Projekt si occupò della distribuzione di molti giochi tra i quali SWAT 4 ed Age of Empires III: Age of Discovery; inoltre l'azienda aprì un portale online per vendere giochi fisicamente, al pari di eBay, noto con il nome di gram.pl che riscosse grande successo.[2] L'anno seguente i profitti aumentarono del 56% portando un'utile pari a ben oltre 86 milioni di złoty, con oltre 2.35 milioni di copie di videogiochi distribuite in tutto il paese; in occasione del lancio del loro gioco, CD Projekt si accordò con Atari per la pubblicazione del titolo in tutta Europa e negli Stati Uniti d'America.[2]

The Witcher, con un budget finale di 20 milioni di złoty (5 milioni di euro),[2] venne pubblicato nel 2007 e ricevette un'ottima accoglienza da parte della critica e del pubblico,[6] vendendo in pochi mesi oltre 600.000 copie in tutto il mondo. Grazie a questo titolo, l'utile di CD Projekt arrivò a oltre 135 milioni di złoty, con olte 3.27 milioni di copie di videogiochi pubblicati.[2] Durante questo periodo venne annunciato anche They, uno sparatutto in prima persona, sotto sviluppo dei CD Projekt RED.[2]

Nel 2008, seguendo l'esempio di Steam, CD Projekt lanciò la sua piattaforma per la distribuzione di giochi in digitale: GOG.com.[7] Scopo principale del sistema, come si deduce dal nome - Good Old Games (i buoni vecchi giochi), era la vendita volta al retrogaming e al riscoprire i grandi classici videoludici del passato.[7]

A settembre 2009, CD Projekt, annunciò che CD Projekt RED era al lavoro sul seguito di The Witcher: The Witcher 2: Assassins of Kings.[8]

Anni 2010: consolidazione del successo[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2010, CD Projekt annullò lo sviluppo dello sparatutto in prima persona They, preferendo puntare gli investimenti sul secondo capitolo della saga di Geralt di Rivia.[9]

Nel 2011, CD Projekt, pubblicò The Witcher 2: Assassins of Kings che ricevette un'occoglienza ottima sia su PC che su Xbox 360,[10][11] bissando il successo del primo capitolo; il gioco arrivò a vendere oltre 940.000 copie in due mesi soltanto,[12] di cui 250.000 in digitale tramite Steam e GOG.com.[13] Il titolo venne afflitto fin da subito, tuttavia, da problemi legati a copie illegali e pirateria informatica nonostante il SecuROM; benche CD Projekt utilizzò inizialmente politiche di DRM per bloccare la pirateria, ebbe da ricredersi però pochi mesi dopo affermando che «Non useremo mai più un DRM, significherebbe solo complicare le cose ulteriormente».[14] Allo stesso tempo, però, l'azienda si impegnò per combattere la pirateria, specialmente in Germania, dove era molto diffusa, mobilitando uno studio legale per perseguire penalmente il reato con multe di anche 1.200 dollari.[15]

A 2012 inoltrato CD Projekt annunciò un nuovo action RPG a tema fantascientifico-cyberpunk, che diventerà noto poi come Cyberpunk 2077.[16] L'anno successivo affermò ufficialmente che era in lavorazione anche il seguito di The Witcher 2: Assassins of Kings: The Witcher 3: Wild Hunt;[17] che costerà alla software house ben 81 milioni di dollari.[18]

The Witcher 3: Wild Hunt viene rilasciato nel 2015, e accolto da una travolgente apprezzamento del fandom e della critica,[19] vincendo anche un titolo "Gioco dell'Anno".[20] Questo terzo capitolo arriverà a vendere oltre 6 milioni di copie nel giro di poco più di un mese,[21] portando a CD Projekt un'utile netto di 42.6 milioni di złoty.[22]

Dopo il terzo videogioco dedicato alla saga di Geralt di Rivia, CD Projekt annuncia che, almeno fino a nuovo avviso, avrebbe messo da parte quest'ultima, per dedicarsi a progetti futuri.[23]

Prodotti[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Altri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ New CD Projekt RED logo!, en.cdprojektred.com, 14 maggio 2014. URL consultato l'8 giugno 2016.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab » History, cdprojekt.com, 2008. URL consultato l'8 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2010).
  3. ^ CD PROJEKT SA, su LinkedIn. URL consultato l'8 giugno 2016.
  4. ^ a b Financial summary report, cdprojekt.com, 2015. URL consultato l'8 giugno 2016.
  5. ^ Craig Chapple, The wild road to The Witcher 3, su Develop, 10 giugno 2015. URL consultato l'8 giugno 2016.
  6. ^ The Witcher, metacritic.com.
  7. ^ a b GOG offering Oddworld, freebies, gamespot.com, 18 dicembre 2008. URL consultato l'8 giugno 2016.
  8. ^ Giorgio Melani, CD Projekt mostra The Witcher 2: Assassins of Kings, su Multiplayer.it, settembre 2009. URL consultato l'8 giugno 2016.
  9. ^ Robert Purchese, CD Projekt suspends FPS They, su Eurogamer, 29 gennaio 2010. URL consultato il 21 maggio 2011.
  10. ^ The Witcher 2: Assassins of Kings (PC), metacritic.com. URL consultato l'8 giugno 2016.
  11. ^ The Witcher 2: Assassins of Kings (X360), metacritic.com. URL consultato l'8 giugno 2016.
  12. ^ Giorgio Melani, Le vendite di The Witcher 2 si avvicinano al milione, su Multiplayer.it, 2011. URL consultato l'8 giugno 2016.
  13. ^ Giorgio Melani, 250.000 copie digitali vendute per Witcher 2, su Multiplayer.it, 2011. URL consultato l'8 giugno 2016.
  14. ^ Tommaso Pugliese, GDC 2012 - CD Projekt non userà mai più DRM, su Multiplayer.it, 2012. URL consultato l'8 giugno 2016.
  15. ^ Giorgio Melani, CD Projekt contro i pirati tedeschi, su Multiplayer.it, 2012. URL consultato l'8 giugno 2016.
  16. ^ Tommaso Pugliese, CD Projekt RED annuncia Cyberpunk, su Multiplayer.it, 2012. URL consultato l'8 giugno 2016.
  17. ^ Mattia Armani, The Witcher 3 annunciato ufficialmente per PlayStation 4, su Multiplayer.it, 2013. URL consultato l'8 giugno 2016.
  18. ^ Roberto Caccia, The Witcher 3 è costato 81 milioni di dollari, un buon investimento per CD Projekt, tomshw.it, 10 settembre 2015. URL consultato l'8 giugno 2016.
  19. ^ The Witcher 3: Wild Hunt, metacritic.com. URL consultato l'8 giugno 2016.
  20. ^ Simone Tagliaferri, The Witcher 3: Wild Hunt è il gioco dell'anno per i The Game Awards 2015, su Multiplayer.it, 2015. URL consultato l'8 giugno 2016.
  21. ^ Lorenzo Antonelli, The Witcher 3: Wild Hunt a quota 6 milioni di copie vendute!, su IGN, 27 agosto 2015. URL consultato l'8 giugno 2016.
  22. ^ Andrea Gazzo, Le vendite di The Witcher 3 spingono i profitti di CD Projekt alle stelle, vg247.it, 12 novembre 2015. URL consultato l'8 giugno 2016.
  23. ^ CD Projekt RED: Basta Strigo per un pò, gamesutra.altervista.org, 2016. URL consultato l'8 giugno 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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